Itinerario n. 2

Piazza Castello - via Accademia delle Scienze - via Maria Vittoria - piazza S. Carlo - via Roma.
Alberghi - Ristorazione - Servizi Utili

In piazza Castello, ponendoci con via Garibaldi alle spalle, osserviamo la superba facciata di Palazzo Madama davanti a noi e ripercorriamo col pensiero la sua lunga storia.
In età romana, proprio in quel luogo, sorgeva la Porta Fibellona, l'antica Porta Praetoria. Il castello è stato infatti costruito sulla porta romana, costituita da due torri, alle quali successivamente ne sono state aggiunte altre due; dal muro, rivolto verso via Po, e dall'unione delle quattro torri è nato il Castello dei Signori di Torino. Ludovico d'Acaja, a partire dal 1403, lo rafforza e, nel 1608 con Carlo Emanuele I, il castello acquista un ruolo primario. Nel 1637 la Madama Reale, Maria Cristina di Francia, per difendersi dai cognati, si stabilisce nel castello, dando inizio a imponenti lavori di trasformazione. Il Palazzo-Castello è stato sede di Carlo Emanuele II e, nel 1675, dopo la sua morte, vi si è stabilita la vedova Madama Reale, Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Dal 1832 al 1865 ha accolto la Regia Pinacoteca, è stato sede del Senato Subalpino per quasi venti anni e per quattro del Senato del nuovo Regno d'Italia.

 

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del Sindaco

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Profilo Storico

Itinerario 1
da P.zza Castello a C.so Regina

Itinerario 2
da P.za Castello a Via Roma

Itinerario 3
da Palazzo Reale al Monte dei Cappuccini

Itinerario 4
dal Parco del Valentino al Lingotto

Dal 1934 ospita il Museo Civico d'Arte Antica, da quasi 10 anni chiuso per restauro. All'interno è conservato l'arredamento mobiliare del '700 e, fra i dipinti, il "Ritratto di ignoto" di Antonello da Messina. L'imponente facciata del palazzo e i rifacimenti interni sono opera settecentesca di Filippo Juvarra. L'ordine di colonne della facciata non parte dal suolo, bensì da un alto zoccolo bugnato ed è spartito da finestre molto ampie, che illuminano lo scalone interno. Sul cornicione, ornato da bellissime statue e vasi a grandezza d'uomo, corre una balaustra piuttosto alta. Giovanni Baratta, che inviò i pezzi da Roma, fu l'autore della parte plastica. Gli spettano i pannelli con i trofei e le allegorie del coronamento, oltre alle protomi femminili e le testate dello scalone. Vale la pena di notare all'interno, per ora solo dal cancello chiuso, lo stupefacente scalone a due rampe. Sulla parete sono presenti calotte terminali e, sul soffitto, un'immensa volta a cassettoni. Si coglie, nell'andamento delle rampe declinanti, un'ammirabile armonia.

Sul piazzale, angolo via Garibaldi, si trova un'edicola di giornali, Accessibileaccessibile.

Dopo essere passati sotto i portici di piazza Castello si attraversa via Pietro Micca Accessibilecon qualche difficoltà a causa della pavimentazione formata da lastroni di pietra, si percorre un piccolo tratto di portici, si attraversa, al semaforo, via Roma e, proseguendo sotto i portici, dopo via Accademia delle Scienze, a destra si trova il locale storico di "Baratti e Milano". Progettato tra il 1909 e il 1911, ha una bellissima insegna decorata con fregi floreali, un interno elegante e offre una raffinata pasticceria.

All'angolo della piazza si apre la Galleria dell'Industria Subalpina, passaggio coperto che collega Piazza Castello con Piazza Carlo Alberto, fortemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale e ricostruita come un vero salotto della città; è nota a intere generazioni torinesi per le librerie antiquarie e le gallerie d'arte Accessibile(accessibile). Proseguendo sotto i portici di Piazza Castello, al n.15, si trova il tradizionale caffè Mulassano. aperto dal 1879, con arredi interni in stile Liberty; è uno dei più rinomati caffè di Torino.

