di Mariangela Rizzo e Tina Giglio
Welfare è una parola inglese, entrata nel linguaggio corrente,
che indica l'insieme degli interventi pubblici di carattere sociale. Il
Welfare, ovvero l'insieme delle politiche volte al sostegno e al benessere
dei cittadini, dovrebbe garantire i diritti fondamentali: alla salute,
all'istruzione, al lavoro e alla previdenza.
Nell'ambito del diritto al lavoro l'intervento prevalente è di
sostegno al reddito per i lavoratori delle aziende in crisi (ammortizzatori
sociali) e sono in crescita, anche se ancora insufficienti, gli interventi
volti a combattere la disoccupazione.
I diversi interventi fanno capo principalmente al Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali, all'INPS e in misura minore agli Enti Locali.
Può essere utile presentare una panoramica di questi interventi
per farli conoscere meglio. In questo numero prendiamo in esame la Mobilità.
Che cos'è
È un sistema di tutele per i lavoratori licenziati a seguito di
crisi
o ristrutturazioni aziendali.
Consistono in misure di sostegno al reddito, azioni per favorire la ricollocazione
dei lavoratori ed incentivi all'azienda che intende assumerli.
Si usa distinguere tra mobilità "giuridica" che prevede
l'iscrizione alle liste di mobilità senza indennità e mobilità
"indennizzata" che prevede anche erogazioni in denaro a favore
dei lavoratori.
A chi è rivolta
Si parla di mobilità nei casi di licenziamenti collettivi di lavoratori
di imprese con oltre 15 dipendenti. Sono esclusi i lavoratori impegnati
in attività stagionali, saltuarie o a tempo determinato. Sono anche
esclusi i dirigenti.
I lavoratori licenziati da aziende con meno di 15 dipendenti non hanno
diritto all'indennità di mobilità ma possono ugualmente
iscriversi nelle liste di mobilità per avere maggiori possibilità
di essere riassunti.
La Finanziaria 2005 ha fissato in 45 milioni di Euro per ciascuno degli
anni 2003, 2004 e 2005 la misura delle risorse destinate ad assicurare
i benefici contributivi alle aziende che assumono i lavoratori in questione.
Liste di mobilità
I lavoratori in mobilità sono collocati in apposite liste presso
i Centri per l'Impiego.
I nominativi dei lavoratori licenziati da imprese non edili con oltre
15 dipendenti o imprese commerciali con oltre 50 dipendenti, al termine
della procedura per la mobilità vengono comunicati direttamente
dall'azienda.
I lavoratori licenziati per giustificato motivo da aziende con meno di
15 dipendenti o comunque non tenute al rispetto delle procedure della
mobilità possono presentare richiesta di iscrizione alle liste
di mobilità al Centro per l'Impiego territorialmente competente
entro 60 giorni dalla data di licenziamento, ovvero dalla data di comunicazione
dei motivi ove non contestuale.
La Legge Finanziaria 2005 aveva bloccato questa possibilità ma
i Centri per l'Impiego hanno continuato ad accogliere le domande in via
cautelativa. Con la Legge n. 26/05 del 3 marzo 2005 è stata ripristinata
fino al 31/12/05 la possibilità di iscriversi nelle liste di mobilità
per i lavoratori licenziati da aziende con meno di 15 dipendenti. Pertanto
i lavoratori che sono stati licenziati dopo il 30/12/04 e per tutto il
2005 possono iscriversi nelle liste di mobilità dei Centri per
l'Impiego.
Indennità di mobilità
Spetta ai lavoratori delle imprese ammesse alla Cassa Integrazione Straordinaria,
con un'anzianità di almeno 12 mesi di cui 6 di effettivo lavoro.
Occorre presentare domanda al Centro per l'Impiego, indirizzata all'INPS,
entro 68 giorni dal licenziamento.
La durata massima è stabilita in:
L'indennità viene pagata direttamente dall'INPS ed è pari al 100% della Cassa Integrazione per i primi 12 mesi e all'80% per i periodi successivi.
Ricollocazione al lavoro
La legge prevede misure per la ricollocazione dei lavoratori in mobilità,
che valgono per tutti indipendentemente dal loro diritto all'indennità:
Notizie utili
Le procedure della mobilità
Per informazioni utili alla partecipazione ai programmi di sostegno alla ricollocazione, realizzati dalla Provincia di Torino e dal Comune di Torino:
Possono partecipare tutti i lavoratori in mobilità, anche se non percepiscono alcuna indennità.