Nuovo allarme della sigla di categoria sul destino dei precari nella pubblica amministrazione. Sessantamila a casa dal primo luglio, 200 mila entro tre anni. Podda: "Servizi essenziali a rischio, il 30 giugno sarà il precario-day"
La misura è contenuta nel “decreto anticrisi”, convertito nella legge n. 2/2009
25 febbraio 2009 Il decreto legge n. 185/2008 (c.d. decreto anticrisi) convertito nella legge n. 2/2009 ha previsto l’indennità ordinaria di disoccupazione a requisiti ridotti a favore di lavoratori sospesi in seguito a crisi aziendali o occupazionali. Si tratta di un’indennità pensata per i lavoratori stagionali e precari che non posseggono i requisiti necessari per ottenere la normale indennità di disoccupazione (e cioè non abbiano maturato almeno due anni di anzianità assicurativa ovvero non abbiano almeno 12 mesi di contributi versati nel biennio precedente).
Lavoro accessorio, dal 1° dicembre 2008 la disciplina è operativa per ogni settore.
Per le prestazioni subordinate di breve durata, come può essere il caso affrontato dalla sentenza con riferimento all'attività saltuaria del cameriere, ben si addice uno specifico contratto di lavoro che all'anagrafe è registrato come «lavoro a chiamata» ("job on call") o come «contratto di lavoro intermittente».
Alla fine del mese di settembre hanno raggiunto quota 2.812.700. Sono il 12% del totale degli occupati in Italia. Dal 2004 al settembre scorso sono aumentati del 16,9%. Ben 5 volte di più dell’incremento registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1%.
Gli «atipici» sono 4 milioni. Il 43% lo è da più di tre anni Oltre 300 mila rischiano il posto con la fine dell'anno
"Precario"! è una parola generica. Il termine tecnico è «lavoratore atipico ». Che già contiene qualcosa di poco accattivante. Discriminante, quasi. Gli atipici esistono in Italia dal '96, da quando si è cominciato a parlare di «flessibilità». Sono oltre 4 milioni gli atipici attualmente o recentemente occupati. E sono nei guai. Parliamo di circa 800 mila collaboratori a progetto, 600 mila lavoratori «a somministrazione» (una volta si chiamavano interinali), 2 milioni e 250 mila lavoratori a tempo determinato, 125 mila collaboratori occasionali, 190 mila professionisti con partita Iva, che spesso svolgono attività in una sola azienda, in modo esclusivo, tanto da essere chiamati «finti autonomi ». Totale, 15 per cento della forza lavoro. Un'ampia rassegna stampa dell'ultimo mese dimostra che la tempesta della crisi incrocerà per primo il mondo «atipico». Semplicemente, i contratti che finiscono potranno non essere rinnovati.
Una "tredicesima" ai co.co.pro. Sarà erogata nel triennio 2009/2011 ai lavoratori a progetto con un unico committente senza partita Iva, con reddito superiore ai 5 mila euro e iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps. L'importo, pari al 5% del reddito percepito l'anno precedente, secondo le stime del ministero del lavoro varierà tra i 700 e 1.200 euro. Indennità di disoccupazione, inoltre, estesa a interinali e apprendisti. E prorogata per il 2009 la detassazione, ma non sugli straordinari (solo sui premi di produzione). Via libera, infine, a un bonus straordinario alle famiglie con basso reddito per un importo variabile tra i 200 e 1.000 euro. Queste alcune delle novità contenute nel dl n. 185/2008 pubblicato sulla G.U. di ieri.
Il Ministero del Lavoro, con la circolare 17 settembre 2008 n. 6011, fa seguito alle modifiche apportate dal Dl 112/08 (convertito nella legge 133/08) alla disciplina dell'apprendistato professionalizzante riguardante in particolar modo l'aspetto formativo, per fornire alcune precisazioni soprattutto in materia di comunicazioni obbligatorie.
