Itinerario n° 1

Piazza Castello – piazza S. Giovanni – largo IV Marzo – piazza Palazzo di Città – via Garibaldi – via della Consolata – corso Regina.
Ristorazione - Alberghi - Servizi utili

Dal sottoportico a sinistra del Palazzo Reale si passa nella Piazza S. Giovanni. A sinistra, al n.2, si può vedere Palazzo Chiablese, edificio secentesco dalla facciata in cotto che fino a poco tempo fa ospitava il Museo del Cinema. A tutt’oggi è chiuso per restauri ed il Museo del cinema sarà trasferito presso la Mole Antonelliana.
Sulla destra della Piazza S. Giovanni, di fronte al nuovo palazzo degli Uffici Tecnici Municipali, la cui architettura moderna contrasta con i circostanti edifici , c'è la Cattedrale dedicata a S. Giovanni, unico esempio di architettura rinascimentale a Torino. Da osservare la bellissima facciata in marmo bianco ed i battenti lignei, esempio di barocco piemontese. Interessanti sono i fregi delle tre porte marmoree.
A sinistra spicca la robusta torre campanaria, fatta costruire dal vescovo di Torino intorno al 1470, su schema romanico; alta una sessantina di metri fu interrotta alla cella campanaria, per essere ripresa nel 1722 da Filippo Juvarra, secondo un progetto che prevedeva una cuspide ornata di statue, ma che rimase incompiuta. Dietro, in contrasto con la cupola quattrocentesca, si nota la cupola barocca della S. Sindone, opera del Guarini, a pianta ottagonale. Attualmente la cupola non è visitabile a causa dell’incendio avvenuto nella primavera del 1997.
Non accessibileLa Cattedrale non è accessibile all'interno a causa dei 15 gradini di accesso.

 

Presentazione
del Sindaco

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Profilo Storico

Itinerario 1
da P.zza Castello a C.so Regina

Itinerario 2
da P.za Castello a Via Roma

Itinerario 3
da Palazzo Reale al Monte dei Cappuccini

Itinerario 4
dal Parco del Valentino al Lingotto

Coloro che hanno la possibilità di essere aiutati ad accedervi, potranno osservare all'interno le tre navate della Cattedrale. Accanto all'ingresso da notare le pietre tombali, le sculture funerarie e la statua quattrocentesca di Giovanna d'Orliè. Nella seconda cappella di destra si trova, sull'altare, la pala di Martino Spanzotti, attorniata dalle piccole 18 storie. Nella navata di sinistra la seconda cappella accoglie una pala attribuita a Carlo Claudio Duphin, mentre quelle della quarta e quinta sono di Bartolomeo Caravoglia. Da notare, nel braccio destro del transetto, la Cappella del Crocifisso con bellissime statue marmoree e lignee. Di fronte, nel braccio sinistro, vi è la tribuna reale costruita dal Martinez nel 1777 a cui si accede direttamente da un'ala interna del Palazzo Reale. L'altare maggiore è dei fratelli Collino. Nella sacrestia vi sono vari dipinti della scuola piemontese del '500. Sul fondo a destra, attraverso un portale di marmo nero, si accede alla cappella della Sindone (in questo momento inagibile a causa dell’incendio del 1997).

Sindone: significa panno. E’ una tela di lino spigato, cioè tessuto a spina di pesce che misura 4,36 metri di lunghezza e 1,10 metri di larghezza. Reca chiare le impronte di un corpo che si dice di Cristo con i segni delle ferite e delle piaghe.

Viene esposta al pubblico in rare circostanze e la devozione e gli studi di cui è oggetto sono documentati nel Museo della Sindone (via S. Domenico 28). Vi sono esposte le insegne e i cimeli della confraternita; il cofanetto in cui venne trasportata la Sindone da Chambery a Torino, monete e medaglie commemorative, una sezione scientifica raccoglie i risultati delle ricerche sul lino. Dopo varie, tormentose vicende la reliquia fu ceduta nel 1453 da Margherita di Charny ad Anna di Lusignano, consorte di Ludovico I, secondo duca di Savoia. Da allora fu custodita a Chambery. Nel 1506 Papa Giulio II permette il culto liturgico e pubblico della reliquia. In seguito ad un incendio della cappella di Chambery il sacro lenzuolo rischia di essere distrutto. Viene dunque trasportato a Vercelli, poi a Nizza, poi a Milano e nel 1578 viene trasportata a Torino e da allora rimase sempre nella nostra città

Percorrendo via XX Settembre Non accessibile(attenzione, però: i marciapiedi sono stretti e sconnessi e manca una protezione che separi dal traffico intenso!), si possono vedere, al di là della cancellata che corre lungo l'ala occidentale del Palazzo Reale, i ruderi del Teatro Romano ( I secolo dell'Impero) che ha un diametro di 120 metri con la cavea rivolta verso nord e un corridoio centrale che unisce l'orchestra con l'esterno.

