|
Itinerario n° 1 Piazza Castello
piazza S. Giovanni largo IV Marzo piazza Palazzo
di Città via Garibaldi via della Consolata
corso Regina. Dal sottoportico a sinistra del Palazzo
Reale si passa nella Piazza S. Giovanni. A sinistra, al n.2, si può
vedere Palazzo Chiablese, edificio secentesco dalla facciata in cotto che
fino a poco tempo fa ospitava il Museo del Cinema. A tuttoggi è chiuso
per restauri ed il Museo del cinema sarà trasferito presso
la Mole Antonelliana. |
|
Presentazione Presentazione Itinerario 1 Itinerario
2 Itinerario
3 Itinerario
4 |
|
|
Sindone: significa panno. E una tela di lino spigato, cioè tessuto a spina di pesce che misura 4,36 metri di lunghezza e 1,10 metri di larghezza. Reca chiare le impronte di un corpo che si dice di Cristo con i segni delle ferite e delle piaghe. Viene esposta al pubblico in rare circostanze e la devozione e gli studi di cui è oggetto sono documentati nel Museo della Sindone (via S. Domenico 28). Vi sono esposte le insegne e i cimeli della confraternita; il cofanetto in cui venne trasportata la Sindone da Chambery a Torino, monete e medaglie commemorative, una sezione scientifica raccoglie i risultati delle ricerche sul lino. Dopo varie, tormentose vicende la reliquia fu ceduta nel 1453 da Margherita di Charny ad Anna di Lusignano, consorte di Ludovico I, secondo duca di Savoia. Da allora fu custodita a Chambery. Nel 1506 Papa Giulio II permette il culto liturgico e pubblico della reliquia. In seguito ad un incendio della cappella di Chambery il sacro lenzuolo rischia di essere distrutto. Viene dunque trasportato a Vercelli, poi a Nizza, poi a Milano e nel 1578 viene trasportata a Torino e da allora rimase sempre nella nostra città Percorrendo via XX Settembre
Per avvicinarvisi ulteriormente
è possibile accedervi dall'ingresso del Palazzo del Comune Di fronte si vede un muraglione, resto delle Mura Romane, ed al suo termine la Porta Palatina: era l'antica "porta principalis sinistra" della città romana, una fortezza che nel Medioevo si chiamò "Palatium": ai suoi lati sorgono due belle torri a 16 lati alte 30 metri, raccordate da un fronte a due piani scandito da finestre. Sul selciato si possono ancora osservare, in corrispondenza dei passaggi maggiori, i solchi tracciati dagli antichi carri. Dalla Porta Palatina, passando
per via Porta Palatine A questo punto ci troviamo
in Largo IV Marzo Da qui si può proseguire, attraverso via del Conte Verde, con facilità fino alla Piazza Palazzo di Città, l'antica Piazza delle erbe, ampliata a partire dalla seconda metà del '700. La chiude sul fondo, dietro al monumento al "Conte Verde", il Palazzo di Città, sede del Municipio, eretto nel 1663 e ampliato successivamente.
Internamente al portico ci sono statue ottocentesche, opera di Vincenzo Vela, rappresentanti vari personaggi storici tra cui Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Al primo piano si trovano ambienti ornati di marmi e affreschi. Nel salone d'ingresso si può osservare un altorilievo equestre. Nello studio del Sindaco il soffitto è ornato con bellissime pitture.
Dalla piazza del
Municipio vale la pena di percorrere Via Milano Spicca tra questi
edifici la chiesa gotica di S. Domenico, unico esempio in città
di tale stile. La sua severità fa pensare all'inquisizione, di
cui pare fosse l'antica sede. Bella la facciata in cotto ed il campanile
del 1451. Allinterno della Chiesa, in fondo alla navata sinistra,
nella zona sottostante il campanile, è la Cappella della Madonna
delle Grazie
che conserva gli unici affreschi trecenteschi esistenti a Torino. Attribuiti
al cosiddetto Maestro di San Domenico, esaltano il principio domenicano
della comunità apostolica.
