Rory, Sam e Joshua sono tre giovani australiani che condividono l’amore sconfinato per la musica, ma anche la disabilità: nel 2006 si sono uniti, dando vita alla più energetica e genuina band dall’underground australiano”.

Il cantante, Rory Burnside, è cieco, ha l’Asperger e l’epilessia. È nato e cresciuto in mezzo alla musica: una passione ereditata soprattutto dal padre produttore. Sam Beke suona la chitarra e ha la sindrome di Down, oltre a un’incontenibile voglia di esibirsi sul palcoscenico. Joshua Hogan, il batterista, ha un lieve disagio psichico intellettivo. Insieme, dal 2006, sono i Rudely Interrupted, una rock band di giovani australiani sempre in tour per mezzo mondo. Fanno musica perché ce l’hanno nel sangue e anche per sfidare i pregiudizi sulla disabilità. Da Don’t break my heart, il loro primo singolo, fino agli ultimi lavori, non hanno mai smesso di riscuotere consensi. La critica li ha definiti “la più energetica e genuina band dall’underground australiano”. Dalla loro prima performance nel 2007 la magia non è mai venuta meno. Sold out le date in città simbolo come New York, Toronto, Bristol, Manchester e Londra, solo per citarne alcune. Nel 2010 si sono esibiti anche al prestigioso Kennedy Centre di Washington per proseguire con un tour che li ha riportati a New York, Brooklyn, Northampton, Toronto, Ottawa, Montreal. Un’agenda, la loro, sempre fitta di impegni: il prossimo spettacolo è in programma per fine mese a Los Angeles.

Al loro attivo, come ricorda l’articolo che a loro dedica il numero di luglio 2014 della rivista Superabile Magazine edita da Inail, hanno anche un film documentario che racconta la loro esperienza. Sono inseparabili e instancabili: i Rudely Interrupted continuano ad abbattere le barriere su scala globale. “Il mondo ora è più connesso che mai e la nostra musica e il nostro talento possono raggiungere tutti – scrivono nel loro sito, tra una tappa e l’altra -. Vogliamo continuare a sfidare i luoghi comuni sulla disabilità”. Il loro manager Roahn Brooks, a tutti gli effetti membro della band, descrive così il gruppo: “Questi ragazzi sono come molte migliaia di giovani musicisti in erba che vivono con una disabilità. La terapia del rock and roll negli ultimi otto anni ha permesso loro di crescere oltre ogni aspettativa e dimostrare che, con un po’ di talento, duro lavoro e il giusto sostegno, ognuno può raggiungere l’eccellenza. C’è un crescente movimento in tutto il mondo di artisti outsider e i Rudely Interrupted sono il principale motore di ciò che presto sarà considerato come normale e darà vita a un genere musicale a sé. Siamo una rock band, non abbiamo obiettivi tranne quello di scrivere i migliori pezzi indi-rock-love-pop di sempre”. (gg)

Fonte: superabile.it

(m.p.)