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Collaborazioni Scuola e Musei

 

 Workshop You Prison/Ars Captiva

 

 Uno sguardo sulla città...dall’epoca romana al Rinascimento

 

 Eureka: scopro il museo

 

 Consiglio Comunale dei Ragazzi

 

 Le Nuvole...a casa di Francesco

 

 Le montagne per gioco, tra le vette e le nevi dei giochi da tavolo

 

 Tra fiaba e mito

 

 Impariamo a leggere e scrivere

 

 Alla Pieve della Mitria di Nave, a scuola di archeologia

 

 Progetto Toldot

 

 In-tessuti. Memorie a colori

 

 Amico Museo

 

 Le Figure Mancanti

 

 New Ocean

 

 

 

Workshop You Prison/Ars Captiva

a cura del dipartimento educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

 

L'evento espositivo "You Prison. Riflessioni sulla limitazione di spazio e libertà", a cura di Francesco Bonami e il progetto Ars Captiva, sono stati l'occasione per coinvolgere in un workshop un gruppo di giovani studenti.
Cinque gli istituti coinvolti: Liceo Artistico Cottini, Primo Liceo Artistico, Istituto d'Arte Passoni, Istituto Albe Steiner e Accademia Albertina delle Belle Arti, per tre giornate di studio, approfondimento, incontri con esperti e attività di laboratorio a cura del dipartimento educativo della Fondazione.


Gli obiettivi del workshop sono stati molteplici: riflettere sul tema della limitazione dello spazio e della libertà personale attraverso i linguaggi dell'arte contemporanea più affini alla sensibilità degli studenti, favorire un nuovo dialogo e sistema di interazione con la mostra e il suo pubblico, creare un momento di ricerca da documentare e da diffondere.

In breve sulla mostra: 11 studi di architettura internazionali sono stati invitati a progettare lo spazio abitativo del carcere, una cella dotata di tutti gli elementi essenziali per la vita dei detenuti. I progetti saranno realizzati in scala reale, offrendo ai visitatori la possibilità di provare fisicamente l'esperienza di uno spazio di isolamento e reclusione. La cella diviene così il mezzo per speculare su un sistema di cui essa costituisce la più piccola unità strumentale. Il tema si presta a una riflessione su numerose questioni di pubblico interesse, quali la limitazione di libertà, il rispetto dei diritti umani, gli strumenti di sorveglianza e controllo, l'evoluzione urbanistica e le sue influenze sulle forme dell'abitare.

 

Gli studenti sono stati invitati a riflettere su alcune delle domande fondamentali che stanno alla base dell'idea curatoriale di YouPrison: possono individui liberi pensare un ambiente dedicato esclusivamente alla negazione della libertà? Può la brutalità della detenzione essere superata grazie a un ambiente architettonico concepito e progettato per combattere dall'interno questa condizione?
E soprattutto: in che modo lo spazio in cui viviamo influenza la nostra esistenza, le nostre abitudini e percezioni?


Per trovare risposte individuali a queste domande, gli studenti, dopo aver seguito una formazione approfondita sulla mostra da parte della curatrice Irene Calderoni, hanno trascorso un'intera giornata, dal mattino fino a sera, all'interno dello spazio espositivo.
Divisi in dieci coppie, ognuna delle quali ha abitato una delle installazioni/celle, hanno lavorato a partire da suggestioni e direzioni di senso elaborate con lo staff del dipartimento educativo, e hanno le borato strategie per interagire con lo spazio, cercando nuove letture e nuovi possibili significati.

 

La varietà e la complessità delle soluzioni proposte sono state notevoli: dalla registrazione vocale di sensazioni intime evocate dalla sensazione di reclusione, alla fotografia che documenta minuto per minuto il passare del tempo; dall'utilizzo della gestualità e del corpo come elementi di spaesamento, alla progettazione di sistemi di misurazione, libri d'artista, videogiochi e documentazione.
Tutto questo è avvenuto lungo l'intera giornata, nell'orario di apertura della Fondazione al pubblico, favorendo anche l'interazione diretta con i visitatori.
I progetti architettonici si sono arricchiti di nuovi segni e presenze, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di lavoro e dialogo.
Alla fine del percorso gli studenti hanno elaborato delle didascalie per raccontare il loro percorso di ricerca, che sono state accostate alle didascalie originali delle opere, e hanno affrontato il delicato ruolo di mediatori tra il pubblico, le opere e la loro interpretazione.
La documentazione dell'intera esperienza é stata affidata a due studenti di discipline audiovisive dell'Istituto Albe Steiner e al fotografo Daniele Ferrero.

 

Esempi di didascalie:


Yung Ho Chang - Atelier FCJZ
Pechino, Cina

Yung Ho Chang Yung Ho Chang

Didascalia originale

 

La costruzione è un sistema di detenzione minimale che avvolge completamente il detenuto, privato di ogni possibilità di movimento e azione. L'architettura diviene una protesi del corpo umano, l'uso dello spazio a fini punitivi è portato alle estreme conseguenze, annullando letteralmente la distinzione fra dentro e fuori, tra corpo e spazio, fra individuo e istituzione. Il corpo è l'unità di misura della cella, divenuta versione contemporanea della gogna medievale. Il materiale trasparente crea un equilibrio fra visibilità e invisibilità, fra l'atto di annullare la persona e di esporre la sua pena. Il visitatore può aprire la struttura, entrarci e quindi sperimentare direttamente sul proprio corpo il concetto di imprigionamento.

Didascalia degli studenti

 

L'intervento realizzato prevede l'inserimento di un contributo sonoro all'interno della cella.

La registrazione vocale indaga l'isolamento mentale e la solitudine quotidiana.

La cella così intesa é un luogo che ti permette di mantenere le distanze con l'esterno e con l'altro:più ci si avvicina e più si ha una visione frammentata dell'individuo, più ci si allontana e più si ha una visione totale.

 


sciSKEW Collaborative (Eunice Seng, I-Shin Chow e H Koon Wee)
New York, USA - Shangai, Cina


sciSKEW Collaborative sciSKEW Collaborative

Didascalia originale

 

Il collettivo di architetti e designers SciSKEW propone una riflessione sul parallelo tra la dimensione domestica e l'esperienza carceraria.Nella metropoli contemporanea, il progressivo ridimensionamento dello spazio abitativo porta a condizioni di vita che non sembra assurdo paragonare allo stato di detenzione.Lo spazio assegnato di 3x4m è qui suddiviso in due unità da una struttura che è un tutt'uno con l'arredamento. Le casse sospese indicano la facilità di smercio e spostamento dell'innovativo prodotto modulare. Il video promozionale ha un tono fieristico-aziendale e la sua ironia non è così irrealistica se si considera il fenomeno crescente della privatizzazione degli istituti carcerari.

Didascalia degli studenti

 

Data la natura simmetrica dell'opera, che ha la funzione di dividere in due uno spazio, il nostro lavoro è stato cercare di abbattere metaforicamente quel muro che non permette la comunicazione tra due individui.

Le azioni sono di carattere quotidiano: parlarsi al telefono, giocare a carte, lavarsi.

Dormire, leggere e scrivere.

Ogni nostra azione aveva una ripercussione nello spazio del compagno.

Il tutto è stato documentato attraverso fotografie, che abbiamo stampato e collocato a terra in una composizione.

 


DW5 Bernard Khoury
Beirut, Libano

 

DW5 Bernard Khoury DW5 Bernard Khoury

Didascalia originale

 

Bernard Khoury ha immaginato un dispositivo per la restituzione dei prigionieri di guerra al campo nemico. La cella mobile, dal minaccioso aspetto hi-tech è una sorta di corazza dotata di una tecnologia ad infrarossi per la registrazione video, in modo che la restituzione del prigioniero fornisca informazioni in tempo reale sul territorio avversario. Il POW 8 è manovrato dal prigioniero che segue delle istruzioni vocali a distanza. Il corpo stesso del carcerato, facendo muovere lentamente il mezzo, è così trasformato in un dispositivo di sorveglianza, diviene arma.Il filmato illustra il sistema di funzionamento del congegno e il testo, dall'impronta militare, spiega tutti i vantaggi che derivano dal suo utilizzo.

Didascalia degli studenti

 

Osservando il progetto di Bernard Khoury le prime impressioni riguardavano il mondo hi-tech dei videogames.

Il video, i suoni e la vibrazione della telecamera collegata alla cella mobile POW08 suggeriscono una visione surreale, che abbiamo sviluppato allontanandoci ulteriormente dalla realtà carceraria.

E se il prigioniero fuggisse? E se il controllo del prigioniero lo prendesse qualcun altro?

Abbiamo progettato un videogame in cui il giocatore ha il controllo dell'involucro metallico dentro a cui il prigioniero è costretto a muoversi.

 

 

Uno sguardo sulla città... dall'epoca romana al Rinascimento

Titolo

Uno sguardo sulla città... dall'epoca romana al Rinascimento

 

Ambito del Progetto

Il progetto rientra nell'ambito dell'educazione al patrimonio culturale del pubblico scolastico e in particolare si configura come un laboratorio di storia svolto all'interno delle proposte di attività opzionali.

 

Attori del Progetto

Attori rispetto alle fasi di elaborazione progettuale e alla gestione del progetto
Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, Servizi Educativi del Museo Diocesano Tridentino, Servizi Educativi del Museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali, insegnanti dell'Istituto Comprensivo Trento 3 Scuola Media Bronzetti Segantini.

