di Elisa Molinario
Proseguiamo su questo numero il nostro breve viaggio attraverso le professioni
legate al mondo del cinema.
Il lavoro sotto o, più precisamente, dietro i riflettori non è
sicuramente uno dei più facili, ma è gratificante e stimolante.
Si ha la possibilità di lavorare con persone molto qualificate
e che di questo mestiere hanno fatto la loro vita. Il cinema indubbiamente
diventa una parte di se stessi e occorre avere una grande passione per
intraprendere questa strada, senza ombra di dubbio non in discesa, che
costringe a fare molti sacrifici, ma ricompensa con grandi successi. Come
per ogni altro lavoro, l'inizio non è facile; la cosa importante
è non perdersi d'animo e muoversi il più in fretta possibile
cominciando a mandare il proprio curriculum nei settori di interesse.
Un consiglio utile è quello di utilizzare il modello europeo dei
curricula scaricabile da internet all'indirizzo www.assioma.org/newsJobMail.asp
poiché, essendo molto chiaro e velocemente analizzabile, è
preferito dalla maggior parte delle aziende sia cinematografiche sia di
altro genere. Per venirvi incontro abbiamo preso contatto con la Rai e
con Telecittà Studios di San Giusto Canavese, dove vengono effettuate
le produzioni di "Centovetrine" e "Vivere", ma anche
di numerosi film, le quali ci hanno fatto pervenire gli indirizzi utili
per inviare i curricula e avere la possibilità di entrare così
nel mondo del lavoro.
Per chi si vuole mettere in contatto con le reti della televisione pubblica,
la quale ricerca sempre tecnici di ogni tipo, è sufficiente connettersi
in rete e inserire il proprio curriculum all'indirizzo www.ru.rai.it.
Per proporsi, invece, al centro di produzione di San Giusto Canavese bisogna
inviare il curriculum per posta alla attenzione dell'Ufficio Produzione
Mediavivere srl Produzione Centovetrine - via Anna Magnani 2 10090 San
Giusto Canavese o inviare un fax al numero: 0124 4967711
Ricordandovi di essere flessibili e disponibili agli spostamenti, vi lasciamo
alla descrizione di altre figure professionali di grande responsabilità
di questo affascinante ambiente lavorativo.
Lo sceneggiatore è uno scrittore specializzato il cui compito è sostanzialmente individuale, in quanto espressione della sua creatività e fantasia. Non per questo, però, è un lavoro del tutto autonomo: deve confrontarsi spesso con il produttore che commissiona la sceneggiatura per cercare di capire quali procedure attivare per soddisfare a pieno i suoi obiettivi e gusti, inoltre e soprattutto ha serrati contatti con il regista. Sostanzialmente lo sceneggiatore deve riuscire a creare una trama compatta, che riesca ad attirare l'attenzione del pubblico e a far immedesimare quest'ultimo con i personaggi.
Per questo motivo è suo compito portare gli eventi narrativi ad una esasperazione emotiva al fine di intensificare la rappresentazione dei sentimenti.
Questa figura professionale deve padroneggiare egregiamente le strutture narrative come gli intrecci e i colpi di scena, quindi avere alle spalle un passato da lettore impenitente e capire i significati delle pause, dei salti di tono, della descrizione o meno dei personaggi.
Oltre ad essere un eccellente lettore, però, deve saper guardare e analizzare un film per poi trasformare le sue capacità di scrittore in fornitore di schemi e formule cinematografiche. La gavetta è ovviamente "obbligata". Normalmente si deve passare per la sceneggiatura televisiva, che dà molto spazio ai giovani, per poi lanciarsi nel cinema, dove si è impegnati in realizzazioni più prestigiose e dove l'età è abbastanza alta (intorno ai 50 anni). Non esiste uno stipendio fisso, infatti si passa da poche centinaia di euro a diverse migliaia per una singola sceneggiatura.
Lo sceneggiatore è quindi una figura molto interessante e creativa,
fondamentale per una buona riuscita del prodotto finale.
Come diceva, infatti, Alfred Hitchcock: "Per me il lavoro sulla sceneggiatura
è la vera e propria realizzazione del film. Quando l'ho terminato,
il film è già finito, nella mia mente".
