Tom Kent è sordo. Questa grave disabilità non gli ha impedito di studiare, laurearsi e coniugare le sue due più grandi passioni: l’insegnamento e il teatro. foto personaggioTom insegna recitazione ai ragazzini della Angmering school di Littlehampton, cittadina nel sud dell’Inghilterra e, nonostante non possa sentirli, non perde nemmeno un particolare del linguaggio del corpo che parlano i suoi giovani allievi.

COMUNICARE CON GLI OCCHI – A raccontare la storia di Tom è il Guardian, che l’ha seguito durante una normale giornata di lezione, alle prese con ragazzini chiacchieroni ed entusiasti. “Sono una persona di mentalità aperta – racconta Lianne Allison, vicepreside – ma ero anche piuttosto insicura sulla scelta di assumerlo. Avevo bisogno di vederlo interagire con gli altri studenti e così l’ho invitato a una lezione di prova. È stato eccezionale: si faceva capire con il linguaggio del corpo e con il contatto visivo. E gli studenti hanno risposto brillantemente”.

A SCUOLA CON L’INTERPRETE – E così, con i suoi trent’anni, Tom è entrato in sala professori accompagnato dalla sua interprete, Diana Bailey, figura insostituibile nelle comunicazioni con gli studenti e gli altri insegnanti. Il professor Kent fa parte di quell’1% di insegnanti inglesi che, pur avendo una disabilità anche grave, sono riusciti ad integrarsi perfettamente in una scuola per allievi normodotati. “Molti altri insegnanti non mi hanno voluto, perché credevano che non fossi all’altezza – dice Tom, servendosi della voce di Diana – Ma il Sussex mi ha dato un’opportunità. Per molti dei miei studenti non deve essere facile, ma credo si stiano abituando. Gli sto insegnando il linguaggio dei segni”.

MODELLI PER GLI STUDENTI – L’esempio di Tom Kent ha spinto molti presidi e insegnanti inglesi a chiedersi se, nonostante i costi di gestione più alti, non sia vantaggioso inserire nell’organico professori disabili, che possono diventare un modello per gli studenti che possono abituarsi alla diversità senza temerla. Ma gli ostacoli sembrano insormontabili. “Le nuove scuole sono pensate per accogliere studenti disabili, ma non i docenti – spiega Rita Egan, professoressa in pensione che da anni si muove su una sedia a rotelle – Quindi può capitare che spesso ti troverai davanti a una pedana su cui non puoi salire”. E così molto spesso insegnanti altrimenti validissimi non trovano lavoro perché le scuole non sono disposte a investire su di loro.

INSEGNARE AI BIMBI DISABILI – Tom, comunque, guarda già al futuro: sta pensando di tornare alla Hamilton Lodge, la scuola per studenti non udenti dove ha studiato da ragazzino, mettendo a frutto quanto imparato in una scuola regolare. Il sogno è quello di insegnare a bambini sordi: “Per un bambino disabile è importante avere un modello positivo”.

Fonte: giornalettismo.com

(m.p.)