Guardare oltre, una sfida all’apparenza
Workshop You Prison/Ars Captiva
Uno sguardo sulla città...dall’epoca romana al Rinascimento
Consiglio Comunale dei Ragazzi
Le Nuvole...a casa di Francesco
Le montagne per gioco, tra le vette e le nevi dei giochi da tavolo
Impariamo
a leggere e scrivere
Alla
Pieve della Mitria di Nave, a scuola di archeologia
Lettura interculturale di opere del Museo
Borgogna di Vercelli
a cura di Roberta Musso e Gioia Kidane
30 novembre 2008
Le azioni pregresse
La sezione educativa del Museo Borgogna, fin dalla sua attivazione
nel 2003, si è impegnata nel progettare e costruire strategie
e modalità per avvicinare al museo non solo un pubblico
sempre più vasto, ma soprattutto tanti tipi di pubblico
diversi da quello costituito dagli amanti tradizionali della pittura,
cercando di dare concreta soluzione alle indicazioni di ICOM (International
Council of Museums) e agli atti d'indirizzo di definizione
dell'istituzione museo in Italia, finchè il museo
si configuri come un luogo di educazione al patrimonio.
Dal 2005 la sezione educativa collabora inoltre con l'Istituto
Superiore Lagrangia sul progetto MaTer, che considera il ruolo della
donna come madre in culture diverse e ne fa il perno di una riflessione
e sensibilizzazione in senso interculturale.
Insieme ai percorsi rivolti alle scuole, al pubblico adulto, alle
famiglie, ai disabili, "Guardare oltre" aggiunge una
prima sperimentazione proponendo una lettura interculturale di dipinti
del Museo rivolta al pubblico adulto.
Gli attori coinvolti - la rete di progetto
- Ente promotore del progetto: Fondazione Museo Francesco Borgogna,
Vercelli, conservatore responsabile dott.ssa Cinzia Lacchia
- Mediatrice culturale: Gioia Kidane
- Istituzioni partner: Istituto Superiore Lagrangia, prof.ssa Graziella
Cannagallo, dirigente scolastico
- Associazione Valori Dimenticati
- Patrocinio dell'USP di Vercelli

Gli operatori - l'équipe di progetto
- Fondazione Museo Borgogna: Roberta Musso, responsabile sezione
educativa Museo Borgogna
- Gioia Kidane, mediatrice culturale
- 10 studentesse volontarie dalle due classi V dell'indirizzo socio-psico-pedagogico
dell'Istituto Superiore Lagrangia di Vercelli, già partecipanti
al progetto MaTer (vedi azioni pregresse).
'USP di Vercelli
I destinatari
- Pubblico adulto aderente alla rassegna domenicale di eventi "L'Arte
si fa sentire"
- Pubblico scolastico: 10 studentesse volontarie dalle due classi
V dell'indirizzo socio-psico-pedagogico dell'Istituto Superiore
Lagrangia di Vercelli coinvolte attraverso un work-shop a scopo professionalizzante
nella preparazione e nello svolgimento dell'evento.
Gli obiettivi
"
Guardare oltre" è un'esperienza in cui il Museo intende
configurarsi non solo come luogo di conoscenza del patrimonio artistico
ma soprattutto come luogo d'incontro e scambio per i cittadini tutti.
La progettazione del percorso vuole promuovere il confronto diretto
e l'intervento attivo da parte degli utenti al fine di stimolare
l'acquisizione e la sensibilizzazione a diversi e nuovi punti di
vista, rispetto a quelli già acquisiti e che costituitscono la base
della formazione dell'adulto.
Dal punto di vista degli educatori museali la sfida è riuscire a
gestire l'andamento di un percorso nel quale l'interattività e
l'intervento del pubblico sono molto ampi proprio perché propedeutici
ai contenuti e al significato dell'esperienza.
La sperimentazione può costituire un primo passo verso la ricerca
di una realistica "interculturalizzazione" del pubblico del
Museo, inteso come sensibilizzazione del pubblico abituale ma anche come
aumento di presenze di nuovi cittadini.
Gli obiettivi del percorso, a breve e lungo termine, sono:
·
Promuovere una nuova concezione del Museo, come luogo della cultura
appartenente al territorio in cui i cittadini vecchi e nuovi possano ritrovarsi
e confrontarsi
·
Pruomuovere buone pratiche di scambio culturale fra vecchi e nuovi
cittadini
·
Favorire l'incontro fisico fra vecchi e nuovi cittadini della città in
un luogo che appartenga a entrambi
·
Creare nuove comunità di cittadini interessati a essere coinvolti
e a diffondere buone pratiche di scambio interculturale
Da quando, per quanto
La sperimentazione del percorso è avvenuta domenica 30 novembre
2008, dopo una fase di studio, ricerca e workshop tra gli attori
del progetto. La preparazione preliminare è durata circa tre mesi, durante
i quali il gruppo di lavoro ha raccolto informazioni su altri progetti
museali
interculturali presentati in ambito sia nazionale che internazionale,
soprattutto grazie all'ampia documentazione presente in rete, in particolar
modo
www.interculturemap.org e www.ismu.org.
Nel mese di ottobre ha avuto inizio l'attività parallela con le alunne
volontarie del Liceo Lagrangia.
L'evento domenicale di novembre ha rappresentato solo la prima tappa
per individuare e progettare ulteriori occasioni di sensibilizzazione all'interculturalità da
svolgere in museo.
La formazione
Le fasi di lavoro
La progettazione è partita nel settembre 2008 con l'individuazione
delle opere delle collezioni museali che potevano essere utilizzate come
punto di partenza o spunto per riflessioni interculturali.
L'educatrice museale e la mediatrice culturale hanno lavorato a stretto
contatto per costruire un percorso da svolgere a due voci al fine di coinvolgere
più direttamente ed efficacemente il visitatore, invitandolo a mettersi
in gioco attraverso una formula laboratoriale che favorisse la narrazione
del sé. La curatrici hanno inoltre coinvolto le 10 studentesse volontarie
dell'Istituto Superiore Lagrangia in un workshop con finalità professionalizzante:
al monitoraggio della progettazione e dell'evento si è aggiunta
la stesura del questionario di valutazione da proporre ai partecipanti
alla fine dell'esperienza.
La sperimentazione del percorso si è svolta il 30 novembre 2008,
all'interno della rassegna autunnale di attività domenicali
organizzate dal Museo Borgogna dal titolo "L'Arte si fa sentire":
si tratta di un contenitore di proposte diversificate come concerti, spettacoli,
visite guidate a tema, conferenze e laboratori che ha lo scopo di allargare
il concetto di cultura e dialogo tra le arti, anche sul piano dell'intrattenimento
e dell'approfondimento, avvicinando un pubblico sempre più vasto
e più sfaccettato di quello tradizionale di una pinacoteca.
Le azioni future
L'Ufficio Scolastico Provinciale, che era presente all'iniziativa
nella figura di una collaboratrice del Direttore, ha sollecitato la presentazione
di un percorso rivolto ai diversi gradi scolastici e incentrato sulla sensibilizzazione
all'interculturalità, sfruttando l'interattività e
la partecipazione dei ragazzi: si tratta di argomenti molto sentiti per
i quali sono pochi i momenti di riflessione e di scambio educativo.
Gli ambiti - le aree disciplinari
Il coinvolgimento del Liceo Psico-Pedagogico Lagrangia di Vercelli,
in parternariato per il progetto "IFS 2006-2007 CulTour" nel
triennio 2007-2010, ha interessato insegnanti di diverse discipline tra
cui le materie letterarie, storico-artistiche, di educazione fisica e
di psicologia.
Le strategie e gli strumenti
Le curatrici del percorso hanno scelto tre dipinti esposti (del XIV
e del XIX secolo) da cui partire per stimolare impressioni, temi e riflessioni:
hanno condotto insieme il percorso, accompagnando i visitatori e favorendo
il loro intervento diretto attraverso domande, cartine geografiche (cartina
di Mercatore, di Peters), schede, letture e immagini di confronto.
La produzione
I materiali acquistati (cartine geografiche e testi) e prodotti (schede,
immagini) rimangono ad uso interno a documentazione del percorso e come
punti di partenza per le prossime esperienze.
La documentazione
La documentazione scritta (percorso, scheda di progetto, risultati
lettura questionari) è raccolta dalle curatrici del percorso e
disponibile, insieme alle immagini fotografiche del percorso, presso
gli archivi del museo.
E' in preparazione la pubblicazione on-line di brevi articoli riguardanti
l'esperienza veicolati attraverso i siti web del Museo Borgogna,
dell'Istituto Lagrangia, di Ismu e di museiscuol@.
La verifica e la valutazione
La verifica dell'esperienza da parte delle curatrici del percorso è stata
condotta a diversi livelli.
L'evento è stato anticipato da una simulazione prova nei giorni
precedenti per verificare tempi e logistica, oltre che modalità di
espressione
E' stato svolto un incontro di tutto lo staff del Museo Borgogna e in particolare di coloro che hanno partecipato a vario titolo all'esperienza,
tra i quali Caleb Merlo Ndong, presidente dell'Associazione Valori
Dimenticati di Vercelli e Abdel Aberderrahman. Il carattere sperimentale
dell'esperienza e le modalità innovative hanno impegnato la
struttura su nuovi campi di confronto.
Le conduttrici del percorso hanno chiuso inoltre il workshop intrapreso
con le 10 studentesse volontarie dell'Istituto Superiore Lagrangia,
svolgendo un focus group nel quale si sono discusse e analizzate le esperienze
reciproche e i risultati dei questionari rivolti ai partecipanti.
Questi ultimi sono stati concepiti per ricavare informazioni sulla
comprensibilità del contenuto dell'evento, sull'interesse
verso gli argomenti e le modalità con cui sono stati presentati,
per ricavare suggerimenti e impressioni attraverso l'inserimento
di risposte aperte.
Tra gli invitati al percorso anche l'Associazione vercellese Valori
Dimenticati, composta da nuovi cittadini, il cui monitoraggio dall'esterno
e la partecipazione all'evento hanno dato utili suggerimenti e indicazioni
per l'interpretazione dei risultati e dei prossimi passi.
La presentazione e la pubblicizzazione
L'evento è stato presentato e pubblicizzato secondo i canali
abitualmente utilizzati per promuovere tutti gli appuntamenti della rassegna "L'Arte
si fa sentire": conferenza stampa, giornali e radio locali, invio
del programma e newsletter settimanale.
Il sito di ISMU ha segnalato l'evento specifico.
Le risorse finanziarie
Il Museo Borgogna ha finanziato e sostenuto con le proprie risorse
la formazione e la preparazione delle due operatrici educative, il coordinamento
del conservatore di tutte le fasi attuative e programmatiche.
Il Patrocinio dell'Usp e la collaborazione volontaria delle studentesse
dell'Istituto Lagrangia, hanno permesso di coadiuvare lo svolgersi
dell'iniziativa.
Il contributo del Comune di Vercelli, della Compagnia San Paolo di
Torino hanno permesso di coprire le spese dell'intera rassegna domenicale
entro la quale l'incontro "Guardare oltre" si inseriva,
permettendo al Museo di avere la consulenza e l'apporto della mediatrice
culturale come collaboratore esterno e di acquistare i materiali di laboratorio.
I punti di forza
Mettere a disposizione della cittadinanza con nuove modalità una
risorsa come il Museo Borgogna rappresenta un'ottima opportunità per
i cittadini vecchi e nuovi di riappropriarsi di un luogo quasi "sacro" come
il Museo per fare in modo che la cultura veicolata in un luogo così ricco
possa essere massimamente condivisa e scambiata fra un numero sempre più allargato
di cittadini.
Dalla raccolta dei questionari e dalle considerazioni del gruppo
di lavoro è emerso un grande interesse per l'iniziativa e
una certa curiosità da parte del pubblico tradizionale ad affrontare
queste modalità di lettura e di scambio, ritenute anche "Coraggiose".
Le criticità emerse
Da questa prima esperienza è emerso chiaramente che andranno rafforzati
i canali di diffusione all'interno della comunità migrante
vercellese, per permettere un maggior coinvolgimento anche di questa parte
della cittadinanza. Risulta essere un grave limite la mancanza di una struttura
centrale organizzata che si occupi della diffusione delle iniziative interculturali
sul territorio. Infatti risulta difficilmente raggiungibile anche il pubblico
autoctono interessato a iniziative interculturali, ma che non si aspetta
vi siano proposte da parte di un museo cittadino.
Da parte dei fruitori dell'esperienza sono emersi atteggiamenti e
considerazioni a volte "forzati" dai condizionamenti del quotidiano
e inviti a una maggior chiarezza nell'approccio ai contenuti specifici.
Recapiti dell'ente promotore
Indirizzo: via Antonio Borgogna, 4
Tel. 0161-211.338
E-mail: info@museoborgogna.it; referente Cinzia Lacchia - conservatore
Referente del progetto
Nome e cognome: Roberta Musso
Qualifica: responsabile sezione educativa
Tel. 0161-252764
E-mail: didattica@museoborgogna.it
a cura della Scuola Coppino e del Museo della Scuola e del Libro per l’infanzia
Premessa
Il Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia promosso dalla Fondazione
Tancredi di Barolo, individuando nella scuola primaria "Giulia Falletti
di Barolo" un interlocutore privilegiato per i comuni legami con
le figure dei Marchesi di Barolo, ha proposto alla Direzione Didattica
Michele Coppino di dar vita a un partenariato nell'ambito del quale
sviluppare congiuntamente progetti culturali- educativi.
I progetti sono volti a conoscere e valorizzare il patrimonio culturale
presente sul territorio di appartenenza tramite la conoscenza e l'uso
delle collezioni del Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia;
nonché a conoscere una pagina di storia della propria città,
attraverso fonti materiali, documentarie ed iconografiche, in modo da recuperare
il filo della memoria, strumento di restituzione della propria cifra identitaria.
Durante l'anno scolastico 2007/08 sono stati realizzati in particolare
due progetti atti a venire incontro alle esigenze differenti degli alunni
del primo e del secondo ciclo elementare.
Le attività hanno coinvolto 10 classi, appartenenti ai tre plessi
della Direzione Didattica Michele Coppino.
Progetto A) C'era una volta...inventa una fiaba
Il progetto mirava ad avvicinare gli studenti allo studio della storia
dal punto di vista pratico, utilizzando gli oggetti del passato per una
didattica attiva che li ha visti protagonisti assoluti: dopo la visita
al museo, gli alunni erano invitati ad inventare una fiaba, ambientata
nel museo stesso, i cui protagonisti fossero gli elementi visti e conosciuti
durante la visita. Pennini, calamai, banchi e giochi si sono trasformati
in buffi personaggi e la fiaba è stata poi resa tridimensionale
realizzando insieme, attraverso laboratori sia al museo che in classe,
un libretto pop - up che utilizzasse tutte le tecniche ispirate
ai libri animati e alle tecniche del passato, dalla piegatura, al libro-teatro,
ai personaggi che sporgono dalla pagina, etc.
Ambiti disciplinari: lingua italiana, storia, arte e immagine
Attori: Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia - Direzione Didattica Michele Coppino
Destinatari: alunni delle classi 1°, 2° e 3° elementare
Obiettivi: sviluppare la creatività e la manualità, conoscere la struttura della fiaba e del racconto, educare all'ascolto e conoscere un'istituzione museale presente sul territorio d'appartenenza
Durata: anno scolastico 2007/2008
Ideazione, stesura e coordinamento del progetto:
Francesca Pizzigoni - responsabile servizi educativi Museo della
Scuola e del Libro per l'infanzia
Finella Trapani - referente per la Direzione Didattica Michele Coppino
Supervisione:
Dott. Pompeo Vagliani - presidente della Fondazione Tancredi di Barolo,
Dott. Loredana Ferrero - dirigente scolastico della Direzione Didattica
Michele Coppino
Strategie e strumenti: visita alle collezioni del museo, attività laboratoriale condotta dagli operatori del museo, attività in classe con gli insegnanti, , divulgazione dei risultati del progetto durante l 'incontro finale
Classi partecipanti:
2° A - 2° B del plesso "Rignon",
3° D del plesso "Coppino"
2° A - 3° B del plesso "Falletti"
Insegnanti partecipanti: Linda Garofano, Luisa D'Introno, Daniela
Bergamin, Lucia Savardi, Elisabetta Gatta, Gabriella De Nicola,
Adele Marotta, Simona Benzo,Donatella Devona.
Operatori museali partecipanti: Roberta Indiogia, Ennj Mazzi, Isabella Micheli
Struttura del progetto: 4 incontri di due ore ciascuno
1. visita al Museo della Scuola e del libro per l'infanzia e primo
laboratorio
2. secondo laboratorio in classe
3. terzo laboratorio in classe
4. presentazione finale dei prodotti realizzati con un incontro al
museo aperto a tutti
Verifica e valutazione: contatti diretti tra i soggetti coinvolti, questionario finale redatto dagli insegnanti partecipanti, incontro finale presso il Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia, tenutosi il 22 maggio, con gli insegnanti, gli alunni e le loro famiglie nel corso del quale sono stati presentati i risultati delle attività e gli studenti sono stati "insigniti" del titolo di "Amici del Museo della Scuola" e si sono trasformati in guide al museo per i loro famigliari.
Progetto B) Una scuola a palazzo: Giulia Falletti di Barolo
Il progetto, destinato alle classi del secondo ciclo elementare,
si ricollega in particolare all'intitolazione di uno degli istituti
della Direzione Didattica Coppino alla Marchesa Giulia di Barolo. Essendo
il Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia ospitato all'interno
di Palazzo Barolo e soprattutto essendo intrinsecamente legato all'operato
della Marchesa Giulia e del marito Tancredi, si è pensato di sviluppare
un progetto volto a conoscere meglio la figura della marchesa, il suo operato
nel ambito sociale ed educativo nonché di inserirlo all'interno
della Torino dell'epoca.
Le classi partecipanti al progetto hanno sviluppato ognuno lo studio
di un ambito preciso tra cui anche la conoscenza di Palazzo Barolo dal
punto di vista storico - artistico.