Destinatari
Pubblico scolastico delle classi prima e seconda della scuola secondaria di I° grado dell'Istituto Comprensivo Trento 3 - Scuola Media Bronzetti Segantini

 

équipe di Progetto

Luisa Moser - Referente Servizi Educativi Soprintendenza Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento
Francesca Bazzanella - Collaboratrice esterna Servizi Educativi Soprintendenza Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento
Chiara Leveghi - Referente Servizi Educativi Museo Diocesano Tridentino
Francesca Jurman - Referente Servizi Educativi museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali
Roberta Opassi - Collaboratrice esterna del Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali e del Museo Diocesano Tridentino
Maria Grazia Salzarulo, Isabella Lo Preiato, Alida Cappellini e Laura Nesler - Docenti dell'Istituto Comprensivo Trento 3 Scuola Media Bronzetti Segantini


Incontri preliminari

Sono stati previsti incontri con le insegnanti che hanno partecipato al progetto per definire:
- prerequisiti;
- obiettivi specifici del progetto;
- conoscenze, abilità e competenze che si intendevano sviluppare
- metodologie e strategie impiegate
- verifiche in itinere e finali

 

Durata del Progetto

Anno scolastico 2005/06
Preprogettazione: mese di giugno 2005.
Progettazione dal mese di luglio 2005 al mese di maggio 2006.
Dal mese di ottobre 2005 al mese di maggio 2006 la fase di sperimentazione del progetto. La fase di sperimentazione ha visto coinvolti nel primo quadrimestre le classi seconde mentre nel secondo le classi prime.

 

Fasi di Lavoro

Fase di preprogettazione: riunione preliminare per definire gli ambiti di competenza e il tema del progetto; raccolta della documentazione (fonti bibliografiche, documenti d'archivio, fonti iconografiche, cartine, ecc.).

 

Fase di progettazione: verifica delle informazioni raccolte; ideazione del progetto e stesura; incontri di progettazione a cadenza mensile tra i soggetti partecipanti al progetto.

 

Fase di sperimentazione e di attuazione

Il progetto si è sviluppato con incontri settimanali di circa due ore che hanno coinvolto i ragazzi iscritti ai laboratori di storia. Tali laboratori sono stati finalizzati alla lettura, all'indagine e all'analisi di fonti storiche di diverso tipo, selezionate e rese accessibili da strategie e strumenti elaborati di volta in volta dai Servizi Educativi delle istituzioni coinvolte.
Il tema scelto è stato lo sviluppo della città di Trento dall'epoca romana a quella rinascimentale.
Lavorare sulla città, con la città e dentro la città ha permesso ai ragazzi di mettere in atto conoscenze, competenze e abilità che riguardano il lavoro dello storico. La ricerca sul territorio ha consentito inoltre di utilizzare le risorse archeologiche, storiche, artistiche come strumenti di educazione al patrimonio.

Il percorso per le classi seconde si è svolto durante il primo quadrimestre e ha visto il coinvolgimento di 21 ragazzi provenienti da cinque sezioni, suddivisi in due gruppi, ciascuno dei quali coordinato da una docente.

 

Il lavoro è stato articolato in più fasi:

 

Prima fase: "La conoscenza della città". Fase gestita dagli insegnanti: verifica delle conoscenze inerenti la città di Trento per motivare i ragazzi a intraprendere un approfondimento di alcuni aspetti spaziali e architettonici della città. Alfabetizzazione cartografica. Lettura in classe della mappa attuale di Trento e successivo sopralluogo in città.

 

Seconda fase: "La città di Trento in epoca medioevale." Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Castello del Buonconsiglio. Analisi della rappresentazione della città di Trento medievale attraverso la lettura di fonti iconografiche e materiali; sopralluogo in città alla ricerca di tracce della cinta urbica duecentesca; rielaborazione delle conoscenze e approfondimento su aspetti socio-economici.

 

Terza fase: "La città di Trento in epoca rinascimentale". Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Castello del Buonconsiglio. Analisi della figura del principe vescovo Bernardo Cles e il rinnovo urbanistico di Trento attraverso la lettura di fonti cartografiche e scritte; il Magno Palazzo: nuova residenza del principe vescovo di Trento; sopralluogo in città alla ricerca delle tracce rinascimentali.

 

Quarta fase: rielaborazione del lavoro svolto con i Servizi Educativi e preparazione del prodotto finale. Fase gestita dagli insegnanti.

 

Quinta fase: "Trento al tempo del Concilio". Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Diocesano Tridentino. Analisi della cattedrale di San Vigilio e delle sedi delle riunioni conciliari attraverso la lettura di fonti cartografiche e iconografiche; aspetti socio-economici e urbanistici della città in epoca conciliare attraverso la lettura e l'analisi di fonti storiografiche; sopralluogo in città alla ricerca dei luoghi del Concilio.

 

Sesta fase: Fase gestita dagli insegnanti. Elaborazione del prodotto finale.

 

CLASSI PRIME

Il progetto ha visto coinvolti 35 alunni delle sei classi prime, suddivisi in due gruppi, ciascuno dei quali coordinato dai docenti.

 

Prima fase: "La conoscenza della città". Fase gestita dagli insegnanti: verifica delle conoscenze inerenti la città di Trento per motivare i ragazzi a intraprendere un approfondimento di alcuni aspetti spaziali e architettonici della città. Alfabetizzazione cartografica. Lettura in classe della mappa attuale di Trento e successivo sopralluogo in città.

 

Seconda fase: "Tridentum splendidum municipium". Fase gestita dai Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici. Analisi della città di Tridentum attraverso la lettura di fonti storiografiche, epigrafiche e iconografiche; sopralluoghi in città alla ricerca delle evidenze archeologiche intra et extra moenia.

 

Terza fase: "Le trasformazioni di Tridentum dall'età tardo romana all'epoca altomedievale". Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Diocesano Tridentino. Analisi delle trasformazioni urbane di Tridentum in epoca tardo romana attraverso fonti materiali, epigrafiche e scritte; sopralluogo alla Basilica Paleocristiana di San Vigilio e conoscenza del fenomeno della cristianizzazione in Trentino; dalla Basilica alla Cattedrale cittadina.

 

Quarta fase: "La città di Trento in epoca medioevale." Fase gestita dai Servizi Educativi del Museo Castello del Buonconsiglio. Analisi della rappresentazione della città di Trento medievale attraverso la lettura di fonti iconografiche e materiali; sopralluogo in città alla ricerca di tracce della cinta urbica duecentesca.

 

Quinta fase gestita dagli insegnanti: rielaborazione del lavoro svolto con i Servizi Educativi e preparazione del prodotto.

 

Obiettivi

Anche in rispetto alle indicazioni dei nuovi programmi di storia per la scuola secondaria di I° grado nel primo biennio, il progetto proposto ha inteso avvicinare i ragazzi alla scoperta e alla conoscenza delle "specifiche radici storiche dal tardo romano all'età moderna nella realtà locale e regionale".
Il progetto si è configurato come un percorso di ricerca simulata finalizzato a riprodurre in maniera concreta e operativa le fasi e le procedure del lavoro dello storico, applicato a un tema indagato nella dimensione locale.

 

Obiettivi conoscitivi, metodologici, comportamentali, abilità

- Conoscere e saper utilizzare la terminologia specifica;
- Conoscere la storia antica della città di Trento;
- Conoscere le funzioni principali di un museo o di una istituzione culturale (raccolta, documentazione, ricerca, tutela e salvaguardia);
- Essere consapevole che nei musei e nelle istituzioni presenti sul territorio sono conservate importanti raccolte di documenti e atti pubblici e privati che permettono di far luce su molti aspetti della realtà locale e che sono un utile strumento per ricostruire la vita sociale e culturale di un territorio;
- Formare una più consapevole "cultura del rispetto e della salvaguardia dei beni culturali"
- Imparare a collaborare e ad aiutarsi reciprocamente mettendo ognuno le proprie competenze ed esperienze a disposizione degli altri;
- Imparare a lavorare in gruppo e a rispettare le consegne date;
- Imparare a ricavare informazioni esplicite e inferenze dalle fonti esaminate;
- Imparare a riconoscere, selezionare, utilizzare nel loro lavoro di ricerca storica tutte le risorse disponibili sul territorio (fonti diverse: materiali, scritte, iconografiche, artistiche, architettoniche, ecc.);
- Organizzare e catalogare le informazioni ricavate dalle fonti;
- Potenziare la capacità di concentrazione attraverso l'osservazione, la formulazione di ipotesi e altre attività di tipo operativo/creativo;
- Saper "leggere" l'ambiente che circonda la città e quindi cogliere cause e conseguenze degli eventi (es. fiume, trasformazione del territorio);
- Saper descrivere il contenuto di una fonte considerando il luogo, i personaggi e gli elementi che li contraddistinguono e che ne caratterizzano la mentalità;
- Saper leggere le mappe del territorio e le piante della città per ricavare informazioni sulla struttura urbanistica di Trento;
- Saper ordinare le informazioni in sequenze;
- Saper orientarsi nel territorio e nella città;
- Sviluppare la capacità d'osservazione, il senso critico, il pensiero visivo, scientifico e tecnologico.

 

Ambiti - aree disciplinari

Le discipline coinvolte sono state: storia, geografia, italiano, educazione artistica, informatica.