Sulla piazza si trovano tre aree di Accessibileposteggio riservato ai disabili: una sulla sinistra della cancellata di Palazzo Reale (5 posti), una alla destra della Prefettura (3 posti) e una sulla destra di via Garibaldi (2 posti).

Ritornando sui nostri passi a sinistra inizia via Accademia delle ScienzeAccessibile (percorribile), che conduce in piazza Carignano. L'area è diventata isola pedonale con panchine e vasi di piante e fiori; ci si puòfermare a riposare e ad osservare con calma le belle architetture intorno. La mole di palazzo Carignano domina la piazza. L'edificio, commissionato dal principe Emanuele Filiberto il Muto, figlio di Tommaso di Carignano, a Guarino Guarini, è stato sede della prima Camera dei deputati subalpini dal 1848 al 1860 e del primo Parlamento italiano dal 1860 al 1865. Il Palazzo possedeva sul retro un grande giardino con le scuderie (di Tommaso di Carignano), di cui si conserva la facciata, (ora della Biblioteca Nazionale), in P.zza Carlo Alberto. Dall'atrio si dipartono due scaloni curvi che si incontrano sul ballatoio, da cui si accede al balcone centrale e all'aula della Camera del Regno di Sardegna. La facciata è caratterizzata da linee concave e convesse dall'uso del mattone ruvido e grezzo e dalle decorazioni di pura fantasia intorno alle finestre, ispirate a motivi esotici. E' uno dei capolavori dell'architettura barocca; bisognerebbe contemplarlo in varie ore del giorno per ammirare gli effetti di luce creati dalle sporgenze e dalle rientranze.

All'interno del palazzo è ordinato il Museo del Risorgimento Accessibile(accessibile)

  • Orario: da martedì a sabato ore 9-18.30; domenica ore 9-12.30; lunedì chiuso. Ingresso £ 8000, ridotto £ 5000.
    AccessibileSono a disposizione delle carrozzelle per le persone con difficoltà motorie e passeggini per bambini. I servizi igienici non sono però adeguati per i disabili (gradini). Per la visita si sale con un ascensore molto spazioso, anche attrezzato per non_vedenti. Lungo tutto il percorso sono sistemate didascalie in Braille.

Il museo, fondato nel 1884, è costituito da 27 sale in cui si possono vedere dipinti, documenti storici, statue, bandiere, fotografie, uniformi, giornali, relativi al periodo che va dal 1706 alla II guerra mondiale. Da segnalare l'aula del I Parlamento Subalpino.
Usciti dal museo, passando attraverso il cortile, costituito però da un acciottolato piuttosto sconnesso, si ritorna in p.zza Carignano. All’angolo con via Cesare Battisti si trova il Ristorante del Cambio. Pare che il suo nome derivi dall'antica destinazione
del locale nel quale si operava il cambio delle monete, mentre nella piazza si procedeva alla sostituzione dei cavalli della diligenza. Come ristorante iniziò la sua attività nel 1757. Divenne locale preferito dai deputati della vicina Camera e tra i suoi clienti più illustri ci fu Camillo Benso conte di Cavour. Presenta arredi d'epoca e vanta un'ottima cucina piemontese.

Accanto sporge la bussola poligonale del Teatro Carignano. Non bisogna lasciarsi spaventare dalla porta girevole, perchè, a richiesta, viene aperto l'ingresso frontale Accessibile(perfettamente agibile, come i servizi igienici). Il palazzo progettato da G.B. Feroggio, dopo due incendi che distrussero i precedenti edifici in legno, poi in muratura, presenta un interno dorato e decorato in stile settecentesco, la sala è a forma di ferro di cavallo, in cui si aprono leggiadri palchi. L'ingresso per gli spettacoli èAccessibile gratuito per i disabili.