Il prodotto finale è stata la realizzazione di un CD rom che, accanto alle immagini, conteneva la didascalia studiata dagli alunni e realizzata da loro stessi attraverso la scrittura con pennino e calamaio, proprio come ai tempi della Marchesa.
Ambiti disciplinari: lingua italiana, storia, informatica, arte e immagine
Attori: Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia - Direzione Didattica Michele Coppino
Destinatari: alunni delle classi 4° - 5°
Obiettivi: conoscere un'istituzione museale presente sul territorio d'appartenenza, conoscere la storia sociale del proprio territorio, sperimentare l'approccio alle fonti storiche e l'elaborazione delle stesse in un percorso di ricostruzione storica, conoscere e saper usare power point
Durata: anno scolastico 2007/2008
Ideazione, stesura e coordinamento del progetto:
Francesca Pizzigoni - responsabile servizi educativi Museo della
Scuola e del Libro per l'infanzia , Finella Trapani - referente
per la Direzione Didattica Michele Coppino
Supervisione: Dott. Pompeo Vagliani - presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, Dott. Loredana Ferrero - dirigente scolastico della Direzione Didattica Michele Coppino
Strategie e strumenti: visita alle collezioni del museo, attività laboratoriale condotta dagli operatori del museo, attività in classe con gli insegnanti, divulgazione dei risultati del progetto durante l'incontro finale
Classi partecipanti:
5° B del plesso "Rignon",
4° D - 4° E del plesso "Coppino",
5° A - 5° B del plesso "Falletti"
Insegnanti partecipanti: Adele Marotta, Silvana Serra, Paola Rosati,
Laura Dragone,Giovanna Alfano, Giuseppe Parisi, Tiziana Ravera,
Martina Bechis.
Operatori museali: Fabrizia Lovarini
Struttura del progetto: 4 incontri di due ore ciascuno
1. visita al Museo della Scuola e del libro per l'infanzia
e a Palazzo Barolo
2. laboratorio in classe
3. laboratorio in classe o in alternativa laboratorio
di bella scrittura presso il museo
4. presentazione finale dei prodotti realizzati con
un incontro al museo aperto a tutti
Verifica e valutazione: contatti diretti tra i soggetti coinvolti, questionario
finale redatto dagli insegnanti partecipanti, incontro finale presso il
Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia, tenutosi il 28 maggio,
con gli insegnanti, gli alunni e le loro famiglie nel corso del quale sono
stati presentati i risultati delle attività e gli studenti sono
stati "insigniti" del titolo di "Amici del Museo della
Scuola" e si sono trasformati in guide al museo per i loro famigliari.
a cura del dipartimento educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
L'evento espositivo "You Prison. Riflessioni sulla limitazione
di spazio e libertà", a cura di Francesco Bonami e il
progetto Ars Captiva, sono stati l'occasione per coinvolgere
in un workshop un gruppo di giovani studenti.
Cinque gli istituti coinvolti: Liceo Artistico Cottini, Primo
Liceo Artistico, Istituto d'Arte Passoni, Istituto Albe Steiner e
Accademia Albertina delle Belle Arti, per tre giornate di studio,
approfondimento, incontri con esperti e attività di laboratorio
a cura del dipartimento educativo della Fondazione.
Gli obiettivi del workshop sono stati molteplici: riflettere sul
tema della limitazione dello spazio e della libertà personale
attraverso i linguaggi dell'arte contemporanea più affini
alla sensibilità degli studenti, favorire un nuovo dialogo
e sistema di interazione con la mostra e il suo pubblico, creare
un momento di ricerca da documentare e da diffondere.
In breve sulla mostra: 11 studi di architettura internazionali sono stati invitati a progettare lo spazio abitativo del carcere, una cella dotata di tutti gli elementi essenziali per la vita dei detenuti. I progetti saranno realizzati in scala reale, offrendo ai visitatori la possibilità di provare fisicamente l'esperienza di uno spazio di isolamento e reclusione. La cella diviene così il mezzo per speculare su un sistema di cui essa costituisce la più piccola unità strumentale. Il tema si presta a una riflessione su numerose questioni di pubblico interesse, quali la limitazione di libertà, il rispetto dei diritti umani, gli strumenti di sorveglianza e controllo, l'evoluzione urbanistica e le sue influenze sulle forme dell'abitare.
Gli studenti sono stati invitati a riflettere su alcune delle domande
fondamentali che stanno alla base dell'idea curatoriale di
YouPrison: possono individui liberi pensare un ambiente dedicato
esclusivamente alla negazione della libertà? Può la
brutalità della detenzione essere superata grazie a un ambiente
architettonico concepito e progettato per combattere dall'interno
questa condizione?
E soprattutto: in che modo lo spazio in cui viviamo influenza la
nostra esistenza, le nostre abitudini e percezioni?
Per trovare risposte individuali a queste domande, gli studenti,
dopo aver seguito una formazione approfondita sulla mostra da parte
della curatrice Irene Calderoni, hanno trascorso un'intera
giornata, dal mattino fino a sera, all'interno dello spazio
espositivo.
Divisi in dieci coppie, ognuna delle quali ha abitato una delle
installazioni/celle, hanno lavorato a partire da suggestioni e
direzioni di senso elaborate
con lo staff del dipartimento educativo, e hanno le borato strategie
per interagire con lo spazio, cercando nuove letture e nuovi possibili
significati.
La varietà e la complessità delle soluzioni proposte
sono state notevoli: dalla registrazione vocale di sensazioni intime
evocate dalla sensazione di reclusione, alla fotografia che documenta
minuto per minuto il passare del tempo; dall'utilizzo della
gestualità e del corpo come elementi di spaesamento, alla
progettazione di sistemi di misurazione, libri d'artista, videogiochi
e documentazione.
Tutto questo è avvenuto lungo l'intera giornata, nell'orario
di apertura della Fondazione al pubblico, favorendo anche l'interazione
diretta con i visitatori.
I progetti architettonici si sono arricchiti di nuovi segni e presenze,
trasformando lo spazio espositivo in un luogo di lavoro e dialogo.
Alla fine del percorso gli studenti hanno elaborato delle didascalie
per raccontare il loro percorso di ricerca, che sono state accostate
alle didascalie originali delle opere, e hanno affrontato il delicato
ruolo di mediatori tra il pubblico, le opere e la loro interpretazione.
La documentazione dell'intera esperienza é stata affidata
a due studenti di discipline audiovisive dell'Istituto Albe
Steiner e al fotografo Daniele Ferrero.
Esempi di didascalie:
Yung Ho Chang - Atelier FCJZ
Pechino, Cina
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Didascalia originale
La costruzione è un sistema di detenzione minimale che avvolge completamente il detenuto, privato di ogni possibilità di movimento e azione. L'architettura diviene una protesi del corpo umano, l'uso dello spazio a fini punitivi è portato alle estreme conseguenze, annullando letteralmente la distinzione fra dentro e fuori, tra corpo e spazio, fra individuo e istituzione. Il corpo è l'unità di misura della cella, divenuta versione contemporanea della gogna medievale. Il materiale trasparente crea un equilibrio fra visibilità e invisibilità, fra l'atto di annullare la persona e di esporre la sua pena. Il visitatore può aprire la struttura, entrarci e quindi sperimentare direttamente sul proprio corpo il concetto di imprigionamento. |
Didascalia degli studenti
L'intervento realizzato prevede l'inserimento di un contributo sonoro all'interno della cella. La registrazione vocale indaga l'isolamento mentale e la solitudine quotidiana. La cella così intesa é un luogo che ti permette di mantenere le distanze con l'esterno e con l'altro:più ci si avvicina e più si ha una visione frammentata dell'individuo, più ci si allontana e più si ha una visione totale. |
sciSKEW Collaborative (Eunice Seng, I-Shin Chow e H Koon
Wee)
New York, USA - Shangai, Cina
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Didascalia originale
Il collettivo di architetti e designers SciSKEW propone una riflessione sul parallelo tra la dimensione domestica e l'esperienza carceraria.Nella metropoli contemporanea, il progressivo ridimensionamento dello spazio abitativo porta a condizioni di vita che non sembra assurdo paragonare allo stato di detenzione.Lo spazio assegnato di 3x4m è qui suddiviso in due unità da una struttura che è un tutt'uno con l'arredamento. Le casse sospese indicano la facilità di smercio e spostamento dell'innovativo prodotto modulare. Il video promozionale ha un tono fieristico-aziendale e la sua ironia non è così irrealistica se si considera il fenomeno crescente della privatizzazione degli istituti carcerari. |
Didascalia degli studenti
Data la natura simmetrica dell'opera, che ha la funzione di dividere in due uno spazio, il nostro lavoro è stato cercare di abbattere metaforicamente quel muro che non permette la comunicazione tra due individui. Le azioni sono di carattere quotidiano: parlarsi al telefono, giocare a carte, lavarsi. Dormire, leggere e scrivere. Ogni nostra azione aveva una ripercussione nello spazio del compagno. Il tutto è stato documentato attraverso fotografie, che abbiamo stampato e collocato a terra in una composizione. |
DW5 Bernard Khoury
Beirut, Libano
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Didascalia originale
Bernard Khoury ha immaginato un dispositivo per la restituzione dei prigionieri di guerra al campo nemico. La cella mobile, dal minaccioso aspetto hi-tech è una sorta di corazza dotata di una tecnologia ad infrarossi per la registrazione video, in modo che la restituzione del prigioniero fornisca informazioni in tempo reale sul territorio avversario. Il POW 8 è manovrato dal prigioniero che segue delle istruzioni vocali a distanza. Il corpo stesso del carcerato, facendo muovere lentamente il mezzo, è così trasformato in un dispositivo di sorveglianza, diviene arma.Il filmato illustra il sistema di funzionamento del congegno e il testo, dall'impronta militare, spiega tutti i vantaggi che derivano dal suo utilizzo. |
Didascalia degli studenti
Osservando il progetto di Bernard Khoury le prime impressioni riguardavano il mondo hi-tech dei videogames. Il video, i suoni e la vibrazione della telecamera collegata alla cella mobile POW08 suggeriscono una visione surreale, che abbiamo sviluppato allontanandoci ulteriormente dalla realtà carceraria. E se il prigioniero fuggisse? E se il controllo del prigioniero lo prendesse qualcun altro? Abbiamo progettato un videogame in cui il giocatore ha il controllo dell'involucro metallico dentro a cui il prigioniero è costretto a muoversi. |
Titolo
Uno sguardo sulla città... dall'epoca romana al Rinascimento
Ambito del Progetto
Il progetto rientra nell'ambito dell'educazione al patrimonio culturale del pubblico scolastico e in particolare si configura come un laboratorio di storia svolto all'interno delle proposte di attività opzionali.
Attori del Progetto
Attori rispetto alle fasi di elaborazione progettuale e alla gestione
del progetto
Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della
Provincia Autonoma di Trento, Servizi Educativi del Museo Diocesano
Tridentino, Servizi Educativi del Museo
Castello del Buonconsiglio,
monumenti e collezioni provinciali, insegnanti dell'Istituto
Comprensivo Trento 3 Scuola Media Bronzetti Segantini.
Destinatari
Pubblico scolastico delle classi prima e seconda della scuola secondaria
di I° grado dell'Istituto Comprensivo Trento 3 - Scuola
Media Bronzetti Segantini
équipe di Progetto
Luisa Moser - Referente Servizi Educativi Soprintendenza Beni Archeologici
della Provincia autonoma di Trento
Francesca Bazzanella - Collaboratrice esterna Servizi Educativi Soprintendenza
Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento
Chiara Leveghi - Referente Servizi Educativi Museo Diocesano Tridentino
Francesca Jurman - Referente Servizi Educativi museo Castello del
Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali
Roberta Opassi - Collaboratrice esterna del Castello del Buonconsiglio,
monumenti e collezioni provinciali e del Museo Diocesano Tridentino
Maria Grazia Salzarulo, Isabella Lo Preiato, Alida Cappellini e Laura
Nesler - Docenti dell'Istituto Comprensivo Trento 3 Scuola
Media Bronzetti Segantini
Incontri preliminari
Sono stati previsti incontri con le insegnanti che hanno partecipato
al progetto per definire:
-
prerequisiti;
-
obiettivi specifici del progetto;
-
conoscenze, abilità e competenze che si intendevano sviluppare
-
metodologie e strategie impiegate
-
verifiche in itinere e finali
Durata del Progetto
Anno scolastico 2005/06
Preprogettazione: mese di giugno 2005.
Progettazione dal mese di luglio 2005 al mese di maggio 2006.
Dal mese di ottobre 2005 al mese di maggio 2006 la fase di sperimentazione
del progetto. La fase di sperimentazione ha visto coinvolti nel primo
quadrimestre le classi seconde mentre nel secondo le classi prime.
Fasi di Lavoro
Fase di preprogettazione: riunione preliminare per definire gli ambiti di competenza e il tema del progetto; raccolta della documentazione (fonti bibliografiche, documenti d'archivio, fonti iconografiche, cartine, ecc.).
Fase di progettazione: verifica delle informazioni raccolte; ideazione del progetto e stesura; incontri di progettazione a cadenza mensile tra i soggetti partecipanti al progetto.
Fase di sperimentazione e di attuazione
Il progetto si è sviluppato con incontri settimanali di circa
due ore che hanno coinvolto i ragazzi iscritti ai laboratori di storia.
Tali laboratori sono stati finalizzati alla lettura, all'indagine
e all'analisi di fonti storiche di diverso tipo, selezionate
e rese accessibili da strategie e strumenti elaborati di volta in
volta dai Servizi Educativi delle istituzioni coinvolte.
Il tema scelto è stato lo sviluppo della città di Trento
dall'epoca romana a quella rinascimentale.
Lavorare sulla città, con la città e dentro la città ha
permesso ai ragazzi di mettere in atto conoscenze, competenze e abilità che
riguardano il lavoro dello storico. La ricerca sul territorio ha
consentito inoltre di utilizzare le risorse archeologiche, storiche,
artistiche come strumenti di educazione al patrimonio.
Il percorso per le classi seconde si è svolto durante il primo quadrimestre e ha visto il coinvolgimento di 21 ragazzi provenienti da cinque sezioni, suddivisi in due gruppi, ciascuno dei quali coordinato da una docente.
Il lavoro è stato articolato in più fasi:
Prima fase: "La conoscenza della città". Fase gestita dagli insegnanti: verifica delle conoscenze inerenti la città di Trento per motivare i ragazzi a intraprendere un approfondimento di alcuni aspetti spaziali e architettonici della città. Alfabetizzazione cartografica. Lettura in classe della mappa attuale di Trento e successivo sopralluogo in città.
Seconda fase: "La città di Trento in epoca medioevale." Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Castello del Buonconsiglio. Analisi della rappresentazione della città di Trento medievale attraverso la lettura di fonti iconografiche e materiali; sopralluogo in città alla ricerca di tracce della cinta urbica duecentesca; rielaborazione delle conoscenze e approfondimento su aspetti socio-economici.
Terza fase: "La città di Trento in epoca rinascimentale". Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Castello del Buonconsiglio. Analisi della figura del principe vescovo Bernardo Cles e il rinnovo urbanistico di Trento attraverso la lettura di fonti cartografiche e scritte; il Magno Palazzo: nuova residenza del principe vescovo di Trento; sopralluogo in città alla ricerca delle tracce rinascimentali.
Quarta fase: rielaborazione del lavoro svolto con i Servizi Educativi e preparazione del prodotto finale. Fase gestita dagli insegnanti.
Quinta fase: "Trento al tempo del Concilio". Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Diocesano Tridentino. Analisi della cattedrale di San Vigilio e delle sedi delle riunioni conciliari attraverso la lettura di fonti cartografiche e iconografiche; aspetti socio-economici e urbanistici della città in epoca conciliare attraverso la lettura e l'analisi di fonti storiografiche; sopralluogo in città alla ricerca dei luoghi del Concilio.
Sesta fase: Fase gestita dagli insegnanti. Elaborazione del prodotto finale.
CLASSI PRIME
Il progetto ha visto coinvolti 35 alunni delle sei classi prime, suddivisi in due gruppi, ciascuno dei quali coordinato dai docenti.
Prima fase: "La conoscenza della città". Fase gestita dagli insegnanti: verifica delle conoscenze inerenti la città di Trento per motivare i ragazzi a intraprendere un approfondimento di alcuni aspetti spaziali e architettonici della città. Alfabetizzazione cartografica. Lettura in classe della mappa attuale di Trento e successivo sopralluogo in città.
Seconda fase: "Tridentum splendidum municipium". Fase gestita dai Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici. Analisi della città di Tridentum attraverso la lettura di fonti storiografiche, epigrafiche e iconografiche; sopralluoghi in città alla ricerca delle evidenze archeologiche intra et extra moenia.
Terza fase: "Le trasformazioni di Tridentum dall'età tardo romana all'epoca altomedievale". Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Diocesano Tridentino. Analisi delle trasformazioni urbane di Tridentum in epoca tardo romana attraverso fonti materiali, epigrafiche e scritte; sopralluogo alla Basilica Paleocristiana di San Vigilio e conoscenza del fenomeno della cristianizzazione in Trentino; dalla Basilica alla Cattedrale cittadina.
Quarta fase: "La città di Trento in epoca medioevale." Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Castello del Buonconsiglio. Analisi della rappresentazione della città di Trento medievale attraverso la lettura di fonti iconografiche e materiali; sopralluogo in città alla ricerca di tracce della cinta urbica duecentesca.
Quinta fase gestita dagli insegnanti: rielaborazione del lavoro svolto con i Servizi Educativi e preparazione del prodotto.
Obiettivi
Anche in rispetto alle indicazioni dei nuovi programmi di storia
per la scuola secondaria di I° grado nel primo biennio, il
progetto proposto ha inteso avvicinare i ragazzi alla scoperta
e alla conoscenza delle "specifiche radici storiche dal tardo
romano all'età moderna nella realtà locale
e regionale".
Il progetto si è configurato come un percorso di ricerca simulata
finalizzato a riprodurre in maniera concreta e operativa le fasi
e le procedure del lavoro dello storico, applicato a un tema indagato
nella dimensione locale.
