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Fare impresa: requisiti e autorizzazioni

8 Aprile, 2014 - ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 2014

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Tener conto dei passaggi burocratici necessari per far partire un’impresa, senza “spaventarsi” ma conoscendo bene le regole del nostro settore, è un elemento essenziale per ogni nuovo imprenditore che voglia avere successo.

Quando si ha in mente di avviare un’attività in proprio, un buon punto di partenza è riflettere sugli elementi essenziali della nostra idea imprenditoriale:
quali sono i motivi che mi spingono ad aprire un’impresa? Quali le competenze e le esperienze   personali dei futuri imprenditori? Quali le caratteristiche del mercato in cui andrò a operare e come sarà  strutturata la nuova azienda?

 Darsi delle buone risposte a queste domande contribuisce a definire un nuovo progetto imprenditoriale di qualità.

Tuttavia, per essere un imprenditore, non basta saper “fare bene un mestiere”.

In alcuni casi vengono richiesti particolari requisiti e iter autorizzativi precedenti all’avvio dell’attività.

Questo aspetto dipende dal tipo di impresa che viene aperta e soprattutto dal settore in cui opera.

Una volta individuata l’attività da esercitare, è importante verificare se vi siano delle disposizioni di legge che prevedono l’eventuale possesso di requisiti morali e/o professionali (titoli di studio e/o esperienza lavorativa maturata nel settore) l’iscrizione in albi e registri, autorizzazioni o comunicazioni particolari. 

Ad esempio verificare che non vi siano a livello locale regolamenti comunali che impediscano il pieno esercizio della nuova impresa come era stata pensata. 

è l’imprenditore in prima persona che deve cercare le informazioni necessarie per trovare una risposta, sapendo ricorrere alle iniziative di informazione, orientamento e accompagnamento realizzate dagli enti pubblici (la Camera di commercio, la Provincia, il Comune ecc.). In questo internet può essere un grande alleato: molte informazioni sono disponibili in fretta e a un costo minimo. 

è importante sapere che spesso il servizio di un professionista preparato può contribuire a dare una risposta alle nostre domande; occorre però sottolineare che è consigliabile essere capaci di trovare da sé le informazioni sulla nostra attività, ricorrendo direttamente ai siti delle istituzioni competenti. 

Occorre quindi chiedersi: ho verificato se ci sono dei vincoli legati al mio tipo di attività?

Tra i controlli da fare ne ricordiamo tre, che riguardano la gran parte delle imprese:

- la verifica che la destinazione d’uso del locale in cui andrò ad operare sia coerente con l’attività svolta in quegli spazi.                         Si tratta di un controllo che si può fare presso il Comune competente, per la Città di Torino allo Sportello per l’Edilizia sul sito:             www.comune.torino.it/ediliziaprivata/urbanistica/certificazioni.shtml

- la verifica che l’attività non richieda particolari requisiti professionali (ad esempio uno specifico titolo di studio, l’aver passato un esame abilitante a svolgere una certa professione ecc.).
Un buon riferimento per fare questa verifica è il sito della Camera di commercio: www.to.camcom.it sezione “Avvio attività d’impresa”, tenendo presente che per molte attività i requisiti professionali sono dettati dalla normativa della Regione: è il caso ad esempio degli estetisti, dei parrucchieri, degli asili nido ecc. (indicazioni alla pagina seguente).

- La verifica relativa ad autorizzazioni per l’esercizio dell’attività e/o di autorizzazioni sanitarie, che dipendono appunto dalla tipologia di attività svolta.
In particolare per le autorizzazioni relative ad attività commerciali in Torino si può far riferimento al Settore Commercio della Città www.comune.torino.it/commercio Si tratta di autorizzazioni necessarie per:

- esercizi pubblici (bar e ristoranti) e circoli privati (vedi Informalavoro n. 5 del 12 marzo 2014)
- attività di vendita in sede fissa al dettaglio (commercio fisso) comprese le rivendite di giornali (vedi Informalavoro n. 3 del 12 febbraio 2014)  
- attività di acconciatore ed estetica (vedi Informalavoro n. 4 del 26 febbraio 2014)
- taxi e noleggio con conducente
- licenze di pubblica sicurezza
- mercati rionali
- vendita cose usate.

Infine, per alcune attività viene richiesta un’autorizzazione sanitaria, attraverso il parere delle A.S.L. (Servizio Veterinario, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, Servizio Medicina Legale, Servizio Igiene del Territorio, Servizi Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro) che verificano la conformità delle strutture, degli impianti, delle attrezzature, alla normativa vigente, compresa la norma in materia di sicurezza.

Un elenco delle attività che necessitano di autorizzazione sanitaria (ad esempio gli ambulatori veterinari) è disponibile sul sito:
www.comune.torino.it/commercio/sanita/autorizzazioni/index.shtml

Si tratta quindi di raccogliere le corrette informazioni per poi richiedere le autorizzazioni necessarie, tenendo presente che nella gran parte dei casi vige la norma del “silenzio assenso” per cui se non c’è una motivata risposta negativa entro un tempo determinato (solitamente 30 giorni) l’autorizzazione si intende ottenuta.

 Un ultimo riferimento per la Città per avere informazioni utili online dove trovare la normativa vigente, modulistica, informazioni sulle pratiche è quello dello “Sportello Imprese e Sviluppo Locale” dello Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune: http://sportellounico.comune.torino.it

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