 

Si svolta a destra in via Principe Amedeo e subito a sinistra nella piccola via Duse, dove si trova l'ingresso posteriore (ed Accessibileaccessibile) del Museo Egizio, mentre l'ingresso principale di via Accademia delle Scienze n 6 Non accessibileè impraticabile a causa di tre gradini. E' il più famoso Museo torinese, a cui la città deve la sua immagine all' estero ed è ospitato nei locali dell' Accademia delle Scienze, opera insigne di Guarino Guarini. Nel 1759 il prof. Donati porta a Torino dall'Egitto il primo nucleo del museo. Nel 1824 il re Carlo Felice acquista la collezione di antichità egiziane da Bernardino Drovetti (console francese al Cairo). La collezione viene collocata al piano terreno del palazzo. Il museo ottiene un decisivo incremento di opere egiziane dalle ricerche archeologiche di Ernesto Schiapparelli, direttore del museo nei primi decenni del XX secolo.

  • L'orario d'apertura è il seguente: dal martedì al sabato 9 - 19; domenica e festivi 9 - 14; lunedì chiuso.

Il biglietto intero costa lire 12.000 ed è gratuito per i minori di diciotto anni e per i maggiori di sessanta.

Le sale del museo sono 11, dislocate su tre piani: una si trova a livello sotterraneo, due sono al pian terreno, otto a quello superiore. Le prime due sale al pian terreno costituiscono lo Statuario: i reperti più notevoli sono le sfingi di Amenhotep III, l'affascinante statua di Ramsete II, il colossale Sethi II e il gruppo raffigurante il re Tutankhamon con il dio Amon. Qui è anche collocato il tempio di Ellesija dedicato a Thutmosi III, donato al museo dal governo del Cairo. Questo settore è Accessibiletotalmente accessibile ai disabili: il reparto dello statuario è dotato anche di Accessibilepercorsi tattili e di auricolari di guida per non vedenti, ci sono i servizi igienici accessibili e attrezzati (solo in questo piano); per utilizzare l' ascensore, occorre rivolgersi a un sorvegliante che ha le chiavi (vedi piantina: i due ascensori sono riservati alla visita al Museo Egizio e alla Galleria Sabauda). Nel piano sotterraneo, lungo il tratto delle mura romane, scoperto durante quest'ultimo ampliamento del Museo, c'è una sala espositiva dedicata ai reperti provenienti dagli scavi di Schiapparelli .

Al primo piano si trovano otto sale. La prima sala è dedicata alla scultura, con reperti provenienti dai luoghi pubblici del culto (in prevalenza stele e tabelle lignee). La seconda sala è riservata a suppellettili funerarie, a testimonianza del culto degli Egiziani per l'aldilà; qui si trovano esposte alcune mummie e canopi, vasi contenenti gli organi interni dei defunti. La terza sala è riservata agli "antiquaria": vasi, coppe, monili, reperti della Tomba di Nefertari e una copia dell'obelisco di Dogali. Accanto a questa sala, seguono tre stanze importanti: la prima è la Tomba di Ignoti, che contiene tre sarcofaghi e un ampio corredo; la seconda è la Cappella di Maia, pittore del 1350 a.C.; la terza è la tomba di Kha, architetto del 1400 a.C. che contiene due sarcofaghi, il più antico Libro dei Morti ritrovato, cibarie e oggetti personali.

Nella quarta e quinta sala si trovano strumenti di tessitura e scrittura, una collezione di pergamene fra cui il Papiro Magico; molto raffinata è la riproduzione di una ballerina in arco dorsale eseguita su un "ostrakon".
La sesta sala è dedicata alle arti e ai mestieri, vi si trovano oggetti di uso quotidiano e domestico e armi.
La settima sala espone reperti religiosi fra cui la Vetrina della Magia, con talismani e tabernacoli.
L'ottava e ultima sala è dedicata alla pittura e presenta anche dei modellini di barche.