Obiettivi conoscitivi, metodologici, comportamentali, abilità
- Conoscere e saper utilizzare la terminologia specifica;
-
Conoscere la storia antica della città di Trento;
-
Conoscere le funzioni principali di un museo o di una istituzione
culturale (raccolta, documentazione, ricerca, tutela e salvaguardia);
-
Essere consapevole che nei musei e nelle istituzioni presenti sul
territorio sono conservate importanti raccolte di documenti e atti
pubblici e privati che permettono di far luce su molti aspetti della
realtà locale e che sono un utile strumento per ricostruire
la vita sociale e culturale di un territorio;
-
Formare una più consapevole "cultura del rispetto e
della salvaguardia dei beni culturali"
-
Imparare a collaborare e ad aiutarsi reciprocamente mettendo ognuno
le proprie competenze ed esperienze a disposizione degli altri;
-
Imparare a lavorare in gruppo e a rispettare le consegne date;
-
Imparare a ricavare informazioni esplicite e inferenze dalle fonti
esaminate;
-
Imparare a riconoscere, selezionare, utilizzare nel loro lavoro di
ricerca storica tutte le risorse disponibili sul territorio (fonti
diverse: materiali, scritte, iconografiche, artistiche, architettoniche,
ecc.);
-
Organizzare e catalogare le informazioni ricavate dalle fonti;
-
Potenziare la capacità di concentrazione attraverso l'osservazione,
la formulazione di ipotesi e altre attività di tipo operativo/creativo;
-
Saper "leggere" l'ambiente che circonda la città e
quindi cogliere cause e conseguenze degli eventi (es. fiume, trasformazione
del territorio);
-
Saper descrivere il contenuto di una fonte considerando il luogo,
i personaggi e gli elementi che li contraddistinguono e che ne caratterizzano
la mentalità;
-
Saper leggere le mappe del territorio e le piante della città per
ricavare informazioni sulla struttura urbanistica di Trento;
-
Saper ordinare le informazioni in sequenze;
-
Saper orientarsi nel territorio e nella città;
-
Sviluppare la capacità d'osservazione, il senso critico,
il pensiero visivo, scientifico e tecnologico.
Ambiti - aree disciplinari
Le discipline coinvolte sono state: storia, geografia, italiano, educazione artistica, informatica.
Strategie e strumenti
Il progetto ha previsto incontri con la presenza dell'educatore
mussale, laboratori di ricerca in classe, percorsi di ricerca presso
i musei, laboratori di storia presso le istituzioni territoriali,
sopralluoghi didattici in museo e sul territorio (la città);
sono stati utilizzati fonti originali e in copia e strumenti operativi
appositamente predisposti.
Il percorso formativo si è configurato come un'esperienza
di ricerca-azione, in cui si sono alternati momenti di laboratorio
e di discussione finalizzati non solo al raggiungimento di obiettivi
conoscitivi ma anche alla costruzione di competenze.
Esiti
Il gruppo delle classi seconde con le insegnanti ha preparato un
ipertesto, come mezzo per esplicitare il lavoro di ricerca e come
prodotto finale dell'intero percorso formativo. L'ipertesto
- Osservatorio Urbano - è stato lo strumento che ha consentito
ai ragazzi di strutturare le conoscenze in modo personale e creativo,
abituandoli anche a fare collegamenti fra i vari nuclei del sapere.
Il suo contenuto ha rappresentato il diario di bordo della loro esperienza
e per gli insegnanti un momento di verifica del percorso didattico-formativo.
Partendo da ciò che hanno osservato, approfondito e discusso
durante le uscite sul territorio, gli allievi hanno prodotto singolarmente
e in gruppo testi che descrivono e documentano ogni fase del lavoro
svolto per fissare le informazioni acquisite.
Attraverso formulazioni linguistiche, giochi di parole, scelte lessicali
e sintattiche, forme allusive, accostamenti insoliti sono state accolte
le suggestioni ispirate dalla lettura di Calvino, elaborando una
nuova descrizione della città di Trento. I testi sono accompagnati
da disegni e fotografie per arricchire il prodotto. Le rielaborazioni
grafiche sono state prodotte nell'ambito delle ore curriculari
di educazione artistica, utilizzando la tecnica del chiaroscuro e
dello schizzo, e sono state utilizzate pre creare originali cartoline,
dove elementi ed edifici della città sono stati accompagnati
da un breve testo di carattere evocativo.
I ragazzi delle classi prime con le loro insegnanti hanno ideato, progettato e realizzato, come prodotto finale del lavoro, una serie di cartoline che illustrano edifici e/o particolari architettonici della città di Trento, liberamente interpretati e accompagnati da brevi ma significative didascalie di impronta evocativo-metaforica. Con il lavoro svolto nei momenti di rielaborazione si è sollecitata e stimolata la creatività non solo come atto spontaneistico, ma come un processo reinventivo dell'allievo che ha messo in relazione saperi ed emozioni in funzione di un risultato finale espressione del suo vissuto.
Indicare le attività, i prodotti e i servizi che si intendono realizzare.
Documentazione
Tutto il lavoro è stato documentato attraverso l'uso di matrici progettuali che hanno restituito il percorso formativo svolto con gli alunni, registrando attività, obiettivi, strumenti per ciascuna fase, ma anche indicatori di criticità emerse durante lo svolgimento, necessari per una valutazione conclusiva e per un'eventuale riprogettazione.
Verifica/Valutazione
Sono stati effettuati incontri periodici tra insegnanti e operatori
museali per la verifica degli apprendimenti e dello sviluppo del
progetto.
I momenti di verifica in itinere hanno consentito di valutare l'efficacia
delle proposte didattiche e la ricaduta formativa, adottando di volta
in volta le strategie necessarie per coinvolgere e motivare i ragazzi
al lavoro dello storico.
Non è stata prevista la presenza di un valutatore esterno.
Presentazione e divulgazione del Progetto
Il progetto è stato pubblicato su "Didascalie",
rivista della scuola trentina, n. 11/2007 (novembre): il dossier è consultabile
sul sito di vivo scuola al seguente indirizzo: http://www.vivoscuola.it/Didascalie/doc/Novembre-0/17-24.pdf.
Nel gennaio 2007 il progetto è stato presentato ufficialmente
presso la scuola media Bronzetti Segantini.
E' prevista la realizzazione di un cd a cura dei Servizi Educativi
delle Istituzioni interessate che documenti l'intero progetto.
Finanziamenti
Risorse in compartecipazione:
-
spese di progettazione e preparazione del materiale didattico a carico
della Soprintendenza per i Beni Archeologici, del Museo Castello
del Buonconsiglio e del Museo Diocesano Tridentino
-
spese di relative all'effettuazione degli incontri e dei prodotti
realizzati a carico della scuola.
Punti di forza
Interdisciplinarietà, collaborazione in rete con enti diversi,
progettazione a sistema, condivisione di un linguaggio comune, ricaduta
a livello di formazione per gli insegnanti e gli educatori che hanno
aderito al progetto.
Titolo
Consiglio Comunale dei Ragazzi di Saluzzo
Ambito del Progetto
Educazione alla cittadinanza
Con l'ausilio e l'appoggio dei docenti, degli educatori e
delle famiglie, i ragazzi possono esprimere le loro opinioni su iniziative
e spazi urbani, presentando progetti mirati, così da essere direttamente
coinvolti in decisioni che spesso vengono prese dagli adulti, pur avendo
i ragazzi come destinatari.
Le classi che aderiscono al percorso formativo presentano dei progetti,
ai quali sono collegati i nomi dei candidati. Attraverso le votazioni dei
progetti, vengono eletti i consiglieri che costituiscono il CCR il quale
ha il compito di realizzare il progetto più votato (e verificare
la possibilità di realizzarne altri), ma anche di organizzare iniziative
per e con tutti i ragazzi della Città di Saluzzo.
Attori del Progetto
- Museo Civico Casa Cavassa - Sezione Didattica
- Scuole Primarie di Saluzzo (plesso "M. Pivano", plesso "F.
Costa", plesso "M. Musso", plesso "D. Alighieri",
plesso "C.A. Dalla Chiesa")
- Scuola Secondaria di Primo Grado "La Rosa Bianca" di Saluzzo
- Direzione Didattica di Saluzzo
- Amministratori comunali
- Uffici Comunali
La Sezione Didattica del Museo Civico Casa Cavassa è stata incaricata
dall'Amministrazione di coordinare e gestire le attività relative
al Consiglio Comunale dei Ragazzi (pur essendo un progetto che esula dai
temi storico-artistici solitamente affrontati dal personale del Museo),
perché in questi anni il personale della Sezione Didattica ha maturato
una buona professionalità in campo educativo ed ha instaurato un
ottimo rapporto di collaborazione con le scuole locali.
Destinatari
- Studenti delle classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria e delle classi
1^ e 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado.
Vengono indicati qui di seguito i dati delle adesioni dall'avvio
del progetto:
- Anno scolastico 2005-2006: 26 classi per un totale di 544 allievi
coinvolti (15 classi della Scuola Primaria e 11 classi della Scuola Secondaria
di Primo Grado di Saluzzo);
- Anno scolastico 2006-2007: 29 classi per un totale di 623 allievi
coinvolti (14 classi della Scuola Primaria e 15 classi della Scuola Secondaria
di Primo Grado di Saluzzo)
- Anno scolastico 2007-2008: 31 classi per un totale di 680 allievi
coinvolti (15 classi della Scuola Primaria e 16 classi della Scuola Secondaria
di Primo Grado di Saluzzo)
Equipe di Progetto
Le risorse umane individuate per la realizzazione del progetto sono
state:
Museo Civico Casa Cavassa
-
Dott.ssa Elena Pianea - Funzionario dei Musei Civici (per il coordinamento
dell'intero percorso e l'organizzazione degli eventi finali
e delle mostre);
-
Dott. Daniela Grande - Responsabile della Sezione Didattica del Museo
(per la progettazione, la redazione dei sussidi didattici per gli alunni
e per i docenti, per la gestione degli incontri con gli alunni e con i
docenti, per l'allestimento, la promozione e l'organizzazione
degli eventi finali e delle mostre);
-
Nadia Chiari - Operatore didattico Cooperativa Agorà (per
il supporto alla progettazione, alla redazione dei sussidi didattici per
gli alunni e per i docenti, per la per la gestione degli incontri con gli
alunni e con i docenti, per la redazione del calendario degli incontri,
per le attività di segreteria, per la promozione, l'allestimento,
lo smontaggio e l'organizzazione degli eventi finali e delle mostre);
-
Rosanna Pasero - Operatore Cooperativa Agorà (per la redazione dei
disegni utilizzati nei sussidi didattici),
-
Donatella Arnaudo, Marco Zenone, Elena Brondino (limitatamente all'anno
2005) - Operatori Cooperativa Agorà e Luca Boiero, Federico Bergese,
Francesca Costa (limitatamente per l'a.s. 2006-2007) - volontari
servizio civile (per supporto alla gestione degli incontri con le classi,
per l'allestimento e lo smontaggio delle mostre finali e per le fotocopie
dei sussidi didattici).
Altri Uffici Comunali
- Silvia Dalmasso - Segretaria del Sindaco e Giancarla Bertero -
Direttrice della Biblioteca Civica (per la conduzione delle visite in comune
per le classi e collaborazione nel recupero materiale informativo per insegnanti);
- Dott. Andrea Garino - Responsabile Ufficio Stampa (per la collaborazione
alla realizzazione della conferenza stampa e per la gestione incontri nelle
classi relativi alla progettazione);
- Sergio Barberis - Geometra dell'ufficio Governo del Territorio
(per la gestione degli incontri nelle classi relativi alla progettazione);
- Dott. Flavio Tallone - Dirigente dell'ufficio Governo del
Territorio (per la gestione degli incontri nelle classi relativi alla progettazione,
contatti e recupero materiali per progetti);
- Luca Martino - Responsabile Ufficio CED (per la gestione di n.
2 incontri con i consiglieri del CCR e per la gestione del sito internet
del CCR);
- Personale altri uffici (Ragioneria, Segreteria del Sindaco, Protezione
Civile, Commercio, Settore Lavori Pubblici, Ced, Cultura e Turismo, Polizia
Municipale: collaborazione nella gestione delle visite delle classi presso
il Comune e gestione del Pedibus).
Il Gruppo di Coordinamento
Il coordinamento delle attività del CCR è svolto dal personale
della Sezione Didattica del Museo Civico Casa Cavassa, in collaborazione
con l'operatore incaricato di seguire il progetto.
E' inoltre costituito un gruppo di coordinamento con il compito di
garantire il monitoraggio del progetto CCR formato da:
- n. 2 docenti rappresentanti delle Scuole Medie
- n. 1 docente rappresentante per ogni plesso delle Scuola Primaria
- n. 1 rappresentante del Comune (individuato nell'addetto al Museo - Sezione
Didattica)
- l'operatore incaricato di seguire il progetto
Il gruppo di coordinamento si riunisce con una cadenza bimensile;
per ogni incontro il personale della Sezione Didattica del Museo redige
un verbale della seduta.
Formazione
All'avvio del progetto, nella primavera 2005, sono stati organizzati
alcuni incontri di formazione rivolti ai docenti:
-
N. 1 incontro (durata: due ore) svolto il 4 marzo 2005 dal titolo "CCR:
IL SENSO DI UN' ESPERIENZA" al fine di conoscere gli aspetti
educativi, ludici e di partecipazione sociale dei Consigli Comunali dei
Ragazzi (a cura del Dott. C. Caffarena - sociologo);
-
N. 1 incontro (durata: due ore) svolto l' 11 marzo 2005 dal titolo "CCR:
STRUMENTI E TECNICHE DI PROGETTAZIONE" per la presentazione dettagliata
del progetto e la consegna dei materiali didattici di approfondimento (a
cura della Dott.ssa Daniela Grande);
Parallelamente agli incontri per i docenti, il personale del Museo
ha svolto una fase preliminare di studio di esperienze analoghe e di ricerca
teorica per la propria formazione.
In ogni anno scolastico inoltre ai docenti vengono forniti numerosi
materiali di approfondimento sui temi affrontati durante le varie attività.
Durata del Progetto
- Primavera 2005: incontri formativi per i docenti e fase preliminare
di progettazione
- Anno scolastico 2005-2006: avvio delle attività con le scuole;
creazione del 1° Consiglio Comunale dei Ragazzi di Saluzzo;
- Anno scolastico 2006-2007: attività per le scuole di approfondimento
sul tema dei diritti dei bambini;
- Anno scolastico 2007-2008: ripresa delle attività che porteranno
alle elezioni di un nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Il percorso formativo per le scuole è biennale.
Fasi di Lavoro
Prima annualità (2005-2006)
Il percorso educativo si è svolto attraverso alcuni incontri didattici
condotti da un operatore ed ha coinvolto direttamente gli studenti delle
classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria e delle classi 1^ e 2^ della Scuola
Secondaria di Primo Grado.
- Visita al Palazzo Municipale
Il percorso educativo è stato avviato con una visita al Palazzo
Municipale sito in via Macallé 9 al fine di permettere ai ragazzi
di acquisire una migliore conoscenza dell'istituzione comunale, dei
vari uffici pubblici e del loro funzionamento. Le visite si sono svolte
nei mesi di aprile-maggio e settembre 2005 e sono state condotte da un
dipendente del Comune e/o dall'operatore didattico. Ai docenti è stato
fornito materiale di approfondimento ed alcune schede redatte appositamente
dal personale del Museo, oltre ad una scheda di verifica da utilizzare
in classe.
- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1"
Nel mese di ottobre 2005 è stato distribuito in tutte le classi
4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^ e 2^ della Scuola
Secondaria di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1" che
conteneva tutte le informazioni necessarie per l'elaborazione dei
progetti da parte delle classi che avevano aderito al percorso didattico.
Il medesimo giornalino è stato inoltre distribuito ai principali
uffici comunali al fine di mantenerli informati sullo svolgimento del percorso
educativo.
- Incontri in classe di avvio della progettazione
Nel mese di novembre 2005 si è svolto nelle 26 classi che hanno
aderito al percorso formativo un 1° incontro per avviare il lavoro
di progettazione. Dopo aver visionato il film "L'isola degli
Smemorati", gli studenti sono stati coinvolti da un operatore didattico
in un'attività di carattere maggiormente ludico avente lo
scopo di stimolare la riflessione sulla Carta internazionale dei Diritti
dei Bambini stipulata dall'Unicef. Agli insegnanti è stato
fornito una cartellina contenete numerosi sussidi per ulteriori approfondimenti.
Dal mese di dicembre 2005 gli studenti sono stati impegnati in un 2° incontro
al fine di porre le basi per l'elaborazione del progetto che ogni
classe doveva presentare entro la fine di gennaio 2006: partendo dall'analisi
dei diritti dei ragazzi, si è verificato quali di questi diritti
a Saluzzo non vengano adeguatamente rispettati e si sono quindi cercate
delle possibili soluzioni. In seguito al grande lavoro svolto nelle classi
per l'ideazione di un progetto, tra le innumerevoli proposte avanzate
dagli studenti, ogni classe ne ha dovuto scegliere una, seguendo criteri
quali il costo, l'utilità, l'originalità, l'assenza
di costi di gestione, i tempi di attuazione, ecc.
- Verifica di fattibilità
Una fase fondamentale del lavoro di progettazione è stata la verifica
di fattibilità ovvero un incontro con esperti ed addetti ai lavori
per verificare, da un punto di vista tecnico e specializzato nel settore,
la possibile realizzazione dell'idea proposta. La verifica di fattibilità si è svolta
dal mese di dicembre 2005 sino alla prima metà di gennaio 2006,
coinvolgendo direttamente molti funzionari e capi ufficio del Comune di
Saluzzo.
- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 2"
Dal mese di febbraio 2006 ha avuto inizio la campagna elettorale:
in questo periodo le classi che hanno partecipato al percorso formativo
del CCR hanno promosso il progetto da loro presentato, invitando gli
elettori (ossia gli altri studenti) a votarlo.
