A Verbania arriveranno gli ideatori del progetto: in programma far partire l’esperimento anche nel Vco.

Cantare con le mani, anziché con la voce. Il progetto «Mani bianche» unisce bambini e ragazzi con disabilità ai coetanei normodotati dando possibilità a tutti di esprimersi al meglio: chi può lo fa con la voce, chi invece non riesce alza le mani al cielo e contribuisce a creare una coreografia suggestiva.

Il progetto, nato in Venezuela, arriva anche a Verbania: sarà Villa Olimpia infatti a ospitare il 15 e 16 novembre il secondo Corso per formatori «Mani bianche», una tappa della tournée più ampia che è in programma in Italia. Quello verbanese è l’unico appuntamento in Piemonte. Il corso, aperto a tutti, si terrà sabato pomeriggio e tutta la giornata di domenica con Naybeth Garcìa e Johnny Gòmez, che sono gli ideatori del progetto in Venezuela, ovvero i fondatori del Coro de Manos blancas. Durante le lezioni – sia su dispense sia con dimostrazioni pratiche – i partecipanti acquisiranno i metodi di insegnamento, gli approcci e le nozioni necessarie per cimentarsi in un’esperienza corale che unisca ragazzi disabili e normodotati. L’iniziativa è organizzata con l’Associazione cori piemontesi e il costo è di 35 euro per i soci e 45 euro per gli altri. Sono già aperte le iscrizioni, da effettuare entro il 12 novembre al 328.4884365 o 346.4745460.

Il Coro delle mani bianche è formato da bambini e adolescenti con disabilità (deficit sensoriali, sindrome di Down, ritardi cognitivi, disturbi e disagi psicosociali) che interpretano la musica attraverso la gestualità. Protagoniste sono tante mani vestite di guanti bianchi alzate al cielo e che ondeggiano a ritmo di musica. Accanto ai ragazzi disabili che sventolano le mani si esibiscono cantando i coetanei normodotati, col risultato di un’unica formazione che vuole essere un gruppo omogeneo, dove la diversità sta solo nel modo di interpretare.

L’arrivo a Verbania del progetto porterà anche un’altra novità: «Puntiamo a creare un coro regionale che si fondi sul metodo delle “Mani bianche” – spiega Paola Brizio dell’Associazione cori piemontesi -. Ci piacerebbe iniziare creando piccoli cori che lavorino in modo autonomo nelle province e possano unirsi in un’unica formazione regionale in occasione di eventi e concerti».

Fonte: lastampa.it

(n.s./m.p.)