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Parliamo di...

Umanità sull’orlo di una crisi di… nervi

a cura di Daniela Viroglio
Responsabile Centro di Cultura per l’Educazione all’Ambiente e all’Agricoltura - Cascina Falchera

Come una macchia d’olio si estende la preoccupazione di un futuro incerto e precario.

Improvvisamente si richiama l’uomo al senso di responsabilità e al bisogno di contenimento dei beni di consumo.

In tempi lontani l’invito a riflettere su consumi più attenti a tutela delle risorse naturali, all’abuso dei prodotti tecnologici, alla gestione dei rifiuti, alla tutela dei diritti umani, c’è parso come la posizione di personaggi alternativi e originali che potevano permettersi del tempo per fare filosofie e promulgare proclami, mentre altri producevano.

Travolti dal consumismo e da un invocato benessere fatto di comodità, il genere umano ha prodotto un’infinità di beni talvolta superflui, dove, a scapito della vera esigenza si è sostituita l’abbondanza e talvolta l’inutilità sostenute entrambe dal bisogno di apparire alla moda.

Nel frattempo si riempivano le case d’oggetti inutili e le discariche con sempre più rifiuti non smaltibili e tossici, si deforestavano ettari di boschi, si costruivano edifici su versanti collinari o scogli, si potenziavano i motori e si consumavano barili di petrolio.

Quelle voci erano un’eco, un sottofondo che, instancabili e malinconiche, erano sentite e richiamate talvolta nel legiferare e giustificare provvedimenti di emergenza.

L’abolizione delle frontiere e la globalizzazione valida per le merci, ma non per gli esseri umani, non trova riscontro nella grande sperequazione tra il nord e il sud del mondo. La crescita dell’inutile e del superfluo non è proporzionale allo sviluppo culturale e naturale degli uomini.

I sistemi sociali accomunati dal concetto esasperato di sviluppo sono implosi al punto da indebitarsi ed esserne quasi sopraffatti.

L’individualismo e il successo permeano le scelte individuali, il sistema autocentrato sull’io ha perso il senso d’appartenenza alla comunità contraddicendosi sul senso comunitario e il mutuo aiuto.

Le nuove generazioni, figli del concetto di globalizzazione, educati e istruiti sulle tecnologie avanzate, abituati al tutto e subito, all’usa e getta, proiettati verso un futuro che è ogni giorno più difficile immaginare e programmare, appaiono disorientati e sicuramente impreparati ad affrontare la realtà. Disagio e sofferenza, irrequietezza e aggressività, superficialità e comportamenti inadeguati preoccupano la famiglia, la scuola, gli stati che incapaci di dare risposte troppo spesso fanno leva su sensi di colpa e richiami al senso di responsabilità individuali.

Gli sforzi e le attenzioni, di chi si occupa d’educazione, diventano più impegnativi e onerosi.

È indispensabile e urgente che si affrontino in termini critici ed etici le cognizioni e gli apprendimenti che la scuola e la comunità educante affrontano nella quotidianità dell’incontro con i bambini, i ragazzi e i giovani.

Coniugare la storia di ieri con la storia che si vive oggi, affrontare le variabili di sviluppo con le esigenze reali, utilizzare le proiezioni sui fabbisogni futuri in relazione alle concrete disponibilità del pianeta ancora esistenti, riappropriarsi di una cultura materiale che rende capaci di trovare soluzioni non solo sul piano dell’acquisto, ma anche sul riuso di beni e valori.

Saper leggere con obiettività cause ed effetti di scelte che si traducono in comportamenti, che da individuali si riverberano sulle collettività.

Cogliere il senso delle azioni e dell’agire secondo parametri di necessità e benessere condivisi, sentire il peso di un’appartenenza al sistema di cui si è parte integrante sempre e non per semplice opportunità.

Porsi come interlocutori nella gestione delle interazioni, utilizzare il dialogo per suscitare confronti che trovano soluzioni mirate a pari dignità e opportunità di intenti.

Ampliare il proprio spazio di conoscenza con una cultura dell’esperienza e dell’incontro con la realtà, avvantaggiata dal sostegno della cultura massmediale e virtuale che si ha a disposizione. Il web inteso come strumento d’aiuto e non come unico fornitore di informazione.

Contribuire alla costruzione di basi culturali che connettano e permettano lo sviluppo di vere reti di conoscenza.

Geografia e politica, storia e memoria d’uomo, arte e bisogno espressivo, competizione e gioco, economia e sostenibilità, successo e cooperazione, fabbisogno energetico e risorse,

Saperi che devono compendiarsi e connettersi con il senso dei valori, l’importanza delle regole e il rispetto dei diritti umani, la pari opportunità allo sviluppo e una equa distribuzione delle risorse.

È tempo di agire concretamente, non solo per i momenti contingenti, ma perché l’attendibilità dei sistemi in crisi, svuota di significato il tempo sociale mettendo a dura prova solidarietà e identità umana, lasciando spazio ad una depressione psicologica che depriva l’esistenza della parte più nobile dell’essere donna o uomo: la ricchezza della relazione.

Una relazione che si alimenta nello scambio e amplia la visione del mondo.

Un confronto che, in questo nostro tempo, spesso avviene sprofondati in poltrona davanti ad un video che ci presenta dati, statistiche, exit pool, spread, indici di gradimento che rassicuranti non sono, lasciandoci in balia di un alibi che responsabilizza sempre altri al di fuori di noi.
Per i bambini e i giovani accompagnati da questi adulti in lotta con il quotidiano paiono dissiparsi il desiderio d’avventura e scoperta, con l’unica certezza che siano l’ultimo ipod e il sofisticato iphone i mezzi per contrastare la solitudine e la frustrazione dall’insuccesso.

Forse è tempo di agire, contrastare questo clima di rassegnazione e senso d’impotenza che rischiamo diventi uno stato d’animo che annulla ogni desiderio di progetto e di futuro che rinuncia ai sogni e alla bellezza dell’avventura umana.

 

 


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