Al secondo e al terzo piano del Palazzo dell'Accademia delle Scienze è ordinata la Galleria Sabauda , pinacoteca fra le più importanti di Italia. Accessibile(Secondo piano accessibile, terzo piano parzialmente accessibile, Non accessibileservizi igienici non accessibili). Ingresso £ 8000 - gratuito per i maggiori di 60 anni e per i minori di 18.

  • Orario: dal martedì alla domenica 9 - 14; il giovedì 10 - 19; lunedì chiuso.

L'origine della galleria risale al 1832, quando Carlo Alberto raccoglie a Palazzo Madama i quadri che facevano parte delle collezioni reali per esporli al pubblico. Arricchita più volte nel 1865 viene trasferita nella sede attuale ed è stata ultimamente risistemata sui due piani. L'importanza della pinacoteca sta nella ricca raccolta di pittura piemontese ma, soprattutto,nella sezione dei fiamminghi, che conta capolavori di altissimo livello. Ricordiamo "S. Francesco riceve le stimmate" di Jan van Eyck , " Scene della passione di Cristo" di Hans Memling, "Cena in casa di Simone" di Veronese, due stupende vedute di Torino del Bellotto "Palazzo Reale" e "Ponte sul Po" e "I figli di Carlo I d'Inghilterra" di A. van Dyck.

Da via Duse, superando un gradino di circa 10 cm, è possibile, attraverso un passaggio interno, giungere in via Maria Vittoria. A sinistra la si percorre per un breve tratto e si giunge sul piazzale antistante la chiesa di San Filippo Neri. La chiesa, iniziata nel 1675, è il frutto di una travagliata storia architettonica. Progettata da Guarini, dopo un crollo rovinoso viene completata nel 1714 da Filippo Juvarra. La

facciata viene ultimata nel corso dell'Ottocento in un monumentale stile neoclassico (la chiesaNon accessibile non è accessibile e il suo piazzale, con ciottoli irregolari, Non accessibileè difficilmente percorribile).

Di fronte, al n. 4 di via Maria Vittoria, è collocato il Palazzo Asinari di San Marzano realizzato intorno al 1684. Costituisce un interessante esempio di architettura barocca, ideato da Michelangelo Garove nel 1684. L'atrio, a colonne tortili, si apre con grande effetto scenografico sullo sfondo architettonico ideato da Camillo Boggio nel 1883; il portale venne disegnato, con armoniose linee da Benedetto Alfieri nel '700 (il cortile èAccessibile accessibile anche se presenta una pavimentazione con acciottolato).

Proseguendo per Maria Vittoria, dopo aver attraversato via Lagrange, si giunge in Piazza San Carlo. Si prosegue sotto i portici di sinistra che sono raggiungibili senza difficoltà passando dall'esterno. Al n. 159 è situata la "Vetrina per Torino" (Accessibileaccessibile), dove si possono trovare tutte le informazioni sulle iniziative culturali avviate dal Comune di Torino.

Piazza San Carlo è considerata la più bella piazza di Torino ed è, senza dubbio, il cuore della città. Progettata da Carlo di Castellamonte, sul terreno del Vallo, inizialmente era chiamata Piazza Reale e solo in seguito fu dedicata al grande Santo, arcivescovo di Milano, e fu anche chiamata Place Napoléon durante il periodo dell' occupazione francese. Il progetto fu continuato da Amedeo, figlio di Carlo di Castellamonte, intorno al 1644. E' una delle piazze più vaste di Torino ed è di disegno unitario; i suoi lati sono porticati, con colonne binate e distanziate, oculi a giorno e le facciate retrostanti erano aperte sulla campagna. Nel 1750, per ragioni di stabilità, le colonne vennero incorporate in pilastri, su cui furono applicati degli ornamenti in stucco.
Si eleva al centro di essa il monumento a Emanuele Filiberto (detto "Caval 'd Brons"), opera di Carlo Marocchetti, una delle migliori statue equestri del primo '800.
L'opera maestosa rappresenta il Duca nell'atto di ringuainare la spada dopo la battaglia di San Quintino, un gesto che simboleggia la fine di un'epoca e l'inizio dell'opera di ricostruzione.
Sul lato sinistro della piazza si erge il Palazzo Solaro del Borgo; fu ricostruito da Benedetto Alfieri e dal 1839 vi ha sede l'Accademia Filarmonica. Al n. 151 si trova il ristorante "Neuv Caval 'd Brons" che prende il nome da monumento posto al centro della piazza, locale storico e prestigioso della città. Al n.191 ci si soffermi ad ammirare l'antica insegna della pasticceria Stratta che appartiene alla tradizione di Torino. Il negozio, che sembra una bomboniera decorata da specchi e legni pregiati, era frequentato, in tempi passati, anche da Cavour.


