Non docce gelate di parate vip o storie strappalacrime, ma la routine difficoltosa e in salita, sempre, di chi con la disabilità divide i suoi giorni. Sono queste, storie di normale disabilità, le protagoniste del film-documentario.

cinema venezia 2014Vietato ai disabili realizzato da Fabio Masi – firma di Blob – e prodotto da Rai 3, presentato ieri sera al Lido di Venezia nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, all’interno della rassegna cinematografica “Festival del CinemadaMare”.

Il mediometraggio utilizza il racconto di storie quotidiane per mettere in luce la situazione attuale delle persone con disabilità nel nostro Paese, risultato di un indebolimento costante del nostro stato stato sociale: una sorta di lente di ingrandimento sulle difficoltà delle famiglie con disabili ad accedere ai servizi, ma anche a trovare una sponda nelle istituzioni nel fronteggiare problematicità o anche solo far valere i propri diritti. Tutto questo raccontato in certi momenti con le tinte forti del documentario, come quando ripropone le proteste in piazza, le manifestazioni di rottura mediatica, i duri confronti con la classe politica per rivendicare diritti sanciti dalla Costituzione che hanno spesso visto, negli ultimi anni, crescere una protesta che si fa battaglia di civilità. Come dimenticare, ad esempio, le immagini di genitori davanti a palazzi di istituzioni, a chiedere diritti e urlare le proprie richieste d’aiuto?

Il film documentario, per la durata di 30′, si svolge attraverso le strade, le scuole e le case di Napoli e Roma,evidenziando realtà spesso sommerse nell’indifferenza sociale. Il racconto corale è il risultato della raccolta degli ultimi cinque anni delle tante esperienze personali e quotidiane – nelle quali in molti ritroveranno la propria storia – dei genitori con figli disabili dell’associazione “Tutti a scuola”, che ha anche promosso il dibattito dopo la visione del film.

Con questa iniziativa il gruppo si pone l’obiettivo non solo di offrire spunti di riflessione per il pubblico, ma anche in qualche modo di sfidare la classe politica a intervenire nel concreto e non soltanto con le intenzioni affinchè la disabilità esca dal cono d’ombra dell’indifferenza non solo della società ma, appunto, della politica stessa.

Fonte: disabili.com

(s.i / c.a.)