Intervista
a Daniele Lupo Jallà
Vicedirettore Divisione Servizi Museali - Città di Torino
Tra le attività del Protocollo d'Intesa ha avuto rilievo la documentazione e le produzioni di materiali specifici.

In questa prospettiva la Città di Torino ha deciso di pubblicare questo quaderno di lavoro che ripercorre le tappe di un percorso di formazione ma anche di ricerca-azione che ha già coinvolto numerosi bambini, insegnanti e operatori museali la cui esperienza qui documentata, speriamo, possa servire anche ad altri colleghi. Strutturato in più parti, contiene una ricostruzione delle diverse fasi in cui si è sviluppato il progetto formativo, i contributi degli esperti e una ricca appendice di esperienze didattiche svolte dagli insegnanti con le loro classi.
Per riceverne copia, potete contattare il numero verde museiscuol@ 800553130.
Vicedirettore Divisione Servizi Museali - Città di Torino
Il primo percorso didattico dal titolo "L'amico del marinaio" viene realizzato dalla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea nel 1994. Nel 1995 si ampliano le attività di laboratorio della Gam, e a queste si aggiungono i laboratori proposti dal Museo Civico di Numismatica, Etnografia e Arti Orientali.
Questo tipo di attività didattica aveva come caratteristica quella di coinvolgere in forma qualitativamente significativa un numero quantitativamente ridotto di persone. Le attività didattiche di laboratorio avevano per loro natura un'utenza limitata, per questo motivo si è cominciato a studiare dei percorsi alternativi e autoguidati, integrati con alcuni materiali immediatamente disponibili per gli insegnanti da poter utilizzare nel corso di una visita.
La riflessione su questa esperienza porterà a indagare sulla necessità di espandere e diversificare l'offerta di prodotti dei musei da un lato e dall'altro verificare la possibile e necessaria attività dei Servizi Educativi all'interno dei Musei con l'apporto delle necessarie competenze pedagogiche.
Si evidenzia in questa fase la ridotta capacità produttiva di progetti e prodotti da parte del museo e dall'altra le attività dei Servizi Educativi, che intervenivano all'interno delle strutture museali senza creare una relazione significativa con esse.
Il rischio possibile era che i progetti museali fossero poco didattici e i progetti didattici fossero poco museali. Rispetto a questo tipo di problematica di fondo viene proposta un'elaborazione congiunta, in modo da poter mettere al servizio del progetto le competenze delle strutture potenzialmente interessate a questo programma di cooperazione.
Nasce così l'idea del Protocollo d'Intesa siglato nel 1996 tra la Città di Torino e il Provveditorato agli Studi, che come primo intervento effettua un'indagine sugli aspetti problematici delle visite ai musei ed elabora due progetti sperimentali coinvolgendo rispettavimente due musei e due quartieri, la Gam e il Borgo Medievale e le scuole dei quartieri S. Salvario e Vanchiglia.
Viene formato un gruppo di lavoro composto da insegnanti e referenti didattici museali.
Nasce una sperimentazione che vede come prima fase l'individuazione di un progetto e in seguito la sua elaborazione congiunta, la sperimentazione con le classi e gli insegnanti coinvolti, la verifica, la sua adozione dalla quale la metodologia adottata verrà utilizzata come materiale di formazione e di aggiornamento dei docenti, creando così i presupposti per una sua progressiva diffusione.
Questo il quadro che porta alla definizione di un secondo Protocollo d'Intesa nel 1999 che vede coinvolti la Città di Torino, Divisioni Servizi Culturali e Divisione Servizi Educativi, il Provveditorato agli Studi e l' I.R.R.S.A.E Piemonte.
Da questo momento in poi si lavorerà su due livelli:
- I laboratori come esperienze in cui l'attività pedagogica si sviluppa attraverso la sperimentazione, la manipolazione e il dibattito,
- I percorsi autoguidati che offrono la possibilità alle classi, previa preparazione degli insegnanti, di gestire la visita autonomamente. Questo progetto ha seguito un suo percorso di crescita, sono stati tenuti seminari per l'individuazione di un linguaggio comune e analizzate proposte di approfondimento su aree tematiche specifiche. I risultati sono evidenti e visibili nella misura in cui si esaminano i dati sull'aumento della frequentazione, che passa da sotto soglia ad un allineamento ai parametri di normale afflusso di altre strutture analoghe.
Da un anno circa stiamo lavorando anche ad un sistema di valutazione, cioè a standard educativi che siano procedurali e metodologici e che abbiano la caratteristica di coinvolgere, a partire dalla progettazione, direttamente l'utente, cioè lo studente, attraverso la mediazione dell'insegnante coinvolto e con cui viene prodotto un lavoro che sia il più possibile vicino ai reali bisogni della scuola; che rispetti nello stesso tempo criteri di qualità da un punto di vista sia scientifico che pedagogico.
Il risultato tangibile di questo impegno è visibile nei progetti realizzati e sostenuti finanziariamente dal Settore; i progetti valutati idonei rispetto a standard educativi che rispondano alla metodologia sperimentata con il proposito di raggiungere un prodotto di qualità.
Per il continuo aggiornamento rispetto alle attività svolte nei musei viene inoltre pubblicato un catalogo annuale delle offerte didattiche, sia nostre che dei servizi educativi,oltre a mettere a disposizione degli insegnanti la possibilità di visitare propedeuticamente il museo, in maniera gratuita. Per ovviare alla difficoltà di raggiungere capillarmente le singole istituzioni scolastiche in tempo reale e con la possibilità di aggiornare in modo sistematico e costante l'utenza è stata pensata la Newsletter, una guida alle attività didattiche dei musei civici e non, in cui gli insegnanti potranno trovare informazioni utili all'elaborazione di un proprio percorso didattico. Oltre a questo è a disposizione del pubblico il numero verde "Città per la Scuola" (oggi museiscuol@) dedicato espressamente a coloro che desiderino avere le tutte le informazioni inerenti le attività svolte nelle sedi museali.
Un esperienza che spero cresca in maniera significativa, coinvolgendo un sempre maggior numero di insegnanti, fino ad arrivare alla possibilità, un giorno,di avere alcuni docenti che a rotazione collaborino per un intero anno scolastico con il museo, portando la loro esperienza didattica e acquisendo contemporaneamente un'esperienza museale.
L'obbiettivo è quello da un lato di avere la sezione didattica del museo disponibile a confrontarsi con l'utenza e verificare con il pubblico i prodotti, e dall'altro insegnanti che diventino reali mediatori con strumenti adeguati per non delegare all'esterno la gestione delle attività proprie e con il diretto coinvolgimento della scuola stessa.