Ritornando sui propri passi , Via Milano termina in Via Garibaldi; attraversata questa, siamo in via S. Francesco DAssisi. Qui è da osservare il Palazzo Beccuti, sede dal 1556 al 1720 dellUniversità Torino. Di fronte a questo possiamo osservare la Chiesa di S. Rocco in stile barocco. Allangolo con via Monte di Pietà cè lIstituto S. Paolo che oltre ad essere accessibile ai disabili che possono usufruire del servizio Bancomat, è anche un belledificio caratterizzato da bovindow. Ritornando indietro, in via Garibaldi, giriamo a destra in direzione di Piazza Castello e, quasi allangolo con via XX Settembre, osserviamo la facciata neoclassica della Chiesa SS. Trinità. Vale la pena di percorrere,
tornando indietro in direzione di piazza Statuto, tutta Un tempo chiamata via Dora Grossa, via Garibaldi, unisce piazza Statuto a piazza Castello, lungo un tracciato oggi rettilineo lungo più di un chilometro. Il vecchio nome deriva dal rigagnolo (in dialetto Doira) che vi scorreva nel mezzo per convogliare le immondizie. Fiancheggiata da Palazzi che risalgono per lo più alla seconda metà del '700, è da percorrere "naso all'insù" per palazzi e portoni, assolutamente da vedere, ornati come sono di mascheroni, demoni ed elfi. Particolarmente significativi sono la casa Bertolotti (1791) al n.17; il palazzo Durando di Villa (1736) al n.23 oggi sede degli Uffici Comunali. All'angolo con via Botero,
da vedere la Chiesa dei SS. Martiri Al n.25 è da osservare
il palazzo che fu la casa professa de Padri della Compagnia
di Gesù. Lo spazio dellatrio, a tre navate su colonne,
è oggi denominato Cortile degli antichi chiostri Segnaliamo nei pressi, in
via Cittadella n.5, la
Biblioteca Civica Biblioteca Civica Oggi annovera 417.784 volumi e opuscoli, 30.000 lettere autografe,1064 cinquecentine, oltre 2000 manoscritti (tra cui quelli autografi di Amedeo Avogadro e Vincenzo Gioberti), 61 incunaboli. Tra le sezioni che la compongono meritano menzione quelle di storia dellarte, di teatro, di storia del Risorgimento, contemporanea e locale, oltre alla collezione pressoché completa delle edizioni bodoniane. E centro di un sistema di 12 biblioteche di circoscrizione e di una biblioteca carceraria. Orario: lun.- sab. dalle 8,15 alle 19,50. Proseguendo si incontra Via
della Consolata,
Proseguendo, la via attraversa
Piazza Savoia Superato il palazzo sede
dei Servizi Municipali (1935),si giunge ad uno slargo ornato da una
colonna con la statua della Consolata. Dietro a questa si trova il Santuario
di Maria Consolatrice, detto comunemente della Consolata Questa Madonna è considerata la protettrice della città; ad essa con voti e processioni vanno i cittadini devoti. L'attuale santuario ha origini remote che risalgono al IV secolo quando il Vescovo di Torino propose la venerazione di un'antica immagine della Vergine in una Chiesetta dedicata a S.Andrea. Per questo scopo fu costruita la cappella sotterranea che si può ancora vedere a destra dell'entrata. Nel 1678 venne dato a Guarino Guarini l'incarico di ampliare la chiesa con una sorta di presbiterio esagonale, lattuale santuario vero e proprio. Nel 1899-1904 Carlo Ceppi realizzò quattro cappelle attorno allesagono guariniano. L'opera ha subito ulteriori modifiche attribuibili a Juvarra., mentre la facciata neoclassica del 1860 è di Pietro Anselmetti. L'altare maggiore è opera di Juvarra. Si possono notare, nella cappella di sinistra, le statue scolpite da Vincenzo Vela. Sono inoltre da osservare i dipinti del Moncalvo e del Pietro Francesco Guala e gli affreschi del Giovanni Battista Crosato (1740). Motivo di curiosità
sono gli ex voto esposti nella sala La Consolata si trova nel cuore della vecchia Torino. Nelle vie circostanti si respira un'atmosfera particolare creata dalle botteghe di prodotti delle missioni. Di fronte al Santuario, sulla piazza, si trova una delle più antiche erboristerie della città. Un locale caratteristico è "il Bicerin", piazza della Consolata 5, dove si serve il "bicchierino" : miscuglio di caffè, cioccolato e panna caldi. Fondato nel 1763, è rimasto tale e quale a quando lo frequentavano Crispi e Cavour.
Riprendiamo il nostro percorso
continuando a percorrere via della Consolata in direzione di Corso Regina
Margherita. All'angolo con il corso, sulla sinistra, si osserva l'ex
ospedale psichiatrico, oggi sede dell'Anagrafe Corso Regina è uno dei grandi corsi alberati torinesi (il più lungo della città :7 chilometri), che collega il fiume Po con l'estremo nord est della città. Si può percorrere il marciapiede di destra, proseguendo , a destra, in direzione del mercato di Porta Palazzo.
