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2007 - "Mediante", Museo Nazionale del Cinema di Torino

Il progetto “Mediante” (2006-2007), frutto della collaborazione tra il Museo Nazionale del Cinema, il CGM - Centro per la Giustizia Minorile del Piemonte e della Valle d’Aosta e la Città di Torino, ha coinvolto un gruppo di giovani (minori in carico ai servizi sociali del CGM, ragazzi provenienti da scuole superiori, corsi professionali, ragazzi o giovani adulti dei centri di aggregazione giovanile della Circoscrizione 7 della Città di Torino, o di comunità alloggio) nella realizzazione di un cortometraggio sul tema della legalità e del disagio giovanile, nell’intento non solo di aumentare l’accessibilità del museo, ma anche e soprattutto di utilizzare quest’ultimo come luogo di aggregazione capace di innescare processi virtuosi di crescita personale, in un’ottica più ampia di contrasto alla marginalità e alla devianza minorile.


1. Il contesto istituzionale
Negli ultimi anni il Museo del Cinema ha avviato una articolata riflessione sulla necessità di diventare «un luogo di cultura accessibile e condivisa, dove il patrimonio è messo a disposizione della collettività perché vi si riconosca e ne diventi partecipe anche in senso affettivo» (documento programmatico del Museo).
Questo ripensamento delle proprie politiche in chiave “inclusiva” ha portato il Museo ad attivare una serie di progetti rivolti a individui e gruppi tradizionalmente esclusi dall’offerta museale a causa di barriere culturali, fisiche, economiche e sociali che limitano non solo l’accesso, ma anche l’esercizio di una piena e consapevole cittadinanza culturale.
I tre principali filoni di intervento sviluppati dal Museo in quest’ottica sono:
viluppo di metodologie e supporti a favore dei soggetti disabili (progetto “Oltre la visione. Il museo da toccare, il cinema da ascoltare”: restyling di alcune aree espositive del museo con percorso tattile, pubblicazione di una guida tattile, studio di percorsi di visita guidata differenziati per rispondere alle esigenze di differenti tipologie di disabilità motoria e sensoriale, preparazione di audio-descrizioni per ipo-vedenti e non vedenti per alcuni film in programma al Cinema Massimo);

sviluppo di metodologie e azioni per promuovere l’inclusione culturale dei “nuovi cittadini” (ad esempio, giovani di origine immigrata in servizio civile volontario presso il Settore Integrazione della Città di Torino sono stati formati per accogliere e guidare i visitatori del Museo alla scoperta della Mole Antonelliana; è attualmente in corso il progetto “MAP for Torino”, promosso dal Museo in partenariato con scuole superiori e CTP cittadini al fine di dare voce e visibilità a vissuti ed esperienze dei partecipanti, attraverso la produzione di cortometraggi che raccontino storie legate ad alcuni luoghi significativi della città di Torino);

sviluppo di nuove linee di azione per valorizzare il museo come luogo di aggregazione e crescita personale per giovani in situazioni di forte disagio sociale (progetto “Mediante”).


2. Il “problema”
Le linee guida del Centro per la Giustizia Minorile in tema di prevenzione alla devianza del 2006 hanno fornito lo stimolo iniziale all’Ufficio di servizio Sociale per i Minorenni per elaborare un progetto centrato sulla comunicazione ideata sviluppata e prodotta dai giovani. Partendo dal presupposto che i giovani utilizzano propri codici di comunicazione, si è ritenuto indispensabile coinvolgerli nella predisposizione di modi e strumenti per il passaggio delle informazioni ai coetanei. Rivisitando le esperienze di lavoro già consolidate con i centri per il protagonismo giovanile, si è valutato che tali contesti fossero canali privilegiati di comunicazione fra i ragazzi e luogo favorevole alla creazione di un gruppo di lavoro con tali obiettivi.
Il progetto è stato pertanto ritenuto significativo al fine di sensibilizzare i giovani al tema della legalità, poiché è emerso che questi hanno loro rappresentazioni riguardo alle misure penali più gravi, ma non hanno informazioni precise su ciò che accade quando si commette un reato. Il cortometraggio non è stato pensato con finalità didattiche, ma come uno strumento di comunicazione per suscitare curiosità ed essere stimolo alla conoscenza e all’approfondimento.


