Casimiro Teja
(1830 - 1897)



Modo pratico di rispondere alle
interpellanze; Casimiro Teja,
disegno sul n° 270 di
"Pasquino" del 24 marzo 1861.



Preparativi elettorali; Cavour:- L'abito gli sta veramente un po' largo; ma gli può servire perché ha tendenza ad ingrassare!-; Casimiro Teja, disegno sul n° 129 del 27 ottobre 1857 di "Fischietto" (Allude alla speranza di Cavour di allargare la maggioranza con le nuove elezioni).



Un panciotto imbottito, togliersi i baffi e due pomi in bocca per gonfiarsi le gote, ed Urbano (Rattazzi) è pronto a scimiottare il Grand'Uomo alle Conferenze di Parigi; Casimiro Teja, disegno sul n° 11 del 18 marzo 1866 di "Pasquino".

 


Casimiro Teja seguì i corsi dell'Accademia Albertina di Torino e cominciò ben presto a essere noto come caricaturista, collaborando al Fischietto e ad altri giornali umoristici.

Nel 1856 passò al Pasquino, fondato l'anno prima da A. Cesana e da G. Piacentini, per diventarne tre anni più tardi il direttore. Tale collaborazione continuò fino alla sua morte.
I suoi disegni ricordano quelli di Cham e Gavarni ma si distinguono per la varietà e la bizzarria delle invenzioni con le quali commentava argutamente i principali avvenimenti politici italiani e stranieri, le usanze letterarie, i costumi del pubblico. Le sue caricature ebbero un notevole successo e procurarono grande popolarità al loro autore e al periodico che le pubblicava.

Nel 1884, nell'ambito della Sezione d'Arte Antica dell'Esposizione generale, fece parte della sottocommissione incaricata di occuparsi degli spettacoli e dei festeggiamenti per l'inaugurazione.

 

Link
Accademia Albertina