Itinerario n. 4

Parco del Valentino - Borgo Medioevale - Museo dell’Automobile - Italia 61 - Palazzo del Lavoro - Palazzo a Vela - Lingotto
Servizi Utili

Da piazza Vittorio Veneto prendiamo lungo Po Diaz e proseguendo per corso Cairoli fino al corso Vittorio Emanuele troviamo l’entrata monumentale del Parco del Valentino con Arco di Trionfo.
Il Parco del Valentino si estende lungo la riva sinistra del Po tra il ponte Umberto I, costruito tra il 1903 e 1907 demolendo l’ottocentesco ponte di MariaTeresa; si tratta di un ponte di interesse artistico per la presenza di quattro gruppi allegorici in bronzo di Luigi Contratti e Cesare Reduzzi, e il ponte Principessa Isabella. Viene aperto come parco pubblico nel 1856 e successivamente riorganizzato nel 1864. Tra i suoi ampi viali troviamo alcuni tra i monumenti più caratteristici di Torino: il Castello del Valentino, il Borgo e il Castello Medioevale e il Palazzo di Torino Esposizioni. Il Parco che occupa una superficie di 550.000 metri quadrati ha ospitato per molti decenni numerose ed importanti manifestazioni pubbliche, tra cui segnaliamo le grandi esposizioni internazionali tra fine Ottocento e i primi trenta anni del Novecento.

 

Presentazione
del Sindaco

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Profilo Storico

Itinerario 1
da P.zza Castello a C.so Regina

Itinerario 2
da P.za Castello a Via Roma

Itinerario 3
da Palazzo Reale al Monte dei Cappuccini

Itinerario 4
dal Parco del Valentino al Lingotto

Non solo vale la pena trascorrere alcune ore di relax passeggiando per i viali del parco ad ammirare la dolcezza e la bellezza del luogo ma sorprende il fatto che l’idea sia realizzabile in virtù Accessibiledell’assenza di barriere architettoniche.
Inoltre, chi volesse abbandonare i soliti percorsi cittadini e dimenticare per un breve momento i rumori delle strade in una bella giornata di sole potrebbe godere la città, che si affaccia sulle sponde del fiume, dai battelli di navigazione sul Po, un servizio messo a disposizione dal Comune con imbarco accessibile ai Murazzi, lungo l’asse di Corso Cairoli, all’altezza del monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi, opera di Edoardo Tabacchi (1887).

Il Castello del Valentino è un maestoso edificio trasformato dai lavori di ampliamento ad opera di Carlo e Amedeo di Castellamonte su volere di Madama Reale Maria Cristina tra il 1630 e il 1660. Il Castello ha svolto nel Seicento un ruolo storico importante in quanto sede, per alcuni decenni, della corte sabauda diventando centro della vita politica e luogo di feste e di giochi pubblici. Successivamente è stato abbandonato fino a subire nel corso del tempo un lento ed inarrestabile degrado. A metà dell’Ottocento il Castello, dopo varie vicissitudini riguardanti le scelte per la sua utilizzazione che non sempre hanno rispettato o sono state conformi alla sua storia e alla sua bellezza, viene restaurato su progetto di Domenico Ferri allo scopo di adibirlo a spazio espositivo pubblico, ma solo negli ultimi anni trova la sua funzione definitiva come sede prima della Facoltà di Ingegneria e poi di quella di Architettura. Il Castello presenta motivi architettonici tipici dei castelli francesi del Seicento, ma la monumentalità barocca e la decorazione ne testimoniano lo stile italiano, visibile anche nella facciata in cotto che prospetta verso il Po.
AccessibileL’ingresso è accessibile dal lato destro del Cortile rettangolare del corpo centrale, fiancheggiato da due padiglioni quadrilateri a torre e con alti tetti.
AccessibileLa visita del Castello è limitata solo al Cortile in quanto le stanze e gli ambienti interni, che conservano in parte le decorazioni, gli affreschi e gli stucchi originari seicenteschi, sono chiusi al pubblico perchè ospitano gli uffici della Facoltà.

  • Il Castello è aperto sabato e domenica e durante le festività infrasettimanali dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ingresso: 5.000 (intero) e 3.000 (i ridotti); per le comitive composte da 20/25 persone si possono fare biglietti collettivi da 50 mila lire.