3. Affrontare e risolvere il “problema”

Gli obiettivi
formare e coinvolgere un gruppo giovani, anche in condizioni di disagio sociale, in un progetto con valenze fortemente educative e formative, grazie anche alla costante partecipazione di educatori specializzati nel rapporto con questo tipo di utenza;

stimolare i giovani partecipanti alla riflessione sui temi della devianza minorile, e alla produzione di informazioni a valenza sociale da diffondere in modo attivo e responsabile presso i coetanei;

avvicinare i giovani al mondo della produzione audiovisiva e cinematografica, grazie all’interazione con tecnici qualificati, per ampliare il proprio panorama culturale ed esperienziale, stimolare la capacità di prendere decisioni consapevoli sui propri percorsi di crescita individuale, ed eventualmente orientare a possibili esiti professionali;

creare un prodotto cinematografico di qualità (cortometraggio) al fine di veicolare significati di educazione alla legalità attraverso un linguaggio giovane ed immediato;

mettere i giovani in una situazione di produzione reale, per quanto fortemente mediata, in cui si richiede forte e costante applicazione, rispetto per le opinioni altrui, e adattamento al lavoro di gruppo;

chitelofafare

· sviluppare nei giovani un’attenzione al patrimonio artistico e culturale della città, e in particolare a quello del Museo Nazionale del Cinema, come possibile occasione di arricchimento personale e di socializzazione;

· aprire nuovi spazi e collaborazioni fra diversi enti e associazioni sul versante del contrasto al disagio minorile.

Le azioni
· Il progetto è nato da un’ipotesi di collaborazione tra il CGM e il Museo Nazionale del Cinema, e si è concretizzato in primo luogo nella definizione di un protocollo di intesa per accogliere questa e altre iniziative comuni da sviluppare in futuro. La fase progettuale si è sviluppata attraverso il confronto e la collaborazione con i partner abituali del Museo (Zenit Arti Audiovisive) e del CGM (Forcoop, Associazione “Il Campanile”), chiamati ad armonizzare reciproche competenze professionali e risorse materiali da mettere a disposizione del progetto (cfr. “Gli attori”).
La seconda fase è consistita nella presentazione del progetto a un gruppo allargato di ragazzi provenienti da contesti diversi (servizi sociali minorenni, centri di aggregazione giovanile, scuole superiori della Circoscrizione 7, comunità alloggio), e nella successiva nella selezione dei partecipanti per la costituzione di un gruppo di lavoro composto da circa 15 giovani.
Terza fase: la realizzazione del cortometraggio. Il gruppo operativo, formato dai ragazzi coinvolti e dagli educatori, si è incontrato periodicamente a partire dall’autunno 2006:
- un incontro preliminare tra i ragazzi e gli operatori al fine di definire le fasi di lavoro;

- una visita con i ragazzi al Museo del Cinema (che è stato una delle location per le riprese) per creare un legame affettivo con l’ambiente culturale, trovare spunti/oggetti da utilizzare nella sceneggiatura e favorire l’avvicinamento alle varie tecniche cinematografiche;
- 4/5 incontri per sviluppare l’idea e scrivere la sceneggiatura;

- 4/5 giornate per le riprese;

- 4 incontri per la riorganizzazione del materiale “girato” e la scelta artistica;

- 4 giornate di montaggio audio-video.
Durante tutti gli incontri è stata prevista la presenza di educatori, personale del Museo e del CGM, di un regista e un operatore video.
· Nel marzo 2007, un’anteprima del cortometraggio (con sottotitoli in inglese) è stata rivolta a esperti europei di didattica museale in occasione delle giornate torinesi del progetto di formazione europeo “Museums tell Many Stories”, coinvolgendo i ragazzi nella presentazione e nella discussione sul lavoro svolto.
· La prima del cortometraggio “Chitelofafare?” ha avuto luogo al Cinema Massimo nel maggio 2007. Il corto è stato poi proiettato presso i locali del carcere minorile Ferrante Aporti, alla presenza delle autorità giudiziarie, del Dipartimento di Giustizia Minorile e dei ragazzi detenuti. La Città di Torino ha inserito la presentazione del corto nella serata dedicata al progetto interculturale “Ti presento il mio museo”, presso il Museo Diffuso della Resistenza di Torino.
· Con il sostegno organizzativo del Museo Nazionale del Cinema, è stata inoltre prevista la circuitazione del cortometraggio presso festival e concorsi nazionali (es. Sottodiciotto Film Festival, Scuola Cinema di Asti), presso scuole superiori e presso fiere del settore scolastico (BTS Genova 2008). Il CGM promuove inoltre la diffusione del corto presso scuole superiori del Piemonte.

