Un laboratorio di arte per ciechi e ipovedenti che ha fatto delle dita lo strumento principe. “Gli occhi delle dita” è il laboratorio di scultura ideato e finanziato dalla Fondazione Valerio Zingarelli-Onlus e dalla Fondazione Alessandro Kokocinski, pittore e scultore di livello internazionale che ha concluso il ciclo di lezioni. “Siamo stupiti di come una persona che non vede riesce a dominare così straordinariamente lo spazio e la forma” dicono i promotori.

Convinti che l’arte manipolatoria possa essere uno strumento di crescita e di espressione artistica importante, il progetto si è posto fondamentalmente di perseguire i seguenti obiettivi: sviluppare l’apprendimento delle tecniche dell’arte scultorea, elaborare soluzioni innovative che consentano la fruizione dell’arte sia presso ambienti museali sia nelle proprie abitazioni, diffondere e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di conoscere e prevenire le malattie dell’apparato visivo.

Gli allievi hanno infatti realizzato durante il laboratorio una serie di opere in terracotta sperimentando varie tecniche di manipolazione e raffigurando vari soggetti a partire dallo studio del corpo umano e lasciandoli poi liberi di interpretare il loro sentire attraverso le loro opere.

E un video con la regia di Daniele Cini ben documenta i passaggi e il senso profondo dell’esperienza. Tutto il laboratorio è stato seguito da una troupe cinematografica che, passo dopo passo, ha raccolto la memoria di questo percorso, riprendendo i momenti didattici, quelli di realizzazione e gli scambi tra allievi e maestro, ponendo particolare attenzione anche alle sensazioni e alle emotività degli allievi e al loro feedback sul laboratorio e sull’esperienza di gruppo.

Raccontano i promotori sul sito del progetto: “Per aumentare la loro esperienza tattile con l’arte il laboratorio ha organizzato anche una visita guidata al museo archeologico di Tuscania, dove grazie all’intervento della sovrintendenza, abbiamo ottenuto il permesso di far toccare con mano alcuni preziosi sarcofagi etruschi esposti”. E’ stata anche creata “un’occasione di incontro e confronto con una giovane start up italiana che sta lavorando a livello di prototipo con alcune tecnologie che potrebbero rendere l’arte più fruibile per le persone disabili visive ma con forte ricadute didattiche anche per persone normodotate. Gli allievi hanno ascoltato il progetto di innovazione tecnologica, hanno testato alcuni dispositivi e hanno dato il loro feedback ai responsabili della start up”.

Fonte: superabile.it

(c.c./m.p.)