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Itinerario n. 2 Piazza Castello
- via Accademia delle Scienze - via Maria Vittoria - piazza S. Carlo
- via Roma. In piazza Castello, ponendoci
con via Garibaldi alle spalle, osserviamo la superba facciata di Palazzo
Madama davanti a noi e ripercorriamo col pensiero la sua lunga storia. |
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Dal 1934 ospita il Museo Civico d'Arte Antica, da quasi 10 anni chiuso per restauro. All'interno è conservato l'arredamento mobiliare del '700 e, fra i dipinti, il "Ritratto di ignoto" di Antonello da Messina. L'imponente facciata del palazzo e i rifacimenti interni sono opera settecentesca di Filippo Juvarra. L'ordine di colonne della facciata non parte dal suolo, bensì da un alto zoccolo bugnato ed è spartito da finestre molto ampie, che illuminano lo scalone interno. Sul cornicione, ornato da bellissime statue e vasi a grandezza d'uomo, corre una balaustra piuttosto alta. Giovanni Baratta, che inviò i pezzi da Roma, fu l'autore della parte plastica. Gli spettano i pannelli con i trofei e le allegorie del coronamento, oltre alle protomi femminili e le testate dello scalone. Vale la pena di notare all'interno, per ora solo dal cancello chiuso, lo stupefacente scalone a due rampe. Sulla parete sono presenti calotte terminali e, sul soffitto, un'immensa volta a cassettoni. Si coglie, nell'andamento delle rampe declinanti, un'ammirabile armonia. Sul piazzale, angolo via
Garibaldi, si trova un'edicola di giornali, Dopo essere passati sotto
i portici di piazza Castello si attraversa via Pietro Micca All'angolo della piazza si
apre la Galleria dell'Industria Subalpina, passaggio coperto
che collega Piazza Castello con Piazza Carlo Alberto, fortemente danneggiata
durante la seconda guerra mondiale e ricostruita come un vero salotto
della città; è nota a intere generazioni torinesi per
le librerie antiquarie e le gallerie d'arte Sulla piazza si trovano tre
aree di Ritornando sui nostri passi a sinistra
inizia via Accademia delle Scienze All'interno del palazzo è
ordinato il Museo
del Risorgimento
Il museo, fondato nel 1884,
è costituito da 27 sale in cui si possono vedere dipinti, documenti
storici, statue, bandiere, fotografie, uniformi, giornali, relativi
al periodo che va dal 1706 alla II guerra mondiale. Da segnalare l'aula
del I Parlamento Subalpino.
Si svolta a destra in via Principe
Amedeo e subito a sinistra nella piccola via Duse, dove si trova l'ingresso posteriore
(ed
Il biglietto intero costa lire 12.000 ed è gratuito per i minori di diciotto anni e per i maggiori di sessanta. Le sale del museo sono 11,
dislocate su tre piani: una si trova a livello sotterraneo, due sono
al pian terreno, otto a quello superiore. Le prime due sale al pian
terreno costituiscono lo Statuario: i reperti più notevoli sono
le sfingi di Amenhotep III, l'affascinante statua di Ramsete II, il
colossale Sethi II e il gruppo raffigurante il re Tutankhamon con il
dio Amon. Qui è anche collocato il tempio di Ellesija dedicato
a Thutmosi III, donato al museo dal governo del Cairo. Questo settore
è Al primo piano si trovano otto sale. La prima sala è dedicata alla scultura, con reperti provenienti dai luoghi pubblici del culto (in prevalenza stele e tabelle lignee). La seconda sala è riservata a suppellettili funerarie, a testimonianza del culto degli Egiziani per l'aldilà; qui si trovano esposte alcune mummie e canopi, vasi contenenti gli organi interni dei defunti. La terza sala è riservata agli "antiquaria": vasi, coppe, monili, reperti della Tomba di Nefertari e una copia dell'obelisco di Dogali. Accanto a questa sala, seguono tre stanze importanti: la prima è la Tomba di Ignoti, che contiene tre sarcofaghi e un ampio corredo; la seconda è la Cappella di Maia, pittore del 1350 a.C.; la terza è la tomba di Kha, architetto del 1400 a.C. che contiene due sarcofaghi, il più antico Libro dei Morti ritrovato, cibarie e oggetti personali. Nella quarta e quinta sala
si trovano strumenti di tessitura e scrittura, una collezione di pergamene
fra cui il Papiro Magico; molto raffinata è la riproduzione di
una ballerina in arco dorsale
eseguita su un "ostrakon". Al secondo e al terzo piano
del Palazzo dell'Accademia delle Scienze è ordinata la Galleria
Sabauda , pinacoteca fra le più importanti di Italia.
