Introduzione
Ambasciatori dei Musei Civici
www.ambasciatorino.it
- www.beportal.it/ragazzidel2006/index.asp
Il successo di queste esperienze e le nuove e proficue collaborazioni sviluppatesi con le altre realtà museali della città, sono alla base delle attuali iniziative del Progetto ambasciaTorino: corsi base di avvicinamento alle collezioni dei musei cittadini; percorsi avanzati per chi ha già partecipato alla formazione di base; coinvolgimento nella progettazione e organizzazione delle più importanti manifestazioni artistico-culturali della città; progettazione, realizzazione e redazione da parte dei ragazzi del sito internet
Il
Museo invisibile. Ricerca sul rapporto giovani e musei.
Realizzata da Sistema Impresa e Cultura e presentata nel corso di "Museum Image" - Arezzo 12 settembre 2003
I visitatori dei musei costituiscono un insieme molto variegato di persone che percepiscono il museo con modalità molto differenziate e che considerano la visita come una delle possibili destinazioni del tempo libero. Il pubblico ha per molti decenni occupato un ruolo marginale negli interessi dei responsabili dell'offerta culturale. Per buona parte di coloro che lavorano nei musei, i visitatori sembrano essere "cifre senza volto, piedi da contare mentre oltrepassano la soglia, un male inevitabile dal momento che il museo è, per definizione, un luogo pubblico". (Hooper-Greenhill, 1989) Negli ultimi decenni la concezione dell'offerta culturale e le politiche di gestione delle istituzioni museali sono andate incontro a radicali mutamenti. Il cambiamento più rilevante o perlomeno la linea di tendenza maggiormente enfatizzata nella letteratura sull'argomento, è senza dubbio il progressivo orientamento verso il pubblico, a discapito dell'attenzione autoreferenziale prima prevalente.
La nozione di pubblico si è irreversibilmente frammentata, "segmentata" per la precisione, transitando definitivamente o quasi dal singolare al plurale. L'abbandono di una prospettiva centrata sull'informazione e l'istruzione a favore della concezione del museo come luogo in cui si vivono esperienze "speciali" comporta anche la concessione di una maggiore voce ai "consumatori" del museo per quanto riguarda la valutazione della sua qualità e del suo servizio.
La conoscenza del pubblico, delle sue caratteristiche sociali e demografiche, delle sue motivazioni e aspettative rappresenta un elemento irrinunciabile per un'efficace gestione dell'offerta culturale. Da questa e da analoghe considerazioni sono nati i progetti che il Settore Musei della Città di Torino segue relativamente al rapporto tra musei e pubblico anziano e musei e visitatori adolescenti, così come gli interventi educativi in partenariato tra i musei e i gruppi scolastici del territorio.
Nel caso dei visitatori adolescenti, i dati a nostra disposizione sono su scala nazionale e ci forniscono delle informazioni, a prima vista, particolarmente incoraggianti. Tenendo presente il dato più macroscopico, vale a dire che nel 1999 il 68,5% degli italiani non aveva messo piede in un museo, sono i giovani di età compresa tra gli 11 e i 19 anni i più assidui frequentatori di musei e mostre, in particolare la percentuale più alta si registra nella fascia 11-14 con una frequentazione pari a 47,2%.(Istat, 1999) Se però andiamo più in profondità nell'analisi, facilmente ci è possibile evincere che gran parte dei visitatori registrati in questa fascia di età sono ascrivibili alla categoria definita dei "conscripts", vale a dire coloro che sono "costretti" alla visita dalle istituzioni scolastiche di appartenenza. (Hudson) Ma, al di fuori dell'orario scolastico e della programmazione delle visite operata dai docenti, quanti adolescenti italiani visitano i musei? Con che grado di soddisfazione? Ricavandone esperienze di quale tipo? Non semplice rispondere a queste domande.