 

Strategie e strumenti

Il progetto ha previsto incontri con la presenza dell'educatore mussale, laboratori di ricerca in classe, percorsi di ricerca presso i musei, laboratori di storia presso le istituzioni territoriali, sopralluoghi didattici in museo e sul territorio (la città); sono stati utilizzati fonti originali e in copia e strumenti operativi appositamente predisposti.
Il percorso formativo si è configurato come un'esperienza di ricerca-azione, in cui si sono alternati momenti di laboratorio e di discussione finalizzati non solo al raggiungimento di obiettivi conoscitivi ma anche alla costruzione di competenze.

 

Esiti

Il gruppo delle classi seconde con le insegnanti ha preparato un ipertesto, come mezzo per esplicitare il lavoro di ricerca e come prodotto finale dell'intero percorso formativo. L'ipertesto - Osservatorio Urbano - è stato lo strumento che ha consentito ai ragazzi di strutturare le conoscenze in modo personale e creativo, abituandoli anche a fare collegamenti fra i vari nuclei del sapere. Il suo contenuto ha rappresentato il diario di bordo della loro esperienza e per gli insegnanti un momento di verifica del percorso didattico-formativo.
Partendo da ciò che hanno osservato, approfondito e discusso durante le uscite sul territorio, gli allievi hanno prodotto singolarmente e in gruppo testi che descrivono e documentano ogni fase del lavoro svolto per fissare le informazioni acquisite.
Attraverso formulazioni linguistiche, giochi di parole, scelte lessicali e sintattiche, forme allusive, accostamenti insoliti sono state accolte le suggestioni ispirate dalla lettura di Calvino, elaborando una nuova descrizione della città di Trento. I testi sono accompagnati da disegni e fotografie per arricchire il prodotto. Le rielaborazioni grafiche sono state prodotte nell'ambito delle ore curriculari di educazione artistica, utilizzando la tecnica del chiaroscuro e dello schizzo, e sono state utilizzate pre creare originali cartoline, dove elementi ed edifici della città sono stati accompagnati da un breve testo di carattere evocativo.

I ragazzi delle classi prime con le loro insegnanti hanno ideato, progettato e realizzato, come prodotto finale del lavoro, una serie di cartoline che illustrano edifici e/o particolari architettonici della città di Trento, liberamente interpretati e accompagnati da brevi ma significative didascalie di impronta evocativo-metaforica. Con il lavoro svolto nei momenti di rielaborazione si è sollecitata e stimolata la creatività non solo come atto spontaneistico, ma come un processo reinventivo dell'allievo che ha messo in relazione saperi ed emozioni in funzione di un risultato finale espressione del suo vissuto.

Indicare le attività, i prodotti e i servizi che si intendono realizzare.

 

Documentazione

Tutto il lavoro è stato documentato attraverso l'uso di matrici progettuali che hanno restituito il percorso formativo svolto con gli alunni, registrando attività, obiettivi, strumenti per ciascuna fase, ma anche indicatori di criticità emerse durante lo svolgimento, necessari per una valutazione conclusiva e per un'eventuale riprogettazione.

 

Verifica/Valutazione

Sono stati effettuati incontri periodici tra insegnanti e operatori museali per la verifica degli apprendimenti e dello sviluppo del progetto.
I momenti di verifica in itinere hanno consentito di valutare l'efficacia delle proposte didattiche e la ricaduta formativa, adottando di volta in volta le strategie necessarie per coinvolgere e motivare i ragazzi al lavoro dello storico.
Non è stata prevista la presenza di un valutatore esterno.

 

Presentazione e divulgazione del Progetto
Il progetto è stato pubblicato su "Didascalie", rivista della scuola trentina, n. 11/2007 (novembre): il dossier è consultabile sul sito di vivo scuola al seguente indirizzo: http://www.vivoscuola.it/Didascalie/doc/Novembre-0/17-24.pdf.
Nel gennaio 2007 il progetto è stato presentato ufficialmente presso la scuola media Bronzetti Segantini.
E' prevista la realizzazione di un cd a cura dei Servizi Educativi delle Istituzioni interessate che documenti l'intero progetto.

 

Finanziamenti
Risorse in compartecipazione:
- spese di progettazione e preparazione del materiale didattico a carico della Soprintendenza per i Beni Archeologici, del Museo Castello del Buonconsiglio e del Museo Diocesano Tridentino
- spese di relative all'effettuazione degli incontri e dei prodotti realizzati a carico della scuola.

 

Punti di forza
Interdisciplinarietà, collaborazione in rete con enti diversi, progettazione a sistema, condivisione di un linguaggio comune, ricaduta a livello di formazione per gli insegnanti e gli educatori che hanno aderito al progetto.

 

 

Eureka: scopro il museo

Titolo

Progetto Eureka: scopro il Museo, anno 2006-2007

 

Ambito del Progetto
Educazione museale per pubblici speciali

 

Attori del Progetto
- Museo Francesco Borgogna (Via Antonio Borgogna, 4/6 13100 Vercelli): Cinzia Lacchia, conservatore Museo Borgogna
- Centro Diurno disabili "EUREKA" (Piazzale G. Galilei, 6 13100 Vercelli), attivo nell'ambito dell'assessorato alle Politiche sociali del Comune di Vercelli: Luciana Berruto, referente
- Master in Servizi Educativi per il Patrimonio Artistico, Musei Storici e Arti visive (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano): Silvia Mascheroni, referente

Destinatari
Una decina circa di frequentatori del Centro Diurno Disabili "Eureka", scelti dai loro operatori in base ai loro interessi rispetto alla proposta di progetto: un pubblico adulto con disabilità mentali, e in alcuni casi associate anche a lievi disabilità fisiche.

équipe di Progetto
- Roberta Musso, responsabile sezione educativa Museo Borgogna e Giulia Enrico, operatrice sezione educativa Museo Borgogna
- Monica Fiorentino, Gianna Caldera, Catia Lattuate, Franco Girardino operatrici Centro Diurno Disabili "Eureka"
- Valentina Rubicini, tirocinante dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano), Master in Servizi Educativi per il Patrimonio Artistico, Musei Storici e Arti visive, presso il Museo Borgogna
- Giovanna Brambilla Ranise, GAMeC, Bergamo, responsabile dei Servizi Educativi, consulente esterno.

 

Formazione
La specificità del pubblico e il carattere innovativo dell'esperienza hanno richiesto, nei mesi precedenti la fase operativa, incontri e scambi fra gli educatori del Centro Eureka e gli operatori della sezione educativa del Museo.
Inoltre la preparazione degli operatori museali ha ricercato e ha potuto contare sul supporto e i consigli di istituzioni dedite alla ricerca in campo della comunicazione dei beni culturali, come l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di musei che da anni praticano attività rivolte a pubblici speciali, come la GAMeC di Bergamo.

 

Museo BorgognaDurata del progetto
Per la sperimentazione la fase di progettazione si è svolta da giugno 2006 a ottobre 2006. Gli incontri e le attività previste dal progetto si sono svolte dalla fine di ottobre 2006 a giugno 2007.
Il buon esito della sperimentazione ha permesso di prevedere nuovi incontri per una seconda annualità 2007-2008 su tematiche in via di definizione, attuabili a partire da dicembre 2007 e con possibile allargamento ad altri Centri Diurni del territorio di Vercelli.

 

Fasi di Lavoro

La progettazione nelle sue linee generali ha previsto la definizione del campo d'azione: Museo Borgogna, casa-museo e collezioni, in particolare l'esame di opere pittoriche legate tematicamente tra loro e in grado di interessare il destinatario. In concerto con gli educatori del Centro sono stati individuati, come temi portanti degli incontri, la coltivazione del riso, che caratterizza il territorio vercellese nei suoi aspetti economici, paesaggistici e nelle tradizioni, l'alimentazione e la sua storia nei secoli, la moda e il gusto dell'abbigliamento nei secoli ai quali premettere un incontro di conoscenza e famigliarizzazione con l'ambiente museo. Tra le opere considerate negli incontri alcuni capisaldi delle collezioni museali come A. Morbelli, Per 80 centesimi , B. de Donati, Enea alla corte di Didone, G. Chierici, Pulcini e micetti. Inoltre si è individuato in 10 utenti il numero massimo per l'esecuzione della visita e in particolare per il successivo laboratorio pratico.
Il reperimento e lo studio della bibliografia specifica sono stati rivolti alla conoscenza del Museo Borgogna, alla sua storia e a quella delle collezioni, ma anche al valore educativo e sociale del museo, al binomio patrimonio culturale/integrazione sociale, alle dinamiche dell'esclusione sociale, ai valori associati a questi spunti.
L'individuazione delle risorse necessarie, umane ed economiche, si è andata chiarendo dalla fase di progettazione a quella di attuazione.

 

LaboratorioObiettivi
MACRO OBIETTIVI
Il Museo Borgogna con l'attività di comunicazione al pubblico mira ad incarnare fattivamente il concetto di luogo pubblico e di servizio al cittadino in cui trovino espressione compiuta non solo valori culturali, educativi e didattici ma anche di vantaggio sociale nel significato più ampio possibile, praticando con rispetto ed elasticità il confronto con le realtà che ci circondano.
Mettere a disposizione gli strumenti per la scoperta e lo scandaglio dell'oggetto d'arte, dell'ambiente museo, delle persone che vi lavorano è un gesto che vuole contribuire al miglioramento dei rapporti sociali, del livello della qualità della vita, dello stato di benessere interiore per i partecipanti ad ogni titolo del progetto.

