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Protocollo intesa scuola e musei

 

La formazione

 

 

Riflessioni intorno a un'esperienza di formazione/ricerca dell'Irre Piemonte a sostegno delle iniziative del "Protocollo d'Intesa per il consolidamento del rapporto tra scuole e musei"

 

In primo piano : il concetto di partenariato è necessario, prima di procedere alla presentazione dell'esperienza di formazione dell'Irre Piemonte, mettere sotto lente di ingrandimento "le azioni in partenariato", cercando di dare all'espressione una definizione il più esauriente possibile (come è stato, d'altronde, necessario chiarificare durante la formazione per creare un lessico condiviso, un'autentica base comune da cui partire). Per far ciò è necessario distinguere questa specifica forma di co-progettazione dalla collaborazione. La collaborazione presenta una struttura dove, di volta in volta, può essere il museo a formulare una proposta didattica alla scuola o, viceversa, l'Istituzione scolastica a presentare un'ipotesi di lavoro all'ente museale. Nel primo caso la scuola "riceve" generalmente un pacchetto preconfezionato (percorsi, laboratori, sussidi...) e può intervenire a modificarlo soltanto con un relativo margine di libertà, pur rimanendo garante della valenza educativa per i soggetti in apprendimento; nel secondo caso il museo sarà, per così dire, "funzionale" alla scuola seppur con un ruolo attivo (ma strumentale) di garante scientifico per la ricerca sulle sue collezioni. Altra cosa è la co-progettazione educativa e culturale che possiede, senza nulla togliere alla collaborazione, un valore aggiunto. Nel progetto didattico in partenariato entrambe le istituzioni, scuola e museo, sono coinvolte in un'azione strutturata e continuativa (non estemporanea) in cui "si combinano in modo consequenziale gli studi preventivi di fattibilità e i processi educativi, al fine di raggiungere uno scopo condiviso, di realizzare un prodotto concordato". Le istituzioni restano garanti dei loro saperi (non vi è meticciato, confusione o sovrapposizione di ruoli e competenze), imparando reciprocamente a dare e a prendere dentro una relazione biunivoca di autentico arricchimento. Ma proprio per questo delicato equilibrio, il tipo di rapporto deve essere "pattuito" con chiarezza - patti chiari...partenariato lungo! - in modo che, fin da subito, si esplicitino le aspettative dei partner, siano delimitati gli spazi di autonomia e di interdipendenza, specificati i compiti e i ruoli di ogni soggetto. Ciò al fine di evitare quella che può essere definita la frustrazione del partenariato che, dopo esperienze deludenti perchè non debitamente concordate, può minare alla radice la volontà di continuare o di impegnarsi in nuove avventure interistituzionali. "Lavorare in partenariato è un salto di prospettiva, significa riflettere sui bisogni dei soggetti che apprendono e interrogarsi su quali sono i concetti chiave, i domini culturali dei saperi di appartenenza. Coloro che lavorano in partenariato costituiscono un gruppo di attori, ognuno portatore della propria formazione, cultura e professionalità, in una reciproca relazione di scambio e confronto; l'intento comune è dare rilevanza formativa all'esperienza per provocare un apprendimento non solo di natura cognitiva ma più complesso e completo".