Sulla sinistra del Castello troviamo l’Orto Botanico dell’Università fondato nel 1729 da Vittorio Amedeo II, dove vengono coltivate piante medicinali ed industriali. Per la prima volta aperto al pubblico nella primavera-estate del 1997 si prevede una prossima riapertura a partire dall’11 di Aprile 1998, con uscite guidate il sabato e la domenica. La bellezza e la pace del luogo meritano sicuramente una visita che, peraltro, Accessibilenon presenta difficoltà di movimento per i suoi ampi spazi.

Più avanti, proseguendo verso il centro del parco, presso la riva del Po troviamo il Castello e il Borgo Medioevale: un’originale e scenografico complesso architettonico, che riproduce con minuzie di particolari le caratteristiche degli edifici medioevali. Esso è stato progettato ed ideato da Giuseppe Giacosa, Alfredo D’Andrade ed altri, come attrattiva culturale e spettacolare in occasione dell’Esposizione del 1884. E’ tuttora un esempio notevole e interessante dell’architettura, della decorazione e della vita quotidiana piemontese del Quattrocento.
AccessibileLa visita del Borgo Medioevale è difficoltosa a causa della stradina con pavimentazione irregolare, marciapiedi senza scivoli e spazi molto stretti. Superando con cautela il ponte elevatoio, sovrastato dalla torre quadrilatera di Oglianico, si accede alla prima piazzetta dove troviamo a destra una fontana e un forno mentre a sinistra la casa dei pellegrini.

Ai lati della stradina tortuosa che porta al Castello corrono paralleli i portici sotto le cui arcate si aprono numerose botteghe artigianali; ai piani superiori si trovano le abitazioni, costruite in stile.
Accessibile E’ possibile visitare la Bottega del Vetro e la Stamperia mentreNon accessibile le altre botteghe presentano enormi difficoltà di entrata sia per l’esistenza di gradini sia per l’insufficiente larghezza delle porte d’accesso. Sul lato destro c’è la Chiesa, visitabile solo se si è aiutati a valicare un gradone molto alto.

Proseguendo, sempre a destra, sorge il Castello che è l’unico edificio del Borgo completo e arredato in tutte le sue parti. Costruito su pianta simile a quello di Fenis, gli ambienti interni invece si ispirano ad altri castelli piemontesi. La visita è resa suggestiva dall’atmosfera reale dell’ambientazione e una musica accompagna il visitatore durante il percorso.
Una ripida e difficile salita porta al Castello il cui ingresso, al cortile d’onore interno, Accessibileè consentito solo se aiutati a superare l’ennesimo gradone. Una volta nel cortile si può solo ammirare la bella circolarità della sua struttura:Non accessibilenon è possibile infatti visitare gli ambienti adiacenti a causa di scalini e quelli al piano superiore in quanto vi si accede per una ripida scalinata. Vi troviamo, comunque, minuziosamente ricostruiti al pian terreno il corpo di guardia, la cucina e la sala da pranzo; al primo piano la sala baronale con trono, la camera nuziale e la cappella e nei sotterranei le prigioni. Il Castello non possiede piattaforme elevatrici tali da facilitare almeno la salita al cortile d’onore.
Non accessibileInagibili sono anche i servizi pubblici del Borgo.

  • Il Borgo Medioevale è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19 in inverno, e dalle 9 alle 20 in estate e l’ingresso è gratuito, mentre la Rocca Medioevale è chiusa il lunedì ed e’ visitabile dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Ingresso: L.5.000 (interi) e L. 3.000 (ridotti); i bambini al di sotto dei 10 anni entrano gratuitamente.

Usciti dal Borgo Medioevale e costeggiando il Po si risale verso viale Boiardo: a sinistra troviamo la Fontana dei 12 mesi, monumentale opera di fine Ottocento con grande vasca contornata da statue simboleggianti i mesi dell’anno. Proseguendo a destra c’è il bellissimo Giardino delle rocce, i cui viali attraversano aiuole e ruscelli, Accessibilepercorribili nonostante una rilevante pendenza.

Il viale termina su un piazzale che si apre su corso Massimo D’Azeglio dove sorge l’imponente statua equestre dedicata al Principe Amedeo. Sull’asse di corso Massimo D’Azeglio si affacciano alcuni esempi interessanti di edifici ottocenteschi che attualmente ospitano vari dipartimenti della facoltà di medicina, tra cui spicca il palazzo ottocentesco sede dell’Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris.

