Da una sedia a rotelle alla Grande Mela grazie al rap, questo è quanto sta succedendo a Kray_z Legz, all’anagrafe Marc Umphries, un ragazzo inglese di 23 anni che, essendo affetto dalla nascita da spina bifida, ha trovato il suo riscatto nella musica.
E non è l’unico esempio di come l’hip-hop non serva solo da rivalsa ai neri dei ghetti americani ma anche a persone discriminate perché un po’ meno fortunate della norma, se una norma c’è: pensiamo al francese Grand Corps Malade, un giocatore di basket di buon livello e promettente allenatore che, dopo uno sfortunato tuffo in una piscina, si è ritrovato a non poter quasi più camminare. Anche in quel caso grazie al rap, anzi per meglio dire grazie allo slam (una sorta di poesia rappata su musica strumentale), Fabien Marsaud (questo il vero nome di Gran Corps Malade) ha trovato la sua riscossa, pubblicando tre album e ora anche un libro.

E dagli Usa gli esempi di Four Wheel City e Krip-Hop Nation, due rapper in sedia a rotelle che vivono le loro lotte quotidiane nelle strade di New York e della California. O, per restare in Italia, la storia di Simoncino, un rapper romano affetto da nanismo che rappando grida la sua rabbia e la sua voglia di una vita spericolata più di quella di Vasco Rossi.
Kray-z Legz (che tradotto vorrebbe dire Gambe Pazze), nel suo piccolo, viene dalla contea inglese del Sommerset, famosa più per il Glastonbury Festival (il più grande festival musicale inglese) che per essere un ghetto, eppure di battaglie ne ha dovute condurre tante: la sua infanzia è stata scandita da ben trenta operazioni, e ha dovuto convivere con un padre alcolista. Da queste esperienze fin troppo formative nasce Man of the Street, la canzone che darà il nome al primo album di Marc, prodotta dal newyorkese Anno Domini, una sorta di celebrità nel mondo hip-hop che ha avuto fra i suoi clienti anche i Dirty Dozen di Eminem. L’Album uscirà a fine mese su Itunes, e per Marc il 2013 sarà un anno di nuove collaborazioni, registrazione di singoli e concerti, per dimostrare che chiunque – anche chi ha avuto una vita difficile come la sua – può trovare riscatto nel rap.
Molte fra le canzoni di Kray-z sono autobiografiche, come ad esempio “Who I Am” (Chi sono), “Dreamer” (Sognatore) e “Crooked Crimbo” (Natale storto).

Marc ha iniziato a suonare il violino a quattro anni, ma da teenager è passato alla chitarra e alla batteria, per poi scoprire la sua passione per il rap. E’ così diventato prima un DJ e poi un MC (master of cerimonies). Aveva problemi a scuola, non riusciva a passare gli esami in inglese, ma anche in questo il rap gli è venuto in soccorso e i suoi risultati sono migliorati. Dopo l’istituto alberghiero, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla musica. Per ora vive della pensione di invalidità, ma con l’uscita del suo primo album spera che la sua vita sia giunta ad un momento di svolta.

di Maurizio Molinari

Fonte: Redattore Sociale

(m.a./m.p.)