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Tandem 8- Il racconto della storia: teatro, museo, cuore

 

 

Il teatro del cuore

Hélène Cixous, Il teatro del cuore . Pratiche editrice.

 

Catalogo Lunga Liberazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Visita narrata alla mostra La lunga liberazione 1943 - 1945 , Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà.

 

 

 

 

 

Una riflessione sul raccontare la storia: questo Tandem mette a confronto un libro che parla di scrivere per il teatro - più precisamente, di scrivere la Storia degli uomini e dei popoli, a teatro - a confronto con un racconto della storia, un racconto di uomini e di popoli, al museo.

Due modalità narrative, due modi di essere presenti per mettere in scena la storia, necessità e dovere dell'uomo di rivivere il passato per comprendere il presente: che sia sul palcoscenico, o tra le mura di un museo.

Il saggio di Hélène Cixous,Il teatro del cuore, è una riflessione personale sull'esperienza di drammaturga e scrittrice, sul lavoro difficile di comporre un testo per persone che lo mettono in scena, che lo vivono sulla scena.

Con testo, si intende significato, riflessione, urgenza di puntare i riflettori su un preciso argomento, che può essere per esempio, evento storico, storia di uomini e popoli. Allora si intenderà vocazione, scelta di un punto di vista che traccia una linea e un cammino attraverso una precisa fetta di storia.

A confronto con queste riflessioni, il racconto della mostra "La lunga liberazione 1943 - 1945", allestita al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, dal 21 aprile al 27 novembre 2005.

Più che confronto, questa riflessione potrebbe chiamarsi ispirazione: perché raccontare al museo - raccontare la Storia - può prendere ispirazione dal raccontare al teatro. Perché il teatro è, per Hélène Cixous, una risposta giusta al bisogno di rivivere la storia.

Scrive nelle sue pagine: "non sono stata io a trovare la risposta, la risposta è venuta da me, è venuta a cercarmi. Certo, è il teatro, perché è la forma più nuda. Perché nel teatro ci sono solo i personaggi. Il teatro tiene all'essenziale: l'azione e i personaggi. A mio avviso è quello di cui abbiamo bisogno e che rappresenta un'urgenza."

Un'urgenza, l'azione che fa partire il racconto, i personaggi, un luogo, il palcoscenico.

Ecco come li ritroviamo nella mostra sulla Lunga Liberazione d'Italia.

L'azione è una: la lunga liberazione.

Un'azione fatta da mille volti, i personaggi, i protagonisti delle fotografie raccolte dai curatori: i volti degli italiani, i soldati alleati sbarcati nella penisola, i volti della resistenza.

Su questa scena, poi, è stato messo un punto di vista, uno sguardo trasversale che ha costruito un cammino all'interno della mostra. Un evento di una giornata, una visita guidata, in forma di racconti, costruita durante un laboratorio che ha coinvolto gli studenti della classe serale del CTP Giulio, in collaborazione con HoldenArt e il Comune di Torino, nell'ambito del progetto "Un patrimonio di tutti".

Una visita narrata realizzata con i racconti e lo sguardo degli studenti, migranti provenienti dal Perù, dal Marocco, dalla Moldavia, dalla Romania, e italiani, che ora vivono, lavorano e studiano a Torino. Il loro punto di vista, accostato ad altro materiale tratto da libri, scritti, diari inerenti l'argomento della mostra, ha messo in scena una fetta di storia, diverse liberazioni sono state messe a confronto.

Il confronto e il diverso, l'estraneo, lo straniero: ricchezza e fondamento per conoscere e raccontare la propria storia, il passato, e per comprendere il presente.

Questo il secondo punto di ispirazione dalla scrittura e dalle riflessioni di Hélène Cixous: straniera nel suo paese.

Scrive nelle prime pagine del suo saggio: "la mia scrittura è nata in Algeria da un paese perduto, da padre morto e madre straniera. Ognuno di questi segni che possono considerarsi di fortuna o di sfortuna, sono diventati cause e chances nella mia scrittura. Ho avuto la fortuna di avere per tempo e luogo di nascita l'estraneità, l'esilio, la guerra, il ricordo fantasma della pace, il dolore, il lutto.

A tre anni ho saputo, tra i fiori e i profumi, che si poteva uccidere a causa di un nome o di una differenza. Ho saputo che esisteva lo sradicamento. Ma anche il buon radicamento.

Ho visto che le radici umane non conoscono le frontiere e che dietro la terra, giù in basso nella scala del mondo, c'era il cuore."

Hélène Cixous ha fatto della sua voce straniera, che nell'infanzia le ha dato dolore, una fortuna e una chance nella sua scrittura. è a partire dal dolore che si muove il motore dell'indagine, della scrittura, della riflessione, della ricerca della storia. è sempre da un inferno che parte il viaggio, riflette la scrittrice.

Da una differenza.

E' stata questa differenza, l'ispirazione del lavoro del laboratorio per la visita guidata della mostra "La lunga liberazione 1943 - 1945". L'obiettivo era quello di poter capire la nostra Storia a partire dalla Storia di chi è straniero, e viene da lontano, e vive oggi nel nostro paese, il nostro presente.

Questa possibilità di far vivere la storia, di dare azione, personaggio e punto di vista, è l'ispirazione del Tandem di questo mese, che prova a accostare teatro, museo e racconto, per trovare il cuore di cui parla Hélène Cixous, perché le radici umane non conoscono frontiere, ma sono cuore che batte nel confronto con uno sguardo straniero.

 

Scritto da Marta Pastorino , per HoldenArt

 

I testi affrontati sono:

-Hélène Cixous, Il teatro del cuore . Pratiche editrice

-Visita narrata alla mostra "La lunga liberazione 1943 - 1945"

 

Holden art : Tel.011/2304007 - Corso Dante, 118 - Torino

E-mail: marina.gellona@holdenart.it - Sito: www.holdenart.it/

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