Le strategie e gli strumenti

La condivisione di finalità tra le linee guida del CGM per il 2006 e le politiche di pedagogia del patrimonio del Museo Nazionale del Cinema ha reso possibile l’avvio della progettazione congiunta per la realizzazione di un cortometraggio ideato, sviluppato e prodotto con i giovani in un contesto extrascolastico; si è ritenuto infatti indispensabile coinvolgere i ragazzi nella predisposizione di codici e strumenti comunicativi per il passaggio delle informazioni ai coetanei.
Il momento di avvio del progetto si è tenuto al Cinema Massimo, con la realizzazione di un evento cui sono stati invitati a partecipare giovani provenienti da diversi contesti (cfr. sopra). In quella sede hanno avuto luogo la proiezione del film “Dopo mezzanotte” di Davide Ferrario e l’incontro con il regista. La pellicola è stata scelta per le tematiche giovanili, l’argomento specifico del disagio e l’ambientazione alla Mole Antonelliana, tutti elementi che potevano costituire spunti creativi utili alla realizzazione del cortometraggio. Si è trattato quindi di un “primo approccio” al cinema, e occasione utile per stimolare la motivazione nei ragazzi favorendo la loro adesione al progetto.
Dalle adesioni acquisite in occasione di questo primo evento, si è costituito il gruppo operativo dei ragazzi, attraverso una prima fase di orientamento motivazionale ed esperienziale condotta da un operatore di Forcoop: i colloqui di orientamento sono serviti da un lato a presentare meglio il progetto ai ragazzi, dall’altro a ottenere una prima profilatura dei partecipanti, utile per un rapido orientamento degli educatori e dei tecnici che hanno lavorato con i ragazzi. Si è formato in tal modo un gruppo eterogeneo sia rispetto alla provenienza sociale, sia rispetto al background culturale e alle capacità personali dei partecipanti; l’obiettivo era infatti quello di formare un gruppo in grado di valorizzare le rispettive differenze e di trovare una sua omogeneità in corso d’opera, grazie al sostegno di operatori professionali dell’area educativa.
Il gruppo di lavoro è stato coordinato e stimolato da due educatori del centro di aggregazione, un assistente sociale del CGM, un educatore del Museo. Dal punto di vista tecnico, il processo di creazione e realizzazione del cortometraggio è stato condotto e coordinato da un docente e da un operatore video di Zenit, con esperienza di didattica dell’audiovisivo.
· Le funzioni di progettazione, sviluppo e monitoraggio sono state assicurate dal gruppo progettuale/gestionale, composto da rappresentanti degli enti e delle agenzie coinvolte. Le attività di monitoraggio e valutazione sull’andamento dei lavori hanno preso in considerazione diversi indicatori (es. acquisizione di competenze, livello di partecipazione, ricaduta sul territorio ecc.). Sono stati previsti incontri in itinere di verifica sullo stato dei lavori, affrontando anche eventuali impasse, conflitti o altre disfunzioni che dovessero presentarsi durante lo sviluppo del progetto. A tal scopo sono state coinvolte figure professionali (psicologi, assistenti sociali ed educatori) con particolare competenza nell’osservazione e nella gestione delle dinamiche di gruppo. Il gruppo ha avuto inoltre la funzione di mantenere i rapporti con i livelli direttivi dei diversi enti e associazioni o cooperative, nonché con le segreterie amministrative per quanto attiene la rendicontazione economica delle spese.
Gli attori
· Enti promotori/partner: Museo Nazionale del Cinema – Fondazione Maria Adriana Prolo, Centro per la Giustizia Minorile del Piemonte e della Valle d’Aosta (in particolare l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni), Città di Torino – Settore Educazione al Patrimonio Culturale.
· In collaborazione con: Associazione “Il Campanile” (nata per gestire e coordinare attività finalizzate alla promozione dell’inclusione sociale e alla prevenzione del disagio minorile sul territorio, nei suoi 18 anni di attività ha lavorato in collaborazione con strutture pubbliche impegnate nel Progetto Giovani della Circoscrizione 7; gestisce attualmente il centro “Cecchi point” per adolescenti e giovani adulti organizzando attività ludico-aggregative, di avviamento al lavoro, laboratoriali e di recupero scolastico), Forcoop Agenzia Formativa (nata per iniziativa di un gruppo di cooperative sociali piemontesi, svolge azioni di formazione e orientamento professionale con particolare attenzione per le fasce deboli), Zenit Arti Audiovisive (cooperativa specializzata nella realizzazione di progetti di educazione ai media e di didattica dell’audiovisivo mirati all’integrazione tra momento formativo, pratica realizzativa e diffusione dei prodotti, rivolti a scuole o enti formativi).
Istituzione/
Associazione
Risorse
Funzioni
Museo Nazionale
del Cinema
Capofila economico; educatori, co-finanziamento, visita guidata al Museo, disponibilità Mole Antonelliana come location, Cinema Massimo per presentazione progetto e video finale; invito a giovani delle scuole superiori.
Gestione economica
Co-gestione progettuale e programmatica; monitoraggio-verifica; promozione e diffusione del prodotto finito.
Centro per la
Giustizia Minorile
Assistenti sociali Ufficio di Servizio Sociale Minorenni; coordinamento risorse; invio di minori dell’area penale esterna.
Coordinamento generale; co-gestione progettuale e programmatica, monitoraggio-verifica; promozione e diffusione del prodotto finito.
Città di Torino
Co-finanziatore e sostenitore del progetto
Finanziamento:
Supporto alla progettazione e diffusione
Associazione
“Il Campanile”
Educatori, co-finanziamento, messa a disposizione di locali (Cecchi Point) e attrezzature varie per il montaggio audio/video; invio di minori dei centri per il protagonismo giovanile e scuole professionali.
Partecipazione a progettazione, monitoraggio, verifica e diffusione del prodotto finito. Accompagnamento educativo, coordinamento gruppo operativo.
Forcoop
Psicologo
Partecipazione a progettazione, monitoraggio, verifica; orientamento e consulenza.
Zenit Arti Audiovisive
Docente, assistente tecnico, assistente fonico, operatore di backstage, materiali e attrezzature per le riprese.
Partecipazione a progettazione, monitoraggio, verifica; coordinamento artistico e tecnico; realizzazione del backstage e del DVD.
Le risorse
Il progetto è stato co-finanziato dal Museo Nazionale del Cinema (contributo ordinario Regione Piemonte di 4.000 euro), dal Settore Educazione al Patrimonio Culturale della Città di Torino (3.000 euro), dal CGM (1.700 euro) e dalla Circoscrizione 7 della Città di Torino (500 euro).
“Mediante” si è inserito nell’ambito delle iniziative sviluppate in partenariato con Settore Educazione al Patrimonio Culturale della Città di Torino, a partire dal percorso formativo europeo “Museums Tell Many Stories".

