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Conlemiemani

18 Marzo, 2014 - ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 2014

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Quello che non sai del fabbro

Quello del fabbro è un mestiere molto antico, ma che ha sicuramente ancora aspetti interessanti da scoprire. Leggendo questa scheda, scoprirai per esempio che non si occupa solo della carpenteria tradizionale, ma con un po’ di impegno e creatività, può specializzarsi anche nella creazione di oggetti decorativi o complementi d’arredo.

Cosa fa il fabbro

Il fabbro è un artigiano specializzato nella creazione  e nella riparazione di oggetti di ferro o leghe metalliche, come l’acciaio. Per dare forma al metallo, utilizza sia attrezzi a mano che macchine automatiche o semi-automatiche, che consentono di eseguire rapidamente e con meno sforzo i lavori più semplici e ripetitivi.
Il processo di lavorazione del metallo parte dal suo riscaldamento, tramite la forgia, con cui il metallo viene inizialmente deformato. Attraverso il martello e l’incudine, si procede alla fase della piegatura, con cui il metallo è modellato in modo da fargli assumere la forma e la funzionalità desiderate.
Tra i manufatti del fabbro ci sono: cancelli in ferro battuto, griglie, ringhiere, porte, utensili agricoli, armi, oggetti decorativi e componenti d’arredamento.

 Contesti e condizioni di lavoro

Il fabbro lavora generalmente come titolare o come dipendente di un’officina. Il lavoro si svolge in orario giornaliero o, se necessario, su turni.
Una parte del suo lavoro può essere svolto anche presso il domicilio del cliente, per esempio per la riparazione di cancelli o la sostituzione di serrature.
L’ambiente di lavoro di un’officina è in genere caratterizzato dall’esposizione al rumore e ad alte temperature. Poiché il colore che il metallo assume durante la forgiatura è un indicatore molto utile della sua temperatura e malleabilità, molti fabbri lavorano  in un ambiente pressoché buio o poco illuminato, in modo che la luce non impedisca di valutare con precisione il colore assunto dal metallo.
Oggi il lavoro del fabbro si avvale anche dell’uso del computer e di specifici programmi di progettazione grafica, che vanno a integrare il disegno tecnico delle componenti da realizzare.

Requisiti

La lavorazione del metallo e l’uso degli attrezzi del mestiere, come il martello, comportano un notevole impegno fisico, oltre che l’esposizione ad alcuni rischi. Pertanto è necessario conoscere la normativa relativa alla sicurezza sul lavoro.
È inoltre necessario possedere un’ottima manualità, una buona forma fisica, la capacità di effettuare rilievi, calcoli e misurazioni, oltre che di visualizzare gli oggetti nello spazio.
Infine, lavorare all’interno di un’officina richiede di saper gestire la clientela, a partire dall’interpretazione della richiesta, all’argomentazione di una proposta, fino alla redazione di un preventivo.

Formazione

Per accedere al mestiere del Fabbro, non è richiesto un titolo di studio specifico, ma è indispensabile la conoscenza di alcuni elementi sui metalli e sulle tecniche di saldatura. Pertanto è consigliabile un corso formativo che approfondisca questi aspetti, a cui segue un periodo di apprendistato presso un fabbro esperto.
Inoltre, per le fasi di progettazione e disegno su PC è necessario avere una specifica formazione.
Questo è quello che pensa un giovane che sta facendo questa esperienza professionale:

Rocco: “Oltre a fare sempre cancelli, ringhiere o grate, a volte facciamo anche delle cose più creative dove dai più sfogo alla fantasia, come questo appendiabiti a forma di pentagramma…” 

Quindi hai capito che:

- il lavoro del fabbro non è un’attività puramente  esecutiva, ma consente di dare spazio alla creatività realizzando anche oggetti originali;
- uno degli aspetti più gratificanti del mestiere può essere la gestione della clientela: il manufatto che viene prodotto è sempre il risultato di un confronto tra l’idea iniziale del cliente e la proposta concreta del fabbro che, con la sua esperienza nella lavorazione del metallo, integra o revisiona l’idea  di partenza. 

 

Quello che non sai del pasticcere

 Se ti piace cucinare e la tua passione sono i dolci, allora c’è un video che fa per te: oggi il mercato della pasticceria gode di grande successo, le richieste dei consumatori sono sempre più specializzate e alla ricerca dell’alta qualità. Si richiede al pasticcere una grande professionalità, non solo nella preparazione dei dolci, ma anche nella cura dell’immagine dei prodotti, nella gestione dei clienti e, con una buona dose di creatività, nella proposta di nuove ricette. 