Per avvicinarvisi ulteriormente è possibile accedervi dall'ingresso del Palazzo del ComuneNon accessibile(ma il percorso è difficoltoso a causa della ghiaia).

Di fronte si vede un muraglione, resto delle Mura Romane, ed al suo termine la Porta Palatina: era l'antica "porta principalis sinistra" della città romana, una fortezza che nel Medioevo si chiamò "Palatium": ai suoi lati sorgono due belle torri a 16 lati alte 30 metri, raccordate da un fronte a due piani scandito da finestre. Sul selciato si possono ancora osservare, in corrispondenza dei passaggi maggiori, i solchi tracciati dagli antichi carri.

Dalla Porta Palatina, passando per via Porta Palatine Accessibile(percorribile) si raggiunge via IV Marzo: qui si può notare Casa Broglia, d’origine trecentesca ed attualmente d’aspetto quattro-cinquecentesco. Presenta finestre in cotto di stile guelfo e arcate a sesto ribassato; Casa del Pingone, edificio cinquecentesco.

A questo punto ci troviamo in Largo IV MarzoAccessibile(percorribile e dotato di attraversamenti con scivolo). Questa ridente piazzetta alberata, abbellita da un'aiuola con monumenti ottocenteschi, si trova nella zona più antica della città e comprendeva le vie dai nomi dei mestieri (via dei panierai, dei pellicciai, dei cappellai). Al numero civico n.15, incontriamo la Casa del Senato. Il suo ingresso è formato da blocchi romani: si trattava forse di un palazzo dei duchi Longobardi. Da notare le finestre a crociera del XV secolo e una più antica finestra gotica. Anche al n.5 possiamo osservare finestre medioevali ornate in cotto.

Da qui si può proseguire, attraverso via del Conte Verde, con facilità fino alla Piazza Palazzo di Città, l'antica Piazza delle erbe, ampliata a partire dalla seconda metà del '700. La chiude sul fondo, dietro al monumento al "Conte Verde", il Palazzo di Città, sede del Municipio, eretto nel 1663 e ampliato successivamente.

AccessibileE' accessibile (e gli uscieri sono molto gentili ).

Internamente al portico ci sono statue ottocentesche, opera di Vincenzo Vela, rappresentanti vari personaggi storici tra cui Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Al primo piano si trovano ambienti ornati di marmi e affreschi. Nel salone d'ingresso si può osservare un altorilievo equestre. Nello studio del Sindaco il soffitto è ornato con bellissime pitture.

 Protomi sulle case di via Milano
Dalla piazza del Municipio vale la pena di percorrere Via Milano Accessibile(percorribile). Al n.11, "antica isola di San Domenico", l’edificio è decorato con teste di cani, simboli dei Domenicani (cani del Signore), al n.13, "antica isola di Sant’Ignazio", le teste di toro simboleggiano lo stemma della città, mentre i leoni al n.18, "antica isola di Santa Rosa", rappresentano lo stemma di un conte. Spicca tra questi edifici la chiesa gotica di S. Domenico, unico esempio in città di tale stile. La sua severità fa pensare all'inquisizione, di cui pare fosse l'antica sede. Bella la facciata in cotto ed il campanile del 1451. All’interno della Chiesa, in fondo alla navata sinistra, nella zona sottostante il campanile, è la Cappella della Madonna delle Grazie che conserva gli unici affreschi trecenteschi esistenti a Torino. Attribuiti al cosiddetto Maestro di San Domenico, esaltano il principio domenicano della comunità apostolica.

Non accessibilenon è accessibile all'interno perché presenta 9 gradini all'ingresso (è una scalinata in discesa).

Non accessibileC'è un ingresso alternativo, purtroppo sempre con 4 gradini in discesa.

AccessibileE' possibile usufruire del parcheggio: c'è un posto riservato a 50 metri.