La campagna elettorale prevedeva l'utilizzo di vari strumenti, tra
cui la distribuzione in tutte le classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria ed
in tutte le classi 1^ e 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado del giornalino "CCR
Saluzzo Informa n. 2", contenente tutte le schede sintetiche dei
progetti elaborati e le informazioni utili per votare. Parallelamente alla
distribuzione è stata svolta in ogni classe una simulazione di voto
al fine di rendere maggiormente consapevoli i ragazzi dell'importanza
delle elezioni.
- La Conferenza Stampa
Giovedì 2 marzo 2006 si è svolta presso il Salone dell'Antico
Palazzo Comunale una conferenza stampa alla presenza del Sindaco, degli
Assessori, dei Dirigenti scolastici e dei rappresentati della stampa locale:
gli studenti delle 26 classi aderenti al percorso del CCR hanno presentato
i loro progetti invitando i compagni a votarli. Alla conferenza stampa
erano infatti invitati i rappresentanti di tutte le classi dalla 4^ della
Scuola Primaria alla 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado.
- La Mostra dei Progetti
La campagna elettorale si è conclusa con una esposizione degli elaborati
che ciascuna classe ha realizzato per pubblicizzare il proprio progetto
presso i locali dell'Antico Palazzo Comunale. La mostra è stata
aperta da mercoledì 22 a domenica 26 marzo 2006 ed ha riscosso un
grande successo di pubblico (sia tra i ragazzi sia tra gli adulti). I progetti
presentati sono stati complessivamente 20 e per ciascuno è stato
esposto un cartellone, un dossier fotografico o un plastico.
Per la mostra sono stati redatti appositi inviti ad amministratori,
dirigenti scolastici, docenti, funzionari comunali.
- Le elezioni
Le elezioni si sono svolte da lunedì 3 a mercoledì 12 aprile
2006: presso ogni plesso scolastico è stato istituito un seggio
elettorale in cui ciascuna classe si è recata a votare; ogni elettore,
votando un progetto, dava automaticamente un voto anche a ciascuno dei
candidati (studenti) ad esso collegato.
Dal 19 aprile sono stati resi noti i risultati dello scrutinio (svolto
da una commissione di operatori didattici e docenti) affiggendo un manifesto
(appositamente redatto) nelle bacheche (realizzate dagli operai dell'Ufficio
Tecnico) disposte in ogni scuola.
- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3"
Alla fine del mese di aprile è stato distribuito in tutte le classi
4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^ e 2^ della Scuola
Secondaria di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3" (totale
8 pagine), sul quale sono stati pubblicati i risultati delle elezioni:
20 candidati eletti per formare il Consiglio Comunale dei Ragazzi (scelti
tra quelli che hanno ottenuto più voti in ciascun plesso scolastico)
e 4 uditori (selezionati tra i candidati non eletti che hanno ottenuto
il maggior punteggio sia nella Scuola Primaria sia in quella Secondaria).
Inoltre con 155 voti il progetto vincitore è stato SKATEFRIENDS
che si pone l'obiettivo di realizzare un'area attrezzata per
la pratica di skateboards, di pattini in linea e BMX, dal momento che attualmente
una struttura di tal genere risulta assente a Saluzzo.
- Insediamento del CCR
Dopo lo svolgimento di alcuni incontri preliminari per permettere
ai ragazzi eletti di conoscersi meglio, giovedì 1 giugno 2006
si è svolta la prima seduta ufficiale del CCR, presieduta dal
Sindaco Paolo Allemano, presso la Sala del Consiglio del Palazzo Municipale
(Via Macallé 9). Della seduta è stato redatto apposito
verbale.
Il CCR è stato quindi suddiviso in due commissioni di lavoro: la
Commissione Progetto (con il compito di collaborare con gli uffici
comunali per la realizzazione del progetto più votato) e la Commissione
Relazioni con l'esterno (con il compito di promuovere iniziative
per i ragazzi)
Seconda annualità (2006-2007)
- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1" e
presentazione attività del CCR
Nel mese di dicembre 2006 è stata presentata in tutte le classi
4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola
Secondaria di Primo Grado una sintesi delle attività svolte nell'a.s.
2005-2006 nell'ambito del progetto "Consiglio Comunale dei
Ragazzi" (tramite video ed immagini) ed è stato distribuito
il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1" che conteneva tutte
le informazioni relative alle commissioni di lavoro del CCR, al concorso "Un
logo per il CCR" e al percorso formativo per l'a.s. 2006-2007
sul tema della pari opportunità per tutti. Il medesimo giornalino è stato
inoltre distribuito ai principali uffici comunali al fine di mantenerli
informati sullo svolgimento del percorso educativo.
- Percorso "Pari Opportunità per tutti"
Il 2007 è stato decretato ANNO EUROPEO delle PARI OPPORTUNITA',
iniziativa voluta dal Consiglio e dal Parlamento Europeo per rendere tutti
i cittadini più consapevoli del proprio diritto di ricevere un uguale
trattamento e di vivere una vita libera da qualsiasi discriminazione. Poiché il
CCR ha tra i suoi obiettivi quello di proporre attività educative
per aiutare i ragazzi a riflettere sui temi della democrazia e della partecipazione
alla cittadinanza, nel corso dell'anno scolastico 2006-2007 sono
stati proposti alcuni momenti formativi rivolti alle classi destinatarie
del progetto, così da approfondire il tema del diritto di tutte
le persone a non subire discriminazioni. Tali attività sono state
così strutturate:
-
n. 1 incontro formativo gestito dall'operatore del CCR (durata= 2
ore): attraverso filmati e giochi di ruolo si presentava il tema
dell'anno europeo e si avviava la riflessione sui diritti dei ragazzi
nel mondo;
-
n. 1 incontro con un volontario dell'associazione Emergency (durata=
2 ore): attraverso fotografie e testimonianza si approfondiva il
tema del diritto alla pace;
-
n. 1 incontro (durata= 2 ore) presso la mostra fotografica "La guerra
com'è: prima le donne e i bambini" (11 febbraio-1 aprile 2007)
a cura dell'Associazione Emergency: si proponeva agli studenti la visita
guidata alla mostra (allestita presso i locali del Museo Civico Casa Cavassa)
e la visione di un documentario.
In seguito, il percorso educativo è stato sviluppato proponendo
incontri con volontari e differenti associazioni e visite guidate a mostre
fotografiche allestite presso il Museo Civico Casa Cavassa:
- "Almas del basurero. L'infanzia rubata nelle discariche di Città del
Guatemala - fotografie di Tony Martin" (14 aprile-6 maggio 2007) a
cura dell'associazione Maìs (Movimento per l'Autosviluppo
e l'Interscambio e la Solidarietà, ong che realizza progetti
per favorire la democrazia economica e sociale nel sud del mondo)
- "R-Esistenza - fotografie di Carlo Spera (24 maggio-24 giugno 2007)
a cura del Progetto Humus (uno dei più grandi interventi di cooperazione
internazionale a favore delle vittime di Chernobyl sulla gestione del rischio
nel campo alimentare e della radioprotezione per permettere la migliore qualità di
vita possibile alle popolazioni che vivono in territorio contaminato).
In ogni caso le visite alle mostre fotografiche hanno rappresentato
per gli studenti l'occasione per conoscere più a fondo la
realtà in cui operano tali associazioni a favore delle persone più deboli.
- Concorso "Un logo per il CCR"
Nell'anno scolastico 2006-2007 una delle attività proposte
dal CCR agli studenti delle scuole è stato il concorso per scegliere
l'immagine da utilizzare quale simbolo del Consiglio Comunale dei
Ragazzi di Saluzzo.
Il concorso si è concluso il 28 febbraio 2007 e vi hanno partecipato
n. 14 classi della Scuola Primaria (classi 4^ e 5^) e n. 6 classi della
Scuola Secondaria di Primo Grado (classi 1^ e 2^) per un totale di 35 disegni
presentati. Gli elaborati partecipanti al concorso sono stati realizzati
su carta da disegno in due formati (20x30 cm. e 4x4 cm.), utilizzando differenti
tecniche pittoriche. Inoltre ogni disegno è stato corredato da un
titolo e da una breve spiegazione.
In base al regolamento, i disegni dovevano richiamare gli obiettivi
educativi del CCR (esercizio diretto della democrazia, partecipazione attiva
alla cittadinanza, comunicazione al mondo degli adulti delle idee, delle
richieste e dei bisogni di tutti i giovani cittadini di Saluzzo) e presentare
al loro interno i colori della Città di Saluzzo (bianco e azzurro).
Per la selezione del logo è stata costituita una apposita giuria
composta da: tutti i membri del CCR; il Sindaco dott. Paolo Allemano; ins.
Emanuela Maggio (in qualità di delegata dall'Assessore all'Istruzione,
ins. Marcella Risso); il direttore del Museo Civico Casa Cavassa dott.ssa
Elena Pianea; la professoressa Marilena Drago, docente dell'Istituto
d'Arte "A. Bertoni" di Saluzzo. I risultati del concorso
sono stati ufficializzati durante la premiazione che si è svolta
giovedì 19 aprile 2007 alle ore 16.30 presso il Salone dell'Antico
Palazzo Comunale di Saluzzo (in via Salita al Castello): in quest'occasione
due rappresentanti per classe partecipante al concorso hanno presentato
il loro logo alle autorità cittadine (Sindaco e Assessori), ai giornalisti
ed ai rappresentanti degli studenti coinvolti nel progetto CCR. Ad ogni
classe è stato consegnato un attestato, mentre per i vincitori è stato
predisposto un piccolo premio costituito da buoni spesa utilizzabili presso
librerie e cartolerie della Citt à.
- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 2"
Nel mese di marzo è stato distribuito in tutte le classi 4^ e 5^
della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola Secondaria
di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 2", sul
quale sono stati pubblicati i logoi partecipanti al concorso ed una scheda
attraverso la quale ogni studente poteva esprimere il proprio parere sui
logoi che giudicava migliori. Inoltre sul giornalino erano fornite informazioni
in merito alla mostra "Almas del basurero" organizzata dall'Associazione
Ong Ma ìs.
- Pedibus
Il progetto Pedibus rientra in un più ampio progetto pluriennale
di educazione alla salute e di promozione della cultura del viver sano,
coordinato dall'Assessorato all'Istruzione del Comune di Saluzzo
in collaborazione con ASL, Coldiretti e Scuola di Marcia e degli Sport
di Saluzzo. In particolare il Comune di Saluzzo, in collaborazione con
la Scuola di Marcia e degli Sport di Saluzzo, ha attivato dalla fine di
marzo 2007 alcuni percorsi pedonali sicuri di collegamento con le Scuole
Primarie della Città. Il CCR ha collaborato nella scelta del logo
utilizzato per segnalare i percorsi del Pedibus, nonché nella promozione
dell'iniziativa e nella realizzazione dei cartelli segnaletici dei
percorsi. Infine i componenti della Commissione Relazioni con l'Esterno
hanno svolto delle interviste per verificare il grado di apprezzamento
dell'iniziativa da parte degli studenti della Città.
- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3"
Alla fine del mese di maggio è consegnato in tutte le classi 4^
e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola
Secondaria di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3" (totale
5 pagine), sul quale sono stati pubblicati i risultati del concorso "Un
logo per il CCR" e sono state fornite informazioni in merito alla
mostra fotografica "R-Esistenza" inserita nell'ambito
del percorso sulle pari opportunità per tutti.
Il giornalino inoltre conteneva informazioni relativa alla mostra
sulle attività del CCR e sull'incontro nazionale dei CCR a
Reggio Emilia.
- Incontri con i ragazzi del CCR
Dal mese di ottobre 2006 al mese di maggio 2007 sono stati svolti
n. 2 incontri al mese (durata: due ore cad.) con i ragazzi del CCR al
fine di organizzare le sedute ufficiali e soprattutto per portare avanti
i compiti di ciascuna commissione.
La Commissione Progetto si è occupata di collaborare con gli uffici
comunali competenti per rispettare i tempi di attuazione del progetto SKATEFRIENDS
(entro l'autunno 2007). Inoltre è stata condotta un'indagine
sulla condizione dei giardini pubblici nella Città di Saluzzo, attraverso
sopralluoghi, reportage fotografici ed interviste svolte dai ragazzi del
CCR ai loro coetanei. La Commissione Relazioni con l'esterno, al
fine di mantenere i contatti con gli altri studenti e informarli delle
attività svolte dal CCR, si è occupata di redigere il regolamento
per il concorso "UN LOGO PER IL CCR". Inoltre tale commissione
ha collaborato con gli uffici comunali per la redazione del giornalino "CCR
Saluzzo Informa" e dei testi delle pagine web dedicate al CCR che
dal mese di giugno 2007 sono inserite on line sul sito della Città di
Saluzzo.
Parallelamente al lavoro portato avanti dalle commissioni, si sono
svolte le Sedute Ufficiali del CCR per comunicare al Sindaco, alla Giunta
e ai cittadini le attività realizzate dai ragazzi e ufficializzarle
(giovedì 14/12/06 e giovedì 31/05/07).
L'anno scolastico 2007-2008 vede l'avvio di una nuovo biennio del progetto educativo "Consiglio Comunale dei Ragazzi": in questo anno scolastico infatti le classi saranno nuovamente impegnate a presentare idee- progetto rivolte ai ragazzi della città e quindi a votare i consiglieri che andranno a formare il nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi. Nell'anno scolastico 2007-2008, accanto alle attività che coinvolgeranno direttamente i/le ragazzi/e del CCR, si organizzeranno iniziative di educazione alla cittadinanza rivolte a tutte le Scuole dell'obbligo della Città.
Obiettivi
- Favorire nei ragazzi la conoscenza del proprio territorio
e della realtà in cui si vive;
- Avvicinare i ragazzi alle istituzioni (e viceversa) al fine di
facilitare la reciproca conoscenza;
- Favorire la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della città e
della comunità così da creare una città in cui servizi,
spazi urbani e istituzioni si adattino alle esigenze dei giovani cittadini;
- Riacquistare valori essenziali quali il gusto della cittadinanza
ed il senso di appartenenza al proprio territorio;
- Formare nei ragazzi una coscienza civica critica e costruttiva;
- Permettere ai ragazzi di acquisire una migliore conoscenza delle
istituzioni, dei servizi pubblici e del loro funzionamento;
- Imparare a progettare, verificare e cooperare per la realizzazione
dei progetti;
- Promuovere negli adulti un ascolto attento delle proposte dei ragazzi
e favorire il dialogo reciproco.
Obiettivo ultimo del progetto è ovviamente creare un Consiglio Comunale
dei Ragazzi costituito da venti ragazzi con il compito di farsi i
portavoce delle idee, delle richieste e dei bisogni di tutti i giovani
cittadini
di Saluzzo.
Ambiti - aree disciplinari
Educazione Civica - Storia dell'arte - Educazione all'immagine
Strategie e strumenti
Il CONSIGLIO COMUNALE DE I RAGAZZI (CCR) è un percorso formativo
che vede protagonisti i ragazzi, ma che impegna fortemente gli adulti (amministratori,
tecnici del Comune, insegnanti, dirigenti, educatori, genitori), chiamati
ad essere "facilitatori" di un processo di crescita e di esercizio
della democrazia. In ogni fase di lavoro il gruppo di coordinamento ha
pertanto cercato di coinvolgere non solo i ragazzi ma anche gli adulti
(funzionari comunali, amministratori e docenti). Inoltre, il progetto si è integrato
con altre attività già svolte dalle Scuole o proposte dal
comune per i ragazzi. Ad esempio il CCR ha collaborato nell'organizzazione
del progetto Pedibus mediante la scelta del logo utilizzato per segnalare
i percorsi, nonché nella promozione dell'iniziativa (svolgendo anche
delle interviste per verificare il grado di apprezzamento dell'iniziativa
da parte degli studenti della Città) e nella realizzazione dei cartelli
segnaletici dei percorsi.
Il CCR ha quindi tra i suoi obiettivi quello di proporre attività educative
per aiutare i ragazzi a riflettere sui temi della democrazia e della partecipazione
alla cittadinanza. Infatti in occasione dell'anno europeo delle PARI
OPPORTUNITA' PER TUTTI (2007) sono stati proposti alcuni momenti
formativi rivolti alle classi destinatarie del progetto, così da
approfondire il tema del diritto di tutte le persone a non subire discriminazioni.
Infine si sottolinea che un'ottima occasione di confronto (e di riflessione)
con altri progetti analoghi è stata la partecipazione di una delegazione
del CCR all'incontro nazionale dei CCR dal titolo "Buoni consigli:
buone prassi per i Consigli dei ragazzi e delle ragazze" svoltosi
a Reggio Emilia dal 13 al 15 giugno 2007 (dove si sono incontri circa 400
bambini/e in rappresentanza di 45 Consigli dei Ragazzi provenienti da tutta
Italia).
Esiti
Il percorso educativo ha rappresentato un'importante esperienza per
tutti gli enti coinvolti: oltre all'importanza dei traguardi raggiunti
in termini di educazione alla cittadinanza, si è attuato, attraverso
i diversi incontri, uno scambio di conoscenze e di competenze notevole
tra tutte le persone coinvolte (operatori museali, docenti, dipendenti
comunali, studenti, ecc.).
Particolarmente importanti sono state le mostre (sia di presentazione
dei progetti, sia quelle collegate al percorso sulle Pari Opportunità):
durante tali eventi gli studenti hanno potuto rapportarsi non solo con
il personale museale, già conosciuto nei precedenti incontri, ma
anche con persone appartenenti ad enti ed associazioni diversi (amministratori
e dipendenti comunali, volontari di associazioni umanitarie, giornalisti,
ecc.).
Altro momento di particolare rilevanza sono state le sedute ufficiali
del CCR che hanno permesso all'intera cittadinanza di conoscere l'articolato
percorso svolto dalle classi.
Documentazione
Dell'intero progetto esiste una ricca documentazione: fotografie;
comunicati stampa inviati ai giornali e alle radio locali con relativa
rassegna stampa; materiale promozionale per i vari eventi (inviti e locandine);
una presentazione in formato Power Point che riassume le tappe del progetto
fino al 2006, un video realizzato in occasione dell'evento nazionale
dei CCR a Reggio Emilia 13-14-15 giugno 2007 (a cui ha partecipato una
delegazione del CCR di Saluzzo), il materiale predisposto per la realizzazione
delle pagine on line dedicate al CCR sul sito internet del Comune di Saluzzo.