 

MICRO OBIETTIVI
Per la sezione educativa:
- Percorso di apertura e di disponibilità verso un tipo di pubblico praticamente sconosciuto all'attività organizzata all'interno del museo. La sezione educativa si prepara e formula il progetto di confronto coinvolgendo tutti i livelli dell'istituzione museale, dai referenti al servizio di sicurezza e vigilanza, per un innalzamento generale della sensibilità e della capacità di confronto.
- Parternariato che si sviluppa attraverso la collaborazione con gli operatori del Centro Diurno, rappresentanti operativi di una importante istituzione sociale del territorio.
- Sperimentazione e pratica dell'attività di mediazione culturale e museale per un pubblico specifico, assicurando un valore aggiunto alla comunicazione non solo in senso educativo ma anche sociale e di servizio.


Per il Centro Diurno:
Aggiungere alle molte attività svolte in esterno l'esperienza museale affinchè anche questa attività possa aumentare il senso di partecipazione dei fruitori alla vita sociale e alla sua varietà, sviluppando curiosità, interessi e abilità manuali e personali, in collegamento con attivit à svolte abitualmente dai fruitori.

 

LaboratorioStrategie e strumenti
In accordo con gli operatori del Centro, si sono impiegate le tipologie di accoglienza che seguono, in linea generale, quelle consuete adottate dalle operatrici didattiche del Museo. Si è previsto infatti un approccio che stimoli l'interattività e la partecipazione, sebbene tale metodologia dovrà tenere conto delle risposte degli utenti. Si sono scelte tipologie di comunicazione appositamente modulate sulla necessità di presentare e trasfondere contenuti nel modo più semplice e facilmente comprensibile, cercando continue connessioni con il "vissuto" quotidiano dell'utenza.
Nell'incontro che anticipa quelli tematici l'obiettivo era l'accoglienza in un nuovo ambiente e la socializzazione tra il personale e l'utenza: dopo le presentazioni e una passeggiata in Museo, si è previsto un momento di festa con bibite e salatini per tutti.
Negli incontri successivi le opere pittoriche comprese in questi percorsi diventano l'oggetto di una visita interattiva attraverso più sale del museo e lo spunto per attività pratiche da svolgersi non solo in museo (piramide alimentare, gioco dell'oca, creazioni di modellini di vestiario, foglio di carta reciclata, bastone della pioggia con chicchi di riso), ma soprattutto nello loro esperienza quotidiana (ricette da cucinare al Centro, lettura riviste di moda).
Tra un incontro e il successivo era previsto il contatto fra operatori museali e fruitori tramite il computer con messaggi e-mail che sono uno strumento d'espressione che facilita la comunicazione in situazioni di varie disabilità, come gli operatori del Centro Diurno hanno già sperimentato. A conclusione della visita è stata anticipata solo visivamente l'opera dalla quale si sarebbe iniziata l'attività nell'incontro successivo, come ulteriore strumento per creare fluidità e compattezza al percorso.

 

VisitaEsiti
La fase di attuazione del progetto si è svolta dal novembre 2006 al maggio 2007 con incontri a cadenza all'incirca mensile: alla parte di osservazione delle opere pittoriche è seguito ad ogni incontro un laboratorio pratico con la produzione di oggetti ed elaborati che gli utenti potevano portare a casa con sé.
Fin dal primo incontro gli utenti sono stati omaggiati di oggetti regalo a ricordo del Museo: cartoline, segnalibri, matite.
Tra i "regali" gli utenti hanno ricevuto il quaderno didattico "Alla ricerca degli animali nascosti. Caccia ai tesori di Vercelli", a cura della sezione educativa, che prevede una caccia al tesoro fra i monumenti della città di Vercelli: il gruppo del Centro Eureka ha svolto durante l'estate 2007 il giro della città accompagnato dagli operatori e guidato dal quaderno!
L'atmosfera che si poteva respirare era, sempre più ad ogni incontro, di attesa e di condivisione, sia da parte degli utenti che degli operatori museali: la complicità degli educatori del Centro e la loro famigliarità con i caratteri e le abitudini degli utenti ha permesso di agire in un ambiente piacevole e accogliente, rilassato e divertente.
L'attenzione rivolta agli utenti è stata riversata dagli stessi sugli operatori con gesti di fiducia e di tenerezza che hanno danno un valore aggiunto all'impegno richiesto dall'attività.
Il successo degli appuntamenti ha reso possibile l'aggiunta in itinere di un ulteriore incontro che ha avuto come tema guida, la carta e la sua storia, seguito da un laboratorio di produzione di un foglio di carta riciclata.

 

Laboratorio MultisensorialeDocumentazione
La stesura della scheda di progetto è stata curata da Valentina Rubicini, come parte integrante della sua tesi di Master in Servizi Educativi per il Patrimonio Artistico, Musei Storici e Arti visive presso l'Università Cattolica di Milano: ha infatti svolto il tirocinio di master presso il Museo Borgogna, sotto la guida del conservatore Cinzia Lacchia e della resposabile dei servizi educativi Roberta Musso.
Il report di tutti gli incontri, dalla fase di progettazione a quella di attuazione, con considerazioni relative alle valutazioni in itinere e finali, è redatto a cura di Roberta Musso, responsabile dei servizi educativi del Museo Borgogna.
Il protocollo d'intesa per il sostegno economico da parte dell'Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Vercelli è stato curato da Cinzia Lacchia, conservatore del Museo Borgogna.

 

Verifica/Valutazione

La valutazione dell'esperienza è stata condotta attraverso scambi tra gli operatori museali e i responsabili del centro Eureka durante le visite e con relazioni finali.
L'esperienza vissuta conduce a riflettere sulla possibilità e sulle modalità di mettere in atto un servizio permanente rivolto agli utenti di altri centri, di cui il progetto Eureka possa essere un punto di partenza e riflessione.
Sicuramente la fase operativa ha rivelato un approccio vincente e coinvolgente da parte degli operatori, che potevano contare su indiscutibili punti di forza quali:


- la progettazione congiunta ex-ante, guidata e monitorata da referenti universitari e con il confronto con istituzioni museali già attive su progetti similari
- un'accurata scelta del gruppo partecipante
- la collaborazione costante e attiva tra gli operatori, che hanno condiviso tutte le fasi ideative e attuative in ogni fase della sperimentazione
- le scelte tematiche e la modalità di approccio, interattiva e personalizzata
- la scelta del premio-regalo per valorizzare l'incontro


Tra i punti di criticità:
- la verifica in itinere, molto utile per migliorare costantemente e ottimizzare la fase di sperimentazione, è stata svolta solo parzialmente
- l'aggiunta in itinere di un tema (la carta e la sua storia) si è rivelato vincente per la praticità del laboratorio (produzione di un foglio di carta riciclata), ma difficoltoso per lo svolgimento della visita ai disegni e alle stampe su carta. Il contatto diretto con il quotidiano era meno evidente
- lo svolgimento di attività di collegamento alle esperienze museali per gli utenti nei periodi intermedi tra una visita e l'altra (e-mail), per creare un ponte tra il loro quotidiano e il museo, sono stati preventivati ma non attivati effettivamente
- non si è sviluppata in fase progettuale una riflessione accurata sull'aspetto della diffusione comunicativa dell'iniziativa e dei risultati prodotti
- per le modalità linguistiche utilizzate dagli operatori museali è stata richiesta maggiore attenzione per intensificare il risultato comunicativo dell'esperienza museale.


Presentazione e divulgazione del Progetto
Il progetto è stato presentato in conferenza stampa presso il Comune di Vercelli nel novembre del 2006, precedendo di pochi giorni il primo incontro in Museo: nella rassegna stampa del Museo sono raccolti gli articoli riguardanti.

 

Finanziamenti
Si è contattato l'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Vercelli ottenendo il patrocinio e un contributo al progetto, come segue:
- Costi relativi alla realizzazione dei materiali educativi del Museo e delle eventuali spese accessorie e di divulgazione, preventivabile in 500,00 euro
- Costi per le figure professionali coinvolte, per le operatrici didattiche: fasi progettuali da conteggiarsi in 500,00 euro forfettarie ai quali va aggiunto il compenso di 35 euro al netto degli oneri fiscali per ogni visita in museo e in aula didattica per ogni operatore
La direzione del Museo ha valutato particolari agevolazioni in fase sperimentale per il Centro Eureka conteggiando solo i costi a carico del Centro pari a euro 2,50 euro per utente.

 

Consiglio Comunale dei Ragazzi

Titolo
Consiglio Comunale dei Ragazzi di Saluzzo

 

Ambito del Progetto
Educazione alla cittadinanza

Con l'ausilio e l'appoggio dei docenti, degli educatori e delle famiglie, i ragazzi possono esprimere le loro opinioni su iniziative e spazi urbani, presentando progetti mirati, così da essere direttamente coinvolti in decisioni che spesso vengono prese dagli adulti, pur avendo i ragazzi come destinatari.
Le classi che aderiscono al percorso formativo presentano dei progetti, ai quali sono collegati i nomi dei candidati. Attraverso le votazioni dei progetti, vengono eletti i consiglieri che costituiscono il CCR il quale ha il compito di realizzare il progetto più votato (e verificare la possibilità di realizzarne altri), ma anche di organizzare iniziative per e con tutti i ragazzi della Città di Saluzzo.