4. Gli esiti e la loro misurazione
· Realizzazione di un prodotto compiuto (il cortometraggio “Chitelofafare?”) da diffondere tra i giovani allo scopo di sensibilizzarli e renderli consapevoli riguardo al tema della legalità e alle conseguenze – verso la società e verso la persona – derivanti dal commettere un reato. Grazie anche alla consulenza di tecnici qualificati, il prodotto ha assunto compiutezza e dignità artistica tali da permetterne una larga diffusione.
· Il percorso per l’ideazione e la realizzazione del prodotto ha rappresentato un’esperienza nuova e affascinante per avvicinare gli adolescenti sia alla dimensione creativa e artistica, sia all’acquisizione di tecniche in campo cinematografico; in questa prospettiva la presenza del Museo Nazionale del Cinema ha garantito un riferimento culturale e pedagogico d’eccellenza nella didattica dell’audiovisivo e sui temi specifici del cinema.
· Al termine del percorso formativo, i ragazzi hanno ricevuto dalla Città di Torino l’Abbonamento Musei 2007, e dal Museo del Cinema una tessera personale per l’accesso gratuito alla sala tre del Cinema Massimo. Ciò ha consentito a molti dei partecipanti di tornare autonomamente al Museo del Cinema e di scoprire altre realtà museali del territorio piemontese, o di assistere ai film in programma nell’ambito delle retrospettive del Museo.
· Ai ragazzi coinvolti è stato richiesto di compilare un questionario di verifica e valutazione, per monitorare i risultati ottenuti in rapporto alle aspettative iniziali e sondare la loro opinione circa un coinvolgimento ulteriore per la prosecuzione del progetto. Il questionario, pur nella sua semplicità, è stato uno strumento efficace per raccogliere le opinioni dei ragazzi rispetto al lavoro svolto, alle criticità e al desiderio di essere coinvolti in altri progetti.
· Dall’avvio del progetto a oggi, sono stati frequenti i momenti informali di socializzazione tra i partecipanti e il gruppo di progettazione (cene, incontri presso il centro di aggregazione), utili per favorire un clima di amicizia e collaborazione e per non perdere i contatti con il gruppo.