Verifica/Valutazione
Si sono svolti periodici incontri di valutazione con il gruppo di
coordinamento del CCR per monitorare l'interesse dei destinatari
verso le attività proposte. Di ogni incontro è stato redatto
un apposito verbale.
A conclusione di ogni annualità si è inoltre svolta una verifica
finale tra il personale del Museo e l'Amministrazione Comunale (che
ha inserito tale progetto nelle Linee Programmatiche), per evidenziare
punti di forza e criticità del progetto, così da gettare
le basi per una nuova progettazione.
Presentazione e divulgazione del Progetto
All'avvio del progetto, nella primavera 2005, presso le famiglie
degli studenti coinvolti è stato distribuito un depliant di presentazione
del progetto e nel Collegio docenti dei vari istituti scolastici il progetto è stato
analizzato dettagliatamente prima di essere inserito nel POF.
Ogni attività del progetto è stata inoltre promossa attraverso
comunicati stampa inviati ai giornali e alle radio locali, nonché mediante
locandine ed inviti.
Per promuovere le attività del CCR si sono svolte inoltre fino ad
oggi n. 3 sedute pubbliche presso la Sala Consigliare del Palazzo Municipale
(Via Macallè 9) di Saluzzo a cui hanno partecipato: il Sindaco di
Saluzzo; i consiglieri/uditori ragazzi; il Presidente del Consiglio del
Comune di Saluzzo; la Giunta Comunale; il Segretario Generale di Saluzzo;
gli operatori didattici della Sezione didattica del Museo; i consiglieri
comunali adulti; gli insegnanti; il direttore del Museo; i dirigenti scolastici
e i genitori.
Finanziamenti
Si indica qui di seguito un calcolo delle spese sostenute dal Comune
di Saluzzo mediante risorse proprie di bilancio per la realizzazione
del progetto negli anni scolastici 2005-2006 e 2006-2007.
Spese 1° annualità
Operatore per il periodo ottobre 2005- giugno 2006 Euro 4.032,00
Spese per incontri formativi per insegnanti Euro 288,00
Spese per conferenza stampa Euro 106, 36
Acquisto materiali di cancelleria e stampa n. 2200 copie dei giornalini "CCR
SALUZZO INFORMA" Euro 1.970,00
Realizzazione di n. 1 pannello di presentazione del progetto Euro 20,00
Spese per mostra progetti e insediamento del CCR Euro 40,00
TOTALE Euro 6.456,36
Spese 2° annualità
Operatore per il periodo ottobre 2006 - giugno 2007 Euro 4.032,00
Acquisto materiali di cancelleria e stampa n. 2200 copie dei giornalini "CCR
SALUZZO INFORMA" Euro 2.050,00
Spese varie per incontri del CCR Euro 84,00
Realizzazione di n. 2 pannelli di presentazione del progetto Euro 40,00
Mostra "Almas del basurero" (affitto mostra e visite operatore
Maìs, acquisto quaderni didattici) Euro 1.100,00
Mostra "R- Esistenza" (affitto mostra, acquisto cataloghi,
spese per n. 2 relatori, spese per locandine) Euro 3.223,00
Partecipazione al CCR nazionale a Reggio Emilia (vitto e alloggio,
iscrizione e biglietti del treno per n. 10 persone) Euro 620,00
Buoni spesa per concorso "Un logo per il CCR" Euro 320,00
Spese per mostra progetti e sedute del CCR Euro 40,00
TOTALE Euro 11.509,00
Titolo
"Le Nuvole...a casa di Francesco".
Progetto educativo del Museo Civico Casa Cavassa in collaborazione
con il Centro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole" di
Saluzzo.
Ambito del Progetto
Educazione per pubblici speciali.
Attori del Progetto
- 1° annualità
Museo Civico Casa Cavassa, Centro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le
Nuvole"
- 2° annualità
Museo Civico Casa Cavassa, Centro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole", Cooperativa Sociale Agorà, Gruppo Storico del Marchesato, Istituto Statale d'Arte "A. Bertoni", Istituto Civico Musicale
Museo Civico Casa Cavassa
Casa Cavassa, dimora rinascimentale, diventa Museo Civico nel 1890,
quando il Marchese Emanuele Tapparelli d'Azeglio, diplomatico
cosmopolita e amante dell'arte, dopo averla acquistata e recuperata
quasi interamente, la dona alla città di Saluzzo dichiarando
esplicitamente nel suo testamento di voler aprire la casa e le sue
collezioni ai visitatori e a qualunque cittadino interessato. Di
fatto, ciò non si verifica pienamente fino intorno agli anni '50,
quando viene rispettato un orario di apertura e il museo inizia ad
essere frequentato non più solo da studiosi o da esponenti
della classe aristocratica, ma da un pubblico più ampio.
Dal 2001 presso il Museo è attiva una Sezione Didattica che
progetta e coordina percorsi didattici rivolti principalmente alle
Scuole Elementari e Medie di Saluzzo e del territorio. Accanto alle
iniziative più propriamente didattiche, si organizzano anche
attività maggiormente ludiche, affinché il Museo possa
essere considerato non solo un luogo di apprendimento ma anche un
luogo dove trascorrere il proprio tempo libero.
Parallelamente si sono moltiplicate negli ultimi anni le iniziative
rivolte al pubblico adulto, nella convinzione che al Museo ci si
può tornare più volte per visitarlo e vederlo sempre
sotto nuovi aspetti.
Centro
Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole"
Il Centro Diurno "Le Nuvole" è uno dei servizio
socio-assistenziali gestiti dal Consorzio Monviso Solidale che unisce
i comuni dell'area territoriale di Saluzzo, Savigliano e Fossano.
Il Centro accoglie persone ultraquattordicenni con disabilità mentali,
anche associate a menomazioni o disabilità fisiche e/o sensoriali,
tali da non consentire di raggiungere livelli di autonomia personale
e di responsabilità sociale congrui all'età e
al contesto di appartenenza. Il Centro si pone come strumento di
supporto alla famiglia e mira a garantire una dignitosa crescita
umana e sociale attraverso la stimolazione delle capacità intellettive,
sociali e di autonomia personale. Opera nell'ottica di apertura
al territorio e si propone quale luogo di sperimentazione di nuove
forme di intervento sociale e di collaborazione tra soggetti diversi,
al fine di promuovere una nuova cultura della diversabilità nella
realtà territoriale dei servizi socio-assistenziali e nell'ambito
della società civile. La struttura nasce a Saluzzo nel 1976
come Centro di Lavoro Protetto, finalizzato all'inserimento
lavorativo dell'utenza diversamente abile; oggi accoglie una
ventina di ragazzi seguiti da un'equipe di educatori professionali,
operatori tecnici e volontari.
Cooperativa Sociale Agorà di Saluzzo
Costituita nel 1994, è una cooperativa di tipo B con finalità di
inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, attraverso attività varie
di tipo artigianale, commerciale, turistico (in particolare servizi
di apertura, pulizia locali ed assistenza in un museo civico e in
un ufficio turistico) e di ristorazione (servizi mensa ed organizzazione
di servizi di catering). Grazie ad una fitta rete di contatti con
vari enti, si sono create opportunità sia per persone semplicemente
disoccupate, sia per soggetti svantaggiati, per i quali il lavoro è uno
strumento di socializzazione e di autonomia economica e si pone come
valida alternativa alla semplice assistenza.
Gruppo Storico del Marchesato
Associazione costituita nel 1989, che si prefigge di far rivivere
personaggi, usi e costumi della corte dei Marchesi di Saluzzo e permettono
di ripercorrere pagine di storia di un'epoca che ha lasciato
il segno nella cultura, nell'arte e nell'urbanistica
della città. L'associazione allestisce manifestazioni (sia
in Italia che all'estero) che vedono la partecipazione di una sessantina
di personaggi e la riproduzione fedele di testi dell'epoca.
I costumi sono realizzati su disegni originali, con stoffe e colori
del primo Cinquecento, sotto la guida di un esperto costumista; le
armi sono fedelmente riprodotte dai disegni di armaioli rinascimentali.
Istituto
Statale d'Arte "A. Bertoni"
L'istituto superiore, intitolato all'illustre saluzzese Amleto
Bertoni, fondatore dell'omonima ditta attiva nella lavorazione
artigianale dei mobili e nell'antiquariato, propone un corso
di studi finalizzato all'acquisizione di competenze tecnico-pratiche
e allo sviluppo di metodologie progettuali essenziali allo studio
e alla realizzazione sia di manufatti lignei sia di oggetti d'oreficeria.
Al fine di realizzare al meglio l'attività didattica, è presente
all'interno dell'Istituto un articolato impianto di laboratori.
Istituto Civico Musicale
Nato nel 1981 per volontà dell'Amministrazione Comunale,
ha l'obiettivo di diffondere la cultura musicale sul territorio
sopperendo alle mancanze della programmazione scolastica di base.
Dal 2006 l'Istituto è parte integrante della fondazione
che fa capo alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale. E' possibile
quindi imparare a suonare uno strumento musicale o fare dell'attività corale,
avvicinarsi al mondo musicale con l'ascolto guidato o viverlo
direttamente con le attività orchestrali, non trascurando
quelle che sono le aperture alle tecnologie musicali d'avanguardia.
Destinatari
Entrambe le annualità del progetto si sono rivolte ad un gruppo
di sette/otto utenti del Centro Diurno "Le Nuvole" di
Saluzzo che hanno manifestato interesse personale verso il percorso
proposto. Si tratta pertanto di un pubblico adulto con disabilità mentali,
associate anche a menomazioni o disabilità fisiche e/o sensoriali.
Equipe di Progetto
Le risorse umane individuate per la realizzazione del progetto sono
state:
Museo Civico Casa Cavassa
-
dott.ssa Elena Pianea - Funzionario Musei Civici (per il coordinamento
dell'intero percorso didattico)
-
dott.ssa Daniela Grande (per la progettazione, la redazione e l'allestimento
dei sussidi didattici; la promozione e l'organizzazione degli
eventi finali)
-
dott.ssa Elena Brondino (volontaria - Servizio Civile per la 1° annualità)
e dott.ssa Francesca Costa (volontaria - Servizio Civile per la 2° annualità)
per la gestione degli incontri; le attività di segreteria;
la promozione e l'organizzazione degli eventi finali
-
operatori coop. Agorà e altri volontari del Servizio Civile
(per supporto ed assistenza durante gli eventi conclusivi)
Centro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole"
-
Emanuele Odiardo - Responsabile del Centro diurno "Le
Nuvole" (per il coordinamento delle attività del Centro
nell'ambito del progetto)
-
Maria Grazia Rizzo, Caterina Tuninetti e Sonia Chiabrando (aggiuntasi
nella 2° annualità) - educatrici del Centro diurno (per
la gestione del gruppo di persone che ha partecipato al progetto
e per l'organizzazione dell'evento finale)
Formazione
- 1° annualità
Il personale del Museo ha svolto una fase preliminare di studio di
esperienze analoghe e di ricerca teorica; si sono quindi svolti vari
incontri di conoscenza con gli educatori del Centro.
- 2° annualità
Con l'arrivo di nuove figure all'interno dell'équipe
di progetto, sono stati necessari alcuni incontri di conoscenza tra
i componenti del gruppo.
Durata del Progetto
- 1° annualità: ottobre 2005 - maggio 2006
- 2° annualità: gennaio - giugno 2007
Si prevedono ulteriori annualità del progetto, che attualmente sono in fase di studio.
Fasi di Lavoro
Prima annualità (2005-2006)
Il percorso, dopo una fase preliminare di studio di esperienze analoghe
e di ricerca teorica, è stato elaborato nell'estate
2005 da un gruppo di lavoro misto, composto dagli operatori del Museo
(responsabile della sezione didattica ed una educatrice) e dagli
educatori del Centro.
Il percorso con gli utenti del Centro ha avuto inizio nel mese di
ottobre 2005 e si è concluso nel mese di maggio 2006 (per
un totale di 9 incontri di due ore cad.), con un doppio evento finale.
Il Museo è stato presentato secondo due diverse modalità:
come una scatola magica, della quale si possono scoprire ogni volta
aspetti diversi e come una casa da vivere, conoscendo i personaggi
che l'hanno abitata e le abitudini di un'epoca diversa
dalla nostra. Molte attività proposte hanno infatti avuto
come filo conduttore il parallelismo tra un'antica dimora rinascimentale,
residenza della famiglia Cavassa, e una moderna abitazione, al fine
di sottolinearne analogie e differenze e fare così percepire
agli utenti del Centro Diurno Casa Cavassa, Museo Civico, come un
luogo loro, una seconda casa, non solo da visitare ma da vivere.
Gli spazi museali sono stati presentati seguendo due modalità di
lettura differenti: la prima di tipo storico artistico (per raccontare
gli ambienti, presentando le collezioni esposte e le decorazioni
presenti); la seconda, di tipo maggiormente funzionale (soffermandosi
sulla destinazione d'uso delle singole sale e degli arredi
ivi contenuti, ripercorrendo gli usi e i costumi di vita di epoca
rinascimentale).
Il percorso si è concluso con un doppio evento finale intitolato "Una
Casa fantastica", che ha reso le persone del Centro Diurno
protagoniste delle attività del Museo attraverso laboratori
di manualità rivolti ai bambini e visite animate rivolte al
pubblico adulto. La finalità di questo evento è stata
innanzitutto far conoscere all'intera cittadinanza l'articolato
percorso svolto nei mesi precedenti e condividere con il pubblico
alcune esperienze svolte nell'ambito del progetto.
Seconda annualità (2006-2007)
In seguito all'interesse suscitato da entrambe le parti e alla
voglia di continuare a dialogare, si è arrivati ad una seconda
annualità del progetto, con la quale si è estesa la
collaborazione a più partners, che si differenziano per struttura
e finalità, ma sono accomunati da precedenti collaborazioni
con Casa Cavassa e/o con il Centro Diurno: la cooperativa sociale
Agorà di Saluzzo, il Gruppo Storico del Marchesato, l'Istituto
Statale d'Arte "A. Bertoni", l'Istituto Civico
Musicale.
Il progetto si poneva l'obiettivo di creare un'ampia
ed articolata rete di enti che a vario titolo contribuiscano all'integrazione
dei diversabili nella vita culturale della città. Pertanto
sono stati scelti attori sociali ampiamente radicati sul territorio
ed il Museo Civico Casa Cavassa ha svolto il ruolo di mediatore tra
il Centro Diurno "Le Nuvole" e gli altri enti, scelti
sulla base delle competenze di ciascuno in relazione al tema centrale
del percorso: la Festa Rinascimentale.
Per ogni Ente è stato previsto un incontro preliminare mirato
a favorire la conoscenza della struttura, delle finalità e
delle attività svolte e poi altri 2 - 3 incontri dedicati
alle attività proprie di ogni modulo tematico, attraverso
cui si è cercato di approfondire alcuni aspetti caratterizzanti
una festa di corte del Cinquecento (ovvero la cucina, gli abiti e
le danze, le decorazioni della tavola e la musica).
I moduli sono stati così suddivisi:
- 1° MODULO - La cucina rinascimentale (in collaborazione con la Sig.ra Piera Rossi della Cooperativa Sociale Agorà): gli utenti del Centro Diurno hanno potuto sperimentare la preparazione di alcune ricette del '500, in previsione della cena che si è poi svolta giovedì 21 giugno 2007 a conclusione del percorso. Il laboratorio di cucina è stato strutturato in 2 incontri di 2 ore cadauno e si è concluso, in entrambi i casi, con un momento conviviale (tutte le persone coinvolte hanno potuto assaggiare i piatti preparati) utile per aumentare l'affiatamento tra i vari componenti del gruppo.
- 2° MODULO - Gli abiti e le danze di epoca rinascimentale (in collaborazione con la Sig.ra Alda Cadorin del Gruppo Storico del Marchesato): sono state esaminate le caratteristiche degli abiti rinascimentali in relazione al portamento ed alla gestualità, attraverso l'analisi di una ricca documentazione iconografica. In particolare la Sig.ra Alda Cadorin ha posto l'attenzione sui copricapo e ogni persona del gruppo del Centro Diurno ne ha scelto e progettato uno (insieme agli educatori). Tali copricapo sono poi stati realizzati grazie alla collaborazione di una sarta e sono stati indossati in occasione degli eventi conclusivi. Parallelamente la Sig.ra Alda Cadorin ha organizzato un laboratorio di danze rinascimentali (2 incontri di 2 ore caduno): tali danze sono state proposte in occasione della cena rinascimentale del 21 giugno, coinvolgendo figuranti del Gruppo Storico e persone del Centro Diurno.
- 3° MODULO - Le decorazioni della tavola rinascimentale (in collaborazione con l'Istituto Statale d'Arte "A. Bertoni"): gli utenti del Centro Diurno hanno potuto realizzare con l'aiuto degli studenti della classe IV^ C della Sezione Metalli (sotto la supervisione dei docenti: prof.ssa Migliore Rosanna - docente di fusione e smalti; prof. Rossa Maurizio - docente di forgiatura e tiratura; prof.ssa Zinola Daniela - docente di cesello e sbalzo) alcuni sottobicchieri e piatti decorati a cesello e smalto che sono stati esposti in occasione degli eventi conclusivi del progetto.
- 4° MODULO - La musica nel '500 (in collaborazione con la Prof.ssa Baracco dell'Istituto Civico Musicale): il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di un modulo tematico relativo alla musica rinascimentale, in cui gli utenti del Centro Diurno potessero sperimentare le diverse sonorità della musica antica rispetto a quella moderna. Purtroppo, a causa di un cambio nella gestione dell'Istituto Civico Musicale, la realizzazione di tali incontri è apparsa estremamente complicata e non è stato perciò possibile attivare pienamente quanto era stato progettato.
