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Castello Ducale di Aglié

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piazza Castello, 2
10011 - Agliè (Torino)
tel. 0124 330102
fax   0124 330279
email: pm-pie.aglie@beniculturali.it
sito web:  www.polomusealepiemonte.beniculturali.it

 
Con i suoi ventimila metri quadrati di superficie sviluppati su quattro piani e altrettanti ammezzati, il Castello di Agliè è una delle più grandi dimore che la storia sabauda ci ha lasciato. Nei suoi saloni si conserva un enorme patrimonio di arredi, stimabile in oltre cinquemila oggetti. Gli fa corona un Giardino con labirinti, parterres, fontane, serre per le grandi piante di agrumi e un parco arricchito da piante plurisecolari, resti archeologici e un lago con un isolotto centrale. La sua lunga vicenda storica si snoda dal XIII secolo sino agli anni centrali del Settecento sotto l’egida della potente famiglia dei conti di San Martino: tra il 1643 e il 1667 il castello medioevale venne radicalmente trasformato nelle forme attuali dal conte Filippo, figura fondamentale di riferimento della politica e delle arti del ducato sabaudo durante la lunga reggenza di Cristina di Francia, della quale Filippo era il favorito. Appartiene alla fase costruttiva seicentesca la realizzazione della zona di affaccio sul giardino, il cortile di San Massimo e l’omonima Cappella con i superbi stucchi dei maestri luganesi che traforano la cupola. Nel 1763 il Castello venne acquistato dai Savoia come appannaggio del figlio cadetto di Carlo Emanuele III, Benedetto Maria Maurizio duca del Chiablese: prende vita un grandioso progetto di ampliamento concentrato nel settore verso il borgo e nella costruzione della place royale circondata dalla Galleria alle Tribune in collegamento con la Chiesa Parrocchiale e due palazzi nobiliari.

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Dal 1825 al 1849 si registra un importante intervento di aggiornamento degli appartamenti ad opera del re Carlo Felice e di Maria Cristina di Borbone Napoli, che introdussero nelle sale gli squillanti colori dei papiers peints, la collezione archeologica tuscolana e il sontuoso arredo dell’Appartamento Reale. Con Maria Cristina il parco perde le sue rigorose geometrie “all’italiana” per acquisire la dimensione romantica caratterizzata da percorsi tortuosi, radure, boschetti , il lago con il suo isolotto e il segreto reposoir. Abitato dai duchi di Genova per quasi un secolo, nel 1939 il Castello fu venduto allo Stato italiano che ne cura tuttora la gestione attraverso l’azione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Piemonte.

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Si consiglia di contattare la sede museale al numero 0124 330102 per la conferma degli orari effettivi di apertura.
 

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