Ritornando sui propri passi , Via Milano termina in Via Garibaldi; attraversata questa, siamo in via S. Francesco D’Assisi. Qui è da osservare il Palazzo Beccuti, sede dal 1556 al 1720 dell’Università Torino. Di fronte a questo possiamo osservare la Chiesa di S. Rocco in stile barocco.

All’angolo con via Monte di Pietà c’è l’Istituto S. Paolo che oltre ad essere accessibile ai disabili che possono usufruire del servizio Bancomat, è anche un bell’edificio caratterizzato da bovindow.

Ritornando indietro, in via Garibaldi, giriamo a destra in direzione di Piazza Castello e, quasi all’angolo con via XX Settembre, osserviamo la facciata neoclassica della Chiesa SS. Trinità.

Vale la pena di percorrere, tornando indietro in direzione di piazza Statuto, tutta
Accessibilevia Garibaldi, facilmente percorribile in quanto isola pedonale.

Un tempo chiamata via Dora Grossa, via Garibaldi, unisce piazza Statuto a piazza Castello, lungo un tracciato oggi rettilineo lungo più di un chilometro. Il vecchio nome deriva dal rigagnolo (in dialetto Doira) che vi scorreva nel mezzo per convogliare le immondizie. Fiancheggiata da Palazzi che risalgono per lo più alla seconda metà del '700, è da percorrere "naso all'insù" per palazzi e portoni, assolutamente da vedere, ornati come sono di mascheroni, demoni ed elfi. Particolarmente significativi sono la casa Bertolotti (1791) al n.17; il palazzo Durando di Villa (1736) al n.23 oggi sede degli Uffici Comunali.

All'angolo con via Botero, da vedere la Chiesa dei SS. Martiri Non accessibile(non accessibile perché presenta una scalinata con 8 gradini) eretta dai Gesuiti , dalla facciata classicheggiante. All’interno si può ammirare il bellissimo altare maggiore (1730) di Filippo Juvarra e, nella sacrestia, dipinti del Milocco, belle sculture lignee del ‘600 e due bellissimi candelabri in bronzo.

Al n.25 è da osservare il palazzo che fu la casa professa de’ Padri della Compagnia di Gesù. Lo spazio dell’atrio, a tre navate su colonne, è oggi denominato Cortile degli antichi chiostri Accessibile(vi si accede superando un gradino di circa 15 centimetri), è proprietà del Comune e sede di esposizioni temporanee. Da qui si ha l’accesso Accessibile(superando un gradino di 15 centimetri) alla bellissima cappella barocca della Chiesa SS. Martiri. Nel 1662 fu costituita la Pia Congregazione dei banchieri, negozianti e mercanti che si stabilì in un locale attiguo alla Chiesa dei Gesuiti e nel 1692 venne ampliato secondo lo schema che ha conservato finora, con i banchi sistemati longitudinalmente lungo le pareti ed affacciati tra loro, da un lato quelli destinati ai banchieri, in faccia quelli dei mercanti, che al termine della sacra funzione potevano iniziare le trattative economiche.

Segnaliamo nei pressi, in via Cittadella n.5, la Biblioteca Civica Accessibilita'(accessibile ai disabili).

Biblioteca Civica

Oggi annovera 417.784 volumi e opuscoli, 30.000 lettere autografe,1064 cinquecentine, oltre 2000 manoscritti (tra cui quelli autografi di Amedeo Avogadro e Vincenzo Gioberti), 61 incunaboli.

Tra le sezioni che la compongono meritano menzione quelle di storia dell’arte, di teatro, di storia del Risorgimento, contemporanea e locale, oltre alla collezione pressoché completa delle edizioni bodoniane. E’ centro di un sistema di 12 biblioteche di circoscrizione e di una biblioteca carceraria.

Orario: lun.- sab. dalle 8,15 alle 19,50.

Proseguendo si incontra Via della Consolata, Accessibile(il marciapiede di sinistra è percorribile fino a piazza Savoia). Al numero 1 si trova il Palazzo Saluzzo di Paesana, edificato tra il 1715 e il 1722, caratterizzato da un bel portale di legno intagliato. Al numero 3 si può osservare il Palazzo Martini di Cigala, attribuito a Juvarra, con un bel portale ligneo.

AccessibileSi può anche accedere all'androne dotato di scivolo per osservare l'ampio atrio.

Proseguendo, la via attraversa Piazza Savoia Accessibile con difficolta'(manca lo scivolo) al cui centro si leva l'Obelisco commemorativo della Legge Siccardi (1850) che prescriveva l’abolizione del tribunale ecclesiastico con il motto " la legge è uguale per tutti".

