L'Orto Botanico e l'Erbario

 

L'inizio degli studi botanici a Torino si fa risalire alla fondazione dell'Orto Botanico, intorno al 1729, e l'impostazione delle sue prime collezioni era legata alla coltura ed all'ostensione dei "semplici", specie da cui erano tratti i principali farmaci.
L'Orto ha avuto momenti di grande splendore: al di là dell'opera di C.L. Allioni (1728-1804), sono da ricordare altri grandi nomi in campo floristico fra cui G.B. Balbis (1765-1831) e G. Moris (Orbassano 1796- Torino 1869) al quale dobbiamo, fra le altre opere, la "Flora sardoa" caratterizzata da grande rigore nelle analisi sistematiche e tassonomiche. Moris oltre che studioso, fu l'artefice di profondi cambiamenti strutturali nell'Orto, fece costruire serre ed arancere, impiantò l'arboreto oggi denominato "Boschetto" ed arricchì le collezioni sino ad avere 12000 specie coltivate.
Seguirono G.B. Delponte ( 1812- 1884) studioso di Crittogame oltre che di piante superiori e precursore degli studi di fisiologia; G. Gibelli (1821-1898), figura di grandissimo rilievo umano e scientifico, che diede eguale impulso alle collezioni vive, all'Erbario ed alla ricerca innovativa in campo anatomico, istologico e biologico "sensu lato".
Le collezioni di exsiccata riunite all'epoca formano il corpus iniziale dell'Erbario e furono arricchite successivamente sia con nuove acquisizioni di interi erbari sia con le raccolte personali dei ricercatori che hanno condotto e conducono ricerche di sistematica, tassonomia e fitogeografia: ancora oggi quindi l'erbario è vivo ed indispensabile strumento di ricerca.
A sottolineare l'antico raccordo fra Orto ed Erbario non si può non citare l'opera unica, in 64 volumi, nota come "Iconographia Taurinensis" nella quale sono riunite in 7640 acquerelli le opere di pittori-botanici, fra cui hanno massima importanza Francesco Peyroleri, Antonio Bottione, Angela Rossi Bottione e Maddalena Lisa Mussino: essi rappresentarono, in modo scientificamente corretto quanto esteticamente splendido, le specie coltivate nell'Orto dai primi decenni del 1800 sino al 1864.
Quest'opera, prima conservata presso la Biblioteca Nazionale, è stata ceduta dal 1904, grazie all'interessamento dell'allora Direttore O. Mattirolo (1865-1947), all'Orto Botanico nell'ambito del quale era nata come documentazione delle collezioni vive e la cui realizzazione era avvenuta sotto il diretto controllo dei professori di botanica delle diverse epoche.
I temi di studio che hanno caratterizzato l'Orto dalla sua fondazione non sono stati abbandonati: al contrario, anche gli indirizzi da alcuni considerati più tradizionali vengono potenziati ed arricchiti dall'apporto di idee e di tecniche adeguate all'approccio verso tematiche emergenti.

(A cura della Prof.ssa Rosanna Caramiello, Dipartimento di Biologia Vegetale, Università degli Studi di Torino)

 




Aiuola fiorita all'entrata dell'Orto Botanico.
Aiuola fiorita all'entrata
dell' Orto Botanico.

 

Scorcio del Borgo Medioevale tra gli alberi del Parco del Valentino.
Busto di C.L.Allioni all'interno
dell'Orto Botanico.

 

Scorcio del Borgo Medioevale tra gli alberi del Parco del Valentino.
Scorcio autunnale.