Americano di nascita, Phil Dragash a soli 24 anni è già autore di più di 300 cortometraggi, tra i quali anche spot e video musicali. Tra le sue passioni troviamo anche il disegno, la pittura e la fotografia anche professionale. Occupa il suo tempo a progettare e sviluppare film futuri, tra cui vorrebbe annoverare un paio di cortometraggi originali e alcuni progetti concettuali. Aiuta gli amici e i conoscenti con i loro lavori.

Tuttavia la sua opera più rivoluzionaria e di successo è forse l‘audiolibro de Il Signore degli Anelli da lui prodotto. Caricata su youtube e divisa in capitoli,  la sua è un’opera innovativa e quanto mai originale: letto da lui stesso, il libro ha come sottofondo la colonna sonora di Howard Shore, vincitore di 3 premi oscar per la trilogia cinematografica, e gli effetti sonori dei tre film. Pur trattandosi di un fan-made senza scopo di lucro, e senza licenze, di fatto questo audiolibro si colloca a un livello intermedio tra la rappresentazione del regista Peter Jackson e l’originario scritto di J. R. R. Tolkien. Con il lavoro di Phil Dragash, ripreso, grazie proprio al suo contributo, anche da un blogger italiano, il libro di Tolkien prende vita. Ha anche un sito personale. Attualmente Phil è in Europa e vive a Zagabria, dove ha già vissuto anni fa.

Phil, ti mancano solo 3 capitoli e il viaggio ormai sta per concludersi. Ci racconti come ti è venuta l’idea di iniziare questo tuo capolavoro e come ti senti ora che sta per finire?

Sì, solo tre! Attualmente sto lavorando sul capitolo 17, e dovrebbe essere pronto quando i lettori leggeranno l’intervista. Un capolavoro? Troppo gentile, sono onorato per questa definizione. Onestamente, non mi sento di aver realizzato un capolavoro. Come qualsiasi altro artista le direbbe, al momento di osservare (o ascoltare in questo caso) il proprio lavoro compiuto, tutti trovano errori e imprecisioni: gli “Oh, vorrei che fosse venuto meglio” si sprecano ogni volta. Ho avuto l’idea una notte, all’inizio del 2010, leggendo un capitolo del libro. Mi chiesi se fosse possibile drammatizzare questo testo, parola per parola, ed avere allo stesso tempo la grandiosità e il senso del realismo che i film avevano colto quasi alla perfezione. L’unica cosa che potessi fare era un audio-dramma, così provai una demo (il capitolo 6 de Le Due Torri, “Il re del palazzo d’oro” n.d.r.) e fu un successo! Decisi più avanti di provare a lavorare sull’intera opera, grazie ai suggerimenti dai commenti su Youtube, ed eccoci qua ora.  Ciò che ho ottenuto dal lavoro su questo audiolibro è stato semplicemente la bellissima esperienza nell’esplorare gli scritti di Tolkien nei suoi precisi dettagli: mi ha aiutato a capirli e ad apprezzarli molto di più. È chiaro che Tolkien sapeva bene il fatto suo. Si riesce facilmente a fuggire in questo mondo così vero e reale, ed è stata quasi un’avventura farlo suonare il più reale possibile. Ci ho lavorato molto sopra, lo stesso tempo che ci hanno impiegato i tre film ad uscire nelle sale: tre anni. Onestamente non sembra che sia passato così tanto tempo! L’ho iniziato ufficialmente ad agosto 2010, e lo concluderò giusto pochi mesi prima dei tre anni. La mia sensazione attuale è “Sollievo!”, ma anche un molto lento grado di esaurimento.

Come hai organizzato il tuo lavoro? Hai fatto tutto da solo?

L’organizzazione decisamente non è uno dei miei punti forti. Sono andato avanti capitolo per capitolo felicemente, così non c’è stato un reale problema a questo riguardo. Ho fatto tutto il lavoro da solo – sebbene molto del mio lavoro si basa su (e include) molti effetti sonori meravigliosi del team di Park Road Post, e la fantastica colonna sonora di Howard Shore. Gran parte dell’atmosfera (e alcuni specifici suoni) sono stati tratti da una libreria che ho ampliato nel corso degli anni. Ovviamente, ho mixato il tutto per creare ciò che Il Signore degli Anelli richiedeva. È anche vero che ho dato io stesso voce a tutti i personaggi e al narratore, ma sarei disonesto se non menzionassi gli amici che mi hanno fornito alcune delle voci di sottofondo per la folla.