 

Vista alla Polizia MunicipaleAttori del Progetto
- Museo Civico Casa Cavassa - Sezione Didattica
- Scuole Primarie di Saluzzo (plesso "M. Pivano", plesso "F. Costa", plesso "M. Musso", plesso "D. Alighieri", plesso "C.A. Dalla Chiesa")
- Scuola Secondaria di Primo Grado "La Rosa Bianca" di Saluzzo
- Direzione Didattica di Saluzzo
- Amministratori comunali
- Uffici Comunali
La Sezione Didattica del Museo Civico Casa Cavassa è stata incaricata dall'Amministrazione di coordinare e gestire le attività relative al Consiglio Comunale dei Ragazzi (pur essendo un progetto che esula dai temi storico-artistici solitamente affrontati dal personale del Museo), perché in questi anni il personale della Sezione Didattica ha maturato una buona professionalità in campo educativo ed ha instaurato un ottimo rapporto di collaborazione con le scuole locali.

 

Destinatari
- Studenti delle classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria e delle classi 1^ e 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado.
Vengono indicati qui di seguito i dati delle adesioni dall'avvio del progetto:
- Anno scolastico 2005-2006: 26 classi per un totale di 544 allievi coinvolti (15 classi della Scuola Primaria e 11 classi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Saluzzo);
- Anno scolastico 2006-2007: 29 classi per un totale di 623 allievi coinvolti (14 classi della Scuola Primaria e 15 classi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Saluzzo)
- Anno scolastico 2007-2008: 31 classi per un totale di 680 allievi coinvolti (15 classi della Scuola Primaria e 16 classi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Saluzzo)

 

Equipe di Progetto
Le risorse umane individuate per la realizzazione del progetto sono state:

 

Museo Civico Casa Cavassa
- Dott.ssa Elena Pianea - Funzionario dei Musei Civici (per il coordinamento dell'intero percorso e l'organizzazione degli eventi finali e delle mostre);
- Dott. Daniela Grande - Responsabile della Sezione Didattica del Museo (per la progettazione, la redazione dei sussidi didattici per gli alunni e per i docenti, per la gestione degli incontri con gli alunni e con i docenti, per l'allestimento, la promozione e l'organizzazione degli eventi finali e delle mostre);
- Nadia Chiari - Operatore didattico Cooperativa Agorà (per il supporto alla progettazione, alla redazione dei sussidi didattici per gli alunni e per i docenti, per la per la gestione degli incontri con gli alunni e con i docenti, per la redazione del calendario degli incontri, per le attività di segreteria, per la promozione, l'allestimento, lo smontaggio e l'organizzazione degli eventi finali e delle mostre);
- Rosanna Pasero - Operatore Cooperativa Agorà (per la redazione dei disegni utilizzati nei sussidi didattici),
- Donatella Arnaudo, Marco Zenone, Elena Brondino (limitatamente all'anno 2005) - Operatori Cooperativa Agorà e Luca Boiero, Federico Bergese, Francesca Costa (limitatamente per l'a.s. 2006-2007) - volontari servizio civile (per supporto alla gestione degli incontri con le classi, per l'allestimento e lo smontaggio delle mostre finali e per le fotocopie dei sussidi didattici).

 

Altri Uffici Comunali
- Silvia Dalmasso - Segretaria del Sindaco e Giancarla Bertero - Direttrice della Biblioteca Civica (per la conduzione delle visite in comune per le classi e collaborazione nel recupero materiale informativo per insegnanti);
- Dott. Andrea Garino - Responsabile Ufficio Stampa (per la collaborazione alla realizzazione della conferenza stampa e per la gestione incontri nelle classi relativi alla progettazione);
- Sergio Barberis - Geometra dell'ufficio Governo del Territorio (per la gestione degli incontri nelle classi relativi alla progettazione);
- Dott. Flavio Tallone - Dirigente dell'ufficio Governo del Territorio (per la gestione degli incontri nelle classi relativi alla progettazione, contatti e recupero materiali per progetti);
- Luca Martino - Responsabile Ufficio CED (per la gestione di n. 2 incontri con i consiglieri del CCR e per la gestione del sito internet del CCR);
- Personale altri uffici (Ragioneria, Segreteria del Sindaco, Protezione Civile, Commercio, Settore Lavori Pubblici, Ced, Cultura e Turismo, Polizia Municipale: collaborazione nella gestione delle visite delle classi presso il Comune e gestione del Pedibus).

 

Il Gruppo di Coordinamento
Il coordinamento delle attività del CCR è svolto dal personale della Sezione Didattica del Museo Civico Casa Cavassa, in collaborazione con l'operatore incaricato di seguire il progetto.
E' inoltre costituito un gruppo di coordinamento con il compito di garantire il monitoraggio del progetto CCR formato da:
- n. 2 docenti rappresentanti delle Scuole Medie
- n. 1 docente rappresentante per ogni plesso delle Scuola Primaria
- n. 1 rappresentante del Comune (individuato nell'addetto al Museo - Sezione Didattica)
- l'operatore incaricato di seguire il progetto
Il gruppo di coordinamento si riunisce con una cadenza bimensile; per ogni incontro il personale della Sezione Didattica del Museo redige un verbale della seduta.

 

Formazione
All'avvio del progetto, nella primavera 2005, sono stati organizzati alcuni incontri di formazione rivolti ai docenti:
- N. 1 incontro (durata: due ore) svolto il 4 marzo 2005 dal titolo "CCR: IL SENSO DI UN' ESPERIENZA" al fine di conoscere gli aspetti educativi, ludici e di partecipazione sociale dei Consigli Comunali dei Ragazzi (a cura del Dott. C. Caffarena - sociologo);
- N. 1 incontro (durata: due ore) svolto l' 11 marzo 2005 dal titolo "CCR: STRUMENTI E TECNICHE DI PROGETTAZIONE" per la presentazione dettagliata del progetto e la consegna dei materiali didattici di approfondimento (a cura della Dott.ssa Daniela Grande);
Parallelamente agli incontri per i docenti, il personale del Museo ha svolto una fase preliminare di studio di esperienze analoghe e di ricerca teorica per la propria formazione.
In ogni anno scolastico inoltre ai docenti vengono forniti numerosi materiali di approfondimento sui temi affrontati durante le varie attività.


Durata del Progetto
- Primavera 2005: incontri formativi per i docenti e fase preliminare di progettazione
- Anno scolastico 2005-2006: avvio delle attività con le scuole; creazione del 1° Consiglio Comunale dei Ragazzi di Saluzzo;
- Anno scolastico 2006-2007: attività per le scuole di approfondimento sul tema dei diritti dei bambini;
- Anno scolastico 2007-2008: ripresa delle attività che porteranno alle elezioni di un nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Il percorso formativo per le scuole è biennale.

 

Fasi di Lavoro

Prima annualità (2005-2006)
Il percorso educativo si è svolto attraverso alcuni incontri didattici condotti da un operatore ed ha coinvolto direttamente gli studenti delle classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria e delle classi 1^ e 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado.

 

- Visita al Palazzo Municipale
Il percorso educativo è stato avviato con una visita al Palazzo Municipale sito in via Macallé 9 al fine di permettere ai ragazzi di acquisire una migliore conoscenza dell'istituzione comunale, dei vari uffici pubblici e del loro funzionamento. Le visite si sono svolte nei mesi di aprile-maggio e settembre 2005 e sono state condotte da un dipendente del Comune e/o dall'operatore didattico. Ai docenti è stato fornito materiale di approfondimento ed alcune schede redatte appositamente dal personale del Museo, oltre ad una scheda di verifica da utilizzare in classe.

 

- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1"
Nel mese di ottobre 2005 è stato distribuito in tutte le classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^ e 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1" che conteneva tutte le informazioni necessarie per l'elaborazione dei progetti da parte delle classi che avevano aderito al percorso didattico. Il medesimo giornalino è stato inoltre distribuito ai principali uffici comunali al fine di mantenerli informati sullo svolgimento del percorso educativo.

 

- Incontri in classe di avvio della progettazione
Nel mese di novembre 2005 si è svolto nelle 26 classi che hanno aderito al percorso formativo un 1° incontro per avviare il lavoro di progettazione. Dopo aver visionato il film "L'isola degli Smemorati", gli studenti sono stati coinvolti da un operatore didattico in un'attività di carattere maggiormente ludico avente lo scopo di stimolare la riflessione sulla Carta internazionale dei Diritti dei Bambini stipulata dall'Unicef. Agli insegnanti è stato fornito una cartellina contenete numerosi sussidi per ulteriori approfondimenti. Dal mese di dicembre 2005 gli studenti sono stati impegnati in un 2° incontro al fine di porre le basi per l'elaborazione del progetto che ogni classe doveva presentare entro la fine di gennaio 2006: partendo dall'analisi dei diritti dei ragazzi, si è verificato quali di questi diritti a Saluzzo non vengano adeguatamente rispettati e si sono quindi cercate delle possibili soluzioni. In seguito al grande lavoro svolto nelle classi per l'ideazione di un progetto, tra le innumerevoli proposte avanzate dagli studenti, ogni classe ne ha dovuto scegliere una, seguendo criteri quali il costo, l'utilità, l'originalità, l'assenza di costi di gestione, i tempi di attuazione, ecc.

 

- Verifica di fattibilità
Una fase fondamentale del lavoro di progettazione è stata la verifica di fattibilità ovvero un incontro con esperti ed addetti ai lavori per verificare, da un punto di vista tecnico e specializzato nel settore, la possibile realizzazione dell'idea proposta. La verifica di fattibilità si è svolta dal mese di dicembre 2005 sino alla prima metà di gennaio 2006, coinvolgendo direttamente molti funzionari e capi ufficio del Comune di Saluzzo.

