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Modo pratico di rispondere
alle
interpellanze; Casimiro Teja,
disegno sul n° 270 di
"Pasquino" del 24 marzo 1861.

Preparativi elettorali;
Cavour:- L'abito gli sta veramente un po' largo; ma gli può servire perché
ha tendenza ad ingrassare!-; Casimiro Teja, disegno sul n° 129 del 27
ottobre 1857 di "Fischietto" (Allude alla speranza di Cavour di allargare
la maggioranza con le nuove elezioni).

Un panciotto imbottito,
togliersi i baffi e due pomi in bocca per gonfiarsi le gote, ed Urbano
(Rattazzi) è pronto a scimiottare il Grand'Uomo alle Conferenze di Parigi;
Casimiro Teja, disegno sul n° 11 del 18 marzo 1866 di "Pasquino".
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Casimiro Teja seguì i corsi dell'Accademia Albertina di Torino e cominciò
ben presto a essere noto come caricaturista, collaborando al Fischietto
e ad altri giornali umoristici.
Nel 1856 passò al Pasquino, fondato l'anno prima da A. Cesana e
da G. Piacentini, per diventarne tre anni più tardi il direttore. Tale
collaborazione continuò fino alla sua morte.
I suoi disegni ricordano quelli di Cham e Gavarni ma si distinguono per
la varietà e la bizzarria delle invenzioni con le quali commentava argutamente
i principali avvenimenti politici italiani e stranieri, le usanze letterarie,
i costumi del pubblico. Le sue caricature ebbero un notevole successo
e procurarono grande popolarità al loro autore e al periodico che le pubblicava.
Nel 1884, nell'ambito della Sezione d'Arte Antica dell'Esposizione
generale, fece parte della sottocommissione incaricata di occuparsi
degli spettacoli e dei festeggiamenti per l'inaugurazione.
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Accademia Albertina
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