Superato il palazzo sede dei Servizi Municipali (1935),si giunge ad uno slargo ornato da una colonna con la statua della Consolata. Dietro a questa si trova il Santuario di Maria Consolatrice, detto comunemente della Consolata
Accessibile(accessibile perché dotato di scivoli all'ingresso. Attenzione però: il portone è molto pesante da aprire perciò occorre un aiuto.)

Questa Madonna è considerata la protettrice della città; ad essa con voti e processioni vanno i cittadini devoti. L'attuale santuario ha origini remote che risalgono al IV secolo quando il Vescovo di Torino propose la venerazione di un'antica immagine della Vergine in una Chiesetta dedicata a S.Andrea. Per questo scopo fu costruita la cappella sotterranea che si può ancora vedere a destra dell'entrata. Nel 1678 venne dato a Guarino Guarini l'incarico di ampliare la chiesa con una sorta di presbiterio esagonale, l’attuale santuario vero e proprio. Nel 1899-1904 Carlo Ceppi realizzò quattro cappelle attorno all’esagono guariniano. L'opera ha subito ulteriori modifiche attribuibili a Juvarra., mentre la facciata neoclassica del 1860 è di Pietro Anselmetti.

L'altare maggiore è opera di Juvarra. Si possono notare, nella cappella di sinistra, le statue scolpite da Vincenzo Vela. Sono inoltre da osservare i dipinti del Moncalvo e del Pietro Francesco Guala e gli affreschi del Giovanni Battista Crosato (1740).

Motivo di curiosità sono gli ex voto esposti nella sala Accessibile(accessibile), antecedente la sacrestia. Appesi alle pareti, alcuni ex voto sono antichi e preziosi, altri più recenti: dipinti, di produzione colta o artigianale, in materiali preziosi o poveri.

La Consolata si trova nel cuore della vecchia Torino. Nelle vie circostanti si respira un'atmosfera particolare creata dalle botteghe di prodotti delle missioni. Di fronte al Santuario, sulla piazza, si trova una delle più antiche erboristerie della città.

Un locale caratteristico è "il Bicerin", piazza della Consolata 5, dove si serve il "bicchierino" : miscuglio di caffè, cioccolato e panna caldi. Fondato nel 1763, è rimasto tale e quale a quando lo frequentavano Crispi e Cavour.

AccessibileSi può considerare parzialmente accessibile in quanto presenta un gradino di 2 centimetri.

Riprendiamo il nostro percorso continuando a percorrere via della Consolata in direzione di Corso Regina Margherita. All'angolo con il corso, sulla sinistra, si osserva l'ex ospedale psichiatrico, oggi sede dell'AnagrafeAccessibile (accessibile).

Corso Regina è uno dei grandi corsi alberati torinesi (il più lungo della città :7 chilometri), che collega il fiume Po con l'estremo nord est della città. Si può percorrere il marciapiede di destra, proseguendo , a destra, in direzione del mercato di Porta Palazzo.

AccessibileIl marciapiede però, oltre ad essere piuttosto sconnesso, presenta attraversamenti privi di scivoli. E' consigliabile, pertanto, anche se soltanto per un paio di fermate, utilizzare il tram numero 4, dotato di accesso per disabili.

Si scende in piazza della Repubblica (detta Porta Palazzo), tra le più grandi della città (pur non potendo essere considerata piazza in senso classico perché è un enorme spazio frazionato da flussi di traffico).

Accessibile con difficolta'Non è facilmente percorribile: è sede del più grande mercato della città, c'è sempre una gran confusione ed i marciapiedi che circondano la piazza sono impraticabili.

Vale però lo stesso la pena di respirare quell'atmosfera anche senza addentrarsi tra le bancarelle. Il mercato è in parte aperto e in parte coperto da capannoni in muratura ed altri in ferro che hanno un loro fascino. Al mercato del pesce i prodotti ittici sono economici e freschissimi! E’ pittoresco e vivace.

AccessibileE' accessibile grazie alla presenza di scivolo all'ingresso.

Sul lato sinistro di corso Regina, nei pressi del Cottolengo, enorme complesso caritativo, assistenziale e ospedaliero, le cui strutture si estendono per tre isolati, in un dedalo di viuzze (via Lanino, Mameli, Borgo Dora), si svolge il mercato detto "balon": mercato di antiquari, rigattieri, "trovarobe" e ferrivecchi: l'equivalente torinese dei mercati delle pulci. Qui Carlo Fruttero e Franco Lucentini, scrittori torinesi, ambientarono alcune scene del romanzo "La donna della domenica".