5. Le criticità
carsità di risorse finanziarie
gran parte del lavoro degli operatori/educatori è stato svolto al di fuori degli orari preventivati, grazie al grande investimento in termini di entusiasmo e passione individuale che ciascuno ha saputo mettere nel progetto;

non è stato possibile offrire ai partecipanti un riconoscimento in termini di rimborso spese.
Per impegni scolastici o di lavoro vi è stata una lieve dispersione del gruppo nelle varie fasi del progetto (sceneggiatura, riprese, montaggio, diffusione), ma la maggior parte dei partecipanti ha dimostrato un forte impegno nel partecipare attivamente a tutti gli incontri.


6. Gli sviluppi e/o le prospettive (come continua, a cosa ha dato origine)
Per il momento non ci sono i fondi per avviare nuovi progetti, ma la collaborazione tra il Museo e il CGM prosegue nell’organizzare momenti di diffusione e promozione del cortometraggio, come occasione per incontrare i giovani e parlare con loro di tematiche legate alla legalità, al sistema giudiziario per i minori, alla produzione cinematografica.
Un gruppo ristretto di partecipanti (circa 4) ha continuato a incontrarsi autonomamente anche al di fuori dei momenti di presentazione pubblica, spesso con il regista di Zenit, per scrivere nuove sceneggiature e cominciare a realizzare brevi cortometraggi. Il Cecchi Point ha messo loro a disposizione i propri locali per incontrarsi, usare i computer, accedere a internet, ecc. Recentemente, i ragazzi hanno presentato ai partner di progetto una sceneggiatura per un nuovo corto dal titolo “Un doposcuola particolare”; si stanno cercando le risorse finanziarie minime per poter incominciare le riprese.
u proposta dei ragazzi, il cortometraggio “Chitelofafare?” sarà pubblicato su internet (probabilmente su YOU TUBE).
Fonti consultate per la redazione di questa scheda:
Interviste
Paola Traversi, Responsabile Servizi Educativi del Museo Nazionale del Cinema
Barbara Corbella, Centro per la Giustizia Minorile del Piemonte e della Valle d’Aosta
Documentazione disponibile
· “MEDIANTE – Progetto preliminare”, a cura dell’Ufficio Servizio Sociale Minorenni del CGM
· “Protocollo speciale d’intesa per la gestione di progetti a carattere culturale ed educativo indirizzati ai minori e giovani adulti in carico ai servizi minorili dell’amministrazione della Giustizia”
· materiali pubblicati sul sito Museiscuol@, promosso dal Settore Educazione al Patrimonio Culturale della Città di Torino,
· questionario rivolto ai ragazzi


Questa scheda di progetto è pubblicata nel rapporto di ricerca a cura di S. Bodo, C. Da Milano e S. Mascheroni, "Periferie, Cultura e Inclusione Sociale", Collana "Quaderni dell'Osservatorio", Fondazione Cariplo, n. 1, marzo 2009, che sarà a breve disponibile sul sito della Fondazione, www.fondazionecariplo.it")

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