Una bici rossa entra sul palcoscenico. Solitaria sul palco di un teatro, dove va in scena Icaro Reloaded, uno spettacolo di teatro danza di Antonietta Mollica, 42enne manager della banca Montepaschi Siena (Mps).
Una due ruote che simboleggia la lotta e la vittoria sugli esiti, disabilitanti, di un ictus. “Nel 2006 ero al top del mio mondo – racconta la 42enne -, sportivissima e in carriera: nel 2005 come responsabile dell’internalizzazione delle aziende in India per Mps ero accanto a Ciampi e a Montezemolo nella missioni nel lontano Oriente. E dopo pochi mesi ero in un letto di ospedale a lottare tra la vita e la morte per un ictus che mi ha sorpreso mentre facevo una semplice doccia calda. Paralizzata e impossibilitata anche a fare un giro in bici. Oggi ho vinto contro l’ictus, lavoro, amo, vivo e sul palco inforco la bici”.

E sì l’età degli ictus si abbassa sempre più velocemente: Mollica aveva 34 anni. Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, di un fenomeno già noto in tutto il mondo. «Il trend verso un abbassamento dell’età di insorgenza dell’ictus è rilevabile anche nel nostro Paese, anche se non sono disponibili dati specifici – raccontava qualche mese fa al Corriere della sera, Giuseppe Miceli, direttore del Dipartimento di neurologia d’urgenza dell’Istituto C. Mondino-Irccs di Pavia-». Arriva senza preavviso e lascia strascichi importanti. «Le ali di cui mi sono “dovuta dotare” per vivere sono molto più forti di quelle che mi hanno portato in vetta – racconta Antonietta -. Ho vissuto i miei primi 34 anni come se esistessi solo io, e questo amore per me stessa mi è servito anche per riprendermi. Ma poi ho capito che dovevo restituire un po’ di quell’energia agli altri, ed è nato lo spettacolo che vuole raccontare come si può vivere, nonostante un ictus, come si può e ci si deve riprendere la propria vita”. Come in tutti i casi traumatici e le malattie che lascino dietro di se i segni e la disabilità, in tutte le sue variegate forme, ci si chiede perché? E ben presto si devono mettere da parte i dubbi amletici che cercano di dare una ragione al destino per capire come uscire dall’incubo. «Quindici giorni di rianimazione sospesa tra la vita e la morte, mesi paralizzata su un letto d’ospedale e l’idea di una vita sulla sedia a rotelle- ricorda Mollica -, poi la fatica di riprendermi ogni centimetro del mio corpo e della mia mente (ho recuperato quasi tutto tranne la funzionalità della mano su cui continuo a lavorare con fisioterapia e agopuntura)».

Lo spettacolo scritto da Antonietta, e messo in scena insieme ai professionisti di Motus racconta proprio questa rinascita. «Sintetizzo, in poche battute pungenti, le battaglie, mie e di migliaia di pazienti, per ricevere le cure migliori: in Italia – racconta la manager – esistono poche piccole oasi di eccellenza. Oasi con attorno un deserto di indifferenza e incapacità, luoghi che devono resistere alla desertificazioni della Salute in atto da tempo». E poi il lavoro. «Certo non potevo tornare a fare quello che facevo quando ebbi l’ictus, Ma la banca mi ha sostenuto, mi ha permesso di trovare collocazione all’interno di uffici che mi consentissero di lavorare e riabilitarmi. Peccato che spesso la buona volontà sia vanificata da colleghi o superiori ignoranti che ti prendono nei loro uffici e ti trattano come una bambolina di ceramica di cui far bella mostra».

C’è anche questo nello spettacolo perché questo è quello che qualsiasi persona con disabilità incontra nel suo percorso. Ma c’è anche una riscoperta di sentimenti come innamorarsi e e quella del potere seduttivo di una donna, nonostante la disabilità, e quel grido forte di una donna in carriera che vuole riprendersi ciò che è suo, lavoro, famiglia e amore. E un piccolo gesto che per lei significa molto, tornare a pedalare su quella bicicletta rossa che era parte integrante della sua vita prima dell’ictus, nonostante l’ictus non le avesse lasciato apparentemente nemmeno la possibilità di tornare a comminare.

Le date
27 ottobre ore 21 teatro Vascello Roma
29 ottobre ore 21 teatro Verdi Padova
17 novembre teatro Elfo Puccini ore 21 Milano

(n.s./m.p.)