Sabato 3 novembre alle ore 18.00 si inaugura a Bologna presso la galleria Il Punto – Circolo G. Dozza Atc – Via San Felice 11/E

la mostra personale di Giovanni Mangiacapra dal titolo: L’astratto dell’Anima e della Mente

L’esposizione, curata da Marina Zatta, è realizzata con le opere recenti dell’artista.

In mostra dal 3 al 15 novembre 2012  dal lunedì al venerdì ore 10,30-12,30  e 16,30-19,00

foto personaggioIn alcune opere di Mangiacapra prevale il desiderio di manifestare liberamente il suo sentire, in altre prende il sopravvento la razionalità con cui ricerca una sintesi artistica al segno astratto, ma sempre entrambe le componenti sono ampiamente rappresentate.

Questo è il segno dell’originalità dei lavori di Mangiacapra; negli anni la ricerca dell’arte astratta si è evoluta su diversi binari, alcuni fatti di componenti maggiormente razionali, altri più “anarchici”, maggiormente tendenti alla libera espressione dell’anima dell’artista e, naturalmente, queste due parti non sono mai state del tutto scisse tra loro, si sono mescolate esattamente come si mescolano nella vita la cerebralità e il sentimento. Quello che però distingue Giovanni sulla scia di questo percorso è la volontaria mescolanza di questi elementi, la deliberata scelta di lasciare nelle sue opere le briglie sciolte all’espressione della sua anima, e al contempo la determinazione a domare questa espressività con la razionalità.

Nei suoi ultimi lavori Giovanni Mangiacapra rappresenta la sua visione attraverso ampie zone realizzate con pochi colori contrastanti tra loro. E’ il segno che la sua narrazione si fa sempre più sintetica e contestualmente più matura; Giovanni in queste opere sceglie di dire poche cose, ma forti, determinate, senza incertezze. Il tratto è come sempre vigoroso, scientemente potente, ma la selezione cromatica vira spesso su temi delicati, oppure sfrutta i toni più scuri per attenuare i colori più accesi. Anche questo denota un cammino maturo, sentire il colore non solo nelle sue espressioni più nette ma anche nei suoi toni più sfumati e collegarlo, con l’ossimoro di un armonico contrasto, ad un segno caratterizzato da una energica robustezza significa, nuovamente, ricercare un sintesi narrativa, l’equilibrio tra Yin e Yang che gli uomini rincorrono da millenni.