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Fare impresa: l'idea.

12 Febbraio, 2014 - ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 2014

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L’idea 

Creare da zero una nuova attività economica di successo è una sfida stimolante e impegnativa. Mettersi in proprio significa essere più autonomi, poter trasformare in un lavoro le proprie passioni o capacità. D’altra parte vuol anche dire essere in prima persona responsabile, avere scarso tempo libero, non avere orari fissi e sopportare sacrifici.

Il punto di partenza è sempre un’idea di impresa chiara, basata sulle proprie attitudini e su quello che ci sentiamo “bravi a fare”. Si tratta di un presupposto essenziale per chi vuole aprire una nuova attività. Allo stesso modo è fondamentale avere una forte motivazione. Ma non basta: capacità e competenze nel proprio settore, che nel tempo dovranno crescere, non si possono improvvisare.

Vi presentiamo alcuni scenari attraverso cui può nascere l’idea di impresa, definita anche “business idea”, insistendo sul concetto che una sua corretta individuazione determina il successo o l’insuccesso di un’esperienza e presentandovi per ognuno di questi, quali possono essere i punti di forza e di debolezza.

Un’idea può nascere per imitazione: ho visto un amico o un conoscente avviare una attività di impresa, mi sembra abbia avuto successo, ne rimango positivamente impressionato e voglio imitarlo.
Punti di forza:
 - è una idea già collaudata e quindi non ha necessità di farsi conoscere sul mercato;
 - ha conseguentemente più possibilità di penetrazione. 
Punti di debolezza:
- non sempre il successo di uno è premessa del successo di altri;
- non è detto che il mercato di riferimento (soprattutto il territorio) sia tanto grande da accettare più competitori: potrebbe essere saturato dall’offerta esistente;
- non è detto che le mie abilità, competenze, esperienze e capacità commerciali siano adeguate.

Un’altra forma che sostiene la nascita di una idea imprenditoriale è quella di una precedente esperienza lavorativa (spin-off). è un caso molto frequente fra i lavoratori dipendenti che intuiscono una possibilità di business legata alla propria esperienza professionale. Spesso sono stati a contatto con fornitori interni e hanno maturato la convinzione che le possibilità di guadagno siano interessanti con prospettive migliori di quelle offerte dalla condizione di lavoratore dipendente.
Punti di forza:
 - la conoscenza del processo lavorativo;
 - la conoscenza della rete dei fornitori (potenziali competitori).
Punti di debolezza:
la conoscenza del processo produttivo di un prodotto o di un servizio non è esaustivo delle competenze necessarie per avviare una impresa; occorre anche saper vendere il prodotto/servizio e saper gestire bene i ricavi realizzati;
il mercato non è mai tenero con l’ingresso di un nuovo competitore.

Infine, un’ idea imprenditoriale può nascere anche da un’intuizione che si ritiene sufficientemente innovativa da “affascinare” il mercato, convinti di soddisfare un bisogno latente di un numero sufficiente di clienti. L’intuizione può riferirsi a un contesto legato all’innovazione tecnologica, ma anche a un prodotto/servizio legato all’ambiente, alla natura, alla cultura, in genere alla qualità della vita.
Punti di forza:
- le nuove idee hanno buone possibilità di conquistare il mercato;
- non ci sono ancora competitori e quindi il mercato, se l’idea funziona, è probabile che si rivolga a me per soddisfare il bisogno.
Punti di debolezza:
- essendo una idea innovativa può essere particolarmente costosa e lunga la fase di progettazione e sviluppo: questo inciderà sul - costo finale del prodotto che potrà influire sul prezzo di vendita, rendendone complessa la penetrazione sul mercato;
- è particolarmente delicata la fase di comunicazione dell’idea al mercato (marketing strategico e operativo). Sbagliare questa fase può compromettere il successo di un’idea seppure eccellente;
- molte idee innovative diventano presto obsolete; occorre strutturare la nuova azienda con una funzione permanente di ricerca e innovazione per rendere il prodotto/servizio continuamente adeguato ai nuovi bisogni.

C’è un’ultima modalità per affrontare l’esperienza di lavoro autonomo: come soluzione di ripiego perché non si è riusciti a trovare un lavoro dipendente. In questo caso l’idea diventa secondaria rispetto alla scelta di “mettersi a lavorare in proprio”, è caratteristica di molti avviamenti nel settore commerciale (apro un negozio, metto un banco al mercato). Una scelta del genere ha poche probabilità di successo.

Interrogativi utili alla nascita dell’idea

A partire dagli scenari che abbiamo descritto, elenchiamo alcune domande a cui ogni idea imprenditoriale dovrebbe rispondere:
- in che cosa consiste il prodotto o servizio e quali bisogni intende soddisfare?
- quali caratteristiche lo rendono innovativo rispetto ad altri prodotti/servizi già presenti sul mercato?
- quali sono i potenziali clienti a cui ci si vuole rivolgere e qual è il mercato economico e geografico di riferimento?
- quali sono gli eventuali concorrenti con cui confrontarsi?
- quali sono gli ostacoli che si potrebbero incontrare?
- quali sono le risorse produttive, tecnologiche, umane e finanziarie che sono necessarie per la sua realizzazione? Come si pensa di reperirle?
- quali strategie si pensa di adottare per realizzare gli obiettivi produttivi?
- quale forma di società, di struttura organizzativa e finanziaria si pensa di adottare? 

Le risposte a queste domande sono la base utile per verificare se l’idea è sostenibile e realizzabile e per elaborare il Business Plan documento che supporta la nascita di un’impresa e del quale parleremo ampliamente in un prossimo numero.

Un consiglio: meglio diffidare di chi propone soluzioni facili per avere successo in campo imprenditoriale. La regola è quella di un duro lavoro quotidiano, in cui l’imprenditore riesce ad affrontare il mercato combinando creatività e innovazione con una gestione oculata della propria azienda.

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