 

- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 2"
Dal mese di febbraio 2006 ha avuto inizio la campagna elettorale: in questo periodo le classi che hanno partecipato al percorso formativo del CCR hanno promosso il progetto da loro presentato, invitando gli elettori (ossia gli altri studenti) a votarlo.
La campagna elettorale prevedeva l'utilizzo di vari strumenti, tra cui la distribuzione in tutte le classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^ e 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 2", contenente tutte le schede sintetiche dei progetti elaborati e le informazioni utili per votare. Parallelamente alla distribuzione è stata svolta in ogni classe una simulazione di voto al fine di rendere maggiormente consapevoli i ragazzi dell'importanza delle elezioni.

 

- La Conferenza Stampa
Giovedì 2 marzo 2006 si è svolta presso il Salone dell'Antico Palazzo Comunale una conferenza stampa alla presenza del Sindaco, degli Assessori, dei Dirigenti scolastici e dei rappresentati della stampa locale: gli studenti delle 26 classi aderenti al percorso del CCR hanno presentato i loro progetti invitando i compagni a votarli. Alla conferenza stampa erano infatti invitati i rappresentanti di tutte le classi dalla 4^ della Scuola Primaria alla 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado.

 

- La Mostra dei Progetti
La campagna elettorale si è conclusa con una esposizione degli elaborati che ciascuna classe ha realizzato per pubblicizzare il proprio progetto presso i locali dell'Antico Palazzo Comunale. La mostra è stata aperta da mercoledì 22 a domenica 26 marzo 2006 ed ha riscosso un grande successo di pubblico (sia tra i ragazzi sia tra gli adulti). I progetti presentati sono stati complessivamente 20 e per ciascuno è stato esposto un cartellone, un dossier fotografico o un plastico.
Per la mostra sono stati redatti appositi inviti ad amministratori, dirigenti scolastici, docenti, funzionari comunali.

 

- Le elezioni
Le elezioni si sono svolte da lunedì 3 a mercoledì 12 aprile 2006: presso ogni plesso scolastico è stato istituito un seggio elettorale in cui ciascuna classe si è recata a votare; ogni elettore, votando un progetto, dava automaticamente un voto anche a ciascuno dei candidati (studenti) ad esso collegato.
Dal 19 aprile sono stati resi noti i risultati dello scrutinio (svolto da una commissione di operatori didattici e docenti) affiggendo un manifesto (appositamente redatto) nelle bacheche (realizzate dagli operai dell'Ufficio Tecnico) disposte in ogni scuola.

 

- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3"
Alla fine del mese di aprile è stato distribuito in tutte le classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^ e 2^ della Scuola Secondaria di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3" (totale 8 pagine), sul quale sono stati pubblicati i risultati delle elezioni: 20 candidati eletti per formare il Consiglio Comunale dei Ragazzi (scelti tra quelli che hanno ottenuto più voti in ciascun plesso scolastico) e 4 uditori (selezionati tra i candidati non eletti che hanno ottenuto il maggior punteggio sia nella Scuola Primaria sia in quella Secondaria).
Inoltre con 155 voti il progetto vincitore è stato SKATEFRIENDS che si pone l'obiettivo di realizzare un'area attrezzata per la pratica di skateboards, di pattini in linea e BMX, dal momento che attualmente una struttura di tal genere risulta assente a Saluzzo.

 

- Insediamento del CCR
Dopo lo svolgimento di alcuni incontri preliminari per permettere ai ragazzi eletti di conoscersi meglio, giovedì 1 giugno 2006 si è svolta la prima seduta ufficiale del CCR, presieduta dal Sindaco Paolo Allemano, presso la Sala del Consiglio del Palazzo Municipale (Via Macallé 9). Della seduta è stato redatto apposito verbale.
Il CCR è stato quindi suddiviso in due commissioni di lavoro: la Commissione Progetto (con il compito di collaborare con gli uffici comunali per la realizzazione del progetto più votato) e la Commissione Relazioni con l'esterno (con il compito di promuovere iniziative per i ragazzi)

 

Seconda annualità (2006-2007)
Il progetto educativo "Consiglio Comunale dei Ragazzi" ha durata biennale e pertanto nell' a.s. 2006-2007 sono state organizzate nuove iniziative ed attività per e con tutti i ragazzi della Città.
Proseguendo gli obiettivi educativi del progetto, oltre alle attività destinate direttamente ai ragazzi del CCR, per questo anno scolastico sono stati programmati incontri di riflessione ed approfondimento sul tema dei dirittti umani (tema in parte già affrontato nell'a.s. precedente) rivolti agli studenti delle classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria e agli studenti delle classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola Secondaria di Primo Grado.

 

- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1" e presentazione attività del CCR
Nel mese di dicembre 2006 è stata presentata in tutte le classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola Secondaria di Primo Grado una sintesi delle attività svolte nell'a.s. 2005-2006 nell'ambito del progetto "Consiglio Comunale dei Ragazzi" (tramite video ed immagini) ed è stato distribuito il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 1" che conteneva tutte le informazioni relative alle commissioni di lavoro del CCR, al concorso "Un logo per il CCR" e al percorso formativo per l'a.s. 2006-2007 sul tema della pari opportunità per tutti. Il medesimo giornalino è stato inoltre distribuito ai principali uffici comunali al fine di mantenerli informati sullo svolgimento del percorso educativo.

 

- Percorso "Pari Opportunità per tutti"
Il 2007 è stato decretato ANNO EUROPEO delle PARI OPPORTUNITA', iniziativa voluta dal Consiglio e dal Parlamento Europeo per rendere tutti i cittadini più consapevoli del proprio diritto di ricevere un uguale trattamento e di vivere una vita libera da qualsiasi discriminazione. Poiché il CCR ha tra i suoi obiettivi quello di proporre attività educative per aiutare i ragazzi a riflettere sui temi della democrazia e della partecipazione alla cittadinanza, nel corso dell'anno scolastico 2006-2007 sono stati proposti alcuni momenti formativi rivolti alle classi destinatarie del progetto, così da approfondire il tema del diritto di tutte le persone a non subire discriminazioni. Tali attività sono state così strutturate:


- n. 1 incontro formativo gestito dall'operatore del CCR (durata= 2 ore): attraverso filmati e giochi di ruolo si presentava il tema dell'anno europeo e si avviava la riflessione sui diritti dei ragazzi nel mondo;
- n. 1 incontro con un volontario dell'associazione Emergency (durata= 2 ore): attraverso fotografie e testimonianza si approfondiva il tema del diritto alla pace;
- n. 1 incontro (durata= 2 ore) presso la mostra fotografica "La guerra com'è: prima le donne e i bambini" (11 febbraio-1 aprile 2007) a cura dell'Associazione Emergency: si proponeva agli studenti la visita guidata alla mostra (allestita presso i locali del Museo Civico Casa Cavassa) e la visione di un documentario.
In seguito, il percorso educativo è stato sviluppato proponendo incontri con volontari e differenti associazioni e visite guidate a mostre fotografiche allestite presso il Museo Civico Casa Cavassa:
- "Almas del basurero. L'infanzia rubata nelle discariche di Città del Guatemala - fotografie di Tony Martin" (14 aprile-6 maggio 2007) a cura dell'associazione Maìs (Movimento per l'Autosviluppo e l'Interscambio e la Solidarietà, ong che realizza progetti per favorire la democrazia economica e sociale nel sud del mondo)
- "R-Esistenza - fotografie di Carlo Spera (24 maggio-24 giugno 2007) a cura del Progetto Humus (uno dei più grandi interventi di cooperazione internazionale a favore delle vittime di Chernobyl sulla gestione del rischio nel campo alimentare e della radioprotezione per permettere la migliore qualità di vita possibile alle popolazioni che vivono in territorio contaminato).
In ogni caso le visite alle mostre fotografiche hanno rappresentato per gli studenti l'occasione per conoscere più a fondo la realtà in cui operano tali associazioni a favore delle persone più deboli.

 

- Concorso "Un logo per il CCR"
Nell'anno scolastico 2006-2007 una delle attività proposte dal CCR agli studenti delle scuole è stato il concorso per scegliere l'immagine da utilizzare quale simbolo del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Saluzzo.
Il concorso si è concluso il 28 febbraio 2007 e vi hanno partecipato n. 14 classi della Scuola Primaria (classi 4^ e 5^) e n. 6 classi della Scuola Secondaria di Primo Grado (classi 1^ e 2^) per un totale di 35 disegni presentati. Gli elaborati partecipanti al concorso sono stati realizzati su carta da disegno in due formati (20x30 cm. e 4x4 cm.), utilizzando differenti tecniche pittoriche. Inoltre ogni disegno è stato corredato da un titolo e da una breve spiegazione.
In base al regolamento, i disegni dovevano richiamare gli obiettivi educativi del CCR (esercizio diretto della democrazia, partecipazione attiva alla cittadinanza, comunicazione al mondo degli adulti delle idee, delle richieste e dei bisogni di tutti i giovani cittadini di Saluzzo) e presentare al loro interno i colori della Città di Saluzzo (bianco e azzurro).
Per la selezione del logo è stata costituita una apposita giuria composta da: tutti i membri del CCR; il Sindaco dott. Paolo Allemano; ins. Emanuela Maggio (in qualità di delegata dall'Assessore all'Istruzione, ins. Marcella Risso); il direttore del Museo Civico Casa Cavassa dott.ssa Elena Pianea; la professoressa Marilena Drago, docente dell'Istituto d'Arte "A. Bertoni" di Saluzzo. I risultati del concorso sono stati ufficializzati durante la premiazione che si è svolta giovedì 19 aprile 2007 alle ore 16.30 presso il Salone dell'Antico Palazzo Comunale di Saluzzo (in via Salita al Castello): in quest'occasione due rappresentanti per classe partecipante al concorso hanno presentato il loro logo alle autorità cittadine (Sindaco e Assessori), ai giornalisti ed ai rappresentanti degli studenti coinvolti nel progetto CCR. Ad ogni classe è stato consegnato un attestato, mentre per i vincitori è stato predisposto un piccolo premio costituito da buoni spesa utilizzabili presso librerie e cartolerie della Citt à.