Cosa fa il pasticcere

Il pasticcere è un cuoco specializzato nella preparazione di prodotti dolciari; a seconda degli ingredienti utilizzati, la sua produzione può essere suddivisa in: alimenti a base di pasta, a base di panna o crema, specialità a base di cioccolata, gelati e decorazioni a base  di zucchero.
La sua attività consiste in varie fasi di lavoro:
- la selezione e la ricerca degli ingredienti;
- la preparazione degli impasti e la miscela degli ingredienti per ripieni e farciture;
- la cottura nelle diverse modalità (forno, frittura e bagnomaria);
- la decorazione e l’allestimento dei dolci. 
Durante la sua attività utilizza diversi strumenti  fondamentali per il suo lavoro, come frullatori, impastatrici e forni. 

Contesti e condizioni di lavoro

Il pasticcere lavora generalmente presso laboratori di pasticceria, sia in qualità di dipendente sia come lavoratore autonomo. Può esercitare la sua professione anche presso esercizi commerciali (per esempio nei reparti di forneria della Grande Distribuzione) nei grandi alberghi, nei ristoranti, nei villaggi turistici  o su navi da crociera.
Per poter aprire un’attività di pasticceria occorre  iscriversi al registro esercenti della Camera di commercio, ottenere la licenza di vendita e aprire la partita Iva. Inoltre, trattandosi di generi alimentari, è necessario venire in possesso dell’autorizzazione rilasciata dall’Asl.
Gli orari di lavoro sono molto diversi rispetto a un ruolo impiegatizio, perché il pasticcere lavora  regolarmente il sabato, la domenica e, in occasione  di festività e deve spesso affrontare ritmi di lavoro molto intensi. 

Requisiti

Il pasticcere deve innanzitutto possedere conoscenze di scienza degli alimenti, in particolare dell’ambito dolciario, di tecniche di conservazione e trasformazione dei cibi e saper utilizzare le tecnologie e la strumentazione necessaria alla produzione dei dolci. Inoltre, lavorando con prodotti alimentari, deve  conoscere e applicare la normativa inerente l’igiene e la prevenzione sanitaria.
Tra le qualità più importanti per essere un bravo pasticcere, ci sono sicuramente la manualità, la creatività, l’impegno, la costanza nel lavoro, la precisione, il gusto estetico e la capacità di lavorare in gruppo, soprattutto se si avvale della collaborazione di altri professionisti. 

Formazione

Il mestiere del pasticcere si impara soprattutto  sul campo, affiancando un pasticcere esperto in un laboratorio artigianale. Tuttavia, oggi la richiesta di professionalità e di specializzazione in questo ambito è cresciuta notevolmente, per cui, per inserirsi nel mondo del lavoro, è importante avere un’adeguata formazione professionale.
Terminata la scuola dell’obbligo, ci si può iscrivere a un istituto di formazione professionale (indirizzo alberghiero) e, dopo due anni, si è preparati per l’esperienza lavorativa presso un laboratorio come apprendisti.
Dopo il biennio, è possibile proseguire attraverso altri 3 anni di specializzazione, affiancando lo studio teorico con stage aziendali che consentono di conoscere più direttamente la realtà lavorativa.
La pasticceria è un settore professionale importante e promettente, basti pensare alle numerose manifestazioni a livello nazionale e internazionale che si sono diffuse negli ultimi anni, oltre che al moltiplicarsi  di riviste e programmi televisivi del settore; tuttavia, oggi la pasticceria artigianale deve far fronte alla concorrenza industriale.
Un bravo pasticcere deve impegnarsi in una continua ricerca e aggiornamento che lo tenga al passo con le richieste del mercato a partire dalla scelta degli ingredienti, alla selezione dei macchinari specializzati e alla cura dell’aspetto estetico dei suoi prodotti.
e deciderai di diventare un pasticcere, tieni a mente questi suggerimenti:
- in cucina non ci si annoia mai: preparare dolci è un lavoro dinamico e creativo che ti permette, a partire da una serie di ingredienti, di elaborare e inventare ricette sempre nuove o semplicemente di presentarle in modo diverso;
- tieniti sempre aggiornato: è importante conoscere  e valorizzare i sapori tradizionali, ma anche prestare attenzione alle nuove tendenze e orientamenti;
- presta attenzione alla relazione con i clienti, curando la comunicazione e ascoltando le loro osservazioni, dai loro suggerimenti potrai imparare e migliorare il tuo lavoro. 

 Maikol pasticcere: “Il mondo della pasticceria, per uno che ha passione, deve essere sempre seguito; vengono tenute diverse fiere, durante l’anno, in differenti località italiane, perché, comunque,  in tutta Italia la pasticceria è molto apprezzata  e ben organizzata”.

 

Quello che non sai del giardiniere vivaista

Se ami le piante, ti piace stare all’aperto e a vivere a contatto con la natura, allora puoi pensare di diventare un giardiniere vivaista: potresti specializzarti nella cura e nella manutenzione di piante e fiori, collaborare alla realizzazione di parchi e giardini o dedicarti alla creazione di composizioni ornamentali.

