InformaLavoro

Città di Torino >
InformaLavoro > Normativa mercato del lavoro > Apprendistato: un contratto per i giovani

Apprendistato: un contratto per i giovani

16 Marzo, 2015 - ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 2015

Stampa

Apprendistato: un contratto per i giovani

L’apprendistato è una forma contrattuale da sempre ritenuta efficace per la creazione di posti di lavoro. Si tratta di un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all'occupazione dei giovani   per i quali il datore di lavoro, a fronte di sgravi contributivi e fiscali, è tenuto ad erogare all’apprendista, come corrispettivo della  prestazione lavorativa, non solo la retribuzione, ma anche una specifica formazione  professionale.

 Sono state individuate tre differenti tipologie di apprendistato:

 - Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale (Apprendistato I Livello) Rivolto ad adolescenti e giovani dai 15 ai 25 anni per il conseguimento di una qualifica o diploma professionale;

 - Apprendistato Professionalizzante o contratto di mestiere (Apprendistato II Livello) Rivolto a giovani tra i 18 e i 29 anni per il conseguimento di una qualifica ai fini contrattuali;

 - Apprendistato di alta Formazione e di Ricerca (Apprendistato III Livello) Rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni per il conseguimento di una laurea (triennale o magistrale), di un master (di 1° o 2° livello) o di un dottorato di ricerca.

 In questo numero approfondiamo le caratteristiche della prima tipologia rivolta ad adolescenti e giovani dai 15 ai 25 anni per il conseguimento di una qualifica o diploma professionale.

Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale

 L’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale è un contratto di lavoro a contenuto formativo che permette ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni di acquisire una qualifica di operatore professionale o un diploma professionale di tecnico, che sono titoli di studio riconosciuti a livello nazionale, e di assolvere anche all’obbligo di istruzione e formazione.

I protagonisti di questa forma contrattuale sono quindi tre:
- il giovane che desidera lavorare ed intende farlo già nella fase di studio;
- l’azienda che si costruisce “in casa” la professionalità di cui necessita;
- l’agenzia formativa che segue il progetto formativo.

 L’apprendistato è un contratto a tempo indeterminato, che può essere stipulato da tutti i datori di lavoro di imprese private appartenenti a tutti i settori di attività. Non è ancora possibile per la Pubblica Amministrazione in quanto si è in attesa di regolamentazione delle modalità di attuazione.

 Attraverso il contratto di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale il giovane può:
- lavorare e ottenere una retribuzione con le stesse tutele di tutti gli altri lavoratori dipendenti;
- imparare sul posto di lavoro acquisendo competenze tecnico-professionali specifiche;
- ricevere sostegno nell’apprendimento da parte del suo tutor aziendale;
- conseguire una qualifica o un diploma professionale e costruire delle prospettive di carriera.

 Si chiama “contratto formativo” perché all’esperienza lavorativa si alternano momenti di formazione, che possono svolgersi sia all’interno dell’impresa sia all’esterno, presso strutture formative specializzate (Enti di formazione, scuole, etc.), che permettono ai giovani di acquisire un titolo di studio.

 Il contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale permette di lavorare e di frequentare dei percorsi formativi che consentono di ottenere una qualifica professionale (percorso triennale) o un diploma professionale (percorso quadriennale).

Le attività formative si tengono in orario di lavoro e, oltre al salario, viene riconosciuto dalla Regione Piemonte all’apprendista, un incentivo alla partecipazione di 1.500 euro per ogni annualità formativa.

 Forma, durata del periodo formativo e contenuto del contratto

Il contratto di assunzione in apprendistato deve essere stipulato necessariamente in forma scritta e sottoscritto dal datore di lavoro e dal giovane apprendista.

La durata della parte formativa del contratto non può:
- essere superiore a tre anni, per l’acquisizione  di una qualifica di operatore professionale;
- essere superiore ai quattro anni nel caso di diploma professionale di tecnico.
 Per gli apprendisti di età superiore ai 18 anni, è possibile riconoscere crediti formativi in ingresso in base alle competenze possedute.

 Il contratto deve contenere:
- l’attività lavorativa (prestazione);
- la durata del periodo di prova e del periodo di formazione in apprendistato, nell’ambito dei limiti massimi e minimo fissati dalla legge e dalla contrattazione collettiva;
- il livello di inquadramento iniziale, intermedio e finale;
- il titolo di qualifica o di diploma che potrà essere acquisito al termine del rapporto e la relativa qualifica contrattuale.

 Piano Formativo Individuale (PFI)

Il contratto di apprendistato deve essere sempre accompagnato dal PFI (Piano Formativo Individuale), che definisce il percorso formativo dell’apprendista.