In primissimo piano: la valutazione del progetto in partenariato educativo-culturale Il corso "Didattica del museo: la valutazione del progetto educativo" proposto come supporto delle iniziative del "Protocollo d'Intesa per il consolidamento del rapporto tra scuole e musei", si rivolge a un gruppo ristretto di professionisti di Torino e dell'area metropolitana, impegnati in progetti di partenariato educativo-culturale inseriti nella rete dell'intesa stipulata tra la Direzione regionale, la Città di Torino e l'Irre Piemonte. L'esigenza di valutare le esperienze presenti sul territorio nasce dalla necessità sempre più sentita da chi opera nel settore di conoscersi e confrontarsi in modo serio e approfondito (i responsabili dei servizi educativi dei musei e gli insegnanti delle scuole coinvolte nelle progettazioni della rete dell'Intesa sono ormai una realtà che sta crescendo). La finalità primaria del corso è stata dunque "mettere intorno a un tavolo di lavoro" i soggetti della progettazione cittadina, operanti nel rispetto delle linee guida fornite dal protocollo, creando le condizioni di fattibilità culturali e organizzative per un percorso condiviso di ricerca-azione sul problema aperto e delicato della valutazione della qualità e dell'efficacia dei progetti finanziati. Il primo incontro del corso ha infatti confermato che, pur operando nella stessa città e nella rete del Protocollo, le scuole, i musei, i servizi educativi presenti - come spesso accade peraltro anche in contesti diversi- conoscevano le progettazioni altrui piuttosto in superficie, non avendo avuto occasioni concretamente operative per ritrovarsi insieme. Un obiettivo di secondo livello è stato la possibilità di individuare eventuali "modelli" esportabili di procedure e strumenti per la validazione. La particolarità della formazione è che, proprio nel rispetto dello spirito del partenariato, si è rivolta contemporaneamente a docenti e Dirigenti delle scuole e agli operatori e ai Direttori dei musei facenti parte dei medesimi team di progetto. Il primo modulo previsto dal settembre '01 al maggio '02, ha riguardato un lavoro preliminare e in itinere, di formazione ed auto-formazione con la consulenza di un'esperta della valutazione e di didattica dei beni culturali (8 momenti, a scansione mensile, di 3 ore ciascuno). Si è trattato di esplorare la teoria e gli atti legislativi di riferimento, conoscere la bibliografia specifica più aggiornata e le carte pedagogiche fondamentali verificando, in parallelo, i bisogni formativi emergenti. Come concordato, tra un incontro e il successivo la ricerca proseguiva e si è sviluppata in modo autonomo in sottogruppi impegnati a definire o ridefinire criteri, ambiti, modalità e strumenti per la verifica, in funzione degli specifici progetti avviati nelle diverse realtà. Tra i bisogni forti, dopo aver superato il primo momento di conoscenza realizzato attraverso la presentazione dei diversi progetti secondo una griglia comparabile, è emerso quello di trovare un minimo linguaggio comune. Esso si è prepotentemente rivelato come la conditio sine qua non per rompere l'autoreferenzialità, indispensabile per costruire un confronto autentico e non solo di facciata con le altrui esperienze progettuali. Il lessico condiviso è ancora più difficile da realizzare di quanto già non sia tra istituzioni della stessa natura, come per esempio le scuole presenti tra loro o i musei tra loro, poichè nel partenariato i domini culturali e i saperi delle due istituzioni in gioco, museo da una parte e scuola dall'altra, sono diversi. Cosa intendi tu per "didattica" del museo? divulgazione? valorizzazione? Cosa è per te progetto? Cosa è partenariato? Cosa sono per te le valenze educative? le competenze? la creatività?...Cosa si porta dietro il concetto di valutazione ? verifica? monitoraggio?. Cosa intendo io per tutto ciò? E, di conseguenza, quale intersezione, quale terreno comune possiamo trovare nella nostra comunicazione progettuale da condividere successivamente nella nostra azione e pratica formativa? Ovviamente il gruppo, prima di affrontare la tematica della valutazione si è concentrato a lungo sul concetto di partenariato scoprendo che alcuni progetti presentati aderivano di più e altri di meno al vero significato della co-progettazione è stato necessario quindi operare "aggiustamenti di tiro" in corso d'opera. La seconda richiesta forte è stata quella di trovare procedure e strumenti che siano efficaci, ma anche "agili" evitando farraginose e insensate rilevazioni. Infatti valutare è produrre informazioni che siano significative, cioè che "aiutino gli attori del sistema a correggere tempestivamente un progetto, a retroagire sulle scelte, a adottare strategie competenti, a trasformare l'errore in risorsa" Si tratta quindi di crescere in consapevolezza procedendo a monitorare il processo e a tenere sotto verifica costante alcuni snodi e ambiti ritenuti essenziali in funzione del tipo di finalità e di obiettivi che ci si pone in quel singolo progetto, dei tempi, dei soggetti coinvolti, dei risultati attesi e programmati in quel particolare partenariato nato tra una scuola (o più scuole in rete) e un museo (o più musei) ben connotati e unici. Allora, dotarsi di una strumentazione mirata, varia e flessibile, selezionandola e aggiornandola di volta in volta "a secondo della bisogna" in buon equilibrio tra materiali e metodi quantitativi (questionari, liste di controllo, griglie di osservazioni, test, ...) e qualitativi (interviste, focus, relazioni, diari di bordo, produzioni varie artistiche e letterarie, mostre, spettacoli...) diventa fondamentale. Com'era naturale, durante il corso è emerso che le aree su cui puntare i riflettori, sono molteplici poichè riguardano il processo, il prodotto, i servizi, i risultati... All'interno della formazione è risultato impensabile, nè forse era necessario, indagarle tutte in modo esauriente. Per il gruppo si è trattato di scegliere le priorità e le significatività da privilegiare.

Sono stati individuati e condivisi i seguenti 3 ambiti: - impianto progettuale - formazione insegnanti - formazione alunni Dai tre sottogruppi, costituitisi con il criterio dell'interesse e della salvaguardia della presenza di punti di vista diversi (scuola- musei- servizi educativi della città), sono stati prodotti interessanti percorsi e materiali di indagine improntati alle modalità del benchmarking . Con la consulenza e la supervisione in itinere della docente, dopo successive messe a punto sempre più attente, i risultati finali sono stati comunicati e condivisi da ogni team di lavoro con il gruppo allargato nell'incontro conclusivo e di verifica del primo anno. Un traguardo soddisfacente e prezioso - poichè abbiamo avuto la percezione e la conferma di essere cresciuti insieme e di aver raggiunto un buon livello degli obiettivi prefissati - che viviamo, però, solo come tappa intermedia.

Maria Angela Donna (IRRE Piemonte)

 

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