Cosa fa?

Mentre il giardinaggio può essere praticato all’aperto (giardini, parchi e aree verdi) o in serra, il vivaismo  consiste nella gestione di un vivaio, ossia di un’azienda che produce, su scala industriale, piante destinate al commercio, all’ingrosso o al minuto. Sia il giardiniere che il vivaista sono tecnici specializzati nella cura delle piante e si occupano di:
- valutare e preparare il terreno;
- seminare e curare fiori, piante, prati e arbusti;
- realizzare attività di manutenzione delle piante (potatura, irrigazione e innesto);
- prevenire le patologie delle piante;
- progettare e collaborare alla realizzazione di aree verdi;
- progettare e realizzare elementi ornamentali e di arredo verde;
- promuovere la propria attività e gestire i clienti. 

Contesti e condizioni di lavoro

Il giardiniere lavora generalmente all’aria aperta e a contatto con la natura, pertanto deve adattarsi a condizioni climatiche differenti; il vivaista, invece, lavora prevalentemente all’interno del contesto  aziendale del vivaio.
Lavorare con le piante significa necessariamente seguire i ritmi stagionali: le operazioni di giardinaggio si intensificano in primavera, mentre in autunno e in inverno possono essere richiesti interventi differenti, come le potature o il ripristino e la pulizia dei giardini. Nell’ambito della commercializzazione delle piante, occorre ricordare che, in alcuni periodi dell’anno o in concomitanza di festività, l’attività può intensificarsi molto.
Il lavoro comprende sia attività a mano (zappare, sarchiare, estirpare erbacce, fertilizzare, seminare, piantare e annaffiare) che con l’ausilio di attrezzature meccaniche. Soprattutto, nelle attività di giardinaggio, si utilizzano strumenti come sarchiatrici, estirpatori, motoseghe, decespugliatori e trattori. L’uso di queste attrezzature può essere pericoloso, pertanto esistono specifici corsi con cui i professionisti possono imparare a lavorare in sicurezza.
Il giardiniere vivaista può lavorare come dipendente presso Enti Pubblici, accedendo al ruolo attraverso  un concorso, oppure presso Cooperative specializzate nella gestione delle aree verdi. Un’altra possibilità è quella del lavoro autonomo, in associazione con altri professionisti del settore. 

Requisiti

Oltre alla passione per la natura, il giardiniere vivaista è innanzitutto un tecnico delle piante che opera su basi scientifiche; deve conoscere, infatti, le caratteristiche botaniche delle piante, le loro capacità di adattamento ai terreni e ai climi, le caratteristiche fisiche e chimiche dei terreni, le tecniche di prevenzione e cura delle patologie più comuni di piante e terreni.
Deve saper utilizzare le attrezzature e gli strumenti per il trattamento del verde, oltre che i materiali per la realizzazione degli elementi di arredo. 

Formazione

Si può accedere a questa professione attraverso percorsi diversi; a livello di scuola secondaria, si può acquisire un diploma di Perito Agrario e di Agrotecnico, mentre a livello universitario, si può proseguire la formazione presso la Facoltà di Scienze Forestali. Esistono, inoltre, dei corsi di formazione professionale promossi dalle Regioni che consentono l’acquisizione di una qualifica professionale.
L’esperienza sul campo e l’affiancamento a un professionista più esperto consentono di perfezionare le proprie tecniche e di acquisire maggiore autonomia. 

Quindi hai capito che…

Lavorare con le piante è un’attività dinamica e mai ripetitiva che permette di lavorare su “una materia viva” e di apprezzare nel tempo gli interventi realizzati: aldilà della fatica che il lavoro può comportare, si può tornare nei posti in cui si è lavorato e ammirare la bellezza e l’utilità della propria opera.
La cura del verde è un settore professionale interessante che offre molte opportunità: il vivaismo ha un enorme potenziale, oggi ancora poco sfruttato, ma capace di garantire ulteriori sviluppi nel futuro. 
Dario, un giovane giardiniere, ci dice: “di lavoro c’è  n’è e, comunque, siamo in un tempo in cui si ritornerà verso il verde, si tornerà alle campagne e quindi di lavoro ne uscirà sicuramente”.
è importante sviluppare abilità promozionali e di  marketing, non solo se si lavora in ambito aziendale come per il vivaista. Anche il giardiniere, soprattutto  se lavora per conto proprio come freelance, deve necessariamente sviluppare abilità di vendita della propria attività e di gestione dei clienti; lavorare con    le piante richiede sicuramente una buona manualità, ma anche una certa dose di creatività, magari cercando di intuire quali saranno l’andamento del mercato  e le tendenze future.

 

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