Al fondo della piazza si trova la Chiesa di Santa Cristina (a sinistra) progettata da Carlo di Castellamonte, inizialmente un convento per monache. La chiesa, a differenza dell'attigua dedicata a San Carlo, è priva di campanile. Nel 1715 Juvarra viene incaricato di disegnare la facciata della nuova chiesa. Il suo lavoro è ispirato allo stile barocco romano: un vivace chiaro-scuro caratterizza il prospetto dell’edificio, in cui piedistalli, statue, candelieri paiono infiorescenze nate al sommo delle colonne. Tutto ciò, in una piazza così omogenea è ideato in modo che l'occhio vi si posi immediatamente. Hanno una rilevante importanza le statue di Santa Cristina e di Santa Teresa. L'interno è notevole: la volta è decorata da stucchi seicenteschi e l'altare eseguito da Ferdinando Bonsignore rappresenta l'essenza della raffinatezza e dell'eleganza.
La Chiesa di San Carlo viene eretta, per volere di Carlo Emanuele I, nel 1619 e dedicata a San Carlo Borromeo. L'attribuzione è controversa. Il campanile è del 1779. Nel 1840 è progettata l'attuale facciata in granito rosato, sul modello della Chiesa di Santa Cristina. Sul timpano in alto è raffigurato, in bassorilievo, San Carlo Borromeo che comunica Emanuele Filiberto. Altre ristrutturazioni vennero operate dal 1863 da Carlo Ceppi. (Non accessibileLe due chiese non sono accessibili).

L'attraversamento sul lato destro della Piazza è difficoltoso a causa dei marciapiedi, antistanti le due chiese, privi di scivoli. Si può allora passare dietro le chiese, visitando Piazza C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) aperta nel 1933 con lo stile monumentale voluto da Piacentini, l’architetto che progettò l'ultimo tratto di Via Roma. Interessanti sono le due fontane del Po e della Dora, rappresentati in figure di uomo barbuto e donna formosa, sdraiati su un basamento marmoreo.

Si torna in Piazza San Carlo e, sotto i portici di destra s'incontra al n. 204 il Caffè Torino, salotto elegante di tutta la città-bene del passato e di oggi. Presenta fregi dorati, lampadari e quadri. Nella vetrina, durante il periodo pasquale, troneggia un enorme uovo di cioccolato, tagliato a metà e decorato da riproduzioni in zucchero di angoli tipici di Torino. Attenti a non scivolare sul toro in bronzo che si trova sul marciapiede lastricato di fronte al locale. Al n. 156 nel Caffè San Carlo personaggi illustri della cultura e della politica discutevano di letteratura e non solo.

Una curiosità: sui due angoli estremi della piazza, in alto, esistono due immagini, simili tra loro, del Santo Lenzuolo, trasportato a Torino da Chambery, con la Madonna e due Apostoli.

AccessibileSulla piazza sono presenti due aree di parcheggio riservate ai disabili, con due posti ciascuna su entrambi i lati. All'angolo della piazza è collocata un'edicola accessibile.