 Il PFI deve contenere:
- i dati relativi all’azienda, all’apprendista e al tutor  o referente aziendale;
- l’indicazione del titolo di qualifica di operatore professionale o di diploma di tecnico professionale da acquisire;
- le modalità di articolazione e di erogazione della formazione di competenza aziendale.

Tutor o referente aziendale

In azienda l’apprendista dovrà essere seguito da un tutor o referente aziendale, che ha la funzione di favorire un efficace inserimento nel contesto produttivo e supportare una graduale acquisizione delle competenze tecnico-professionali.

Le caratteristiche e gli obblighi del tutor o referente aziendale sono definiti dalla contrattazione collettiva.

 Cosa sono i titoli di qualifica e di diploma professionale

La qualifica di operatore professionale e il diploma professionale di tecnico sono titoli di studio riconosciuti  a livello nazionale, conseguibili anche a seguito di un percorso di formazione a tempo pieno (non in apprendistato) di durata triennale per la qualifica e di durata quadriennale per il diploma professionale.

 I titoli di studio di Qualifica di Istruzione e Formazione Professionale, certificabili nella Regione Piemonte, sono riportati sul sito: www.regione.piemonte.it/formazione/apprendistato/apprendistato1giovani.htm alla voce Formazione.

Nel caso l’assunzione sia finalizzata al raggiungimento del Diploma professionale, dovrà essere individuato   il titolo di diploma di tecnico e la relativa figura di Qualifica di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) Anche in questo caso nel medesimo sito è possibile consultare l’elenco.

 La formazione per la qualifica professionale

Il percorso formativo è definito, per l’intera durata del contratto, in ragione dell’età al momento dell’assunzione. La durata della formazione annua è di:

- 990 ore, per i minorenni, di cui:
                - 320 ore erogate presso l’agenzia formativa (equivalenti a circa 40 giorni lavorativi);
                - 670 ore erogate presso l’impresa;

- 790 ore per i maggiorenni, di cui:
                - 140 ore erogate presso l’agenzia formativa (equivalenti a circa 18 giorni lavorativi);
                - 650 ore erogate presso l’impresa.

 I percorsi formativi in apprendistato per la qualifica professionale si articolano nelle seguenti tipologie:
- percorsi annuali per la qualifica: rivolti a giovani che hanno frequentato, con successo, almeno due annidi Istituti di scuola secondaria di secondo grado o percorsi di IeFP coerenti con la figura di assunzione dell’apprendista;
- percorsi biennali per la qualifica: rivolti a giovani che hanno frequentato, con successo, almeno un anno di Istituti di scuola secondaria di secondo grado o percorsi di IeFP coerenti con la figura di assunzione dell’apprendista;
- percorsi triennali per la qualifica: rivolti a giovani in possesso della sola licenza di scuola secondaria di primo grado, che non hanno frequentato Istituti di scuola secondaria di secondo grado o percorsi di IeFP coerenti con la figura di assunzione dell’apprendista.

 La formazione per il diploma professionale

I percorsi quadriennali per il diploma professionale sono il proseguimento al IV anno dei percorsi triennali di qualifica. La durata della formazione del IV anno per il conseguimento del diploma professionale è di:

- 950 ore, di cui:
                - 250 ore erogate presso l’agenzia formativa (equivalenti a circa 31 giorni lavorativi);
                - 700 ore erogate presso l’impresa.

 In caso di assunzione finalizzata al conseguimento di un diploma professionale la durata del contratto può quindi arrivare fino a 4 anni.

Obblighi in materia di formazione

La formazione si svolge nell’ambito dell’orario di lavoro, in quanto è una componente essenziale del percorso dell’apprendista: senza formazione non può esserci un contratto di apprendistato.

La mancata partecipazione alla formazione deve essere giustificata quale assenza di lavoro, secondo le regole della contrattazione collettiva.

Il datore di lavoro deve garantire il corretto adempimento degli obblighi formativi previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. È fatto divieto di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

 Tutele per gli apprendisti

Le tutele che sono riconosciute agli apprendisti, al pari di tutti gli altri lavoratori, sono:
- assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
- assicurazione contro le malattie;
- assicurazione contro l’invalidità e la vecchiaia;
- maternità;
- assegno per il nucleo famigliare.

Inoltre, in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto superiore a trenta giorni è prevista la possibilità di prolungare il periodo di apprendistato.

Dal 1° gennaio 2013 ai lavoratori dipendenti assunti con contratto di apprendistato è riconosciuto il diritto all’indennità di disoccupazione (ASpI - Assicurazione sociale per l'impiego e mini ASpI).

I requisiti per richiedere l'ASpI da parte degli apprendisti sono gli stessi previsti per le altre tipologie di lavoratori. 

Dal 1° maggio 2015 entrerà in vigore, con la nuova normativa (Jobs Act) l’indennità di “Nuova Assicurazione per l’Impiego (NASPI).