Dopo un incontro in cui gli educatori del Centro Diurno e gli operatori del Museo hanno presentato l'esperienza svolta nell'ambito del progetto ad un gruppo di giovani studenti musicisti (età 14 - 17 anni), il suddetto gruppo (di strumenti a corda), coordinato dalla prof.ssa Baracco, è stato individuato dalla direzione dell'Istituto come il più idoneo a prender parte al progetto.
Tuttavia, sia per i tempi piuttosto ristretti per il completamento del progetto, sia per non aver inserito fin dall'inizio tale progetto all'interno della programmazione dell'Istituto Civico, si è deciso di rimandare ad una successiva annualità un percorso più approfondito sul tema della musica, limitando la collaborazione con l'Istituto Civico Musicale alla partecipazione del gruppo di giovani musicisti alla cena rinascimentale per la realizzazione dei momenti di intrattenimento musicale.
Gli incontri sono stati condotti ogni volta dall'operatore - referente di ciascun ente, con la presenza costante degli educatori del Centro e del personale del Museo.
A conclusione del progetto si sono organizzati due eventi finali distinti sia nella giornata di svolgimento che nella forma delle attività proposte.
Giovedì 21 giugno 2007 "Cena Rinascimentale":
si è allestito nel giardino di Casa Cavassa un banchetto in
stile rinascimentale con danze, musiche e animazioni teatrali per
sessanta persone.
Gli utenti del Centro Diurno hanno collaborato al servizio ai tavoli,
nonché alle animazioni teatrali e danzanti con il Gruppo Storico.
Inoltre il gruppo del Centro aveva precedentemente realizzato dei
lunghi stendardi in tessuto (decorati e poi esposti a Casa Cavassa,
secondo la consuetudine rinascimentale di "vestire" gli
edifici in occasione delle feste) e si era occupato di predisporre
i menù per la cena creando piccoli segnaposto in terracotta
a forma di pesce (per ricordare lo stemma della famiglia Cavassa).
Domenica
24 giugno 2007 "La Festa dei sensi: suoni, profumi,
sapori":
per l'occasione Casa Cavassa si è trasformata in uno spazio
multi-sensoriale in cui tutti i sensi dei visitatori sono stati sollecitati
attraverso visite animate guidate dalle operatrici del Museo. Il
pubblico ha potuto così scoprire Casa Cavassa sotto un nuovo
aspetto, incontrando durante il percorso museale attori, musicisti
e figuranti del Gruppo Storico. La visita si concludeva nei locali
sotterranei, dove per l'occasione era stato allestito un percorso
tattile ideato da Maria Grazia Rizzo (educatrice del Centro). Infine
nel giardino ciascuno poteva sbizzarrire la propria fantasia con
tempere e pennarelli e lasciare "il proprio segno" su
un grande telo, a ricordo delle emozioni vissute durante la visita.
Si potevano quindi degustare gli ottimi biscotti realizzati dagli
utenti del Centro con l'aiuto della Sig.ra Piera Rossi della Cooperativa
Agorà.
Obiettivi
Il progetto nasce dalla volontà di realizzare iniziative di
valorizzazione del Museo rivolte a gruppi differenti rispetto alle
Istituzioni Scolastiche o gruppi di adulti con cui si collabora tradizionalmente,
al fine di mettere in pratica il ruolo civico per cui il museo è nato
(ovvero un bene che appartiene a tutta la collettività e che
pertanto deve essere fruito da tutti i cittadini). Nel perseguire
tale finalità, si è ritenuto necessario confrontarsi
direttamente con le persone diversamente abili, lavorando per superare
le barriere culturali e psicologiche che impediscono o limitano un'adeguata
fruizione del bene museale (tenendo conto che, per quanto riguarda
le barriere architettoniche, Casa Cavassa è in deroga rispetto
alla legge per il loro abbattimento essendo un edificio d'epoca).
Il dialogo del museo con i diversamente abili è inoltre una
tappa fondamentale per realizzare pianamente la sua funzione sociale
(intrinseca ad ogni museo e in cui il personale di Casa Cavassa crede
fermamente): i musei, in quanto istituzioni culturali, hanno il dovere
di contribuire a colmare le differenze sociali e culturali esistenti,
ponendo in atto progetti di partenariato anche con enti che operano
nel campo sociale. Accanto alle finalità di carattere generale,
il progetto ha poi perseguito alcuni obiettivi specifici:
1 - attuare uno scambio di conoscenze e di competenze tra tutte
le persone coinvolte, così da rafforzare i rapporti di collaborazione
tra i partners del progetto e porre le basi per future collaborazioni
2 - creare socialità e condivisione tra operatori e gruppo
di utenti
3 - creare occasioni di creatività individuale e di espressione
di sé
4 - rafforzare le capacità relazionali degli utenti
del Centro Diurno con l'esterno, mediante l'organizzazione
di un evento culturale di ampio respiro da inserirsi nel programma
delle manifestazioni culturali della Città
Ambiti - aree disciplinari
Storia dell'arte - Educazione all'immagine
Strategie e strumenti
Si è voluto integrare il più possibile tale progetto
con le attività che già il Centro Diurno svolge. Pertanto
si è sviluppato un percorso attraverso l'incontro e
la relazione di persone che per ruolo e formazione appartengono a
realtà diverse: attraverso un incrocio di saperi e competenze
ciascuno ha messo a disposizione ciò che sa e sa fare, così da
dare vita ad una progettazione condivisa e partecipata.
Nei confronti con gli utenti la metodologia utilizzata è stata quella della pedagogia della condivisione, mediante attività che hanno fatto leva sull'esperienza di vita quotidiana di ciascuno. Si è reso necessario semplificare i contenuti (la storia del Museo, la storia rinascimentale, ecc.); non per banalizzarli, ma per renderli più accessibili, prendendo atto che esistono modi diversi di percepire la realtà. Durante i laboratori, in entrambe le annualità è stata utilizzata la metodologia della Globalità dei Linguaggi.
Esiti
Il percorso educativo ha rappresentato un'importante esperienza
per entrambi gli enti: oltre all'importanza dei traguardi raggiunti
in termini di socialità e di condivisione, si è attuato,
attraverso i diversi incontri, uno scambio di conoscenze e di competenze
notevole tra tutte le persone coinvolte (operatori museali, educatori,
utenti del Centro, educatori di altri enti).
Particolarmente importanti sono stati gli eventi finali, la cui finalità è stata innanzitutto far conoscere all'intera cittadinanza l'articolato percorso e condividere con il pubblico alcune esperienze svolte nell'ambito del progetto.
Durante tali eventi gli utenti del Centro hanno potuto
rapportarsi non solo con il personale museale, già conosciuto
nei precedenti incontri, ma anche con persone appartenenti ad enti
ed associazioni e soprattutto con differenti pubblici (minori e adulti):
gli utenti del Centro si sono resi protagonisti di un evento culturale
inserito nel calendario delle attività estive della Città,
mettendosi in gioco nelle attività proposte al pubblico.
L'interesse al dialogo dimostrato da entrambe le parti (Museo
e Centro Diurno) è stato così elevato che il progetto è diventato
parte integrante della programmazione delle attività sia del
Museo Civico Casa Cavassa sia del Centro Diurno "Le Nuvole".
Inoltre la convinzione che l'esperienza vissuta sia stata fortemente innovativa per la complessità delle attività svolte e la durata dell'intero percorso ha fatto sì che, a conclusione della 2° annualità, si sia svolto un seminario di studio per mettere a confronto tra loro differenti esperienze di collaborazione tra Musei e diversabilità, attive sul territorio italiano.
Documentazione
Dell'intero progetto esiste una ricca documentazione: fotografie;
i comunicati stampa inviati ai giornali e alle radio locali con relativa
rassegna stampa; materiale promozionale per i vari eventi (inviti
e locandine); un video realizzato in occasione degli eventi finali
della seconda annualità; la registrazione audio delle giornate
del seminario di studio del 28 - 29 settembre 2007.
Verifica/Valutazione
Si sono svolti periodici incontri di valutazione "in itinere" per
monitorare l'interesse dei destinatari verso le attività proposte.
Nel corso della seconda annualità il percorso ha richiesto
un confronto pressoché settimanale tra il personale del Museo
(addetto al coordinamento delle attività) e gli educatori
del Centro, al fine di aggiornare periodicamente il calendario e
l'organizzazione delle attività dei vari moduli. Tale
confronto è diventato giornaliero nelle settimane precedenti
gli eventi conclusivi. A conclusione di ogni annualità si è inoltre
svolta una verifica finale tra il personale del Museo e gli educatori
del Centro, per evidenziare: punti di forza e le criticità del
progetto e gettare così le basi per una nuova progettazione.
Presentazione e divulgazione del Progetto
Il 28 e 29 settembre 2007 si è svolto a Saluzzo, presso l'Antico
Palazzo Comunale (in via Salita al Castello 1), il seminario di studio "Musei
e ALTRE abilità. Percorsi e incontri tra il Patrimonio Culturale
e i Diversamente Abili", durante il quale è stato presentato
il dossier riassuntivo di tutta l'esperienza svolta dal Museo
Civico Casa Cavassa e soprattutto lo si è voluto mettere a
confronto con altre esperienze, attive sul territorio italiano, di
collaborazione tra Musei (e Beni Culturali) e diversabilità.
Finanziamenti
Si indica qui di seguito un calcolo delle spese sostenute dal Museo
Civico Casa Cavassa per la realizzazione del progetto. Si precisa
che per la 1° annualità, nel periodo compreso tra ottobre
2005 e gennaio 2006, non esistevano risorse finanziarie specifiche
per il progetto e l'operatore (la dott.ssa Elena Brondino)
ha svolto le attività nell'ambito delle ore previste
dal Servizio Civile Volontario. Successivamente si è quindi
stabilito che venissero ascritti al bilancio 2006 i fondi necessari
per coprire le spese per l'utilizzo di n. 1 operatore al
fine di poter completare il progetto.
Spese
Prima annualità
Operatore per il periodo febbraio -giugno 2006: Euro 2.000,00
Realizzazione di n. 1 pannello di presentazione del progetto e
stampa n. 270 giornalini: Euro 260,00
Acquisto materiali vari per giornate finali: Euro 40,00
Stampa delle fotografie degli incontri: Euro 20,00
Seconda annualità
Acquisto posate e bicchieri per tavolo rinascimentale: Euro 106,00
Coop. AGORA' (laboratorio di cucina e servizio catering per cena
rinascimentale): Euro 1.374,20
Gruppo storico (laboratorio sulle danze rinascimentali): Euro 336,00
Musicisti per animazioni - evento finale: Euro 100,00
Acquisto stoffe per realizzazione stendardi: Euro 151,20
Acquisto lastra di rame per laboratorio presso Istituto d'arte: Euro
40,00
Realizzazione di n. 1 pannello di presentazione del progetto: Euro
20,00
Affitto tovaglie per cena rinascimentale: Euro 120,00
La realizzazione del seminario di studio è stata possibile
grazie al contributo finanziario della Fondazione CRT (Euro 5.000);
della Provincia di Cuneo (Euro 250) e del Consorzio Monviso Solidale,
che si è fatto carico di alcune spese relative agli eventi
collaterali (concerto e laboratorio della dott.ssa Guerra Lisi).
Titolo
Le montagne per gioco, tra le vette e le nevi dei giochi da tavolo. Progetto didattico sperimentale.
Ambito del Progetto
Laboratorio didattico in occasione della alla mostra Le montagne per gioco, tra le vette e le nevi dei giochi da tavolo al Museo Nazionale della Montagna.
Attori del Progetto
Città di Torino e Museo Nazionale della Montagna - CAI-Torino.
Destinatari
Istituti di scuola media superiore; aderenti: Istituto V. Bosso e Istituto A. Steiner.
Equipe di Progetto
Museo Nazionale della Montagna (coordinameto: Aldo Audisio e Antonella Lombardo; consulenza didattica: Alessandra Monda).
Città di Torino (coordinamento Vincenzo Simone e Franca Treccarichi).
Obiettivo
Realizzazione di un prototipo di gioco da tavolo ambientato in montagna.
Formazione
Un incontro propedeutico per docenti e studenti con visita guidata alla collezione del Museomontagna e alla mostra Le montagne per gioco, tra le vette e le nevi dei giochi da tavolo. Formazione in itinere, svolta in più incontri, finalizzata a fornire contenuti specifici e competenze tecniche, relativamente al tema scelto dalle singole classi per sviluppare il prototipo di un gioco da tavolo.
Durata del Progetto
Preparazione: ottobre - novembre 2006
Svolgimento: da dicembre 2006
Conclusione e presentazione prototipi: marzo 2007
Articolazione del progetto
Visita alla mostra e al Museomontagna.
Incontri presso gli istituti con attività di approfondimento teorico e di laboratorio pratico.
Evento finale: presentazione al pubblico dei prototipi creati dai ragazzi, durante l'incontro-dibattito A che gioco giochiamo? Teoria e pratica tenutosi al Museo Nazionale della Montagna il 29 marzo 2007.
Ambiti - aree disciplinari
Scienze naturali, Geografia, Progettazione e Disegno Grafico, Matematica, Psicologia, Animazione, Educazione Fisica
Strategie e strumenti
Attività didattica: Durante gli incontri si sono studiate e utilizzate dispense riguardanti l'ambiente della montagna da punto di vista storico, geografico, sportivo e turistico. Sono stati proiettati filmati sulle tecniche di arrampicata e dati in consultazione manuali fotografici riguardanti le più note imprese e spedizioni di montagna.
Attività di laboratorio: Le modalità di approccio al progetto sono state varie e stimolanti. Le classi, divise in gruppi con i propri "capicordata", e sotto la guida dei docenti incaricati, hanno costruito più prototipi per un gioco da tavolo di percorso.
Esiti
I ragazzi hanno ideato e concretamente realizzato alcuni modelli di gioco da tavolo di varie forme e dimensioni in vivaci tabelloni che si sviluppano anche tridimensionalmente. Hanno individuato protagonisti e obiettivi diversi accomunati tutti dallo sfondo suggestivo della montagna. La sua ricca e secolare storia, l'ambiente ed i rischi sempre più evidenti che corre, i suoi protagonisti fantastici e reali, le imprese più incredibili e pericolose di chi le ha oltrepassate, scoperte o scalate hanno incuriosito, colpito i partecipanti alla progettazione favorendo un avvicinamento.
Verifica Valutazione
Esito positivo. I giudizi sui giochi presentati, espressi dal Direttore del Museo Svizzero del Gioco di Tour-de-Peilz Ulrich Schädler.
Presentazione e pubblicizzazione del Progetto
Ufficio Stampa del Museo Nazionale della Montagna; sito Museiscuola della città di Torino; incontro-dibattito "A che gioco giochiamo"
Contenuti e commenti
Il progetto didattico legato alla mostra Le montagne per gioco, tra le vette e le nevi dei giochi da tavolo ha reso i ragazzi protagonisti di una attività allo stesso tempo istruttiva e divertente che li ha coinvolti nella creazione di un prototipo di gioco da tavolo ambientato in montagna.
Le modalità di approccio al progetto sono state varie e stimolanti: le classi, divise in gruppi con i propri "capicordata", hanno intrapreso un viaggio alla scoperta della montagna. La sua ricca e secolare storia, l'ambiente ed i rischi sempre più evidenti, i protagonisti fantastici e reali, le imprese più incredibili e suggestive sono state riprese e ricondotte nelle regole e nelle carte in vivaci tabelloni che si sviluppano anche tridimensionalmente. E proprio il gioco "di percorso", a volte complicato da una strategia che si sviluppa in progress, è stato scelto dalla maggioranza dei partecipanti al progetto per rappresentare al meglio la complessità di questo ambiente. Da quello più squisitamente didattico- che cita un maestro come B.Munari - nel quale, per vincere, bisogna ricostruire l'habitat scelto, a quello più appassionante che vede quattro animali in fuga, in cerca di riparo per salvarsi da un incendio, all'ironico percorso dove escursionisti inesperti perdono l'orientamento, ed infine, solo per citarne alcuni, il gioco che simula l'impresa della scalata alla cima himalayana del Broad Peack del 1957 ed il suo ripetersi da parte di un gruppo di noti alpinisti italiani.
Naturalmente, in definitiva, così come avviene in montagna, non è solo il raggiungimento della meta che conta, quanto tutto il percorso seguito per conquistare la vetta; è dunque il processo che si è messo in atto che ci interessa, il meccanismo che ha permesso di attivare nei ragazzi coinvolti "il pensare e il fare" in maniera coordinata e condivisa per obiettivi chiari, precisi e raggiungibili e per questo gratificanti.
In questo senso ci auguriamo di poter promuovere altri viaggi di fantasia e non solo per i ragazzi delle scuole di Torino e dintorni!
Le fotografie e le valutazioni dei giochi nella galleria, il gioco giudicato vincitore è il "Discesone":
Titolo
Tra fiaba e mito
Ambito del Progetto
- Letteratura per l'infanzia - Avvicinamento alle fonti - Sviluppo sensibilità e pratica museale (coinvolgimento degli alunni nella fase di ampliamento del Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia e del Museo "Didattica antica" presso la scuola Sclopis).
Attori del Progetto
Fondazione Tancredi di Barolo- Museo della scuola e del Libro per l'infanzia Circolo didattico Picchiotti. 10 classi di scuola materna e elementare
Destinatari
Pubblico scolastico dai 5 agli 11 anni
Equipe di Progetto
- Museo della scuola e del libro per l'infanzia: progettazione, sviluppo e realizzazione
- Direzione Didattica "G. Pacchiotti: progettazione, sviluppo del lavoro in classe.
Formazione
La fase di formazione per gli insegnanti del Circolo Didattico interessati all'attività prevede 10 incontri di due ore ciascuno per affrontare la fase preparatoria del lavoro, lo sviluppo e la verifica finale. Totale insegnanti coinvolti: 20.
In base alla fasce di età degli alunni sono stati individuati due gruppi di lavoro: le insegnanti delle scuole materne e del primo ciclo elementare hanno affrontato il tema della fiaba; le insegnanti del secondo ciclo quello del mito.