Dal primo novembre il contratto di lavoro degli interinali comincia la sua “trasformazione”... a tempo indeterminato. Lo scorso 24 luglio Assolavoro, associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, e i sindacati Alai Cisl, Nidil Cgil, Uil Cpo hanno firmato il testo definitivo del nuovo contratto collettivo nazionale per i lavoratori in somministrazione (all’elenco dei firmatari si è aggiunta, da pochi giorni anche l’Ugl).
Il lavoro accessorio costituisce una nuova tipologia di rapporto, introdotta nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 276/2003 con l'obiettivo di attrarre nell'alveo della legalità talune attività lavorative marginali, svolte da soggetti che altrimenti avrebbero operato in nero senza alcuna protezione previdenziale e assicurativa.
Sono evidenti i vantaggi offerti ad entrambe le parti dalla particolare configurazione del rapporto:
• il datore di lavoro/committente può beneficiare di prestazioni occasionali a fronte di esigenze della stessa natura, con garanzia della copertura assicurativa per eventuali infortuni sul lavoro e riduzione al minimo degli adempimenti di carattere amministrativo e dei rischi di vertenze;
• il lavoratore può integrare le sue entrate con compensi esenti da imposizione fiscale, fruendo inoltre della tutela previdenziale e assicurativa.
Da un punto di vista sistematico il nuovo istituto si colloca tra le forme di lavoro occasionale disciplinate positivamente, allo stato attuale della legislazione, nell'area del lavoro autonomo con la seguente articolazione:
ROMA, 2 OTT - Via libera della commissione Lavoro della Camera al disegno di legge collegato alla finanziaria che tra l'altro prevede lo stop alla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.
Quando un lavoratore a termine può recedere dal contratto prima della scadenza? Quali sono le conseguenze? E' previsto un risarcimento al datore di lavoro?
L'utilizzo è possibile nella ordinaria attività dell'azienda.
Nuova iniezione di flessibilità al contratto a termine. L'utilizzo diventa possibile anche se la causale (ragione di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo) si riferisce all'ordinaria attività svolta dal datore di lavoro, il tetto della durata massima di 36 mesi è mitigato dalla possibilità per i contratti collettivi di introdurre deroghe e, infine, il diritto di precedenza nelle assunzioni, spettante ai lavoratori che hanno svolto un precedente rapporto a termine, può essere modificato dai Ccnl. Le novità arrivano dal dl n. 112/2008 (manovra economica), definitivamente convertito dalla legge n. 133 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto e in vigore dal giorno seguente.
Sulla norma 'anti-precari' il governo è andato in difficoltà. Negli ultimi due giorni sono state roventi le polemiche sull'emendamento alla manovra economica - proposto da deputati della maggioranza in Commissione Bilancio alla Camera - che prevede l'abolizione dell'obbligo di assunzione a tempo indeterminato per i lavoratori con contratto a termine che abbiano fatto ricorso e ottenuto da un giudice del lavoro sentenza favorevole.
Ripercorriamo le principali variazioni apportate dalla recente riforma alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato a termine. In particolare, si cercherà di evidenziare quali modifiche hanno riguardato l'applicazione del "principio di contingentamento" che riguarda il superamento dei limiti quantitativi.
Con due recenti circolari il Ministero del Lavoro ha fornito chiarimenti in materia di contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto, per aumentare la vigilanza sul loro corretto utilizzo ed incentivare la stabilizzazione dei rapporti di collaborazione.
Novità previste dalla finanziaria 2008.
La totalizzazione e il riscatto
Si amplia la possibilità di cumulare gratuitamente, ai fini del diritto alla pensione, gli spezzoni contributivi dispersi in più gestioni. La durata minima delle quote scende da sei a tre anni; è consentito il riscatto del periodo legale di laurea anche alle persone che non hanno ancora iniziato l'attività lavorativa. In tal caso, l'onere del riscatto è determinato in misura fissa prendendo a parametro il livello minimo imponibile annuo della Gestione dei commercianti (nel complesso costerà 4.500 euro). Il dovuto potrà essere rateizzato in 10 anni; quanto versato potrà essere dedotto dal reddito dell'interessato o portato come detrazione dall'imposta dovuta dai soggetti di cui l'interessato risulti fiscalmente a carico (nella misura del 19%).