 Modalità di conseguimento del titolo di studio

Al termine del percorso di formazione gli apprendisti sostengono l’esame conclusivo dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale ai fini del rilascio della qualifica o del diploma professionale. L’esame prevede un colloquio, preceduto o seguito da una prova pratica o dalla composizione di un elaborato scritto.

 Procedure per la conclusione dell’apprendistato

Una volta completato il percorso di formazione sia il datore di lavoro che l'apprendista possono decidere di chiudere il rapporto di lavoro durante il periodo detto di "recesso", che è regolamentato nella sua durata dalla contrattazione collettiva. È necessario che venga inviata una comunicazione scritta e che siano rispettati i termini per il preavviso definiti dai singoli contratti collettivi. Non è obbligatorio inviare alcuna giustificazione per l’interruzione del rapporto di lavoro.

Se non interviene una esplicita disdetta del contratto, il rapporto di lavoro prosegue a tempo indeterminato.

Durante il periodo formativo del rapporto di apprendistato, una volta superato il periodo di prova, l'interruzione del contratto è possibile, invece, solo per giusta causa o giustificato motivo.

 Forme di riconoscimento/certificazione delle competenze

Al termine di ogni annualità formativa, l’agenzia rilascia un’attestazione di frequenza e profitto all’apprendista e un’attestazione di frequenza all’impresa.

Al superamento della prova finale, l’apprendista riceve il titolo di qualifica o di diploma a cura dell’autorità competente, ovvero la Regione o Provincia Autonoma.

In caso di interruzione del percorso formativo, l’apprendista ha diritto a vedersi riconosciuta una  certificazione delle competenze acquisite, rilasciata dall’istituzione formativa o scolastica.

In aggiunta, il datore di lavoro attesta le competenze professionali acquisite con riferimento al piano formativo individuale. Tali competenze possono eventualmente essere certificate secondo le modalità definite dalle Regioni e Province Autonome.

Le certificazioni delle competenze acquisite nei percorsi in apprendistato hanno valore di credito formativo e sono spendibili nell’intero sistema di istruzione.

 Libretto formativo

Il “Libretto formativo del cittadino” è uno strumento pensato per raccogliere, sintetizzare e documentare le diverse esperienze di apprendimento dei cittadini lavoratori nonché le competenze da essi comunque acquisite: nella scuola, nella formazione, nel lavoro, nella vita quotidiana.

Spetta al datore di lavoro registrare nel Libretto formativo le competenze validate e/o certificate e la qualificazione contrattuale eventualmente acquisita al termine dell’apprendistato.

In mancanza del Libretto formativo il datore di lavoro può indicare il percorso formativo svolto anche mediante annotazione dell’attività espletata su un proprio registro, senza particolari formalità.

Nella tabella seguente sono riportati i soggetti capofila delle cordate di Agenzie che sono state incaricate dalla Regione Piemonte a gestire la formazione nei progetti di apprendistato:

Area

Capofila

Telefono

mail

1 Nord

Enaip

011 2179800

apprendistato@enaip.piemonte.it

2 Sud-Est

Casa di Carità

arti e mestieri

011 2212610

segreteria.presidenza@casadicarita.org

3 Sud-Ovest

CNOS

011 5224407

piemonte@cnosfap.net

4 TO

Immaginazione            

e lavoro

011 5620017

formazione@immaginazioneelavoro.it

 

 

Apprendistato Professionalizzante o contratto di mestiere

 

Di che cosa si tratta

L'apprendistato è un contratto di lavoro a contenuto formativo, rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 (o 17 anni se in possesso di una qualifica professionale) e i 29 anni (sino al giorno precedente il compimento del trentesimo anno). Si chiama “contratto formativo” perché è costruito su un mix di esperienza lavorativa e momenti di formazione che possono svolgersi sia all’interno dell’impresa sia all’esterno, presso strutture formative specializzate. Questo contratto di lavoro permette di acquisire una professionalità specifica, ossia imparare un mestiere, diventare un tecnico specializzato o di avviarsi alla carriera di quadro o manager aziendale.

L’apprendistato è un contratto a tempo indeterminato, che può essere stipulato da tutti i datori di lavoro di imprese private appartenenti a tutti i settori di attività. Per i soggetti pubblici, invece, si è in attesa di regolamentazione delle modalità di attuazione.         

Agli apprendisti sono riconosciute tutte le tutele (salariali, previdenziali etc.) di cui godono gli altri lavoratori dipendenti.

La retribuzione dell'apprendista è stabilita dalla contrattazione collettiva, con riferimento alla tipologia di contratto di apprendistato, alla qualifica da conseguire, al livello di inquadramento. Essa è determinata con riferimento alla normale retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello ed è progressiva (in genere si parte dal 60% sino ad arrivare al 100% della retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello).