Si prosegua sul Corso Regina Margherita fino al Museo dell'Antichità

  • Orario: dal martedì al sabato dalle ore 9 alle 19. Domenica dalle 14 alle 19. Lunedì chiuso. Domenica ore 16, visite guidate.

Prezzo: £ 8000, gratuito fino a 18 anni e oltre i 60.

AccessibileE' accessibile in quanto dotato di scivoli e di entrata doppia di 140 cm.

Accessibile servizi sono adeguati.

Sistemato in due saloni e quattro salette, il museo è un'interessante raccolta di materiale archeologico; fu ordinato nel 1948 come esposizione permanente degli oggetti delle collezioni piemontesi, anche se il nucleo originale della raccolta risale al 1572 e più tardi fu unito al materiale egizio.

All'inizio del museo è documentata l'archeologia piemontese; dalle prime pietre levigate, la prima ceramica, l'evoluzione dell'arma fino all'ascia di bronzo, alcuni manufatti come una piroga o le ruote di carro. L'epoca romana è illustrata dagli oggetti ritrovati a Marengo, Mozzio e Ornavasso e da varie suppellettili che danno un'idea della vita quotidiana dei Romani. Fra gli oggetti più interessanti quelli della raffinata produzione di bronzi trovata a Industria fra cui il Fauno d'Industria e la Danzatrice. Tra le statue, sono da osservare le copie romane dell'Amazzone di Fidia e l'Eros di Prassitele e il ritratto di Giulio Cesare e di Cleopatra ritrovati a Tuscolo.

La serie dei bellissimi vetri sarà esposta ad aprile presso il nuovo Museo del Territorio (via XX Settembre n.88). Accanto ad alcuni pezzi orientali di produzione punica ed alessandrina compariranno oggetti recuperati negli scavi di necropoli piemontesi.

RISTORAZIONE

Bar Francia : via Garibaldi n.7 (la porta non è dotata di apertura automatica).

Bar "Il Pasticcere": via Garibaldi n.9 (presenta un gradino di 5 centimetri).

Self-Service la Grangia: via Garibaldi 21A. (ottima disponibilità: utilizzabile in primavera e estate quando è possibile pranzare all'aperto).

Caffè Paris: via Garibaldi n.11 (presenta un gradino di 3 centimetri e la porta non ha apertura automatica).

Casa del Caffè: via Milano 4/B (presenta un gradino di 1 centimetro e porta non scorrevole).

Caffè Lavazza Club: piazza Palazzo di Città n.7/c (presenta un gradino di 1 centimetro e la porta non ha apertura automatica).

Bar Città: piazza Palazzo di Città 6/A (presenta un gradino di 3 centimetri e porta non automatica).

Bar Prosit: Largo IV Marzo n.5(presenta un gradino di 3 centimetri e la porta non ha apertura automatica).

Bicerin: piazza della Consolata n.5(presenta un gradino di 2 centimetri e la porta non ha apertura automatica).

ALBERGHI

Hotel Dogana Vecchia: via Corte D’Appello n. 4
tel. 4366752/4367272 - fax 3467194

SERVIZI UTILI

Bancomat Istituto San Paolo via S. Francesco d’Assisi angolo via Monte di Pietà n.26.

Charlie Chaplin: Cinema . (dotato di scivolo all'ingresso e anche per entrare alle sale di visione. I servizi igienici non sono adeguati, mentre è possibile utilizzare il telefono nell'entrata). Via Garibaldi n. 32/e

Biblioteca Civica: via Cittadella 5

San Simone: Farmacia. (la porta è stretta).


Istituto Professionale per il Commercio "L. Lagrange" / via Genè, 14 Torino / tel. 011/ 521.536

Hanno collaborato:

le classi III C, III D, III E e in particolare le allieve Maria Luisa Cascio, Nicoletta Fiandaca, Giuseppina Sannino; i docenti Maria Morcinelli e Chiara Silvestri. Si ringrazia per la collaborazione l’operatore ai servizi socio-educativi Marcello Agostino.

Consulta per le persone in difficoltà
Istituto Magistrale di via Duchessa Jolanda, IPC "Boselli", IPC "Giulio", IPC "Lagrange"

Versione telematica a cura della Redazione WWW Comune Torino