La circolare n. 4 del 29 gennaio 2008, emanata dal Ministero del lavoro, riconferma e rafforza esclusioni o incompatibilità di alcune figure professionali con il lavoro a progetto.
La normativa sul lavoro dopo il varo della legge sul welfare
Crediamo utile fornire un quadro sintetico delle novità intervenute nella legislazione sul lavoro a seguito del Protocollo del 23 luglio 2007, e dell’approvazione da parte del Parlamento della legge 247 che, con alcune modifiche a volte non marginali, lo ha recepito. Riteniamo necessario un simile tentativo anche per cercare di fare un po’ di ordine nel dibattito a proposito del rapporto tra le novità intervenute e l’obiettivo di una “nuova legislazione sul lavoro” definito all’ultimo congresso della Cgil.
Bassi salari, precarietà persistente, poca attenzione a salute e formazione. Dopo le prime stabilizzazioni, resta l’emergenza per i lavoratori dei call center. Anche perché la maggior parte dei cosiddetti operatori outbound (coloro che, al contrario degli inbound, fanno anche chiamate in uscita) rimane “a progetto”. A lanciare l’allarme è la Slc Cgil, il sindacato dei lavoratori della comunicazione, presentando i risultati di una ricerca condotta sulle prime 17 mila assunzioni gestite dal sindacato secondo il contratto nazionale delle Tlc (altri 3 mila saranno stabilizzati entro aprile).
Flessibilità sorvegliata nei rapporti part-time. Decidono i sindacati se, quando, quanto e come datori di lavoro e lavoratori possono aumentare le prestazioni lavorative e modificarne la loro collocazione temporale. La novità, in vigore dal 1° gennaio 2008 e prevista dalla legge n. 247/07 di attuazione del protocollo Welfare, toglie all'autonomia individuale la competenza a decidere sulle clausole modificative per passarla alle parti sociali (ai Ccnl).
La crescita del part-time grazie ai continui interventi normativi.
Con l'introduzione di clausole elastiche e clausole flessibili e con l'abolizione di molte limitazioni al rapporto di lavoro a tempo parziale, oggi viene lasciata alle parti più scelta di adattabilità e questo passaggio ha consentito la crescita del ricorso all'istituto, fino a quel momento ancora poco applicato. Solo con il D.Lgs. n. 276/03 (riforma del mercato del lavoro attuativo della legge Biagi n. 30/03), infatti, sono state apportate al lavoro a tempo parziale sostanziose correzioni che hanno concesso un nuovo slancio.
Principali novità del Protocollo di luglio.
Aumenti contributivi per i part-time di durata inferiore alle 12 ore settimanali, incentivi per gli orari elevati e agevolazioni per le trasformazioni a tempo pieno, eliminazione degli accordi individuali fra le parti per la definizione di clausole elastiche e flessibili, ammissione delle variazioni di orario solo se stabilite dai CCNL
La caccia al lavoro nero sembra portare dei risultati migliori del previsto, come ha rivelato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che ha voluto fare un bilancio delle attività ispettive dalla fine di luglio del 2006 fino al 31 dicembre del 2007.
Da un paio di mesi è entrata in vigore una nuova legge (la 188 del 17 ottobre 2007) che ha un titolo che implica delle grosse novità a favore del lavoratore.
TORINO
Il 56% delle donne ha una occupazione, quasi 100mila sono titolari di impresa: sono questi i numeri di una realtà piemontese in continua evoluzione che oggi è stata messa in luce dall’indagine «Piccole imprese, grandi imprenditrici 2007», presentata da Unioncamere Piemonte a Torino.
Migliora il mercato del lavoro nel Belpaese, anche se tra luci e ombre. Tra le note positive, nel 2007, superata la soglia dei 23 milioni di occupati. L'incremento su base annua è pari a quasi il 2 per cento.
