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Il Settecento segna un lento decadimento; dal 1824 il Valentino
è adattato a caserma del Genio Pontieri, nel 1861 diventa sede
della Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri (dal 1906 Politecnico
di Torino). Nel quadro della pianificazione della metà dell'Ottocento
l'antica residenza sabauda viene assunta come nodo urbanistico decentrato
di notevole rilevanza; il Valentino viene trasformato in "castello"
- una definizione ottocentesca che non trova riscontro nelle fonti documentarie
antecedenti - cancellando l'impianto del pavillon-système. Su
progetto di Domenico Ferri e Luigi Tonta (1858, 1862-1864) viene ribaltata
la primitiva organizzazione compositiva; si definisce l'affaccio verso
la città, all'epoca in espansione verso sud. Demoliti i portici
castellamontiani, sono costruite due gallerie espositive (alte due piani)
dove è ripreso, nella scansione delle aperture, l'apparato decorativo
del fronte seicentesco. Sul luogo dell'emiciclo vengono innalzate due
maniche terrazzate collegate da una cancellata. Nel corpo di fabbrica
principale si trovano gli ambienti aulici; dallo scalone a doppia rampa
si raggiunge il salone centrale (riccamente decorato) ai cui lati si
trovano i due appartamenti (identici per numero di locali e disposizione)
differenti negli apparati decorativi.
(A cura della Dott.ssa Annalisa Dameri, Facoltà
di Architettura, Politecnico di Torino).

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Appartamento
Sud, volta della Stanza Verde
Salone d'Onore
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