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Sito di informazione sui Servizi e sulle prestazioni domiciliari, diurne e residenziali della Città di Torino in favore delle persone anziane

Una casa a chi è senza casa, quale domiciliarità possiamo riconoscere e sostenere?

Mercoledì 2 dicembre, a Torino, presso il Gruppo Abele – La Fabbrica delle E, corso Trapani 95, si terrà il seminario Una casa a chi è senza casa, quale domiciliarità possiamo riconoscere e sostenere?

L’obiettivo del seminario è quello di riflettere sul rispetto del diritto alla domiciliarità anche per le persone che sono sprovviste di una casa, nonché confrontarsi su quale domiciliarità può essere sostenuta e riconosciuta alle persone che vivono in strada.

Il seminario, che comincerà alle ore 8:30 e terminerà intorno alle 17:00, sara’ portato avanti con l’intervento di esperti, di associazioni, organizzazioni e Enti che da tempo si occupano di tali problematiche.

Per l’iscrizione e per scaricare il programma clicca qui.

PRESENTAZIONE DEL SEMINARIO:
L’emergenza casa colpisce tutta Italia, indistintamente. Un dramma che coinvolge sia le grandi città che i piccoli centri. La piaga degli sfratti per morosità incolpevole ha coinvolto nel 2013 – 65.300 italiani, mentre le sentenze di sfratto sono state più di 73mila; erano invece 650 mila le persone inserite in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare. Gli sfratti coinvolgono sempre più inquilini che non riescono a pagare l’affitto poiché sono rimasti senza lavoro. Sono dati che fanno capire come il passaggio da una condizione di vita normale a quella di senza casa possa rivelarsi più breve di quanto si immagina. In questo quadro e, mentre il governo fatica a trovare risorse adeguate per affrontare l’emergenza abitativa, varie associazioni e Amministrazioni Comunali stanno certamente “faticando” ma anche sperimentando nuove forme di intervento per offrire un alloggio stabile a chi vive per strada, pur avendo consapevolezza che garantire una casa non è sufficiente per prefigurare una condizione di inclusione e riconoscimento pieno dei diritti di cittadinanza.
La Federazione italiana organismi per le persone senza dimora, costituita da oltre cento associati, sia Enti Locali sia Associazioni che lavorano con i senza dimora, sta lavorando per replicare in modo strutturato in Italia il modello “Housing first”, messo a punto negli Stati Uniti e basato proprio sull’assegnazione di case gestite da enti del terzo settore. Il presupposto è che la disponibilità di una casa, di per sé, aumenti il benessere psico-fisico e l’autostima.
Questo è certamente in forte sintonia con quanto andiamo professando da oltre 20 anni: La Casa fa Bene – La casa Cura – La Casa Rassicura.
Essendo il concetto culturale della domiciliarità, da noi ideato e promosso, un insieme che unisce la persona con la sua casa e il suo abitare sociale, vogliamo, con questo seminario, riflettere per continuare a impegnarci e lavorare meglio per veder rispettato il diritto alla domiciliarità anche per le persone che sono sprovviste di una casa, nonché, confrontarci su quale domiciliarità può essere sostenuta e riconosciuta alle persone che vivono in strada.
Ci aiuteranno in questa riflessione alcuni amici, associazioni, organizzazioni e Enti che da tempo si occupano di tali problematiche, lo faremo con quanti in questi anni hanno sviluppato progettualità tese a ricostruire vite, un progetto di inclusione e un tessuto di relazioni, convinti che, senza casa si perde la dignità, la libertà e la propria domiciliarità subisce una pesante amputazione.
In noi è ancora presente il ricordo di un’anziana signora la quale ricoverata in una struttura affermava urlando ai passanti:
“…Mi hanno tolto le chiavi di casa mi hanno tolto la vita!”.

Fonte:  www.bottegadelpossibile.it

  • Aggiornato il 27 novembre 2015