Anche la quantificazione numerica è particolarmente impervia. I musei difficilmente possano conteggiare i visitatori singoli inserendoli in una specifica classe di età, essi rientrano piuttosto in tipologie di ingresso più comprensive, nel nostro caso, i biglietti ridotti. Sempre più, nuovamente anche nelle società occidentali, le esperienze formative travalicano i luoghi dell'apprendimento formale. "L'attività principale di tutti gli esseri umani, dovunque si trovino, è di estrarre significati dal loro incontro con il mondo" (Scribner, 1992).Assume decisiva importanza, venendo meno in museo quantomeno il setting proprio dell'educazione formale, pur conservando l'intervento l'intenzionalità educativa, il ruolo dell'educazione non-formalizzata. Un'esperienza formatrice è una forma-azione per contatto diretto in una situazione di vita, associata a meccanismi riflessivi. Si tratta di stimolare la realizzazione di processi cooperativi e non autoritari di apprendimento informale il cui scopo principale è la scoperta del significato dell'esperienza. "Ambasciatori dei Musei Civici" nasce da queste basi, come un itinerario formativo che cerca di andare incontro alle esigenze di approfondimento culturale inserendosi in uno spazio che sta tra scuola e famiglia; un modo nuovo di entrare nel museo, di tornarci, di viverlo insomma come una delle tante possibilità di crescita da affiancare a quelle ben più frequentate dai giovani: musica e cinema.
Ma, anche, dal punto di vista del museo, come opportunità per cogliere le esigenze e i gusti di un pubblico che è sì disposto ad ascoltare ma che ha anche voglia di dire la sua.
Nel mese di gennaio 2000 è stato avviato il progetto "Ambasciatori dei Musei Civici", all'interno del variegato programma delle offerte formative de "I Ragazzi del 2006".
Viene
proposto un percorso a tappe, scelto da una cinquantina di ragazzi
tra i 14 e i 18 anni che si impegnano a seguire un itinerario formativo
che cerca di andare incontro alle esigenze di approfondimento culturale
inserendosi in uno spazio che sta tra scuola e famiglia; un modo nuovo
di entrare nel museo, di tornarci, di viverlo insomma come una delle
tante possibilità di crescita da affiancare a quelle ben più frequentate
dai giovani: musica e cinema. Dal marzo alla fine di maggio si sono
svolti otto incontri.
Al termine i giovani protagonisti hanno sperimentato sul campo la possibilità di comunicare ai propri coetanei il patrimonio delle collezioni civiche all'interno della manifestazione "Felicittà"- le città d'arte fanno festa insieme a te- svoltasi il 2 giugno di quell'anno. Nei primi due incontri, curati dal personale amministrativo, artistico e scientifico del Settore Musei, i ragazzi sono stati introdotti ai concetti del museo, alla storia e al ruolo dei musei civici ed alle loro collezioni supportati da relazioni, diapositive e filmati. Si è poi passati alle visite guidate della Galleria d'Arte Moderna, della Rocca e del Borgo Medioevale, del Museo Pietro Micca e del Museo di Numismatica Etnografia e Arti Orientali per una conoscenza più approfondita di luoghi e spazi museali. Un momento importante della formazione è stato dedicato ai temi della comunicazione e dell'accoglienza con l'ausilio di due specialisti del settore.
Attraverso giochi di simulazione, conoscenza reciproca e scambi di opinione, i ragazzi hanno provato a confrontarsi con un ipotetico pubblico, verificando le loro potenzialità di approccio, di linguaggio e di comunicazione. L'informalità dell'incontro e l'entusiasmo mostrato dai ragazzi ha reso questo momento di formazione estremamente proficuo. In quella stessa occasione sono stati formati quattro gruppi sulla base degli interessi espressi dai ragazzi a seguito delle visite nei musei: con ognuno è stata discussa l'organizzazione della giornata del 2 giugno, dal punto di vista logistico e dei contenuti: suddivisione del lavoro, tipo di informazioni da dare, dislocazione all'interno del museo , testi di riferimento. Si è poi giunti alla fase finale del corso, definita "prova sul campo", in cui ogni gruppo, nel museo prescelto, ha sperimentato le conoscenze acquisite e si è cimentato con il lavoro vero e proprio di accoglienza e illustrazione delle opere e dei percorsi scelti.