Forma, contenuti, durata del periodo formativo, Piano Formativo Individuale, tutor o referente aziendale

Forma e contenuti
Il contratto di assunzione in apprendistato deve essere stipulato necessariamente in forma scritta e sottoscritto dal datore di lavoro e dall’apprendista.
Il contratto deve contenere:
- l’attività lavorativa (prestazione) oggetto del contratto;
- la durata del periodo di prova e del periodo di formazione in apprendistato, nell’ambito dei limiti massimo e minimo fissati dalla legge e dalla contrattazione collettiva;
- il livello di inquadramento iniziale, intermedio e finale;
- la qualificazione contrattuale che potrà essere acquisita al termine del rapporto.

Durata del periodo formativo                                        
Il periodo di formazione previsto per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere ha una durata massima di tre anni; per le professioni artigiane individuate dalla contrattazione collettiva la durata della formazione può arrivare fino a 5 anni. Le durate indicate vanno sempre intese come limite massimo. È previsto anche un limite minimo di durata pari a sei mesi, tranne per le attività che si svolgono in cicli stagionali individuate dalla contrattazione collettiva.

Piano Formativo Individuale                                          
Il contratto di apprendistato deve essere sempre accompagnato dal Piano Formativo Individuale (PFI), che deve contenere:  - i dati relativi all’azienda, all’apprendista e al tutor o referente aziendale;
- l’indicazione del profilo professionale o formativo di riferimento, tra quelli indicati dal Contratto di lavoro (CCNL), con gli obiettivi da conseguire espressi in termini di conoscenze e competenze;
 - le modalità di articolazione e di erogazione della formazione di competenza aziendale.

Tutor o referente aziendale 
In azienda l’apprendista dovrà essere seguito da un tutor o referente aziendale, che ha la funzione di favorire un efficace inserimento nel contesto produttivo e supportare una graduale acquisizione delle competenze tecnico-professionali.
Le caratteristiche e gli obblighi del tutor o referente aziendale sono definiti dalla contrattazione collettiva.

La formazione dell’apprendista

La formazione per l’apprendistato professionalizzante si articola in:
- formazione di base e trasversale, di competenza delle Regioni;
- formazione tecnico-professionale, da erogare a cura dell’impresa secondo le previsioni della contrattazione collettiva.

La partecipazione dell’apprendista alle attività formative è obbligatoria.

La formazione per le competenze di base e trasversali, viene erogata da Enti di formazione accreditati dalla Regione Piemonte e facenti parte dei cataloghi dell’offerta formativa pubblica.
La durata e i contenuti sono stabiliti dalla Regione Piemonte sulla base del titolo di studio e sono da svolgersi entro la fine del contratto di apprendistato:
- 40 ore: se in possesso di laurea o titolo di studio superiore;
- 64 ore: se in possesso di qualifica professionale o diploma di maturità;
- 120 ore: se in possesso della sola licenza media inferiore.

La formazione tecnico-professionale è erogata sotto la responsabilità dell’impresa, sulla base di quanto previsto dal Piano Formativo Individuale.
La durata e le modalità di erogazione della formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche sono definite dai contratti di lavoro (CCNL), tenendo conto dell’età dell’apprendista e del tipo di qualificazione contrattuale da conseguire. L’impresa organizza il percorso di formazione tecnico-professionale, sia all’interno che all’esterno utilizzando eventualmente strutture qualificate, tenendo conto delle indicazioni fornite dalla contrattazione collettiva che individua gli obiettivi formativi da conseguire in relazione a qualifiche o gruppi di qualifiche professionali.
La formazione si svolge nell’ambito dell’orario di lavoro, in quanto è una componente essenziale del percorso dell’apprendista: senza formazione non può esserci un contratto di apprendistato. La mancata partecipazione alla formazione deve essere giustificata quale assenza di lavoro, secondo le regole della contrattazione collettiva. Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire il corretto adempimento degli obblighi formativi previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. È fatto divieto di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Le tutele per gli apprendisti

Le tutele che sono riconosciute agli apprendisti, al pari di tutti gli altri lavoratori, sono:
- assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
- assicurazione contro le malattie;
- assicurazione contro l’invalidità e la vecchiaia;
- maternità;
- assegno per il nucleo famigliare.
Inoltre, in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto superiore a trenta giorni è prevista la possibilità di prolungare   il periodo di apprendistato.
Dal 1° gennaio 2013 ai lavoratori dipendenti assunti con contratto di apprendistato è riconosciuto il diritto all’indennità di disoccupazione (ASpI - Assicurazione sociale per l'impiego e mini ASpI).
I requisiti per richiedere l'ASpI da parte degli apprendisti sono gli stessi previsti per le altre tipologie di lavoratori. Dal 2013 al 2016, allo scopo di favorire il passaggio al nuovo sistema di tutele, è prevista una fase transitoria per gli ammortizzatori sociali in deroga di cui possono beneficiare anche gli apprendisti.

