Il "Museo
Civico" torinese, le cui collezioni avevano iniziato
a formarsi dal 1860, venne istituito nel 1863 "per
la conservazione e lesposizione permanente"
delle raccolte "di dipinti scolture e incisioni
antiche e moderne; di oggetti darte di vario
genere; di cose relative alle scienze naturali ed
allindustria".
Il museo
trovò sede in via Gaudenzio Ferrari 1 e venne aperto
al pubblico il 4 giugno 1863. Ne fu direttore - onorario
- Pio Agodino, avvocato e consigliere comunale, affiancato
da un comitato direttivo di cui fanno parte Cesare
Alfieri di Sostegno, Ferdinando di Breme, Domenico
Promis e Bartolomeo Gastaldi
Alla
morte di Agodino, la direzione passò prima (1874)
a Bartolomeo Gastaldi, geologo, e successivamente
(1879) a Emanuele DAzeglio, ambasciatore del
Regno sardo a Londra e collezionista e infine (nel
1891) a Mario Avondo, pittore e collezionista.
Già nel
1868 i locali di via Gaudenzio Ferrari parvero inadeguati,
ma solo nel 1895 gli "oggetti darte italiana
moderna" vennero separati dalla "collezione
preistorica" e da quella inerente "la storia
del lavoro dal periodo bisantino sino al principio
del corrente secolo" e trovarono collocazione
(dopo che erano successivamente cadute le prospettive
di un trasferimento a Palazzo Carignano prima e in
Palazzo Madama poi) allinterno di un padiglione
costruito per la IV Esposizione Nazionale di Belle
Arti nello stesso luogo in cui sorge oggi la Galleria
dArte Moderna e Contemporanea.
La separazione
fra la Sezione "dellarte applicata allindustria,
dallepoca bizantina alla metà del secolo diciannovesimo"
e quella di "belle arti", trovò formale
sanzione nel Regolamento del 1899 e viene riconfermata
con lapprovazione, nel 1913, di due diversi
regolamenti, luno relativo al "Museo Civico
Galleria darte moderna", laltro al
"Museo Civico di Arte antica e Arte applicata
allIndustria" che prevedevano due direzioni
distinte, affidate, a partire dal 1910 (anno di morte
di Vittorio Avondo, direttore del Museo dal 1891),
dopo una reggenza di due anni di Riccardo Brayda,
rispettivamente a Enrico Thovez e a Giovanni Vacchetta.
Nel 1921
dopo le dimissioni di Vacchetta e di Thovez, la carica
di responsabile onorario, nuovamente associata a quella
della sezione darte antica, passa a Lorenzo
Rovere, medico, e nel 1924 la dizione Museo Civico,
ormai superata dagli eventi, venne trasformata in
quella di Musei Civici, mentre se ne ripropone nuovamente
la direzione unitaria.
Nel 1930
Vittorio Viale ricevette "per chiamata"
lincarico di direttore, il primo effettivo -
e non solo onorario dei Musei Civici. La sua lunga
direzione - durata più di un trentennio - prese le
mosse con il restauro della sede e il riordinamento
delle collezioni darte moderna, la creazione
di una biblioteca e di una fototeca dei Musei Civici
e con lo spostamento del Museo darte antica
in Palazzo Madama, stabilito nel 1930 e realizzato
nel 1935. Vittorio Viale fu protagonista di primo
piano della vita culturale e artistica di Torino e
del Piemonte: a lui si devono le grandi acquisizioni
dei Musei civici, unattività espositiva di grande
respiro e uninfluenza che si allrga ben oltre
i confini del museo e della città.
A lui
si deve anche la ricostruzione, dopo la guerra, della
Galleria dArte Moderna, distrutta dai bombardamenti
nel 1942 e riaperta al pubblico nel 1959 in un edificio
di nuova concezione progettato dagli architetti Carlo
Bassi e Goffredo Boschetti.
Nel 1965
Vittorio Viale lascia lincarico e viene sostituito
da Luigi Mallé, che si dimetterà nel 1972. La reggenza
è assunta allora da Aldo Passoni, la cui improvvisa
morte, nel 1974, priva - per oltre ventanni
- i Musei Civici di una direzione unitaria e sono
affidati alle cure di Serena Fava, Silvana Pettenati
e Rosanna Maggio Serra, prima conservatrici, poi dirigenti
di raccolte darte.
