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Crescere in Cittą 2014

La cittą educativa laboratorio naturale della conoscenza

Umberto Magnoni
Direttore di ITER, l’Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile della Città di Torino

… l’educazione non è altro che un processo di socializzazione
in cui il soggetto non può essere inteso come singola unità
ma come appartenente ad una comunità più vasta:
la società.

liberamente tratto da Scuola e società di J. Dewey

 

Scuola e società1 fu pubblicato alla fine del XIX secolo ma è ancora un testo attuale, se si considera che compito del processo formativo è considerare la persona nella sua complessità ed originalità, per condurla ad un percorso di crescita in cui si apprendono competenze in grado di operare anche al di fuori della scuola, e che consentono di affrontare la realtà ed i problemi che in essa sono presenti. La scuola è da sempre la migliore rappresentazione della democrazia di un paese e dai suoi banchi passano le cittadine e i cittadini che in un futuro prossimo saranno chiamati a muoversi autonomamente all’interno di una società sempre più complessa e della scuola nessuna società può fare a meno per garantirsi la trasformazione individuale e sociale che rappresenta il progresso di una nazione.
Una città può dirsi educativa quando assume le politiche educative e formative come elemento determinante di orientamento della qualità sociale e del cambiamento, collocandole al centro di programmi strategici che richiedono un progetto ben definito. Un progetto che consenta di promuovere, fin dalla prima infanzia, un’articolazione di proposte educative che contribuiscano, in compagnia della scuola e di tutte le agenzie a qualsiasi titolo educative, al pieno sviluppo sociale della persona, sia sotto l’aspetto delle relazioni interpersonali, sia nella vita comunitaria, civica e politica. Un’educazione alla cittadinanza attiva, quindi, intesa come risposta alle sollecitazioni che la società odierna presenta nei suoi cambiamenti e discontinuità e che le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo sottolineano come stimolo per un’educazione orientata a formare cittadine e cittadini in grado di fare scelte autonome e responsabili.
All’interno di un paesaggio educativo così complesso, l’ente locale deve svolgere la funzione di collante tra la scuola ed il mondo esterno, sia esso culturale o produttivo, attraverso la costruzione di una rete di opportunità. Una governance progettuale e di sistema, garante del bene comune.

In quest’ottica Crescere in Città è lo strumento con cui la Città di Torino, ad ogni inizio anno, offre alle scuole torinesi un ampio panorama di opportunità formative, che tendono non solo a dare una risposta alle questioni che sono presenti nella nostra società (dalla sostenibilità, alla capacità di stare insieme con le nostre differenze, alla ricerca di una cittadinanza locale ed europea, alle diverse forme che il pensiero della donna e dell’uomo assumono nel tempo e nello spazio) ma, soprattutto, a sollevare le giuste domande a cui tutti noi siamo chiamati a rispondere per investire sul futuro.
Crescere in Città diviene uno strumento che rappresenta la città come un vero e proprio laboratorio educativo in cui sono presenti i valori, la cultura, i problemi, la storia dei luoghi che frequentiamo e che ognuno di noi interpreta secondo le proprie emozioni e conoscenze. Una carrellata di proposte che consentono alle classi di fare esperienze nell’interazione con l’ambiente fisico e sociale, con situazioni problematiche a cui occorre dare risposte con un processo di partecipazione, ricerca e scoperta.
Una programmazione che offre alle scuole diverse possibilità di operare e partecipare con percorsi strutturati a livelli diversi e secondo nuove differenti direttrici: educazione alla cittadinanza, educazione alla sostenibilità, pedagogia della differenza, espressioni culturali.
Le direttrici sono interdisciplinari e connesse tra loro e rappresentano alcune delle questioni maggiormente aperte con cui i cittadini di domani dovranno confrontarsi: l’educazione alla cittadinanza che si va sempre più configurando come una priorità non tanto della scuola ma della società stessa; l’educazione alla sostenibilità che ci richiama alla relazione tra soggetto e natura e tra soggetto e soggetto all’interno di una dimensione del tempo dai molteplici significati; la pedagogia della differenza che ci conduce alle relazioni fra microcosmo personale ed il macrocosmo dell’umanità, di cui la scuola è una chiara rappresentazione con la molteplicità di lingue e culture che sono entrate al suo interno e dove la differenza di genere rappresenta la prima e più immediata differenza ed, infine, le espressioni culturali che indicano le diverse forme che nel tempo e nello spazio può assumere il pensiero dell’uomo.

Un impegno che coinvolge il sistema educativo nel suo complesso nella costruzione di una città educativa dove le scuole sono e rimangono uno snodo strategico dal quale si diramano percorsi partecipativi e di coinvolgimento delle comunità verso l’adozione di nuovi stili di vita nei quali la crescita tecnologica, le trasformazioni urbane, le mutazioni economiche, sociali e culturali siano processi il più possibile compresi e partecipati dai cittadini. Una città che, nella volontà di diventare davvero sostenibile, si propone di costruire la propria intelligenza ecologica a partire da un nuovo e ineludibile patto sociale da stipulare con le sue giovani generazioni.

1 Dewey J. (1949), Scuola e società, Firenze, La Nuova Italia  (tit. orig. The school and the society, 1899).

 

Per ulteriori informazioni sulle proposte presenti nel Crescere in Città 2014 consultare il sito.


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