La manifestazione "Felicitta'" nasce con la prospettiva di esaltare le possibilità di cooperazione, ideazione, circolazione della cultura dando evidenza al ruolo che le città svolgono nel gestire un patrimonio così rilevante, ad essa hanno aderito 23 città italiane. In questo contesto, il 2 giugno, dalle 16.00 alle 23.00 gli "Ambasciatori dei Musei" presenti nei quattro musei civici di Torino hanno accolto il pubblico, dato informazioni, presentato opere e collezioni, fraternizzando fra di loro e il museo, confermando gli obbiettivi proposti. L'incontro finale di verifica ha evidenziato che l'elemento più significativo è stato, al di là dei contenuti culturali e di volontariato, la "crescita" personale dei ragazzi risultato di un investimento che ha coinvolto la sfera personale in termini di sicurezza e di maggiore autostima, nel rapporto con gli altri e con le istituzioni.
Hanno partecipato al progetto:
Federica BERETTA Micaela BERETTA Sara CARUANA Stefania CLAUDIO Samantha FERNANDEZ MATUTES Irene FORNERONE Giulia GARAU Valeria GUZZON Francesca LANDINI Giada LOMONACO Erica MAZZUCCO Francesco MODUGNO Valeria MONTRUCCHIO Elena NOVO Veronica POLICHETTI Federico POSA Clara RIZZITELLI Elena RAPISANDA Loredana SOETTA Irene TAZZI Alessandra TORCHIO Valentina VIECCA
Grenoble 14 e 15 ottobre 2000
La felice conclusione del primo percorso formativo "Ambasciatori dei Musei", culminato con l'uscita pubblica dei ragazzi il 2 giugno 2000 in occasione della manifestazione "Felicittà", e l'entusiasmo suscitato dall'esperienza sia nei ragazzi sia negli organizzatori, ha portato, in maniera del tutto naturale, a programmare un viaggio/studio premio a Grenoble in visita ai musei di questa città. La scelta è caduta su questa città per varie ragioni: i rapporti di amicizia e di collaborazione con la nostra città, la vicinanza e, importantissimo, la presenza su un piccolo territorio di quattro diverse tipologie museali.
I ragazzi sono stati accolti come giovani studiosi: hanno visitato il Musée di Grenoble, il Musée dell'Ancién Eveché, il Musée Dauphinois e, infine, il Musée de la Resistance e de la Deportation de l'Isére tutti accomunati dalla comune ricerca e dall'uso di elementi e strumenti di interpretazione negli allestimenti delle collezioni capaci di evocare emozioni e sensazioni sonore, tattili, oltreché visive.
La visita a questi musei ha significato, dopo l'esperienza fatta in casa, un interrogarsi su come il museo può comunicare ai diversi tipi di pubblico che lo frequentano il valore delle sue collezioni e quali possono essere gli elementi di interpretazione possibili per far si che l'esperienza di visita costituisca un momento di formazione e di crescita e faccia venire voglia di ritornare in un luogo dove mi sono sentito bene accolto e dove non mi sono sentito escluso perché ho capito qualcosa. Grenoble ha così significato oltre che un arricchimento culturale, anche un metro di paragone, uno stimolo a rivedere il museo sotto nuovi punti di vista. Ovviamente l'esperienza ha avuto successo ed è stata valutata positivamente da tutto il gruppo anche per il momento di socializzazione e di divertimento che ha significato ed è stata di stimolo nella scelta del programma del nuovo corso presentato ai ragazzi nel 2001.
Hanno partecipato all'esperienza:
Federica BERETTA Sara CARUANA Stefania CLAUDIO Samantha FERNANDEZ MATUTES Giulia GARAU Valeria GUZZON Francesca LANDINI Giada LOMONACO Erica MAZZUCCO Francesco MODUGNO Valeria MONTRUCCHIO Elena NOVO Clara RIZZITELLI Elena RAPISANDA Loredana SOETTA Irene TAZZI Alessandra TORCHIO Valentina VIECCA
Corso di approfondimento - 2001
Nel 2001 il progetto si è articolato in due percorsi formativi: uno, denominato "corso base" destinato ai nuovi iscritti, l'altro, di approfondimento, destinato ai ragazzi che avevano già frequentato il corso l'anno precedente. Obiettivo del corso di approfondimento è stato quello di approfondire alcuni aspetti maturati durante la visita fatta a ottobre dei musei di Grenoble.
