Attori Down protagonisti al cinema

Il cinema americano è sempre più alla ricerca di attori con sindrome di Down per svolgere ruoli importanti.
Un primo bilancio dell’anno che sta per concludersi sembra confermare lo spazio e la crescita delle opportunità date agli attori con disabilità. A parere dei critici cinematografici, e degli stessi artisti, l’aumento della loro visibilità sta facendo una grande differenza, sia a Hollywood sia nel “mondo reale”.

Almeno due film, in uscita durante queste settimane natalizie, vedono la presenza di attori con sindrome di Down in ruoli cardine. Nella pellicola canadese Café de Flore (in lingua francese), si esplora la relazione tra una madre e il suo giovane figlio Down nella società parigina degli anni Sessanta; mentre in Any Day Now il regista americano Travis Fine s’ispira alla storia realmente accaduta negli anni Settanta di una coppia gay che accoglie un ragazzo Down abbandonato dalla madre tossicodipendente. Anche sul piccolo schermo non manca la presenza di attori con la malattia genetica che si esibiscono in ruoli regolari per serie televisive visibili anche nel nostro Paese come Glee, La vita segreta di una teenager americana e American Horror Story.

Il recente boom di talenti cinematografici Down aiuta senz’altro il grande pubblico a capire meglio la disabilità, e dimostra come Hollywood stia cercando di rappresentare più accuratamente la società “reale”. In questo senso lavora anche l’associazione no-profit Down Syndrome in Arts & Media che opera attivamente in California con studi e agenzie il cui obiettivo è individuare e scritturare attori Down o con altre disabilità dello sviluppo. Molto resta ancora da fare, però, perché gli attori con sindrome di Down non abbiano solo ruoli redatti per loro, ma possano accedere anche a parti scritte per qualsiasi uomo o donna. L’intrattenimento, secondo l’agenzia di talenti Down, dovrebbe riflettere la vita di tutti, non solo quella delle persone “perfette”.

Vedere all’opera questi interpreti per troppo tempo “invisibili” ha un impatto senza precedenti non solo sui colleghi che lavorano con loro, come sottolineano numerose interviste, ma anche sul modo in cui il pubblico generale comprende i problemi delle persone con disabilità in ogni parte della loro vita fuori dallo schermo. Per troppo tempo le esistenze e le esperienze rappresentate nelle attività d’intrattenimento sono state un riflesso insufficiente del mondo reale in cui viviamo. Oggi produttori e pubblico chiedono rappresentazioni più vere che includano le persone con disabilità, senza paura delle differenze.

Fonte: west-info.eu

(s.i./m.p.)