Gli argomenti trattati da ciascun gruppo sono stati:
Gruppo A - La fiaba nella letteratura per l'infanzia
Inquadramento fiaba La fiaba nei libri per bambini: autori e illustratori Visione di materiali originali e multimedia Come utilizzare gli spunti nell'attività in classe.
Gruppo B - Il mito nella letteratura per l'infanzia
Inquadramento mito e sue relazioni con la storia antica nei programmi di oggi e con la lingua/letteratura italiana Il mito nei libri per bambini Visione di materiali originali e multimedia Come utilizzare gli spunti nell'attività in classe.
Gruppo A e Gruppo B Argomento trasversale: la progettazione e realizzazione di un museo scolastico
1) Storia, metodologie, strumenti, esempi
2) Raccolta testimonianze e materiali.
Durata del Progetto
Anno scolastico 2006/2007.
Fasi di Lavoro
- formazione insegnanti - incontro con le classi presso la sede della Fondazione e del Museo per introdurre insieme l'argomento e avvicinarsi alle fonti - lavoro sulle fonti - visita al museo della scuola (durante la quale vengono segnalati alcuni oggetti specifici da cui gli alunni partiranno per inventare la loro fiaba) - interviste ai nonni e ai genitori per conoscere dalle loro testimonianze le caratteristiche dei libri letti nell'infanzia. - laboratorio sulla fiaba (letture, animazioni, creazioni) - laboratorio sul mito (letture, animazioni, creazioni) - lavoro in classe - visita specifica sulla progettazione museale - lavoro in classe per "riprogettare" il museo Didattica antica della scuola Scolpis - Mostra dei lavori realizzati nei plessi coinvolti dal progetto.
Obiettivi
- Sensibilizzare i bambini all'accesso e alla fruizione dei beni culturali, in particolare del museo.
- Stimolare il piacere della lettura e lo sviluppo della creatività.
- Conoscere ed analizzare la produzione letteraria per l'infanzia tra Otto e Novecento.
- Conoscere le modalità editoriali diversificate nel tempo.
- Conoscere ed analizzare la produzione mitologica per approfondire lo studio delle civiltà antiche.
- Documentare il percorso effettuato per rendere sistematiche le conoscenze acquisite.
- Approfondire la ricerca storica e l'ampliamento dell'esposizione permanente "Didattica antica", avviata nell'ultimo biennio presso la scuola "F.Sclopis".
Ambiti - aree disciplinari
Educazione artistica Museologia Letteratura Educazione alle fonti
Strategie e strumenti
Partendo dalla fase di formazione per le insegnanti - attraverso la fornitura di materiale, prove pratiche, proiezioni di immagini etc - si intende creare un legame tra gli alunni e il museo in modo che ne comprendano scopi, dinamiche e potenzialità. Per fare ciò sono previsti molti incontri (4 laboratori per ogni classe), ognuno su un tema specifico.
Esiti
Al termine del lavoro ogni classe avrà prodotto una propria fiaba: partendo da 5 elementi individuati all'interno del museo che si trasformeranno in elementi magici o mitologici, gli alunni creeranno la loro fiaba ambientata nel mondo della scuola di fine Ottocento e avente come protagonista un alunno di quel tempo. Queste fiabe saranno illustrate e animate attraverso le tecniche del lavoro manuale ottocentesco di ispirazione froebeliana: sagome, ritagli, teatrini. Il materiale prodotto andrà a confluire nel Museo "Didattica antica" della scuola Sclopis.
Documentazione
Ogni fase del lavoro verrà documentata attraverso fotografie che testimonieranno l'avanzamento delle attività e, specificamente per quanto riguarda il museo "Didattica Antica" della Scuola Sclopis, testimonieranno lo status quo e il lavoro di riprogettazione.
Verifica/Valutazione
Insegnanti e operatori museali mantengono contatti diretti per tutta la durata del progetto grazie anche alla messa a punto di un indirizzo di messenger specifico che costituisce canale privilegiato per confronti, sviluppi, chiarimenti. La verifica verrà fatta grazie alla realizzazione delle fiabe e grazie al riversamento dell'esperienza sul museo "Didattica antica".
Presentazione e divulgazione del Progetto
- Mostra dei lavori creati
-Visite guidate al museo "Didattica antica" della Suola Sclopis, con confronto prima/dopo.
Finanziamenti
Città di Torino, Settore Educazione al Patrimonio Culturale.
Titolo
Impariamo a leggere e scrivere
Enti coinvolti
Liceo Sociopsicopedagogico "A. Einstein" (Torino); Fondazione Tancredi di Barolo - Centro studi e Museo della Scuola e del libro per l'infanzia (Torino).
Progetto a cura di
prof.ssa Marica Biglieri; prof. Clemente Porreca; dott. Pompeo Vagliani; prof. Ennio Lo Russo
Destinatari
Alunni classe 5^ B del Liceo Sociopsicopedagogico "A. Einstein" (Torino)
Contenuti
Nell'ambito della fase preparatoria della mostra "Le parole del mondo", organizzata dall'Associazione Lapis e presentata dalle Biblioteche Civiche Torinesi, con la partecipazione delle alunne della classe 5^B del Liceo Einstein, ha preso forma la collaborazione tra la classe e la Fondazione Tancredi di Barolo - Centro studi e Museo della Scuola e del libro per l'infanzia, ente torinese che da anni si occupa dell'universo scolastico, in particolare di Otto e Novecento.
Attraverso un percorso personalizzato e specifico tra i tanti ambienti e materiali del Museo della Scuola, si è concretata la possibilità di un contatto diretto con antichi e preziosi abbecededari e libri per l'apprendimento della lettura e della scrittura. Si è avuto modo di analizzare e confrontare direttamente testi italiani e stranieri di Otto e Novecento e di approfondire la conoscenza di vari metodi didattici:
- Sistema alfabetico o compitativo letterale: si mettevano davanti al fanciullo le 24 lettere dell'alfabeto che gli si facevano ripetere a memoria, una dopo l'altra: A, B, C. Proverbiale è rimasto il ritornello:
Bi - a - ba,
Il maestro me le dà;
Me le dà con la bacchetta;
Santa croce benedetta.
- Sistema preposizionale: si parte da un sistema di segni aventi significato per il fanciullo. Importante la variante proposta da Lambruschini che sceglie come base dell'apprendimento 18 disegni che rappresentano 18 oggetti di uso comune (uomo, luna, rosa....). Le singole lettere che compongono la parola vengono poi separate e l'alunno avrà così appreso quasi inconsapevolmente tutto l'alfabeto.
- Sistema sillabico: si parte da un oggetto o da una rappresentazione dicendone il nome e la parola viene scomposta in sillabe.
- Sistema fonico: non bada al convenzionalismo ortografico o all'etimologia della parola bensì pone per fondamento della didattica la lettura il suono,coglie la parola sulle labbra del fanciullo che la pronuncia.
Obiettivi
L'intero progetto, che si articola in più fasi che prevedono il coinvolgimento anche di Consolati di Paesi stranieri e Centri interculturali, ha lo scopo di portare alla realizzazione di un lavoro di ricerca che l'intera classe produrrà come elaborato in sede di discussione di maturità.
In particolare si desidera mettere in evidenza:
- metodi didattici
- esperienze didattiche
- scopi del leggere e dello scrivere
- lettura prima della scuola
- anticipo della scolarizzazione
- letteratura per l'infanzia: riflessioni pedagogiche.
La collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo ha permesso di contestualizzare la visione storica e acquisire conoscenze specifiche sui vari metodi attraverso l'analisi diretta di alcune fonti originali particolarmente significative (dall'edizione seicentesca Orbis Pictus di Comenio a preziosi abbecedari e sillabari dal primo Ottocento al primo Novecento).
Strumenti
Visita al Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia.
Incontri presso il Centro studi della Fondazione Tancredi di Barolo.
Studio diretto delle fonti con approfondimenti metodologici.
Articolazione del progetto
Tre giornate di lavoro presso la sede della Fondazione Tancredi di Barolo.
Il primo incontro si è svolto nel Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia attraverso un percorso specifico condotto dal dott. Vagliani, che ha messo in evidenza i libri propedeutici all'apprendimento del leggere e dello scrivere, i metodi didattici italiani e stranieri e il loro rapporto.
Una seconda giornata di lavoro si è svolta nella sezione della Fondazione dedicata alla Biblioteca - Centro Studi dei libri per l'infanzia, attraverso la discussione dei metodi didattici e la loro applicazione sugli abbecedari attraverso la consultazione diretta di testi Otto e novecenteschi.
Nel corso del terzo appuntamento è previsto un momento di discussione e confronto: dopo la presentazione dei primi risultati delle ricerche, avvio di un dibattito e chiarificazione problematiche evidenziate durante il lavoro.
Bibliografia
Roberto Farnè, Iconologia didattica, Bologna, Zanichelli, 2003
Ennio Lo Russo, Il Piemonte e l'educazione nazionale, Torino, Paravia, 1968
Pompeo Vagliani (a cura di), C'era una volta un...rè, Torino, Fondazione Tancredi di Barolo, 2004
Dispense.
Tempi di attuazione
Anno scolastico 2005/06.
Produzione di dossier e CD-Rom, come raccolta e documentazione della ricerca da presentarsi all'Esame di Stato (anno scolastico 2005/06).
La ricerca della classe 5^ B del Liceo Sociopsicopedagogico "A. Einstein" abbecedario.
Titolo
Alla Pieve della Mitria di Nave, a scuola di archeologia
La pieve di S. Maria Annunciata di Nave - I materiali romani reimpiegati nel complesso plebano
Progetto a cura di
Erica Agosti allieva del master "Servizi educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Carla Fausti responsabile Servizi Educativi Sistema museale Valle Trompia www.cm.valletrompia.it
Marina Conti insegnante Scuola primaria di Bovezzo e referente di progetto
Destinatari
Tirocinante del master dell'Università Cattolica Sacro Cuore di Milano
Allievi delle classi quarta della Scuola primaria di Bovezzo
Contenuti
Percorso educativo propedeutico all'archeologia
Il reimpiego dei reperti romani in un complesso plebano
Le fasi costruttive del complesso plebano di S. Maria Annunciata di Nave (Bs)
Strumenti
Metodologia sperimentale teorico/pratica
Articolazione del progetto
Lezioni interattive in classe
Percorsi guidati e laboratori presso Pieve di S. Maria Annunciata a Nave (Brescia)
Caratteristica specifica
Attività di tirocinio
Percorso educativo scuola/museo
Tempi di attuazione
Anno formativo 2005
Anno scolastico 2005/2006
Esito finale
Elaborato finale con allegato materiale didattico
Attività con le classi
Il percorso educativo è stato l'esito del tirocinio dell'allieva del master dell'Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Il tirocinio si è articolato attraverso le seguenti fasi:
- Fase ossevativa presso le sedi del Sistema museale di Valle Trompia (partecipazione alle attività educative, distribuzione di questionari)
- Fase pre-progettuale (progettazione e conduzione di una lezione sull'archeologia nell'ambito di un laboratorio di approccio alle fonti storiche per la scuola primaria di Collio; scelta del tema del progetto educativo; incontro con l'insegnante della scuola primaria destinataria dello stesso);
- Fase progettuale (stesura del progetto educativo; elaborazione di schede e materiale didattico; stesura del calendario degli interventi);
- Fase operativa (quattro incontri, con due classi IV della scuola primaria di Bovezzo, aventi come tema l'archeologia e i materiali romani reimpiegati nell'antica pieve di Nave);
- Fase conclusiva (stesura dell'elaborato finale).
Il percorso educativo rivolto agli allievi delle classi quarte della Scuola primaria di Bovezzo ha previsto:
- Lezione interattiva introduttiva al mestiere dell'archeologo: gli strumenti, la metodologia, gli ambiti, con rimandi al contesto e ai beni culturali del territorio
- Percorso guidato interattivo al complesso plebano per l'individuazione dei principali reperti romani
- Laboratorio presso il complesso plebano: tecniche di disegno e rilievo, frottage
- Lezione interattiva di verifica: lo scavo archeologico verticale, lettura stratigrafica, spunti per approfondimenti multidisciplinari, questionario finale.
Progetto a cura del Sistema museale di Valle Trompia
In occasione del tirocinio di un'allieva del master "Servizi educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (a.a. 2004-2005), presso il Sistema museale di Valle Trompia, è stato sperimentato con i bambini e le insegnanti della scuola primaria di Bovezzo, in provincia di Brescia, un accattivante percorso educativo di archeologia e valorizzazione dei beni culturali, dal titolo La pieve di S. Maria Annunciata di Nave - I materiali romani reimpiegati nel complesso plebano.
Sintesi del progetto
Il tirocinio presso il Sistema museale di Valle Trompia di Erica Agosti, allieva del master "Servizi educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha avuto come fulcro l'elaborazione di un progetto educativo, La pieve di S. Maria Annunciata di Nave - I materiali romani reimpiegati nel complesso plebano, nato da una proficua collaborazione fra i servizi educativi del Sistema museale e le insegnanti della scuola primaria di Bovezzo.
Uno degli obiettivi che il progetto educativo si prefiggeva, era di portare i bambini a comprendere che per ricostruire la storia di un edificio è necessario attingere a molteplici fonti: così nel mestiere dell'archeologo non esiste solo lo scavo orizzontale, ma vengono utilizzate molte altre metodologie. La scelta è perciò ricaduta sul complesso plebano che sorge nella valle del Garza a pochi chilometri da Brescia, poiché più di altri si prestava ad essere letto in modo didatticamente significativo quale esempio di scavo archeologico verticale. Nelle imponenti strutture murarie risultano infatti ben visibili le stratificazioni delle diverse epoche costruttive che si sono succedute nel corso dei secoli: dagli ipotetici resti di un sacello romano dedicato ad Ercole, inglobato in un primo nucleo altomedievale, fino all'odierno edificio tardo gotico di tradizione lombarda.
Oltre ad una lezione introduttiva al mestiere dell'archeologo - nella quale fra le diverse attività è stata proposta in aula una simulazione di scavo - gli alunni delle classi quarta hanno più volte visitato il sito alla scoperta dei reperti romani reimpiegati nelle murature del complesso di epoca rinascimentale, ricco di pregevoli affreschi, sperimentando in modo divertente, ma con rigore scientifico, tecniche di disegno, rilievo e frottage.
L'esperienza realizzata ha permesso, come si evince dalle parole dei bambini, di sperimentare un atteggiamento di attribuzione di importanza alle testimonianze del passato, ma anche di rafforzare abilità pregresse e di raggiungere nuove abilità e conoscenze: "Ho imparato a ...
- fare il frottage
- usare la carta millimetrata
- usare il filo a piombo
- cercare le parti più antiche di una chiesa, gli oggetti più antichi, perciò sono diventata più attenta
- sovrapporre veline
- usare la scala 1:10 per rappresentare
- rimpicciolire
- riconoscere i simboli di una carta archeologica
- ricavare ipotesi usando cartine archeologiche
- ascoltare ipotesi di archeologi
- rispettare affreschi e resti
- lavorare in gruppo coi compagni
Ho imparato che...
- nello scavo si tolgono gli strati e non "si può più rimediare"
- trovare resti è difficilissimo
- il lavoro dell'archeologo è di precisione
- gli archeologi non studiano i dinosauri
- non bisogna ricoprire lo scavo prima di averlo studiato
- una chiesa può essere un sito archeologico
- si possono trovarvi resti di periodi diversi
- si può essere archeologi, anche senza scavare
- il legno si conserva solo in acqua
- la Pieve è vicino ad un fiume
- è stata costruita in epoche diverse, ma adesso sono lì nella nostra stessa epoca, un po' visibili e un po' no
- alcuni resti sono stati riutilizzati
- le tombe non sono sempre al cimitero
- non tutti i buchi nei muri sono fra le cose più antiche
- i resti dei bambini e degli adulti morti di peste li ho visti dal vivo".
L'intervento conclusivo in classe ha consentito inoltre una lettura stratigrafica delle diverse fasi costruttive dell'edificio e fornito spunti per futuri approfondimenti multidisciplinari, al fine di proseguire nel corso dell'anno quanto avviato.
Il progetto, oltre ad aver rafforzato e sviluppato nei bambini conoscenze ed abilità, ha avuto un esito imprevisto, molto confortante: ha reso la pieve un luogo famigliare e di interesse al di là del contesto scolastico. Un bambino ha realizzato spontaneamente, con le costruzioni Lego, la pianta del complesso e l'ha mostrata in classe; un altro ha convinto i genitori a seguire la messa domenicale alla pieve così da tener costantemente aggiornati i compagni sullo stato di avanzamento dei lavori di restauro; altri bambini ancora sono ritornati con le famiglie, facendo loro da guida.
Per la tirocinante il percorso ha fornito l'occasione di interagire con bambini e insegnanti nell'ambito di un più ampio progetto di studio della storia locale e di valorizzazione dei beni culturali del territorio, sperimentando le diverse fasi necessarie all'elaborazione di attività educative scuola/museo.


Titolo
Progetto Toldot
Enti promotori
Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Comunità Ebraica di Casale Monferrato
Associazione Canavesana per i Valori della Resistenza
Laboratorio interculturale DA'AT
Istituzione scolastica coinvolta
Liceo Scientifico Statale "Piero MARTINETTI" - Caluso
Anno scolastico 2003-2004 - Classi 2H e 5C
Docenti coinvolti: M.T.Binello, S.Contino, E.Massera, M.Suragna
Progetto di
Elisabetta Massera Laboratorio interculturale DA'AT
Esperti esterni coinvolti
Diego Castagna, fotografo
Sara Kaminski, docente di Ebraico, lab. Da'at
Collaborazione tecnica per il viaggio in Polonia
M.Giaccardi dell'Agenzia "Alberta Viaggi" - Torino
Obbiettivi e contenuti
nell'ambito più generale del rapporto tra maggioranza e minoranze nelle società dell'Europa moderna e contemporanea è stata analizzata e messa a confronto la storia di due piccole comuni ebraiche colpite dalla shoah: Bransk,in Polonia, e Casale Monferrato. Attraverso il succedersi delle generazioni sono emersi momenti di pacifica convivenza e momenti di contrasto e di violenza.
