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La ricerca attiva del lavoro: il contesto

17 Marzo, 2014

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La ricerca attiva del lavoro: il contesto

Prima ancora di capire come iniziare la ricerca, è utile soffermarsi su alcune caratteristiche del mercato, specifiche del nostro territorio, per comprendere il contesto in cui ci stiamo muovendo.
I giovani italiani vengono spesso etichettati dai mass media con una serie di luoghi comuni: poca capacità di adattarsi a lavori faticosi o manuali, poca disponibilità a spostarsi lontano da casa, scarsa volontà nel continuare studi e formazione,  mancanza di sintesi nei documenti per la candidatura e carenza di esperienze all’estero.
Le cose stanno davvero così? Di sicuro bisogna investire sulla formazione professionale per ottenere una qualifica da arricchire nel tempo con esperienze sul campo (tirocini e stage) per riuscire a rispondere alle richieste del mercato. La formazione mirata va poi coniugata con una serie di competenze trasversali da acquisire anche al di fuori del contesto professionale per cui si cerca lavoro (conoscenza delle lingue, volontariato, esperienze all’estero ecc.). 

Proviamo a prendere in considerazione qualche spunto di riflessione:

- che canali usi per cercare lavoro? Hai sparso la voce in giro?
la maggior parte dei giovani occupati hanno trovato lavoro attraverso la rete personale;
utilizzare il passaparola tra le proprie conoscenze non significa chiedere una raccomandazione: più persone conoscono le tue competenze e la  tua disponibilità, più occasioni avrai di far arrivare l’informazione giusta alla persona giusta nel momento giusto.

- Conosci una di queste professioni? home stager, social media manager, etiquette coach ecc.
alcune delle occupazioni attualmente più richieste non esistevano ancora 10 anni fa;
la crisi ha sicuramente ridotto le possibilità di impiego, ma ha anche aperto le porte alla creatività: ogni fetta di mercato ha le sue nuove professioni, in continua evoluzione.

- Utilizzi i social network per cercare lavoro? Conosci Linkedin?
negli USA l’80% delle selezioni avviene attraverso Linkedin;
in Italia si tratta di un social network utilizzato prevalentemente per cercare collaborazioni professionali;
è importante conoscerne il funzionamento e le potenzialità, soprattutto se pensiamo di candidarci per un lavoro all’estero.

- Qual è la tua specializzazione? Sei disposto a riprendere un percorso di formazione professionale?
In Italia ci sono 65.000 posti di lavoro scoperti per assenza di profili adeguati;
esiste un forte squilibrio tra la formazione teorica che si ottiene dopo il percorso di studi e le competenze professionali necessarie alle imprese.

- Conosci il fenomeno dei NEET?
il 23% dei giovani italiani non studia, non frequenta corsi di formazione e non lavora (NEET - Not in Education, Employment or Training);
una buona parte dei Neet sono giovani scoraggiati che non cercano lavoro perché pensano che sia impossibile trovarlo; negli ultimi anni caratterizzati da una grave crisi economica, la quota del Neet  in Italia è cresciuta in misura maggiore rispetto agli altri paesi europei.

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