A sinistra della statua c’è il Palazzo di Torino Esposizioni, che è una trasformazione del 1948 ad opera dell’architetto Roberto Biscaretti del Palazzo della Moda e delle Esposizioni costruito un decennio prima e distrutto durante la Seconda guerra mondiale. Il Palazzo è sicuramente un bello ed imponente complesso unitario di padiglioni espositivi, che comprende anche un teatro stabile (attualmente in ristrutturazione fino al 2 Marzo 1998 giorno d’inaugurazione) per concerti e spettacoli teatrali e un palazzo del ghiaccio.
AccessibileIl teatro è accessibile e i servizi igienici sono attrezzati secondo le norme.

Nei pressi del Palazzo Torino Esposizioni Accessibileesistono parcheggi riservati ai disabili e facilmente si giunge Accessibileall’entrata principale dove una pedana consente di superare gli scalini. Lo spazio interno ampio e gli arredi fissi ben distribuiti permettono il transito e la visita dei locali, in occasione di saloni internazionali.

Al suo interno sono Accessibilepresenti piattaforme elevatrici e telefoni accessibili ai disabili e i servizi igienici sono perfettamente adeguati.

AccessibileIl bar ed il ristorante interni consentono una piacevole sosta.

Dopo la passeggiata artistico-culturale nel parco del Valentino si consiglia, a causa della lunga distanza, di proseguire con un mezzo di trasporto pubblico o privato, la visita al complesso architettonico di Italia ’61 e del Lingotto.

Quindi riprendendo il percorso in direzione di corso Massimo D’Azeglio troviamo il ponte Balbis o delle Molinette progettato da Giuseppe Pagano Pogatschnig nel 1928 che porta all’imponente complesso, diviso in padiglioni, dell’Ospedale Maggiore (conosciuto dai torinesi come Ospedale delle Molinette) e fiancheggiato da cliniche universitarie. Seguendo il lungo Po nella stessa direzione troviamo l’arteria di corso Unità D’Italia dove c’è da vedere l’interessante edificio sede del Museo dell’Automobile, progettato da Amedeo Albertini e costruito nel 1960, che ospita una tra le più importanti raccolte storiche di materiali illustrativi sull’evoluzione delle diverse forme di produzione dell’automobile. Il Museo è ricco anche di una collezione di automobili d’epoca che ricorda i primordi della nascita dell’industria automobilistica sia italiana (soprattutto della FIAT) che straniera. Notevole è la biblioteca aperta al pubblico, l’archivio fotografico, il centro di documentazione e la collezione di riviste rare sull’argomento.

La presenza diAccessibile marciapiedi con scivolo consente di giungere senza grandi difficoltà all’entrata del Museo, dove una rampa conduce direttamente all’ingresso. Una volta dentro il museo la disposizione degli spazi e degli arredi fissi permettono la visita e senza problemi si può salire ai piani superiori per la Accessibilepresenza di capienti ascensori. Esistono parcheggi riservati ai disabili.
L’unico aspetto negativo è lNon accessibile’assenza di servizi igienici adeguati.

  • Il Museo dell’Automobile è aperto tutti i giorni ad esclusione del lunedì, dalle 10 alle 18,30. Ingresso: L. 10.000 (interi) e L. 7.000 (ridotti); per comitive da 15 persone il prezzo individuale è di L. 7.000.

Italia ‘61, ovvero complesso di edifici comprendenti Palazzo a Vela e Palazzo del Lavoro

Dopo aver percorso la storia dell’industria automobilistica ci dirigiamo, in breve tempo, risalendo via Garessio, a sinistra, verso via Ventimiglia dove al numero 145 si trova il Palazzo a Vela, un imponente edificio costruito in occasione della commemorazione del centenario dell’Unità d’Italia su progetto di Annibale e Giorgio Rigotti. Una scalinata ripida scende verso l’ingresso principale ma non è accessibile per Non accessibilel’assenza di strutture adeguate (scivolo).
AccessibileL’accesso è consentito attraverso un cancello a latere. La porta d’entrata non presenta ostacoli ma unaNon accessibile volta al suo interno il movimento è molto limitato a causa della realizzazione di strutture fisse che non consentono neppure di assistere alle iniziative sportive (una pista per gare sportive campeggia al centro dell’edificio mentre i palchi sono pensati per un pubblico arrampicatore).

