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Collezione Perempruner

La collezione è composta da più di duemila giochi e giocattoli della tradizione popolare italiana, in particolare piemontese, corredati da fotografie, oggetti d'epoca, pubblicazioni, scenografie essenziali, disegni.
La raccolta, risultato della paziente ricerca di Giancarlo Perempruner1, testimonia la straordinaria bellezza di una cultura ludica che rischiamo di dimenticare, un patrimonio collettivo che, fino a non molti decenni fa, si trasmetteva spontaneamente fra i bambini ed i ragazzi nei cortili, per le strade, negli oratori, sui gradini di casa. Ma che oggi è sempre più difficile incontrare e trasmettere.
Percorrendo gli spazi che ospitano la collezione, ci si rende conto che, come affermava anche Walter Ferrarotti2, corrisponde al vero l'affermazione "È possibile giocare con tutto! Infatti quel tutto comprende la realtà accessibile: dal proprio corpo alle nuvole, dal cibo alle parole, dai gesti al computer, dalle foglie alle pozzanghere3. Ogni giocattolo ed ogni gioco rappresentano una possibile relazione e la scoperta di un aspetto della realtà.
Per presentare la Collezione Perempruner, rispettando le riflessioni che a suo tempo hanno impegnato gli ideatori, si è ritenuto importante organizzare gli spazi e gli oggetti facendo riferimento agli elementi empedoclei4, aggiungendo alcuni approfondimenti relativi all'Uomo e alla Natura. Ne nasce così una classificazione che, come Walter Ferrarotti sottolineava, non può che essere essa stessa un gioco: giocattoli di Terra, Aria, Acqua e Fuoco rimandano agli elementi empedoclei, a cui si aggiungono la Luce e il Suono; mentre l'Uomo è raccontato nel tempo attraverso le Scadenze rituali, che percorrono cultura e tradizione e il mondo della Natura, intesa come costante offerta di elementi ludici e di contesti di gioco.
È affascinante il rimando all'immagine dell'uomo che per millenni ha lavorato con questi elementi, traendone contemporaneamente occasione di esplorazione, di trasformazione creativa, scientifica e ludica, tanto da determinare l'evoluzione della specie. Certo non sono mondi separati, ma talmente vicini che nella suddivisione molti giochi e giocattoli possono, a ragione, appartenere a più d'un mondo; così, dovendo fare una doverosa scelta, l'accento è stato posto sulla funzione ludica principale dei singoli giocattoli, nel tempo e nello spazio in cui venivano giocati, consapevoli che, in molti casi, i confini non si possono stabilire in modo netto.
Nell'esposizione della Collezione Perempruner si è cercato di presentare i molti modi di giocare e di realizzare giocattoli, affinchè si possa cogliere l'evoluzione del giocattolo nelle varie epoche, senza retorica e nostalgica illusione ma con la consapevolezza che lo sguardo al passato può rappresentare lo stimolo per la reinvenzione e la trasformazione del mondo.
Un'opportunità per stimolare la riflessione e la ricerca su ciò che il giocattolo ha rappresentato e rappresenta in rapporto alle trasformazioni sociali e culturali.

1Ricercatore e storico del gioco e del giocattolo povero, autore di diversi manuali sul tema del gioco di tradizione popolare, formatore e fondatore del Centro per la Cultura Ludica, musico e cantastorie.
2Pedagogista, dirigente dei Servizi educativi della Città di Torino, scomparso nel 2007, a cui è intitolato il Centro per la Cultura Ludica.
3Tratto dall'articolo di Ferrarotti W. L'io nel cassetto, gennaio 2006, www.ilgioconelmondo.it/io/mondi.htm
4 Il filosofo Empedocle (Agrigento 492-432 a.C.) nella sua opera teorizza che l'origine di ogni cosa è dovuta al continuo aggregarsi e disgregarsi dei quattro elementi fondamentali: terra, aria, acqua e fuoco.


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