Nel 1942
passano alle dipendenze dei Musei Civici anche la
Mole Antonelliana, il Borgo Medioevale. costruito
nel 1884, in occasione della Esposizione internazionale,
e, successivamente il Museo Pietro Micca e dellAssedio
di Torino del 1706, inaugurato nel 1961.
Modificato
nel 1931 e nel 1952, il Regolamento del 1924 è oggetto
di una radicale revisione nel 1967, ma il testo approvato
dal Consiglio comunale non ottiene tuttavia lapprovazione
ministeriale. Un nuovo tentativo ha luogo fra il 1982
e il 1985, quando viene istituita unapposita
commissione incaricata di elaborare un nuovo regolamento,
senza raggiungere lobiettivo.
Nel 1981
chiude al pubblico la Galleria dArte Moderna
per dare luogo a lavori di restauro e manutenzione
straordinaria che si concluderanno soltanto nel 1993.
Nel 1988 chiude anche Palazzo Madama dove devono essere
eseguiti interventi di adeguamento tecnologico degli
impianti. Un anno dopo apre al pubblico il Museo
di Numismatica, Etnografia e Arti Orientali
di via Bricherasio.
Un nuovo
Regolamento, adottato solo nel 1993, porta alla creazione
di due raggruppamenti museali e di due direzioni.
Alla prima fanno capo il Museo d'Arte antica e arte
applicata allindustria, che dal 1935 ha sede
in Palazzo Madama, il Museo di Numismatica, Etnografia
e Arti Orientali e il Museo Pietro Micca e dellAssedio
di Torino del 1706.
Alla
seconda la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
e il Borgo Medioevale. La Direzione Amministrativa
dei Musei Civici viene infine attribuita a un dirigente
di settore amministrativo.
Nel 1994,
un nuovo Regolamento, pur mantenendo i due raggruppamenti
museali previsti dal Regolamento del 1993, unifica
la direzione artistica dei musei civici e delle mostre,
affidandola a un Comitato Direttivo, composto dallAssessore
alle Risorse Culturali e la Comunicazione, dai Dirigenti
delle Raccolte dArte Antica e Moderna e Contemporanea,
dal Responsabile del Servizio Mostre, da tre membri
esterni. Ai Dirigenti di raccolte dArte viene
attribuita lordinaria gestione artistica dei
due raggruppamenti museali, mentre la direzione amministrativa
mantiene le competenze di gestione amministrativa
delle sedi, del bilancio e del personale.
A partire
dal 1995 la Direzione Amministrativa dei Musei civici
assume le competenze di gestione dei rapporti con
il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano,
nato come parte del Museo civico, ma autonomo dal
1904, a cui la Città continua a garantire il personale
di custodia, il rimborso delle spese di riscaldamento
ed energia elettrica e un contributo economico per
il funzionamento. Del Consiglio Direttivo del Museo
fanno parte due rappresentanti della Città e il ruolo
di Revisore dei conti è esercitato dal ragioniere
capo del Comune.
Analogamente,
nel 1996 vengono trasferiti alla Direzione Amministrativa
dei Musei civici i dipendenti comunali assegnati al
Museo Nazionale della Montagna "Duca degli
Abruzzi", di proprietà della Sezione di
Torino del Club Alpino Italiano, ma collocato in un
edifico di proprietà civica; la Città oltre a sostenere
gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria
delledificio ha a suo carico gran parte delle
spese di funzionamento del museo.
Con la
costituzione della Divisione Servizi Culturali, in
previsione della creazione delle istituzioni, la Galleria
dArte Moderna e Contemporanea e il Museo dArte
Antica (che comprende oltre a Palazzo Madama il Museo
di Numismatica) vengono costituiti in Settori autonomi.
Alla Direzione Amministrativa dei Musei civici succede
un Settore Musei, cui sono attribuite, oltre
alle funzioni di pianificazione e gestione delle politiche
museali della Città, la gestione diretta del Borgo
Medioevale e dei Servizi Museali: la Biblioteca
dArte, la Fototeca e lArchivio
Storico dei Musei Civici e la Mole Antonelliana.
Il riassetto
gestionale dei Musei civici compie una svolta decisiva
con lapprovazione da parte del Consiglio Comunale,
il 17 marzo 1997 del Regolamento n. 242 "Istituzione
Galleria Civica dArte Moderna e Contemporanea"
e del Regolamento n. 243 "Istituzione
Museo civico dArte Antica".