Risalendo via Ventimiglia, facilitati daiAccessibile marciapiedi muniti di scivolo, si arriva a Palazzo del Lavoro, capolavoro di architettura contemporanea in cemento armato, acciaio e vetro con struttura di sedici pilastri a fungo, disegnato ed ideato da Pier Luigi Nervi nel 1959, sempre in occasione del centenario dell’Unità d’Italia.
AccessibileL’accesso al Palazzo è consentito dalla porta principale e gli arredi fissi interni non portano ostacoli alla visita.
AccessibileI servizi igienici sono solo in parte adeguati. Il bar e il ristorante sono accessibili ed esistono anche parcheggi riservati ai disabili.

Da via Ventimiglia svoltiamo su corso Caduti sul lavoro e attraversando il semaforo di via Genova ci ritroviamo di fronte allo stabilimento di Fiat-Lingotto, iniziato nel 1916 e terminato nel 1923 su progetto di Giacomo Mattè Trucco. Esso è stato il principale centro produttivo della Fiat-auto tra le due guerre. L’edificio ha rappresentato l’immagine della catena di montaggio in quanto la sua forma, un grande parallelepipedo, organizzava su cinque piani l’intero processo produttivo fino alla verifica definitiva dell’automobile sul tetto, dove era allestita la pista di prova. Il complesso ha perso la sua funzione di fabbrica modello senza riuscire a trovare per alcuni anni una sua identità specifica che non fosse quella di luogo della memoria storica e materiale della fabbrica taylorista. Successivamente ristrutturato secondo canoni e soluzioni stilistiche ed architettoniche al contempo conservative ed innovative, ispirate a un progetto dell’architetto Renzo Piano, il Lingotto è diventato oggi la sede prestigiosa di importanti e polivalenti iniziative culturali e commerciali: i suoi spazi ospitano tra le numerose manifestazioni il Salone del Libro e il Salone della Musica. Negli ultimi mesi il Lingotto è tornato ad essere in parte luogo di produzione in quanto è stato scelto dai vertici della Fiat ad accogliere i suoi quadri dirigenziali.

  • Il Salone del libro si svolge nel mese di maggio: per il 1998 l’edizione è programmata dal 21 al 25 maggio. Il costo del biglietto è di L. 15.000. Il Salone della musica è programmato dall’8 al 13 ottobre ed il prezzo di 15.000 lire è riferito alla passata edizione.

La Stampa

Il quotidiano La Stampa, fondato nel Febbraio 1867, è l’unico giornale torinese a tiratura nazionale; la sua sede, via Marenco 32, si trova in un edificio in vetro-ferro-cemento costruito negli anni sessanta con vista sul Parco del Valentino e sul Po.

SERVIZI UTILI

I Portici del Lingotto
Apertura ore 10-19 (orario continuato)
Lunedì mattina chiuso
AccessibileSalendo con un capiente ascensore ci ritroviamo davanti a un chilometro porticato di esercizi commerciali accessibili. I servizi igienici sono attrezzati.
Nello stesso complesso troviamo l’hotel Le Meridien con sei camere riservate ai disabili. Tel. 011/66.42.000

Hotel D’Azeglio Via Menabrea, 20 - tel. 011/6670574
L’albergo è dotato di piattaforma elevatrice, ascensore capiente e due camere attrezzate con servizi.

All’interno del Borgo c’è il ristorante San Giorgio - tel. 669.21.31Accessibile accessibile da una porta laterale che si affaccia su di una piazzetta. INon accessibile servizi igienici non sono adeguati.

Ristorante "Ciao", corso Massimo D’Azeglio, 11/a.Non accessibile I servizi igienici sono attrezzati.

Farmacia Borgarelli - via Madama Cristina, 62


Istituto Professionale di Stato per i servizi Commerciali e turistici "C.I. Giulio"

10125 Torino - via G.Bidone, 11 - tel. 011/ 658.702 - 655.689 - fax 669.26.24

Hanno collaborato:

Gli allievi: Ivan Barba, Sara Bimonte, Katia Candeo, Laura Carrozzino, Chiara Cornacchia, Danila Gallina, Marco Giacon, Nabil Hamrad, Mirko Mejnardi, Simone Panfilio, Claudia Paparella, Monica Prezioso, Stefano Sassi, Mauro Straticò;

I docenti: Giuseppe Iannantuono e Pia Lauritano.

 Consulta per le persone in difficoltà
Istituto Magistrale di via Duchessa Jolanda, IPC "Boselli", IPC "Giulio", IPC "Lagrange"

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