 

- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 2"
Nel mese di marzo è stato distribuito in tutte le classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola Secondaria di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 2", sul quale sono stati pubblicati i logoi partecipanti al concorso ed una scheda attraverso la quale ogni studente poteva esprimere il proprio parere sui logoi che giudicava migliori. Inoltre sul giornalino erano fornite informazioni in merito alla mostra "Almas del basurero" organizzata dall'Associazione Ong Ma ìs.

 

- Pedibus
Il progetto Pedibus rientra in un più ampio progetto pluriennale di educazione alla salute e di promozione della cultura del viver sano, coordinato dall'Assessorato all'Istruzione del Comune di Saluzzo in collaborazione con ASL, Coldiretti e Scuola di Marcia e degli Sport di Saluzzo. In particolare il Comune di Saluzzo, in collaborazione con la Scuola di Marcia e degli Sport di Saluzzo, ha attivato dalla fine di marzo 2007 alcuni percorsi pedonali sicuri di collegamento con le Scuole Primarie della Città. Il CCR ha collaborato nella scelta del logo utilizzato per segnalare i percorsi del Pedibus, nonché nella promozione dell'iniziativa e nella realizzazione dei cartelli segnaletici dei percorsi. Infine i componenti della Commissione Relazioni con l'Esterno hanno svolto delle interviste per verificare il grado di apprezzamento dell'iniziativa da parte degli studenti della Città.

 

- Distribuzione del giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3"
Alla fine del mese di maggio è consegnato in tutte le classi 4^ e 5^ della Scuola Primaria ed in tutte le classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola Secondaria di Primo Grado il giornalino "CCR Saluzzo Informa n. 3" (totale 5 pagine), sul quale sono stati pubblicati i risultati del concorso "Un logo per il CCR" e sono state fornite informazioni in merito alla mostra fotografica "R-Esistenza" inserita nell'ambito del percorso sulle pari opportunità per tutti.
Il giornalino inoltre conteneva informazioni relativa alla mostra sulle attività del CCR e sull'incontro nazionale dei CCR a Reggio Emilia.

 

- Incontri con i ragazzi del CCR
Dal mese di ottobre 2006 al mese di maggio 2007 sono stati svolti n. 2 incontri al mese (durata: due ore cad.) con i ragazzi del CCR al fine di organizzare le sedute ufficiali e soprattutto per portare avanti i compiti di ciascuna commissione.
La Commissione Progetto si è occupata di collaborare con gli uffici comunali competenti per rispettare i tempi di attuazione del progetto SKATEFRIENDS (entro l'autunno 2007). Inoltre è stata condotta un'indagine sulla condizione dei giardini pubblici nella Città di Saluzzo, attraverso sopralluoghi, reportage fotografici ed interviste svolte dai ragazzi del CCR ai loro coetanei. La Commissione Relazioni con l'esterno, al fine di mantenere i contatti con gli altri studenti e informarli delle attività svolte dal CCR, si è occupata di redigere il regolamento per il concorso "UN LOGO PER IL CCR". Inoltre tale commissione ha collaborato con gli uffici comunali per la redazione del giornalino "CCR Saluzzo Informa" e dei testi delle pagine web dedicate al CCR che dal mese di giugno 2007 sono inserite on line sul sito della Città di Saluzzo.
Parallelamente al lavoro portato avanti dalle commissioni, si sono svolte le Sedute Ufficiali del CCR per comunicare al Sindaco, alla Giunta e ai cittadini le attività realizzate dai ragazzi e ufficializzarle (giovedì 14/12/06 e giovedì 31/05/07).

L'anno scolastico 2007-2008 vede l'avvio di una nuovo biennio del progetto educativo "Consiglio Comunale dei Ragazzi": in questo anno scolastico infatti le classi saranno nuovamente impegnate a presentare idee- progetto rivolte ai ragazzi della città e quindi a votare i consiglieri che andranno a formare il nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi. Nell'anno scolastico 2007-2008, accanto alle attività che coinvolgeranno direttamente i/le ragazzi/e del CCR, si organizzeranno iniziative di educazione alla cittadinanza rivolte a tutte le Scuole dell'obbligo della Città.

 

Obiettivi
- Favorire nei ragazzi la conoscenza del proprio territorio e della realtà in cui si vive;
- Avvicinare i ragazzi alle istituzioni (e viceversa) al fine di facilitare la reciproca conoscenza;
- Favorire la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della città e della comunità così da creare una città in cui servizi, spazi urbani e istituzioni si adattino alle esigenze dei giovani cittadini;
- Riacquistare valori essenziali quali il gusto della cittadinanza ed il senso di appartenenza al proprio territorio;
- Formare nei ragazzi una coscienza civica critica e costruttiva;
- Permettere ai ragazzi di acquisire una migliore conoscenza delle istituzioni, dei servizi pubblici e del loro funzionamento;
- Imparare a progettare, verificare e cooperare per la realizzazione dei progetti;
- Promuovere negli adulti un ascolto attento delle proposte dei ragazzi e favorire il dialogo reciproco.
Obiettivo ultimo del progetto è ovviamente creare un Consiglio Comunale dei Ragazzi costituito da venti ragazzi con il compito di farsi i portavoce delle idee, delle richieste e dei bisogni di tutti i giovani cittadini di Saluzzo.

 

Ambiti - aree disciplinari
Educazione Civica - Storia dell'arte - Educazione all'immagine

 

Strategie e strumenti
Il CONSIGLIO COMUNALE DE I RAGAZZI (CCR) è un percorso formativo che vede protagonisti i ragazzi, ma che impegna fortemente gli adulti (amministratori, tecnici del Comune, insegnanti, dirigenti, educatori, genitori), chiamati ad essere "facilitatori" di un processo di crescita e di esercizio della democrazia. In ogni fase di lavoro il gruppo di coordinamento ha pertanto cercato di coinvolgere non solo i ragazzi ma anche gli adulti (funzionari comunali, amministratori e docenti). Inoltre, il progetto si è integrato con altre attività già svolte dalle Scuole o proposte dal comune per i ragazzi. Ad esempio il CCR ha collaborato nell'organizzazione del progetto Pedibus mediante la scelta del logo utilizzato per segnalare i percorsi, nonché nella promozione dell'iniziativa (svolgendo anche delle interviste per verificare il grado di apprezzamento dell'iniziativa da parte degli studenti della Città) e nella realizzazione dei cartelli segnaletici dei percorsi.
Il CCR ha quindi tra i suoi obiettivi quello di proporre attività educative per aiutare i ragazzi a riflettere sui temi della democrazia e della partecipazione alla cittadinanza. Infatti in occasione dell'anno europeo delle PARI OPPORTUNITA' PER TUTTI (2007) sono stati proposti alcuni momenti formativi rivolti alle classi destinatarie del progetto, così da approfondire il tema del diritto di tutte le persone a non subire discriminazioni.
Infine si sottolinea che un'ottima occasione di confronto (e di riflessione) con altri progetti analoghi è stata la partecipazione di una delegazione del CCR all'incontro nazionale dei CCR dal titolo "Buoni consigli: buone prassi per i Consigli dei ragazzi e delle ragazze" svoltosi a Reggio Emilia dal 13 al 15 giugno 2007 (dove si sono incontri circa 400 bambini/e in rappresentanza di 45 Consigli dei Ragazzi provenienti da tutta Italia).

 

Esiti
Il percorso educativo ha rappresentato un'importante esperienza per tutti gli enti coinvolti: oltre all'importanza dei traguardi raggiunti in termini di educazione alla cittadinanza, si è attuato, attraverso i diversi incontri, uno scambio di conoscenze e di competenze notevole tra tutte le persone coinvolte (operatori museali, docenti, dipendenti comunali, studenti, ecc.).
Particolarmente importanti sono state le mostre (sia di presentazione dei progetti, sia quelle collegate al percorso sulle Pari Opportunità): durante tali eventi gli studenti hanno potuto rapportarsi non solo con il personale museale, già conosciuto nei precedenti incontri, ma anche con persone appartenenti ad enti ed associazioni diversi (amministratori e dipendenti comunali, volontari di associazioni umanitarie, giornalisti, ecc.).
Altro momento di particolare rilevanza sono state le sedute ufficiali del CCR che hanno permesso all'intera cittadinanza di conoscere l'articolato percorso svolto dalle classi.

 

Documentazione
Dell'intero progetto esiste una ricca documentazione: fotografie; comunicati stampa inviati ai giornali e alle radio locali con relativa rassegna stampa; materiale promozionale per i vari eventi (inviti e locandine); una presentazione in formato Power Point che riassume le tappe del progetto fino al 2006, un video realizzato in occasione dell'evento nazionale dei CCR a Reggio Emilia 13-14-15 giugno 2007 (a cui ha partecipato una delegazione del CCR di Saluzzo), il materiale predisposto per la realizzazione delle pagine on line dedicate al CCR sul sito internet del Comune di Saluzzo.