Attività svolte
-Lezioni frontali di storia e tradizioni ebraiche.
-Viaggio- studio in Polonia.
-Visita al Museo Ebraico di Casale Monferrato.
-Attività laboratoriali di discipline grafico-pittoriche, di fotografia, di videografica.
-Allestimento di mostra di fotografie ed elaborati degli studenti.
-Elaborazione del reportage del viaggio.
Titolo
In-tessuti. Memorie a colori
memorie a colori
50 anni dell'Istituto Statale d'Arte Aldo Passoni ricostruiti al telaio, in un grande happening di piazza
Progetto a cura di
Anna Pironti
Responsabile Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea
Destinatari
Allievi e Insegnanti dell'Istituto Passoni di Torino
Contenuti
Il Textum come oggetto e luogo della memoria in occasione dell'evento celebrativo per i 50 anni dell'Istituto d'Arte Aldo Passoni di Torino
Strumenti
Metodologia sperimentale, teorico/pratica del Dipartimento Educazione
Articolazione del progetto
Attività in sede con le classi a cura degli operatori museali.
Percorsi guidati e laboratori al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea.
Organizzazione evento finale.
Allestimento elaborati.
Caratteristica specifica
Formazione insegnanti.
Attività Scuola Museo nelle sedi scolastiche.
Tempi di attuazione
Anno scolastico 2005/2006 (settembre-ottobre 2005).
Esito finale
Evento e allestimento scenografico.
Contenuti
Texere ovvero l'azione d'inserire trame tra gli orditi.
Il Textum come oggetto, luogo, metafora della narrazione e della memoria. L'occasione è stata data dalla volontà e dalla voglia di celebrare e festeggiare con un grande happening, organizzato in una piazza cittadina, i 50 anni di attività dell'Istituto d'Arte Passoni.
In riferimento ai progetti Il Colore del Tempo e Tessere Arte .
Attività con le classi
Per le classi sono stati previsti due incontri (visita e laboratorio) oppure un incontro al museo e uno a scuola di avvicinamento all'arte contemporanea.
Agli allievi sono stati riservati percorsi specifici nei quali presentare opere di artisti della Collezione del Museo e non, utili a declinare il tema in oggetto, alla luce delle espressioni artistiche contemporanee. In sintesi sono state prese in esame le opere di artisti che utilizzano il tessuto, nella varie accezioni, come metafora dell'intreccio, racconto, narrazione, memoria
Formazione degli insegnanti
Agli insegnanti aderenti è stato riservato un percorso formativo, articolato in una o più giornate di studio. Gli incontri teorico/pratici, propedeutici per le attività con le classi, erano finalizzati a fornire contenuti specifici e competenze tecniche, relativamente al tema in oggetto.
Le conoscenze e le competenze teorico/pratiche sono state utili in un secondo tempo alla conduzione del lavoro con gli allievi, in classe.
Evento
I festeggiamenti dei 50 anni di vita dell'Istituto d'Arte Aldo Passoni impongono un evento degno della fama acquisita negli anni. In tal senso la manifestazione, pensata per una piazza cittadina, denota la volontà di aggregare studenti, famiglie, cittadini in genere, per realizzare l'album delle memorie dell'istituto.
Più che di un laboratorio si è trattato di una vera festa, un happening, per un grande lavoro collettivo, declinato in rosso, giallo, blu e verde.
Quattro album cromatici di grandi dimensioni, che assemblavano come pagine semplici telai verticali, (70x100cm o più grandi) in cui erano in-tessuti, testi, foto, oggetti, materiali e tecniche.
Rosso - i testi narrativi
Blu - le memorie fotografiche
Giallo - gli oggetti
Verde - i materiali, le tecniche
Collaborazioni tecniche
Per la parte tecnica relativa alla tessitura, come consuetudine, gli operatori del Dipartimento Educazione sono stati affiancati da Marina Costantino e Silvia Beccaria, due esperte tessitrici sperimentali che da tempo collaborano alle attività del Dipartimento.





Sintesi del progetto: azioni e articolazione
Nell'ambito dei festeggiamenti per i 50 anni dell'Istituto d'Arte Aldo Passoni di Torino, fondato dall'artista Italo Cremona, venerdì 28 ottobre ha avuto luogo un grande happening in piazza Palazzo di Città.
Più che di un laboratorio, si è trattato di una vera festa per realizzare un grande lavoro collettivo. Un gigantesco album, delineato in rosso (i testi narrativi), blu (le memorie fotografiche), giallo (gli oggetti) e verde (i materiali, le tecniche) ha raccontato il mezzo secolo di storia dell'Istituto.
Le pagine dell'album sono nate da semplici telai verticali 80x100 cm in cui sono stati in-tessuti, testi, foto, oggetti, materiali e tecniche. L'atto del tessere, coordinato dalle tessitrici sperimentali Silvia Beccaria e Marina Costantino, è diventato quindi metafora dell'intreccio, del racconto, della narrazione e della memoria. Il ritmo del tessere e del creare è stato invece scandito dalle performances musicali del batterista-percussionista Paolo Francescone e del sassofonista Danilo Pala, jazzisti tra i più noti in città e da anni insegnanti al Centro Jazz di Torino. All'happening sono stati invitati anche gli allievi delle scuole medie inferiori chiamati a scegliere per il loro futuro scolastico: è stata per loro un'occasione di conoscenza diretta della specificità dell'offerta formativa e delle opportunità culturali dell'Istituto Statale d'Arte Aldo Passoni.
Progetto ideato per la continuità in verticale: dalla scuola media inferiore e superiore.
Costituzione gruppo operativo(Insegnanti e operatori museali).
Definizioni ambiti e tematiche da sviluppare nel percorso destinato alle classi.
Progettazione condivisa sull'idea del Textum come luogo che costruisce memorie.
Coordinamento attività con le singole scuole.
Predisposizione materiali e apparati.
Formazione insegnanti.
Lezioni e laboratori a scuola.
Percorsi e Attività di laboratorio con le classi al museo.
Evento conclusivo.
Titolo
Amico Museo progetto interdisciplinare sul Risorgimento italiano
Ambito del progetto
Collaborazione diretta Scuola-Museo
Attori del Progetto
Scuola Media Meucci Museo Nazionale del Risorgimento
Destinatari
Quattro classi e un gruppo di interclasse
Equipe di Progetto
Per la scuola media Meucci dirigente scolastico: Giovanni La Rosa responsabile del progetto: Anna Perrini insegnanti Sonia Capobianco, Nadia Danzero, Anna Perrini, Irene Rista, Costanza Saccoccio, Maria Scalia. Per il Museo del Risorgimento Caterina Cavalcaselle, responsabile per le attività didattiche Maria Alessandra Marcellan, relazioni didattiche Per Nòema coordinamento del progetto: Riccardo Polignieri
Formazione
Durata del Progetto
Anno scolastico 2003/2004 - ottobre 2003 - maggio 2004
Il progetto prevede di proseguire le attività sospese lo scorso anno, ampliandole e rinnovandole, e ideare nuovi percorsi didattici.
Fasi di Lavoro
Processo a Carlo Alberto.
Carlo Alberto è una delle figure piùcontroverse e affascinanti del Risorgimento: già i contemporanei, sostanzialmente incapaci di valutarne a pieno la figura, si sono divisi tra sostenitori e detrattori, e la disputa non si è mai esaurita, praticamente fino ai giorni nostri. I ragazzi della II L hanno esaminato la vita del re, e studiato le fonti alla ricerca del giudizio espresso dai contemporanei: fu un liberale sincero, o piuttosto un traditore dei liberali? Fu un pavido conservatore, o un coraggioso riformatore? Un grande tessitore politico, o un burattino in balia degli eventi? Ne è nato un 'processo' teatrale, che porta sul banco dei testimoni molti dei protagonisti del Risorgimento che conobbero da vicino il re e il suo operato. La drammatizzazione è stata accompagnata dalle coreografie dei ragazzi della III L.
Visite guidate condotte dai ragazzi.
Un gruppo di ragazzi della III C della scuola Meucci ha approfondito lo studio delle collezioni del museo, visitando piùvolte le sale, ragionando sull'organizzazione degli spazi e dei percorsi di visita, osservando il lavoro delle guide e del personale del museo. Ne è nata, poco per volta, un'ipotesi di visita guidata 'personalizzata', condotta da loro stessi e rivolta in modo specifico alle classi seconde e terze: lungo il tradizionale percorso di visita, si soffermano sulle sale di maggiore interesse per il programma curricolare della scuola media, mettendo in evidenza i concetti e le idee fondamentali che hanno attraversato il Risorgimento accompagnando l'Italia nella sua storia moderna. La visita è stata presentata a cinque classi di scuola elementare e media.
Studio sulle tempere di Carlo Bossoli.
Al termine dell'attività sono stati esposti alcuni tra i lavori che i ragazzi della II L della scuola media Meucci hanno elaborato come libera interpretazione delle tempere di Carlo Bossoli esposte nel Museo. E' il risultato di un percorso didattico mirato all'analisi degli aspetti formali e contenutistici della pittura di Bossoli, nel quadro di un piùampio progetto di collaborazione tra la scuola e il Museo del Risorgimento. I ragazzi hanno inoltre elaborato con l'insegnante alcune schede metodologiche di lettura dell'opera, per documentare la loro esperienza e stimolare altri a proseguire nello stesso tipo di lavoro.
Studio sul ritratto risorgimentale.
Al termine dell'attività sono stati esposti alcuni rifacimenti dei ritratti dei protagonisti del Risorgimento, eseguiti da un gruppo interclasse di ragazzi della scuola Meucci. I ragazzi hanno studiato i ritratti da un punto di vista formale e contenutistico, soffermandosi sui legami tra il personaggio storico e la sua 'immagine pubblica', e ricercando nel ritratto gli elementi che maggiormente trasmettono entrambe le personalità. Il lavoro era inizialmente finalizzato alla produzione di alcune schede didattiche di lettura dell'opera, destinate a un pubblico di coetanei. Ben presto tuttavia la necessità di approfondire lo studio del quadro ha fatto nascere nei ragazzi il desiderio di riprodurli, guidati dall'insegnante, per capirne meglio l'equilibrio della composizione, la natura della luce, rivivendo in qualche modo il processo creativo. I quadri esposti sono pertanto 'materiale di studio' prodotto dai ragazzi, e anche per questo sono lasciati a un livello differente di rifinitura.
Obiettivi
Far 'toccare con mano' agli allievi i documenti storici, portarli a visitare i posti, metterli di fronte a problemi metodologici e d'indagine scientifica in modo diretto e appassionante
Ambiti - aree disciplinari
Ambiti dello sviluppo delle capacità di osservazione e di rielaborazione delle fonti storiche.
Strategie e strumenti
Amico Museo è un progetto di didattica integrata tra scuola e museo. Nel corso dell'anno un gruppo di ragazzi della scuola media Meucci ha potuto 'abitare' il Museo del Risorgimento, visitandolo ripetutamente anche al di fuori dei tradizionali itinerari guidati, e al di là dei normali orari di visita. Hanno ammirato gli esempi della ritrattistica risorgimentale custoditi nel museo, e ne hanno studiato la luce, gli atteggiamenti, gli sguardi. Sono rimasti colpiti dal fascino di Carlo Alberto, e hanno voluto inscenare un 'processo' per decidere una volta per tutte quale sia la verità su questo re contraddittorio.
Esiti
Gli studenti hanno giocato a 'smontare' visivamente e poi ricostruire le tempere del Bossoli. Hanno ipotizzato un percorso di visita guidata adatto ai loro coetanei. Si sono appassionati.
Documentazione
Verifica Valutazione
Presentazione e pubblicizzazione del Progetto
La presentazione pubblica del progetto è stata organizzata al termine dell'anno scolastico, con una manifestazione e un'esposizione di lavori fatti dai ragazzi negli spazi del Museo.
Finanziamenti
Titolo
Figure Assenti
Ambito del Progetto
Laboratorio didattico durante una mostra antologica di arte astratta contemporanea promossa dalla associazione "zoo, studio produzioni" con la collaborazione degli assessorati alla cultura, al sistema educativo (Comune, Regione, provincia) presso le sale storiche di Palazzo Bricherasio.
Attori del Progetto
Associazione Zoo, studio produzioni Artemisi@, luoghi della cultura Ce.se.di., Museiscuol@ (Città di Torino), Scuole intervenute
Destinatari
Materne, elementari, medie
Equipe di Progetto
Operatori dell'associazione Insegnanti progetto artemisi@
Formazione
Incontri di confronto tra associazione e "progetto luoghi della cultura"
Durata del Progetto
28 febbraio - 15 marzo 2003
Fasi di Lavoro
1. Visita ludico interattiva alla mostra Lo strano abitante di un opera senza titolo cerca di comprendere l'arte astratta con l'aiuto dei bambini
2. Laboratorio
Al termine della visita si disegnano "figure" e "forme" da inviare sul pianeta senza titolo
Obiettivi
Comprendere giocando il concetto di "forma" come insieme autonomo rispetto a quello di "figura" , liberare l'idea della rappresentazione tramite figurazioni non riconducibili alla realtà percepita (e in questo senso "assenti" dall'abitudine quotidiana). Il "significato" di un opera come possibilità e profondità di sguardo oltre le apparenze
Ambiti - aree disciplinari
Arte, filosofia
Strategie e strumenti
Durante la visita si sono utilizzate tecniche teatrali, e materiali da disegno. L'attività didattica è stata affidata ai ragazzi che dovevano "istruire" e aiutare un alieno che non capiva... Attività di laboratorio
Esiti
I ragazzi hanno realizzato disegni di forme figurative e di figure astratte, spesso a confronto tra loro. Sperimentazione di un modello di visita museale che conduca ludicamente i ragazzi a scoprire e dar voce a ciò che già sanno
Documentazione
Verifica Valutazione
Interviste e questionari per ragazzi e insegnanti
Presentazione e pubblicizzazione del Progetto
Stampa (locale e nazionale), rete di rapporti interna al sistema educativo cittadino e provinciale. Numero verde museiscuol@ della Città di Torino per prenotazioni e spiegazioni
Finanziamenti
Ripartiti tra assessorati comunali regionali e provinciali (cultura e sistema educativo) , con il contributo di istituzioni private (coldiretti)
Per saperne di più: Teatro e Musei-
Titolo
Arte Teatro Ragazzi
Ambito del Progetto
Mostra New Ocean di Doug Aitken
Attori del Progetto
Dipartimento Educativo Fondazione Sandretto Re Rebaudengo/ Teatro Dell'Angolo/ Circoscrizione 3
Destinatari
2 classi di V della scuola elementare Battisti
Equipe di Progetto
Luigina Dagostino (Teatro Dell'Angolo), Mauro Biffaro e Miranda Martino (Fondazione Sandretto). Assistenti: Marzia Sacchetti e Daniela Cagliero (Fondazione Sandretto). Paola Lovisolo, Paola Callegarin (Scuola elementare Battisti)
Formazione
a cura della Fondazione Sandretto e del Teatro Dell'Angolo
Durata del Progetto
12 incontri e 2 giornate di spettacoli aperti sia alle scuole sia al pubblico
Fasi di Lavoro
progettazione, sperimentazione del progetto, prove, spettacoli
Obiettivi
sviluppare una solida collaborazione tra le realtà culturali e artistiche del quartiere S. Paolo. Proporre un'esperienza diretta del linguaggio teatrale attraverso l'uso del corpo, della voce, dello spazio scenico e dell'immaginazione. Sensibilizzare all'arte contemporanea. Elaborare un percorso teatrale che aiuti a familiarizzare con il luogo espositivo e offra al pubblico una lettura attiva della struttura museale
Ambiti - aree disciplinari
scuola, teatro, arte contemporanea, educazione all'immagine
Strategie e strumenti
il progetto è stato sviluppato completamente dalla Fondazione e dal Teatro dell'Angolo
Esiti
gli spettacoli realizzati dalle scuole hanno avuto un buon successo dovuto anche ai temi trattati che coinvolgevano non solo i giovani protagonisti della scuola elementare ma anche il pubblico adulto.
Documentazione
sono state fatte delle riprese video degli spettacoli. Allegato un breve testo sullo spettacolo
Verifica Valutazione
l'esperienza ci ha permesso di creare una sorta di "rete" tra scuola museo e teatro. è stato molto importante poi riuscire a coinvolgere anche le famiglie che hanno potuto sperimentare un percorso di apprendimento per loro nuovo insieme ai propri figli
Presentazione e pubblicizzazione del Progetto
la comunicazione è avvenuta in occasione degli spettacoli aperti al pubblico attraverso l'invio di inviti alle istituzioni cittadine che si occupano dei luoghi della cultura, alle scuole, ai giornali
Finanziamenti
il progetto è stato realizzato con il contributo della Circoscrizione 3
Immersione in "New Ocean"
L'acqua, simbolo del fluire di tutte le cose è il tema di questa mostra dell'artista californiano Doug Aitken. I ragazzi vi condurranno in questo percorso sensoriale pensato per coinvolgere gli spettatori in un itinerario guidato all'interno dello spazio espositivo. Il progetto nasce con l'obiettivo comune del Teatro dell'Angolo e della Fondazione, di sperimentare più linguaggi espressivi e avvicinare diverse forme d'arte. L'attività è il risultato di un'esperienza realizzata durante l'anno scolastico 2002-2003 con le classi della scuola elementare C. Battisti nel corso del quale i ragazzi hanno lavorato sulla mostra New Ocean, dell'artista californiano Doug Aitken. La mostra è dedicata al viaggio, all'elemento acqua e alle suggestioni che l'immagine ripetuta più volte, con modalità diverse, suggerisce. Il laboratorio si è sviluppato soffermandosi sull'incontro tra elementi strutturali del linguaggio dell'arte ed elementi del linguaggio teatrale vissuti simultaneamente. I ragazzi hanno elaborato un percorso teatrale che li ha aiutati con il luogo espositivo a proporre al pubblico una lettura attiva della struttura museale ampliando i contatti e i legami con il territorio in cui vivono. Gli spettacoli sono stati dedicati alle scuole e al pubblico adulto.
Per saperne di più: Teatro e Musei.