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Jobs Act: contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

16 Marzo, 2015 - ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 2015

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Jobs Act: contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

 Sono stati pubblicati i decreti sul tempo indeterminato a tutele crescenti e ammortizzatori sociali in attuazione del Jobs Act. In questo numero proponiamo la prima scheda sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti con il quale si intende incentivare

le assunzioni, come forma comune di contratto di lavoro, anche attraverso la revisione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Tale contratto si applica a tutti i rapporti di lavoro stipulati a partire dal 7 marzo 2015.

 

Destinatari

 

Tutti i dipendenti non dirigenti e non dipendenti della Pubblica Amministrazione:

- per i nuovi assunti;

- in caso di conversione di un contratto a tempo determinato o di apprendistato in contratto a tempo indeterminato;

- per chi cessa un contratto di lavoro e ne instaura uno nuovo.

Caso di licenziamento illegittimo già assunti alla data di pubblicazione del decreto - (rito Fornero)

1) Discriminatorio o orale: nullo. Reintegra più risarcimento del danno.

2) Disciplinare oppure per giustificato motivo soggettivo oppure giusta causa: risarcimento da 12 a 24 mensilità. Se infondato: reintegra.

3) Economico ovvero per giustificato motivo oggettivo: indennità economica.

Se manifestamente infondato: reintegra.

Caso di licenziamento illegittimo  assunti dopo la pubblicazione del decreto - (rito Poletti)

 

1) Discriminatorio o orale: nullo. Reintegra più risarcimento del danno (min.5 mensilità) oppure se il lavoratore decide di non rientrare 15 mensilità.

2) Disciplinare o giustificato motivo soggettivo oppure            giusta causa.

3) Economico o per giustificato motivo soggettivo.

Punti 2 e 3 risarcimento da 2 a 24 mensilità (minimo 4,   in relazione all’anzianità, misura certa non discrezionalità del giudice).

 N.B.

- Calcolo dell’anzianità: nel caso di cambio di appalti  si computa tutto il periodo in cui il lavoratore ha svolto l’attività appaltata.

- La reintegra è ammessa solo per licenziamento disciplinare o giustificato motivo soggettivo oppure giusta causa (punto 2) oltre risarcimento del danno (max 12 mensilità).

  Quando?

   - solo se il fatto non è esistito, se invece il fatto è avvenuto a prescindere dalla gravità è ammesso solo il risarcimento del danno.

   - difetto di giustificazione per motivi di inidoneità fisica e psichica del lavoratore (anche disabile).

No disciplina obbligatoria di conciliazione per licenziamenti individuali 

 In caso di licenziamento economico o per giustificato motivo soggettivo se il datore di lavoro ha più di 15   dipendenti non si applica più la norma sui licenziamenti individuali che prevedeva la procedura obbligatoria di conciliazione davanti alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) per l’esame dei motivi e l’eventuale accordo tra le parti.

Licenziamento collettivo

1) Se intimato senza forma scritta: nullo.

2) Se intimato in violazione delle procedure: indennità da 2 (minimo 4) a 24 mensilità.

Vizi formali e procedurali

 

1) Estinzione del rapporto di lavoro.

2) Indennità risarcitoria da 2 a 12 mensilità salvo accertamento del giudice che può aumentare l’indennità da 4 a 24 mesi o dichiarare il licenziamento nullo.

Revoca del licenziamento

Deve avvenire entro 15 giorni, il rapporto di lavoro è ripristinato.

Offerta di conciliazione

In sede stragiudiziale (enti bilaterali, DTL, sindacati, università, fondazioni, consulenti del lavoro, commissioni di certificazione) da 2 a 18 mensilità (importo decontribuito e non imponibile ai fini fiscali).

Oltre alla comunicazione ordinaria vi è l’obbligo di un’ulteriore comunicazione telematica entro 65 giorni dalla cessazione del rapporto in cui indicare se c’è stata conciliazione.

 

Nota Bene

- Per le aziende con più di 15 dipendenti: coesistenza  tra due riti di licenziamento dei lavoratori in base alla data di assunzione (dissociazione ad esaurimento all’interno delle aziende). Per le aziende che raggiungono i 15 dipendenti dopo l’entrata in vigore del decreto si applica il rito Poletti nel caso di licenziamento dei lavoratori assunti anche prima di tale data.

- Per le aziende sotto i 15 dipendenti il rito da applicare sarà sempre quello nuovo «Poletti» per tutti i lavoratori a prescindere dalla data di assunzione del lavoratore: indennità sono dimezzate e non possono superare le 6 mensilità.

- Il nuovo regime si applica anche per i datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fine di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione, di religione e culto.

 

 Fonte: sito Città Metropolitana di Torino: www.provincia.torino.gov.it/sportello-lavoro

Per approfondire ulteriormente l’argomento: www.lavoro.gov.it, www.cliclavoro.gov.it, www.dottrinalavoro.it/jobs-act

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