In quell'occasione infatti sono stati analizzati e sperimentati diversi modi di essere museo, di presentare le collezioni e modelli di visita. Attraverso sei incontri, iniziati a marzo, si è ripreso il discorso sulla comunicazione e l'accoglienza, portando alla luce le dinamiche che si possono riscontrare nell'approccio con l'utente, in questo caso il visitatore di un museo, attraverso giochi di simulazione, conoscenza reciproca e scambi di opinioni, i ragazzi hanno provato a confrontarsi con un ipotetico pubblico verificando le loro potenzialità di approccio, di linguaggio e di comunicazione.
Sono stati quindi affrontati i temi relativi ai codici di lettura di un museo analizzando i diversi modi che un museo adotta per comunicare, proseguendo con un'analisi relativa all'allestimento di una mostra, con particolare attenzione alla mostra "Morbelli" in quel periodo allestita alla GAM. Una lezione è stata poi dedicata alla storia di Palazzo Madama, inserita in un contesto storico più ampio della nostra Città e della sua trasformazione urbanistica. La fine del percorso e la verifica sul campo ha coinciso anche quest'anno con il 2 giugno che, rispristinata come festa nazionale della Repubblica, è stata riconfermata anche la festa delle Città d'arte, "Felicittà". In quell'occasione i ragazzi hanno promosso, con un volantinaggio nelle vie del centro, le attività in svolgimento in città, quali le visite guidate presso il musei civici, aperti gratuitamente, da parte degli Ambasciatori dei Musei che avevano frequentato il corso base, e la riapertura al pubblico di Palazzo Madama, inaugurato il giorno prima.
Hanno partecipato al progetto:
Federica BERETTA Micaela BERETTA Stefania CLAUDIO Samantha FERNANDEZ MATUTES Giulia GARAU Giada LOMONACO Erica MAZZUCCO Elena NOVO Veronica POLICHETTI Clara RIZZITELLI Loredana SOETTA Irene TAZZI Valentina VIECCA
Coordinamento: Vincenzo SIMONE e Pina SCOPECE - Settore Musei - Città di Torino
Formatori: Daniele LUPO JALLA' - Dirigente Settore Musei - Maria ARATA Virginia BERTONE Simonetta CASTRONOVO Cesare MAGRO
I giovani e l'offerta culturale locale a Firenze, Lecce, Matera, Reggio Emilia, Siena, Verona
Per gli abitanti di molte città d'arte italiane, il patrimonio culturale locale è invisibile: i musei, le chiese, i palazzi storici semplicemente non esistono, o al massimo sono l'oggetto di una rapida indicazione da dare all'amico in visita occasionale. Per il resto, la vita è 'altrove'.
E' da questa non integrazione della realtà culturale nella vita quotidiana che nasce la difficoltà ad attivare, anche nel nostro Paese, meccanismi virtuosi di sviluppo culturale. Per meglio comprendere questo fenomeno il Centro Promozione e Servizi di Arezzo ha incaricato l'Osservatorio Impresa e Cultura di svolgere una ricerca finalizzata ad analizzare da vicino il sistema di percezione e di motivazioni del 'non pubblico' dei musei, ovvero di coloro che non percepiscono il museo come parte integrante dell'esperienza quotidiana della propria città. In particolare, la ricerca intende focalizzarsi sul pubblico giovanile, compreso nella fascia tra i 14 e i 28 anni, che appartiene a sei diverse città italiane, due per macro-area geografica: Verona e Reggio Emilia per il Nord, Firenze e Siena per il centro, Matera e Lecce per il sud...continua
-Reggio Emilia indagine/grafici 4