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Fare impresa: le forme giuridiche

12 Febbraio, 2014 - ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 2014

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Partendo da un’idea chiara, occorre tenere conto dei principali aspetti legali per costituire   la nostra attività, a partire dalla scelta della forma giuridica d’impresa

Come abbiamo visto nel numero precedente della rubrica “Fare impresa” di Informalavoro, una corretta individuazione e definizione dell’idea che sta alla base di una nuova attività economica è l’elemento iniziale per pensare a come “mettersi in proprio”.

Il passo successivo è chiedersi quali sono i principali aspetti normativi da tenere presenti quando si avvia un’impresa. Ad esempio è importante verificare se vi siano delle disposizioni di legge che in alcuni casi  prevedano l’eventuale possesso di requisiti morali e/o professionali (titoli di studio e/o esperienza lavorativa maturata nel settore), l’iscrizione in albi e registri, autorizzazioni o comunicazioni particolari.

C’è però un particolare aspetto che ogni imprenditore deve tenere presente, perché costituisce la struttura portante dal punto di vista legale della sua impresa: l’inquadramento giuridico che si intende dare alla propria attività.

In generale, le attività economiche possono essere svolte da liberi professionisti (in questo caso non c’è la vendita di beni o servizi ma la prestazione di un servizio professionale di tipo intellettuale o artistico) oppure in forma di impresa.

Tutte le imprese si iscrivono presso il Registro imprese tenuto dalla Camera di commercio. Nel caso di lavoro autonomo svolto nell’ambito di un’attività professionale, invece, è richiesta l’apertura di una partita IVA (il “nome fiscale” della nuova attività economica),    ma siccome non siamo in presenza di attività d’impresa non è necessaria l’iscrizione al Registro imprese.

Lavorare in proprio

Due strade: Lavoro autonomo/Libero professionista o Impresa/Ditta 
La scelta della forma giuridica di impresa parte da una domanda: intendo operare da solo o con dei soci?

La società, definita dall’articolo 2247 del Codice Civile, si costituisce quando due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili. 

Possiamo distinguere le società fra società di persone e società di capitali.
Le prime sono svolte da più persone che realizzano insieme l’impresa, gestita da uno o più soci: sono la Società semplice, la Società in nome collettivo (S.n.c.), la Società in accomandita semplice (S.a.s.).

Le seconde sono create attraverso l’investimento di capitali da parte dei soci; la guida dell’impresa è affidata agli amministratori (peraltro un socio può anche essere, naturalmente, nominato amministratore  della società).
Le società di capitali sono la Società a responsabilità limitata (S.r.l., anche in forma semplificata S.r.l.s.), la Società in accomandita per azioni (S.a.p.a.), la Società per azioni (S.p.a.) e la Cooperativa.
Se invece non siamo in presenza di un gruppo di soci, il singolo imprenditore può operare attraverso una ditta individuale oppure una Società a responsabilità limitata uninominale.

Scegliere una forma giuridica piuttosto che un’altra ha delle conseguenze in termini di responsabilità patrimoniale dei soci, visto che le società di persone prevedono che ogni socio risponda in modo illimitato e solidale con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte a nome della società.

Nel caso di società di capitali, invece, ogni socio risponde delle obbligazioni della società nei limiti della propria quota di capitale. Per questo motivo questa tipologia di società richiede un capitale minimo per la costituzione (10.000 Euro per le S.r.l., ad eccezione della forma semplificata, e 120.000 Euro per le S.p.A.).

Altre differenze significative sono relative agli effetti fiscali, visto che la tassazione è diversa a seconda del tipo di forma giuridica, e agli adempimenti   amministrativi richiesti a ogni impresa (partendo dalla struttura più semplice, quella della ditta individuale, per arrivare a quelle più complesse, ovvero la S.p.A. e la Cooperativa).

Può essere utile ricordare che la legislazione recente ha introdotto alcune novità per le imprese dal punto di vista della forma giuridica. In particolare, è stata istituita la tipologia della S.r.l. semplificata, che prevede alcuni aspetti peculiari: la semplificazione della procedura di costituzione, che avviene tramite atto pubblico (nessun compenso è dovuto al notaio) e l’utilizzo di uno statuto standard, la possibilità di costituire l’impresa con un capitale sociale minimo che va da 1 a 9.999 euro, l’iscrizione della società nel Registro delle imprese attraverso una comunicazione esente da imposte di bollo e segreteria.

La scelta della forma giuridica va effettuata con attenzione: non esiste una tipologia migliore di un’altra, ma deve essere coerente con il tipo di progetto imprenditoriale che si intende realizzare dal punto di vista della compagine sociale, del settore di attività, delle stime relative agli investimenti effettuati, ai costi da sopportare e ai fatturati che si prevedono di realizzare.

Per approfondire le caratteristiche dei diversi tipi di società consigliamo di consultare la “Guida agli adempimenti dell’Impresa” redatta dalla Camera di commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino, consultabile on line all’indirizzo www.to.camcom.it/guidaadempimentiimpresa

 

Lavorare da soli o con altri: punti di forza e di debolezza

Lavoro autonomo individuale
- Punti di forza: minore conflittualità nel management; rapidità di decisioni.
- Punti di debolezza: maggiore solitudine dell’imprenditore; minore disponibilità di risorse umane motivate e di capitali; minore disponibilità di referenze per il mercato o per il sistema bancario. 

Lavoro autonomo collettivo
- Punti di forza: possibilità di un maggiore gioco di squadra; più referenze per il sistema bancario e il mercato; maggiore ricchezza di idee.
- Punti di debolezza: rischio conflittualità nella compagine sociale; rischio che si verifichino episodi di traino.

Società di persone
- Punti di forza: maggiore semplicità normativa e fiscale; la solidità patrimoniale delle persone può generare maggiore fiducia da parte delle banche, dei clienti e dei fornitori.
- Punti di debolezza: rischio individuale patrimoniale dei soci.

Società di capitali
- Punti di forza: minore rischio patrimoniale dei soci.
- Punti di debolezza: maggiore complessità normativa  e fiscale; maggiore difficoltà da parte delle banche, dei clienti e dei fornitori quando devono concedere fiducia.

 

A cura del programma Mip Mettersi in proprio della Provincia di Torino www.mettersinproprio.it

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