La conclusione del percorso di apprendistato

Una volta completato il percorso di formazione sia il datore di lavoro che l'apprendista possono decidere di chiudere il rapporto di lavoro durante il periodo detto di "recesso", che è regolamentato nella sua durata dalla contrattazione collettiva. È necessario che venga inviata una comunicazione scritta e che siano rispettati i termini per il preavviso definiti dai singoli contratti collettivi.

Non è obbligatorio inviare alcuna giustificazione per l’interruzione del rapporto di lavoro.
e non interviene una esplicita disdetta del contratto, il rapporto di lavoro prosegue a tempo indeterminato.
Durante il periodo formativo del rapporto di apprendistato, una volta superato il periodo di prova, l'interruzione del contratto è possibile, invece, solo nel caso di giusta causa o giustificato motivo.

Al termine dell’erogazione della formazione di base e trasversale, l’agenzia formativa rilascia un’attestazione di frequenza e profitto all’apprendista. Al termine dell’apprendistato, anche in caso di interruzione anticipata, il giovane ha diritto ad una attestazione del periodo trascorso in azienda, della formazione svolta e delle competenze eventualmente acquisite.

Libretto formativo

Il “Libretto formativo del cittadino” è uno strumento pensato per raccogliere, sintetizzare e documentare le diverse esperienze di apprendimento dei cittadini lavoratori nonché le competenze da essi comunque acquisite: nella scuola, nella formazione, nel lavoro, nella vita quotidiana.
petta al datore di lavoro registrare nel Libretto formativo le competenze apprese e la qualificazione contrattuale eventualmente acquisita al termine dell’apprendistato. In mancanza del Libretto formativo il datore di lavoro può indicare il percorso formativo svolto anche mediante annotazione dell’attività espletata su un proprio registro, senza particolari formalità.

I vantaggi economici per le imprese che assumono apprendisti

Il contratto di apprendistato consente all'azienda di assumere e formare le nuove professionalità ad un costo del lavoro vantaggioso, in quanto sia la remunerazione che gli oneri previdenziali e assistenziali sono ridotti. Per quanto riguarda il salario, la legge dà la possibilità di inquadrare l’apprendista fino a due livelli in meno rispetto alla qualifica da conseguire e/o di riconoscere una retribuzione pari ad una percentuale di quella prevista per un lavoratore già qualificato, secondo le indicazioni del contratto collettivo applicato.
Inoltre, le imprese che assumono apprendisti possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, secondo le specifiche che seguono:
- aziende fino a 9 dipendenti: per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016 si riconosce alle imprese uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni di contratto; dal quarto anno è prevista una contribuzione pari al 10% della remunerazione imponibile ai fini previdenziali;
- aziende oltre 9 dipendenti: contribuzione per tutta la durata dell’apprendistato pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Anche la contribuzione a carico dell’apprendista è ridotta ed è pari al 5,84% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
Per l’assunzione di apprendisti in mobilità, con o senza indennità non c’è un limite massimo di età e le imprese possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, pari al 10% del salario per 18 mesi di contratto e in aggiunta ricevono un incentivo pari al 50% dell’indennità di mobilità, se percepita dal lavoratore, per un periodo di 12 mesi (24 se il lavoratore ha più di 50 anni).

Informazioni e assistenza sono disponibili presso:
- servizi per l’impiego della propria città;
- centri di orientamento e di informazione (che possono operare anche all’interno delle Scuole o delle Università);
- sportelli delle agenzie di lavoro (anche interinali);
- sportelli Informagiovani.

Consultando il sito www.cliclavoro.gov.it, inoltre, potranno essere visualizzate eventuali offerte di lavoro anche con contratto di apprendistato e trovare un elenco delle strutture per l’orientamento e per l’impiego presenti nella tua regione.

 

Apprendistato di Alta Formazione e di Ricerca

Concludiamo la presentazione delle diverse forma di apprendistato; dopo aver parlato dell’apprendistato per la Qualifica e per il Diploma professionale, di quello Professionalizzante o Contratto di mestiere, parliamo in questo numero dell’Apprendistato di Alta Formazione e di Ricerca, cosiddetto di III° livello. Si tratta di una forma altamente innovativa, introdotta in alcune regioni e in Piemonte già operativa da alcuni anni con risultati interessanti, che ha consentito l’avvio di accordi di partenariato con Atenei e Dipartimenti piemontesi e il coinvolgimento di circa 750 giovani ogni anno, di cui il 95% viene confermato nell’azienda dove ha svolto il periodo di lavoro/studio mentre il restante 5% trova lavoro in altre aziende.

