Lunedì 21 gennaio, alle ore 21 (matinée per le scuole martedì 22 gennaio alle 9 e alle 11:15), presso il Teatro Don Bosco Villa Ranchibile, in via Libertà 199 a Palermo, per il ciclo “Nessuno escluso!”, rassegna sui teatri delle diversità, con protagonisti giovani attori disabili, promossa dalla cooperativa sociale Emmeciquadro insieme a Néon Teatro, è in programma lo spettacolo “Neve”, per la regia di Monica Felloni e la direzione artistica di Piero Ristagno.

In scena attori diversamente abili e non della compagnia “Bagnati di Luna” sez. AIPD di Catania: Giuseppe Calcagno, Carmelo Privitera, Emanuela Dei Pieri, Marco Cinque, Emily Reitano, Enzo Malerba, Valeria Sciuto, Luca D’Angelo, Daniela Triaca.

Lo spettacolo va in scena nell’ambito del ciclo organizzato da Emmeciquadro insieme a Néon Teatro, all’Associazione Siciliana Consumo Consapevole, all’Istituto Salesiano Don Bosco “Villa Ranchibile”, al Rotary Club Palermo Sud e con il patrocinio gratuito della Provincia regionale di Palermo.

Il costo del biglietto è 7 euro per ciascuna replica. Riduzioni per studenti, scolaresche e soci Coop. Prevendite presso Emmeciquadro, via Mario Rapisardi 15 (tel. 091-7302500). Botteghino a teatro a partire dalle ore 20:00.

“Nessuno escluso!”, che ha preso avvio a novembre, è alla sua prima edizione a Palermo e il suo scopo è di promuovere nell’opinione pubblica, a partire dalle giovani generazioni, la cultura delle differenze, per realizzare l’ambizioso obiettivo dell’interazione fra persone diverse.

“Neve” è ispirato al celebre libro di Maxence Fermine. In scena la parola, pronunciata, scritta, desiderata. La parola che avanza pura come un fiocco di neve a imbiancare l’aria e a  coprire la terra. Così gli attori mettono sul palco e  celebrano “l’esperienza” della parola. Con la regia di Monica Felloni e la presenza in scena di Giuseppe Calcagno e degli attori della compagnia Bagnati di Luna sez. AIPD di Catania, in “Neve” vengono ripresi quegli elementi naturali che emergono dal romanzo stesso: la luce, il colore dominano la scena così come la poesia degli stessi attori down, poeti naturali e funamboli della vita: “il vero poeta possiede l’arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta (….) Il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all’altezza del suo sogno, non scendere mai, neppure per un istante”.

Fonte: teatro.org

(s.i./m.p.)