Figura responsabile della manutenzione e dell'uso delle macchine da presa, delle manovre delle telecamere durante le riprese. Per quanto riguarda l'operatore di ripresa nell'ambiente cinematografico, questo non è autonomo: viene diretto da un regista che coordina nello stesso tempo il mixerista audio, il direttore di fotografia, il microfonista e l'addetto alla computer grafica. Al cameraman spetta il sopralluogo delle location, la formulazione della lista del materiale tecnico e la predisposizione della strumentazione. Il cameraman deve essere un esperto di fotografia, di elettronica e avere competenze tecniche e artistiche, nonché conoscere il linguaggio cinematografico. La sua carriera può sfociare nella posizione di direttore di fotografia. Ovviamente bisogna garantire flessibilità di orario ed essere predisposti al lavoro in team; lo stipendio varia da 15.000 a 30.000 Euro annui.
Il mercato cinematografico e quello della pubblicità offrono buone
possibilità lavorative soprattutto per i giovani, a differenza
del mercato televisivo che sembra ormai saturo.
Per saperne di più: "Acting news: la rivista di cinema
per chi fa cinema" Ecomond Press, Roma, mensile.
Figura professionale altamente qualificata che dirige tutti i lavori: dalla preproduzione alla postproduzione fino alla realizzazione ultima del prodotto. Il regista intrattiene stretti rapporti di lavoro con il produttore, lo sceneggiatore, gli attori (i quali vengono scelti direttamente da lui), i tecnici e l'addetto al montaggio.
Inoltre, cura il rapporto tra visivo e sonoro ed è sempre di sua
competenza saper padroneggiare tutte le attrezzature di lavorazione.
Deve possedere un animo da leader ordinando in modo autorevole, ma al
tempo stesso necessita di quella comprensione che gli permette di avere
la collaborazione di tutto il suo staff. Spesso si inizia per caso come
assistente alla regia e aiuto regista e solo dopo, soprattutto grazie
alle proprie capacità, si può aspirare a diventare la figura
centrale della produzione di un film.
In questi anni vi sono buone possibilità occupazionali anche nel
settore pubblicitario.
Per saperne di più: "Scolpire il tempo" di A. Tarkovskij,
Ubulibri, Milano, 1998.
Figura il cui compito è l'allestimento degli ambienti dove si
avvieranno le riprese; è suo dovere stilare bozzetti che siano
realizzabili e conciliabili con la sceneggiatura.
Per il suddetto motivo partecipa anche alla definizione di quest'ultima.
Collabora per di più, con il regista e con il produttore al fine
di realizzare un prodotto compatibile con il budget previsto e con l'idea
generale del film voluto.
Sono necessarie competenze di disegno tecnico e una buona capacità
di estrapolazione degli aspetti artistici ed estetici dalla sceneggiatura.
Generalmente è un libero professionista e con contratto a tempo
determinato con orari di lavoro irregolari.
A livello organizzativo è una figura centrale della fase di preproduzione
essendo in stretto contatto con il regista, lo sceneggiatore e il produttore.
Per altro questo lavoro si è svalutato nel tempo relegando la figura
dello scenografo a coordinatore di trovarobe e location manager.
Per saperne di più: "Materiali del corso di scenografia"
di L. Ruzza, Euroma, Roma, 1998.
In questo numero vogliamo segnalarvi alcuni corsi di laurea triennale e specializzazioni al fine di ottenere la migliore formazione possibile e avere le carte in regola per affrontare questo luccicante mondo fatto di riflettori ed effetti speciali che dietro "nascondono" tecnici ed esperti competenti.
laurea in ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione
destinatari: diplomati;
durata: 3 anni;
titolo di ammissione: diploma;
titolo rilasciato: laurea di 1° livello con possibilità di
proseguimento per ottenere la laurea di 2° livello
prova finale: obbligatoria;
stage: obbligatorio al 3° anno.
Ente di formazione: Politecnico di Torino - Facoltà di Ingegneria
via Boggio 61 - 10138 Torino
tel. 011 5646111
laurea specialistica in rappresentazione audiovisiva e multimediale
(RAM)
destinatari: laureati di 1° livello;
durata: 2 anni;
titolo di ammissione: laurea di 1° livello. Per ammissione senza debiti
formativi è necessaria la laurea in discipline dell'arte, della
musica e dello spettacolo o laurea in multimedialità e discipline
dell'arte, della musica e dello spettacolo;
titolo rilasciato: laurea di 2° livello
prova finale: obbligatoria.
Ente di formazione: Università degli Studi di Torino
Facoltà di Scienze della Formazione
via Sant' Ottavio 20 - 10124 Torino