Di che cosa si tratta

L'apprendistato di Alta Formazione e Ricerca è un contratto di lavoro a contenuto formativo, rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 (17 se in possesso di diploma di qualifica professionale) e i 29 anni, finalizzato ad acquisire:
- diplomi di istruzione secondaria superiore;
- titoli di studio universitari;
- titoli di alta formazione (dottorati e diplomi percorsi di specializzazione, I.T.S. e I.F.T.S. Master di I e II livello).

Questa tipologia di apprendistato permette, inoltre, di svolgere attività di ricerca presso aziende private e di svolgere il praticantato per l'accesso alle professioni legate ad ordini professionali.

In quanto “contratto formativo”, all’esperienza lavorativa si alternano momenti di formazione, che possono svolgersi sia all’interno dell’impresa sia all’esterno, presso istituzioni scolastiche o universitarie o altre strutture formative accreditate, che permettono ai giovani di acquisire un titolo di studio. 

Chi ha meno di 30 anni ed è uno studente universitario che vuole entrare subito nel mondo del lavoro, o è già laureato e vuole proseguire il suo percorso di studi lavorando, tramite un contratto di apprendistato di alta formazione può:
- conseguire un titolo di studio universitario lavorando: attraverso il supporto di un tutore dell’istituzione universitaria e di una formazione personalizzata che si realizza in parte presso l’impresa e in parte presso l’ateneo;
- lavorare continuando il percorso universitario: lavorando ottenendo una retribuzione con le stesse tutele previste per i contratti a tempo indeterminato (norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria);
- acquisire competenze specifiche dell’ambito lavorativo: durante il percorso formativo viene affiancato da un tutore aziendale che lo sostiene nell’apprendimento delle competenze e attività, facilitando il suo inserimento nella struttura organizzativa dell’impresa;
- costruirsi delle prospettive di carriera: l’impresa che assume giovani con contratto di Apprendistato di Alta formazione e di ricerca, oltre a fruire di incentivi fiscali e contributivi, può disporre di risorse umane altamente qualificate formate sulla base delle proprie esigenze, e in grado di migliorarne la capacità di innovazione oggi e nel futuro. 

Forma, durata del periodo formativo e contenuto del contratto

Il contratto di assunzione in apprendistato deve essere stipulato necessariamente in forma scritta e sottoscritto dal datore di lavoro e dall’apprendista. La durata del periodo formativo dell’apprendistato di alta formazione e ricerca è stabilita dalle regolamentazioni regionali o dagli accordi stipulati fra le Regioni o Province Autonome e le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro, le università, gli istituti tecnici e professionali e altre istituzioni formative o di ricerca. In assenza di regolamentazioni regionali, la durata dell'apprendistato di alta formazione o ricerca è definita dalle apposite convenzioni stipulate dai datori di lavoro o dalle loro associazioni con le università, gli istituti tecnici e professionali e le istituzioni formative o di ricerca.

Il contratto deve contenere:
- l’attività lavorativa (prestazione) oggetto del contratto;
- la durata del periodo di prova e del periodo di formazione in apprendistato, nell’ambito dei limiti massimo e minimo fissati dalla legge e dalla contrattazione collettiva;
- il livello di inquadramento iniziale, intermedio e finale;
- il titolo di studio o di alta formazione che potrà essere acquisito al termine del rapporto e la relativa qualifica contrattuale.

Piano formativo individuale

Il contratto di apprendistato deve essere sempre accompagnato dal PFI (Piano Formativo Individuale), che definisce il percorso formativo dell’apprendista.

Il PFI deve contenere:
- i dati relativi all’azienda, all’apprendista e al tutor    o referente aziendale;
- l’indicazione del titolo di studio o di alta formazione da acquisire;
- le modalità di articolazione e di erogazione della formazione di competenza aziendale.

Tutor o referente aziendale

In azienda l’apprendista dovrà essere seguito da un tutor o referente aziendale, che ha la funzione di favorire un efficace inserimento nel contesto produttivo e supportare una graduale acquisizione delle competenze tecnico-professionali.  

Le caratteristiche e gli obblighi del tutor o referente aziendale sono definiti dalla contrattazione collettiva. Realizzazione dei percorsi di formazione dell’apprendista 

Realizzazione dei percorsi di formazione dell’apprendista 
Laurea

I percorsi sono rivolti a giovani e adulti, con età inferiore ai 30 anni al momento dell’assunzione presso imprese operanti sul territorio regionale.

Possono accedere ai percorsi di:
- Laurea triennale, studenti universitari che abbiano già conseguito, di norma, tra 80 e 140 crediti formativi universitari (CFU) di un percorso di Laurea triennale;
- Laurea magistrale, studenti universitari iscritti ad un percorso di Laurea magistrale o specialistica che devono, di norma, conseguire 60 crediti formativi universitari ai fini dell'acquisizione del titolo di Laurea magistrale.