L'origine della galleria risale al 1832, quando Carlo Alberto raccoglie a Palazzo Madama i quadri che facevano parte delle collezioni reali per esporli al pubblico. Arricchita più volte nel 1865 viene trasferita nella sede attuale ed è stata ultimamente risistemata sui due piani. L'importanza della pinacoteca sta nella ricca raccolta di pittura piemontese ma, soprattutto,nella sezione dei fiamminghi, che conta capolavori di altissimo livello. Ricordiamo "S. Francesco riceve le stimmate" di Jan van Eyck , " Scene della passione di Cristo" di Hans Memling, "Cena in casa di Simone" di Veronese, due stupende vedute di Torino del Bellotto "Palazzo Reale" e "Ponte sul Po" e "I figli di Carlo I d'Inghilterra" di A. van Dyck. Da via Duse, superando un gradino di circa 10 cm, è possibile, attraverso un passaggio interno, giungere in via Maria Vittoria. A sinistra la si percorre per un breve tratto e si giunge sul piazzale antistante la chiesa di San Filippo Neri. La chiesa, iniziata nel 1675, è il frutto di una travagliata storia architettonica. Progettata da Guarini, dopo un crollo rovinoso viene completata nel 1714 da Filippo Juvarra. La facciata viene ultimata nel
corso dell'Ottocento in un monumentale stile neoclassico (la chiesa Di fronte, al n. 4 di via
Maria Vittoria, è collocato il Palazzo Asinari di San Marzano
realizzato intorno al 1684. Costituisce un interessante esempio
di architettura barocca, ideato da Michelangelo Garove nel 1684. L'atrio,
a colonne tortili, si apre con grande effetto scenografico sullo sfondo
architettonico ideato da Camillo Boggio nel 1883; il portale venne disegnato,
con armoniose linee da Benedetto Alfieri nel '700 (il cortile è Proseguendo per Maria Vittoria,
dopo aver attraversato via Lagrange, si giunge in Piazza San Carlo.
Si prosegue sotto i portici di sinistra che sono raggiungibili senza
difficoltà passando dall'esterno. Al n. 159 è situata
la "Vetrina per Torino" ( Piazza San Carlo è
considerata la più bella piazza di Torino ed è, senza
dubbio, il cuore della città. Progettata da Carlo di Castellamonte,
sul terreno del Vallo, inizialmente era chiamata Piazza Reale e solo
in seguito fu dedicata al grande Santo, arcivescovo di Milano, e fu
anche chiamata Place Napoléon durante il periodo dell' occupazione
francese. Il progetto fu continuato da Amedeo, figlio di Carlo di Castellamonte,
intorno al 1644. E' una delle piazze più vaste di Torino ed è
di disegno unitario; i suoi lati sono porticati, con colonne binate
e distanziate, oculi a giorno e le facciate retrostanti erano aperte
sulla campagna. Nel 1750, per ragioni di stabilità, le colonne
vennero incorporate in pilastri, su cui furono applicati degli ornamenti
in stucco.
L'attraversamento sul lato destro della Piazza è difficoltoso a causa dei marciapiedi, antistanti le due chiese, privi di scivoli. Si può allora passare dietro le chiese, visitando Piazza C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) aperta nel 1933 con lo stile monumentale voluto da Piacentini, larchitetto che progettò l'ultimo tratto di Via Roma. Interessanti sono le due fontane del Po e della Dora, rappresentati in figure di uomo barbuto e donna formosa, sdraiati su un basamento marmoreo. Si torna in Piazza San Carlo e, sotto i portici di destra s'incontra al n. 204 il Caffè Torino, salotto elegante di tutta la città-bene del passato e di oggi. Presenta fregi dorati, lampadari e quadri. Nella vetrina, durante il periodo pasquale, troneggia un enorme uovo di cioccolato, tagliato a metà e decorato da riproduzioni in zucchero di angoli tipici di Torino. Attenti a non scivolare sul toro in bronzo che si trova sul marciapiede lastricato di fronte al locale. Al n. 156 nel Caffè San Carlo personaggi illustri della cultura e della politica discutevano di letteratura e non solo. Una curiosità: sui due angoli estremi della piazza, in alto, esistono due immagini, simili tra loro, del Santo Lenzuolo, trasportato a Torino da Chambery, con la Madonna e due Apostoli.
Dopo aver attraversato via
S. Teresa, si percorre la Galleria S. Federico. Progettata
negli anni Trenta da Eugenio Corte, quando venne rifatta via Roma. I
lussuosi parati in marmo sono degna cornice alle belle vetrine, cui
dà luce la copertura in vetro dell'intera Galleria, sede del
cinema Lux (ingresso Palazzo Bricherasio
Grand Hotel Sitea **** Hotel Venezia *** Mc Donald's Cambio Arcadia BAR Caffè Replay Bar Blu Gelateria La Dolce Vita Bar Mokita Gelateria Mon bijou Caffè Maggiora Bar Augustus Bar Patria Baratti & Milano Mulassano Caffè delle Scienze Bar Pepino Bar Impera Caffetteria Neuv Caval
'd brons Caffè Torino Bancomat San Paolo Telefonia Telecom Ufficio postale Farmacia via Giolitti 2/D Ufficio Informazioni Turistiche Teatro Carignano Cinema Lux
Hanno collaborato: classi 2H, 2I, 3I; alunni: Marco Celone, Fabio Giurleo, Federico Mansi, Tiziana Raffo. docenti: Lina Capriolo, Adriana Costa Mavaracchio, Giorgio De Alessi, Augusta Moletto, Clemente Porreca, Vittorio Torre, Liliana Zonca, Demetrio Zumbo. |
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Consulta
per le persone in difficoltà Versione telematica a cura della Redazione WWW Comune Torino |
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