 

Verifica/Valutazione
Si sono svolti periodici incontri di valutazione con il gruppo di coordinamento del CCR per monitorare l'interesse dei destinatari verso le attività proposte. Di ogni incontro è stato redatto un apposito verbale.
A conclusione di ogni annualità si è inoltre svolta una verifica finale tra il personale del Museo e l'Amministrazione Comunale (che ha inserito tale progetto nelle Linee Programmatiche), per evidenziare punti di forza e criticità del progetto, così da gettare le basi per una nuova progettazione.

 

Presentazione e divulgazione del Progetto
All'avvio del progetto, nella primavera 2005, presso le famiglie degli studenti coinvolti è stato distribuito un depliant di presentazione del progetto e nel Collegio docenti dei vari istituti scolastici il progetto è stato analizzato dettagliatamente prima di essere inserito nel POF.
Ogni attività del progetto è stata inoltre promossa attraverso comunicati stampa inviati ai giornali e alle radio locali, nonché mediante locandine ed inviti.
Per promuovere le attività del CCR si sono svolte inoltre fino ad oggi n. 3 sedute pubbliche presso la Sala Consigliare del Palazzo Municipale (Via Macallè 9) di Saluzzo a cui hanno partecipato: il Sindaco di Saluzzo; i consiglieri/uditori ragazzi; il Presidente del Consiglio del Comune di Saluzzo; la Giunta Comunale; il Segretario Generale di Saluzzo; gli operatori didattici della Sezione didattica del Museo; i consiglieri comunali adulti; gli insegnanti; il direttore del Museo; i dirigenti scolastici e i genitori.

 

Finanziamenti
Si indica qui di seguito un calcolo delle spese sostenute dal Comune di Saluzzo mediante risorse proprie di bilancio per la realizzazione del progetto negli anni scolastici 2005-2006 e 2006-2007.

 

Spese 1° annualità
Operatore per il periodo ottobre 2005- giugno 2006 Euro 4.032,00
Spese per incontri formativi per insegnanti Euro 288,00
Spese per conferenza stampa Euro 106, 36
Acquisto materiali di cancelleria e stampa n. 2200 copie dei giornalini "CCR SALUZZO INFORMA" Euro 1.970,00
Realizzazione di n. 1 pannello di presentazione del progetto Euro 20,00
Spese per mostra progetti e insediamento del CCR Euro 40,00
TOTALE Euro 6.456,36


Spese 2° annualità
Operatore per il periodo ottobre 2006 - giugno 2007 Euro 4.032,00
Acquisto materiali di cancelleria e stampa n. 2200 copie dei giornalini "CCR SALUZZO INFORMA" Euro 2.050,00
Spese varie per incontri del CCR Euro 84,00
Realizzazione di n. 2 pannelli di presentazione del progetto Euro 40,00
Mostra "Almas del basurero" (affitto mostra e visite operatore Maìs, acquisto quaderni didattici) Euro 1.100,00
Mostra "R- Esistenza" (affitto mostra, acquisto cataloghi, spese per n. 2 relatori, spese per locandine) Euro 3.223,00
Partecipazione al CCR nazionale a Reggio Emilia (vitto e alloggio, iscrizione e biglietti del treno per n. 10 persone) Euro 620,00
Buoni spesa per concorso "Un logo per il CCR" Euro 320,00
Spese per mostra progetti e sedute del CCR Euro 40,00
TOTALE Euro 11.509,00

 

Le Nuvole...a casa di Francesco

Titolo
"Le Nuvole...a casa di Francesco".
Progetto educativo del Museo Civico Casa Cavassa in collaborazione con il Centro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole" di Saluzzo.

 

Ambito del Progetto
Educazione per pubblici speciali.

 

Attori del Progetto
- 1° annualità
Museo Civico Casa Cavassa, Centro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole"
- 2° annualità

Museo Civico Casa Cavassa, Centro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole", Cooperativa Sociale Agorà, Gruppo Storico del Marchesato, Istituto Statale d'Arte "A. Bertoni", Istituto Civico Musicale


Museo Civico Casa Cavassa

Casa Cavassa, dimora rinascimentale, diventa Museo Civico nel 1890, quando il Marchese Emanuele Tapparelli d'Azeglio, diplomatico cosmopolita e amante dell'arte, dopo averla acquistata e recuperata quasi interamente, la dona alla città di Saluzzo dichiarando esplicitamente nel suo testamento di voler aprire la casa e le sue collezioni ai visitatori e a qualunque cittadino interessato. Di fatto, ciò non si verifica pienamente fino intorno agli anni '50, quando viene rispettato un orario di apertura e il museo inizia ad essere frequentato non più solo da studiosi o da esponenti della classe aristocratica, ma da un pubblico più ampio.
Dal 2001 presso il Museo è attiva una Sezione Didattica che progetta e coordina percorsi didattici rivolti principalmente alle Scuole Elementari e Medie di Saluzzo e del territorio. Accanto alle iniziative più propriamente didattiche, si organizzano anche attività maggiormente ludiche, affinché il Museo possa essere considerato non solo un luogo di apprendimento ma anche un luogo dove trascorrere il proprio tempo libero.
Parallelamente si sono moltiplicate negli ultimi anni le iniziative rivolte al pubblico adulto, nella convinzione che al Museo ci si può tornare più volte per visitarlo e vederlo sempre sotto nuovi aspetti.

 

Cena RinascimentaleCentro Diurno Socio-Terapeutico Educativo "Le Nuvole"
Il Centro Diurno "Le Nuvole" è uno dei servizio socio-assistenziali gestiti dal Consorzio Monviso Solidale che unisce i comuni dell'area territoriale di Saluzzo, Savigliano e Fossano. Il Centro accoglie persone ultraquattordicenni con disabilità mentali, anche associate a menomazioni o disabilità fisiche e/o sensoriali, tali da non consentire di raggiungere livelli di autonomia personale e di responsabilità sociale congrui all'età e al contesto di appartenenza. Il Centro si pone come strumento di supporto alla famiglia e mira a garantire una dignitosa crescita umana e sociale attraverso la stimolazione delle capacità intellettive, sociali e di autonomia personale. Opera nell'ottica di apertura al territorio e si propone quale luogo di sperimentazione di nuove forme di intervento sociale e di collaborazione tra soggetti diversi, al fine di promuovere una nuova cultura della diversabilità nella realtà territoriale dei servizi socio-assistenziali e nell'ambito della società civile. La struttura nasce a Saluzzo nel 1976 come Centro di Lavoro Protetto, finalizzato all'inserimento lavorativo dell'utenza diversamente abile; oggi accoglie una ventina di ragazzi seguiti da un'equipe di educatori professionali, operatori tecnici e volontari.

 

Cooperativa Sociale Agorà di Saluzzo
Costituita nel 1994, è una cooperativa di tipo B con finalità di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, attraverso attività varie di tipo artigianale, commerciale, turistico (in particolare servizi di apertura, pulizia locali ed assistenza in un museo civico e in un ufficio turistico) e di ristorazione (servizi mensa ed organizzazione di servizi di catering). Grazie ad una fitta rete di contatti con vari enti, si sono create opportunità sia per persone semplicemente disoccupate, sia per soggetti svantaggiati, per i quali il lavoro è uno strumento di socializzazione e di autonomia economica e si pone come valida alternativa alla semplice assistenza.


Gruppo Storico del Marchesato

Associazione costituita nel 1989, che si prefigge di far rivivere personaggi, usi e costumi della corte dei Marchesi di Saluzzo e permettono di ripercorrere pagine di storia di un'epoca che ha lasciato il segno nella cultura, nell'arte e nell'urbanistica della città. L'associazione allestisce manifestazioni (sia in Italia che all'estero) che vedono la partecipazione di una sessantina di personaggi e la riproduzione fedele di testi dell'epoca. I costumi sono realizzati su disegni originali, con stoffe e colori del primo Cinquecento, sotto la guida di un esperto costumista; le armi sono fedelmente riprodotte dai disegni di armaioli rinascimentali.

 

Istituto d'ArteIstituto Statale d'Arte "A. Bertoni"
L'istituto superiore, intitolato all'illustre saluzzese Amleto Bertoni, fondatore dell'omonima ditta attiva nella lavorazione artigianale dei mobili e nell'antiquariato, propone un corso di studi finalizzato all'acquisizione di competenze tecnico-pratiche e allo sviluppo di metodologie progettuali essenziali allo studio e alla realizzazione sia di manufatti lignei sia di oggetti d'oreficeria. Al fine di realizzare al meglio l'attività didattica, è presente all'interno dell'Istituto un articolato impianto di laboratori.

Istituto Civico Musicale
Nato nel 1981 per volontà dell'Amministrazione Comunale, ha l'obiettivo di diffondere la cultura musicale sul territorio sopperendo alle mancanze della programmazione scolastica di base. Dal 2006 l'Istituto è parte integrante della fondazione che fa capo alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale. E' possibile quindi imparare a suonare uno strumento musicale o fare dell'attività corale, avvicinarsi al mondo musicale con l'ascolto guidato o viverlo direttamente con le attività orchestrali, non trascurando quelle che sono le aperture alle tecnologie musicali d'avanguardia.

 

Destinatari
Entrambe le annualità del progetto si sono rivolte ad un gruppo di sette/otto utenti del Centro Diurno "Le Nuvole" di Saluzzo che hanno manifestato interesse personale verso il percorso proposto. Si tratta pertanto di un pubblico adulto con disabilità mentali, associate anche a menomazioni o disabilità fisiche e/o sensoriali.

 

Equipe di Progetto