In seguito all’assunzione con contratto di Apprendistato di Alta Formazione e di ricerca per il conseguimento di una Laurea triennale o magistrale, l’ateneo adatta la parte finale del percorso formativo ai fabbisogni dell’impresa.

I percorsi formativi per l’acquisizione del titolo di Laurea triennale (durata massima 36 mesi) e Laurea magistrale (durata massima 24 mesi) prevedono:
- attività finalizzate all’acquisizione di competenze addizionali rispetto a quanto previsto dalla formazione ordinaria programmata dall’ateneo;
- tutoring individualizzato, finalizzato al supporto   formativo e al raccordo tra le attività svolte in ambito universitario e le attività di formazione in impresa.

Master

I percorsi sono rivolti a giovani e adulti con età inferiore ai 30 anni al momento dell’assunzione presso imprese operanti sul territorio regionale.

Possono accedere ai percorsi di:
- Master di I livello, giovani in possesso del titolo di Laurea triennale;
- Master di II livello, giovani in possesso del titolo di Laurea magistrale.

Il percorso prevede l’acquisizione di 60 crediti formativi universitari svolto in parte presso l’Istituzione universitaria, in parte presso l’impresa e in parte in “auto-apprendimento” e si articola, indicativamente in:
- 300-400 ore di impegno per la formazione a cura dell'Istituzione universitaria;
- circa 800 ore di impegno per il project work e la formazione presso l'impresa, in presenza del tutor dell'Istituzione universitaria e in accordo con il tutor aziendale;
- circa 200 ore di impegno in auto-apprendimento.

Dottorato

I percorsi sono rivolti a giovani e adulti con età inferiore ai 30 anni al momento dell’assunzione presso imprese operanti sul territorio regionale, ammessi o già inseriti in corsi di Dottorato di Ricerca.

L’assunzione per il conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca consente di iniziare (o proseguire) un progetto di ricerca (triennale, biennale o annuale) adattato alle esigenze dell’impresa e finalizzato allo sviluppo di ricerca fondamentale o applicata.

Obblighi e tutele gli apprendisti
Obblighi in materia di formazione

La formazione si svolge nell’ambito dell’orario di lavoro, in quanto è una componente essenziale del percorso dell’apprendista: senza formazione non può esserci un contratto di apprendistato. 

La mancata partecipazione alla formazione deve essere giustificata quale assenza di lavoro, secondo   le regole della contrattazione collettiva.

Il datore di lavoro deve garantire il corretto adempimento degli obblighi formativi.

È fatto divieto di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Tutele per gli apprendisti

Le tutele che sono riconosciute agli apprendisti, al pari di tutti gli altri lavoratori, sono:
- assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
- assicurazione contro le malattie;
- assicurazione contro l’invalidità e la vecchiaia;
- maternità;
- assegno per il nucleo famigliare.

Inoltre, in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto superiore a trenta giorni è prevista la possibilità di prolungare il periodo di apprendistato.

Dal 2013 ai lavoratori dipendenti assunti con contratto di apprendistato è riconosciuto il diritto all’indennità di disoccupazione (ASpI - Assicurazione sociale per l'impiego e mini ASpI).

I requisiti per richiedere l'ASpI da parte degli apprendisti sono gli stessi previsti per le altre tipologie di lavoratori.

Dal 2013 al 2016, allo scopo di favorire il passaggio al nuovo sistema di tutele, è prevista una fase transitoria per gli ammortizzatori sociali in deroga di cui possono beneficiare anche gli apprendisti.

La conclusione del percorso di apprendistato
Come si consegue il titolo

Il titolo di studio (laurea, master, dottorato, ecc.) viene conseguito dall’apprendista al termine dell’attività   formativa, nelle forme previste dal corrispondente ordinamento didattico/accademico della struttura formativa.

Procedure per la conclusione dell’apprendistato e vantaggi contributivi

Una volta completato il percorso di formazione sia il datore di lavoro che l'apprendista possono decidere di chiudere il rapporto di lavoro durante il periodo detto di "recesso", che è regolamentato nella sua durata dalla contrattazione collettiva.

È necessario che venga inviata una comunicazione scritta e che siano rispettati i termini per il preavviso definiti dai singoli contratti collettivi.

Non è obbligatorio inviare alcuna giustificazione per l’interruzione del rapporto di lavoro.

Se non interviene una esplicita disdetta del contratto, il rapporto di lavoro prosegue a tempo indeterminato.

Durante il periodo formativo del rapporto di apprendistato una volta superato il periodo di prova, l'interruzione del contratto è possibile, invece, solo nel caso di giusta causa o giustificato motivo.

Forma di riconoscimento e certificazione delle competenze

L'istituzione formativa riconosce in termini di crediti il valore “formativo” del lavoro, valuta e attesta i crediti scolastici/universitari e le competenze acquisite in ambito lavorativo, anche nel caso in cui l'apprendista non completi il percorso o non consegua il titolo finale. 