Dopo aver attraversato via S. Teresa, si percorre la Galleria S. Federico. Progettata negli anni Trenta da Eugenio Corte, quando venne rifatta via Roma. I lussuosi parati in marmo sono degna cornice alle belle vetrine, cui dà luce la copertura in vetro dell'intera Galleria, sede del cinema Lux (ingresso Accessibileaccessibile dal n.25). Si può uscire in via Roma dal tratto di corridoio di fronte al cinema. Da qui si prosegue, lungo i portici, fino in Piazza Castello continuando ad ammirare le belle vetrine.

Palazzo Bricherasio
Costruito in via Lagrange 20 con maestose linee barocche, nella prima metà del Seicento, divenne cenacolo per illustri artisti quali Delleani, Bistolfi, D'Andrade, Avondo. Un grande restauro fu portato a termine nel 1995 e, da allora, il palazzo è diventato sede di importanti mostre quali quelle di Kandinskji, Léger, Casorati.

 

ALBERGHI

Grand Hotel Sitea ****
via C. Alberto, 35
Accessibile(accessibile dal passo carraio, all'interno è a disposizione un montacarichi)

Hotel Venezia ***
via XX settembre,70

RISTORAZIONE

Mc Donald's
p.zza Castello, 51
Accessibile(servizi igienici accessibili e attrezzati)

Cambio
p.zza Carignano, 2/D
(presenta un gradino all'ingresso di 10 cm.)

Arcadia
Galleria Subalpina
Accessibile(presenta un gradino di 8 cm. all'interno per accedere alla sala da pranzo, servizi igienici accessibili)

BAR

Caffè Replay
p.zza Castello, 117
(presenta un gradino all'ingresso di 10 cm.)

Bar Blu
p.zza Castello, 86
(gradino all'ingresso di 6 cm.)

Gelateria La Dolce Vita
p.zza S. Carlo, 204
(presenta un gradino all'ingresso di 6 cm.)

Bar Mokita
p.zza S. Carlo, 217

Gelateria Mon bijou
p.zza C.L.N. 235 bi

Caffè Maggiora
p.zza C.L.N. 246
Dehors estivo
(Presenta un gradino all'ingresso di 8 cm.)

Bar Augustus
via Roma 86

Bar Patria
p.zza Castello, 54
(presenta un gradino all'ingresso di 6 cm.)

Baratti & Milano
p.zza Castello, 27
Accessibile(servizi igienici accessibili)

Mulassano
p.zza Castello, 15

Caffè delle Scienze
via Accademia delle Scienze, 2
(servizi igienici accessibili)

Bar Pepino
p.zza Carignano, 8/B
Dehors estivo
(presenta un gradino all'ingresso)

Bar Impera
via Principe Amedeo 2/D

Caffetteria Neuv Caval 'd brons
p.zza S. Carlo 155

Caffè Torino
p.zza S. Carlo

SERVIZI UTILI

Bancomat San Paolo
via S. Teresa 1
p.zza Castello, 83

Telefonia Telecom
via Roma 18

Ufficio postale
via Amendola 9/E

Farmacia

via Giolitti 2/D
via Roma 24

Ufficio Informazioni Turistiche
p.zza C.L.N., 226

Teatro Carignano
Accessibilep.zza Carignano 6 -(servizi igienici accessibili ed attrezzati)

Cinema Lux
Galleria S. Federico
Accessibile(accessibile dal n. 25)



Istituto Magistrale Statale di via D. Jolanda, 27 bis
succursale via Bologna, 183 -tel. 011/ 447.26.84 - 28.06.68 - fax 43.33.281

Hanno collaborato:

classi 2H, 2I, 3I; alunni: Marco Celone, Fabio Giurleo, Federico Mansi, Tiziana Raffo.

docenti: Lina Capriolo, Adriana Costa Mavaracchio, Giorgio De Alessi, Augusta Moletto, Clemente Porreca, Vittorio Torre, Liliana Zonca, Demetrio Zumbo.

 Consulta per le persone in difficoltà
Istituto Magistrale di via Duchessa Jolanda, IPC "Boselli", IPC "Giulio", IPC "Lagrange"

Versione telematica a cura della Redazione WWW Comune Torino