Si scende in piazza della Repubblica (detta Porta Palazzo), tra le più grandi della città (pur non potendo essere considerata piazza in senso classico perché è un enorme spazio frazionato da flussi di traffico).
Vale però lo stesso la pena di respirare quell'atmosfera anche senza addentrarsi tra le bancarelle. Il mercato è in parte aperto e in parte coperto da capannoni in muratura ed altri in ferro che hanno un loro fascino. Al mercato del pesce i prodotti ittici sono economici e freschissimi! E pittoresco e vivace.
Sul lato sinistro di corso Regina, nei pressi del Cottolengo, enorme complesso caritativo, assistenziale e ospedaliero, le cui strutture si estendono per tre isolati, in un dedalo di viuzze (via Lanino, Mameli, Borgo Dora), si svolge il mercato detto "balon": mercato di antiquari, rigattieri, "trovarobe" e ferrivecchi: l'equivalente torinese dei mercati delle pulci. Qui Carlo Fruttero e Franco Lucentini, scrittori torinesi, ambientarono alcune scene del romanzo "La donna della domenica". Si prosegua sul Corso Regina Margherita fino al Museo dell'Antichità
Prezzo: £ 8000, gratuito fino a 18 anni e oltre i 60.
Sistemato in due saloni e quattro salette, il museo è un'interessante raccolta di materiale archeologico; fu ordinato nel 1948 come esposizione permanente degli oggetti delle collezioni piemontesi, anche se il nucleo originale della raccolta risale al 1572 e più tardi fu unito al materiale egizio. All'inizio del museo è documentata l'archeologia piemontese; dalle prime pietre levigate, la prima ceramica, l'evoluzione dell'arma fino all'ascia di bronzo, alcuni manufatti come una piroga o le ruote di carro. L'epoca romana è illustrata dagli oggetti ritrovati a Marengo, Mozzio e Ornavasso e da varie suppellettili che danno un'idea della vita quotidiana dei Romani. Fra gli oggetti più interessanti quelli della raffinata produzione di bronzi trovata a Industria fra cui il Fauno d'Industria e la Danzatrice. Tra le statue, sono da osservare le copie romane dell'Amazzone di Fidia e l'Eros di Prassitele e il ritratto di Giulio Cesare e di Cleopatra ritrovati a Tuscolo. La serie dei bellissimi vetri sarà esposta ad aprile presso il nuovo Museo del Territorio (via XX Settembre n.88). Accanto ad alcuni pezzi orientali di produzione punica ed alessandrina compariranno oggetti recuperati negli scavi di necropoli piemontesi. Bar Francia : via Garibaldi n.7 (la porta non è dotata di apertura automatica). Bar "Il Pasticcere": via Garibaldi n.9 (presenta un gradino di 5 centimetri). Self-Service la Grangia: via Garibaldi 21A. (ottima disponibilità: utilizzabile in primavera e estate quando è possibile pranzare all'aperto). Caffè Paris: via Garibaldi n.11 (presenta un gradino di 3 centimetri e la porta non ha apertura automatica). Casa del Caffè: via Milano 4/B (presenta un gradino di 1 centimetro e porta non scorrevole). Caffè Lavazza Club: piazza Palazzo di Città n.7/c (presenta un gradino di 1 centimetro e la porta non ha apertura automatica). Bar Città: piazza Palazzo di Città 6/A (presenta un gradino di 3 centimetri e porta non automatica). Bar Prosit: Largo IV Marzo n.5(presenta un gradino di 3 centimetri e la porta non ha apertura automatica). Bicerin: piazza della Consolata n.5(presenta un gradino di 2 centimetri e la porta non ha apertura automatica). Hotel Dogana Vecchia:
via Corte DAppello n. 4 Bancomat Istituto San Paolo via S. Francesco dAssisi angolo via Monte di Pietà n.26. Charlie Chaplin: Cinema . (dotato di scivolo all'ingresso e anche per entrare alle sale di visione. I servizi igienici non sono adeguati, mentre è possibile utilizzare il telefono nell'entrata). Via Garibaldi n. 32/e Biblioteca Civica: via Cittadella 5 San Simone: Farmacia. (la porta è stretta).
Hanno collaborato: le classi III C, III D, III E e in particolare le allieve Maria Luisa Cascio, Nicoletta Fiandaca, Giuseppina Sannino; i docenti Maria Morcinelli e Chiara Silvestri. Si ringrazia per la collaborazione loperatore ai servizi socio-educativi Marcello Agostino. |
|||
|
Consulta
per le persone in difficoltà Versione telematica a cura della Redazione WWW Comune Torino |
|||