Il capitolo sul Monte Fato.

Uno dei tuoi fan su Youtube ti ha scritto: «ciò che hai realizzato è magnificenza oltre ogni misura, e per questo hai vinto un posto a tavola con Peter Jackson e Tolkien stesso». Non hai mai pensato di promuovere il tuo lavoro?

Queste persone sono veramente fantastiche, mi hanno veramente dato una grande perseveranza per andare avanti. Non sarei andato lontano senza le loro umili parole; è un rapporto molto “alla Sam e Frodo”. Ciò che mi hanno scritto era inaspettato (è internet dopotutto!) ed estremamente toccante. Non mi dimenticherò quella citazione negli anni a venire. Il mio è un lavoro non licenziato, fatto da chi si potrebbe definire un fan, perciò ritengo che promuoverlo sarebbe un tantino egoista e presuntuoso. Inoltre, se la qualità fosse buona abbastanza, si promuoverebbe da solo. Diventerei veramente ansioso se mai uno tra Christopher Tolkien, Howard Shore o Peter Jackson si imbattesse in ciò che ho realizzato, sebbene speri che questo un giorno accada. Chi lo sa? Magari lo hanno già trovato?

A questo proposito, Christopher Tolkien ha recentemente criticato la trilogia di Peter Jackson. Lei crede che apprezzerebbe maggiormente il suo lavoro?

Questa è una domanda da un milione di dollari! Christopher Tolkien ha passato la maggior parte della sua vita curando e aggiornando le opere di suo padre. Tolkien è così vicino alla Terra di Mezzo che sarebbe una grande impresa avere il suo apprezzamento. Capisco la sua frustrazione con gli adattamenti cinematografici (specialmente con l’attuale prequel, Lo Hobbit), ma un suo apprezzamento significherebbe veramente qualcosa.


Il capitolo della fuga dalle miniere di Moria e l’incontro col Balrog, ne La Compagnia dell’Anello

Su quali progetti hai lavorato in passato? E quali altri intendi perseguire per il futuro?

Fondamentalmente sono un filmmaker. Quando ero più piccolo disegnavo, e mentre crescevo mi sono trovato sempre più attratto dal narrare storie in modo accattivante. Per me, il più grande piacere è trasportare le persone in altri mondi e farli sentire dentro, coinvolti. Ho girato molti cortometraggi fin dall’anno 2000, e per me è eccitante continuare a girarne di nuovi e far pratica con essi. Sto preparando nuovi corti, sperando di concentrarmi su quelli una volta finiti gli ultimi tre capitoli. Ovviamente, rimane sempre l’idea di ridoppiare l’audiolibro de Il Signore degli anelli, questa volta in versione ufficiale (magari partendo da Lo Hobbit?), con effetti sonori migliori e quanti più attori del cast originale riesca a convincere.

Hai prodotto molte cose, e sei senza dubbio un artista eclettico. Secondo te, quanto difficile è, per un giovane come te, emergere e farsi strada nel mondo dell’arte?

Grazie mille! Il mondo dello spettacolo (e in esteso, il mondo dell’arte) è una rete molto intricata, dove entrano solo certe cose. È un business in continuo cambiamento e in evoluzione spontanea, dove è implicata un sacco di fortuna. Gli “incontri casuali”, come diciamo a Brea (città della Terra di Mezzo, n.d.r.), sono vitali per entrare nel sistema. Io spero che il “ciò che sai”, aiuti a superare in valore il comune detto “chi conosci”, e penso che l’opportunità stia assolutamente qui. È molto più facile al giorno d’oggi avere le tue opere in giro, ma “entrare dentro“, è ancora difficile come lo è sempre stato. L’unica soluzione è continuare ad andare avanti, e non arrendersi mai.

Il lavoro di Phil Dragash è stato ripreso anche da un italiano, Riccardo Ricobello, che ha letto alcuni capitoli de Le Due Torri, grazie alle basi musicali e sonore gentilmente fornitegli proprio da Phil Dragash. Qui di seguito “Smeagol domato”, capitolo 13 del secondo libro della trilogia di Tolkien, completamente doppiato in italiano.

di Andrea Gentili

Fonte: ilreferendum.it

(r.b./m.p.)