Al superamento della prova finale, l’apprendista riceve il titolo di studio o di alta formazione rilasciato dalla competente istituzione formativa (scuola, università, istituto di ricerca ecc.).

In caso di interruzione del percorso formativo, l’apprendista ha diritto a vedersi riconosciuta una certificazione delle competenze acquisite, rilasciata dall’istituzione formativa o scolastica.  

In aggiunta, il datore di lavoro attesta le competenze professionali acquisite con riferimento al piano formativo individuale. Tali competenze possono eventualmente essere certificate secondo le modalità definite dalla Regione Piemonte.

Le certificazioni delle competenze acquisite nei percorsi in apprendistato hanno valore di credito formativo e sono spendibili nel sistema unitario di Istruzione e di Istruzione e formazione professionale. 

Libretto formativo

Il “Libretto formativo del cittadino” è uno strumento pensato per raccogliere, sintetizzare e documentare le diverse esperienze di apprendimento dei lavoratori, nonché le competenze da essi comunque acquisite: nella scuola, nella formazione, nel lavoro, nella vita quotidiana.

Spetta al datore di lavoro registrare nel Libretto formativo le competenze validate e/o certificate e la qualificazione contrattuale eventualmente acquisita al termine dell’apprendistato. 

In mancanza del Libretto formativo il datore di lavoro può indicare il percorso formativo svolto anche mediante annotazione dell’attività espletata su un proprio registro, senza particolari formalità.

I vantaggi economici per le imprese che assumono apprendisti

Possono stipulare contratti di apprendistato tutti i datori di lavoro di imprese private appartenenti a tutti i settori di attività, mentre per i soggetti pubblici, si è in attesa di regolamentazione delle modalità di attuazione.

Il contratto di apprendistato consente all'azienda di assumere e formare le nuove professionalità ad un costo del lavoro vantaggioso, in quanto sia la remunerazione che gli oneri previdenziali e assistenziali sono ridotti.

Per quanto riguarda il salario, la legge dà la possibilità di inquadrare l’apprendista fino a due livelli in meno rispetto alla qualifica da conseguire e/o di riconoscere una retribuzione pari ad una percentuale di quella prevista per un lavoratore già qualificato, secondo le indicazioni del contratto collettivo applicato.

Inoltre, le imprese che assumono apprendisti possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, secondo le specifiche che seguono:
- aziende fino a 9 dipendenti: per le assunzioni   effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016 si riconosce alle imprese uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni di contratto; dal quarto anno è prevista una contribuzione pari al 10% della remunerazione imponibile ai fini previdenziali;
- aziende oltre 9 dipendenti: contribuzione per tutta la durata dell’apprendistato pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Anche la contribuzione a carico dell’apprendista   è ridotta ed è pari al 5,84% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. 

Per l’assunzione di apprendisti in mobilità, infine, le imprese possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, pari al 10% del salario per 18 mesi di contratto e in aggiunta ricevono un incentivo pari al 50% dell’indennità di mobilità, se percepita dal lavoratore, per un periodo di 12 mesi (24 se il lavoratore ha più di 50 anni).

Per le assunzioni di apprendisti con contratto di alta formazione e ricerca valgono i limiti posti dalla normativa generale, che fanno riferimento alla tipologia di impresa (artigiana/non artigiana) e al numero di dipendenti.

Informazioni e assistenza sono disponibili presso:
- servizi per l’impiego della propria città;
- centri di orientamento e di informazione (che possono operare anche all’interno delle Scuole o delle Università);
- sportelli delle agenzie di lavoro (anche interinali);
- sportelli Informagiovani.

Consultando il sito www.cliclavoro.gov.it, inoltre, potranno essere visualizzate eventuali offerte di lavoro anche con contratto di apprendistato e trovare un elenco delle strutture per l’orientamento e per l’impiego presenti nella tua regione.

Puoi, in ogni caso, proporre direttamente una tua   candidatura alle aziende che ti interessano.

Per avere maggiori informazioni è possibile anche rivolgersi ad uno degli atenei piemontesi ed in particolare:

Politecnico di Torino:
- laurea.apprendistato@polito.it
- master.apprendistato@polito.it
- dottorato.apprendistato@polito.it

Università degli studi di Torino:
www.unito.it/apprendistato 

Università degli studi del Piemonte Orientale:
progetti.didattica@rettorato.unipmn.it

Università degli studi di Scienze Gastronomiche:
placement@unisg.it

 

Per saperne di più:
www.nuovoapprendistato.gov.it
www.regione.piemonte.it/formazione/apprendistato/ index.htm

Normativa di riferimento
Testo Unico dell’apprendistato (D.Lgs. 167/2011) così come modificato dalle Leggi n. 92/2012 e n. 78/2014.

Torna indietro

Torna su