Lavoro: la rivincita dei bamboccioni.
Design, alimentazione,servizi,ambiente i settori boom per mettersi in proprio.
Un numero crescente di giovani si mette in gioco per diventare imprenditore.
Dal 2003 ad oggi dal servizio “ mettersi in proprio” della Provincia a cui collabora la Cna , sono passate oltre 25 mila persone stufe del proprio lavoro o stufe di cercarlo: il 78% ha meno di 40 anni.
Il 36% meno di trenta.
Il dato potrebbe essere impressionante: tra il 2000 e il 1° gennaio 2005 i lavoratori in nero presenti in Italia sono diminuiti di 316.600 unità. E, nello stesso periodo, quelli regolari, invece, sono cresciuti di 1.198.400.
L’accordo per il rinnovo del contratto nazionale degli oltre 38.000 addetti delle imprese d’assicurazione, raggiunto tra le sigle sindacali e l’Ania, rappresenta un risultato di grande rilievo, per i lavoratori e anche per i cittadini. L’intesa prevede miglioramenti anche rispetto all’accordo tra governo e parti sociali del 23 luglio: per quanto riguarda i contratti a termine la durata massima è di 36 mesi, mentre lo staff leasing non verrà applicato nel settore e situazioni difformi esistenti saranno trasformate in contratti a tempo indeterminato
Il dato è un’altra triste conferma. La sola Guardia di Finanza ha scoperto oltre 21mila lavoratori sommersi nei primi otto mesi del 2007. Si tratta di un risultato superiore di oltre il 13% rispetto a quello conseguito nello stesso periodo del 2006 (18.898).
Il testo proposto dal governo il 21 giugno e’ in larga misura un testo programmatico, cui dovra’ seguire un articolato assai piu’ dettagliato, con la conseguente dotazione finanziaria. L’impegno del governo e’ quello di un ulteriore confronto di merito con le organizzazioni sindacali e datoriali. Passaggi non facili, per l’evidente divergenza degli interessi in campo.
Appare difficile il cammino delle nuove norme sulla flessibilità
Gli imprenditori: "Regole che funzionano, no a interventi restrittivi"
ROMA - Tre milioni e mezzo di precari che nel 58 per cento dei casi percepiscono una retribuzione lorda di 10.000 euro l'anno. Un esercito 'figlio' delle leggi sulla flessibilità, dalla Treu alla Biagi, che da tempo chiede migliori condizioni di lavoro. La 'rivisitazione' (nessuno osa chiamarla 'riforma') della legge Biagi è tra i temi principali della trattativa tra governo e parti sociali sul welfare: il confronto è alle ultime battute, in vista della messa a punto del Dpef, come data ultima il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha indicato il 28 giugno. Ma le posizioni sembrano piuttosto lontane: ripetuti i diktat di Confindustria e delle altre associazioni imprenditoriali, secondo i quali la legge Biagi non va toccata in nessun modo, e semmai vanno introdotto adeguati ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori; e altrettanti paletti sono fissati dai sindacati 'specializzati', come il Nidil Cgil, che sostengono che occorre superare in modo radicale la logica del "lavoratore usa e getta", e regolamentare in maniera seria e radicale le modalità di ricorso alla flessibilità.
Sono sempre di più i lavoratori parasubordinati afferenti alla Gestione Separata Inps, e sono soprattutto collaboratori a progetto e persone ad alto rischio di precarieta'. E' quanto si evince dal Rapporto 2007 ''Lavoratori parasubordinati tra professione e precariato'' presentato oggi da Nidil-Cgil e curato da Patrizio Di Nicola (Docente di Sociologia dell’Organizzazionea) e Isabella Mingo (Docente di Fonti Statistiche). L'indagine sui lavoratori parasubordinati presentata oggi conferma che col passaggio a progetto i contratti di collaborazione invece che diminuire sono costantemente aumentati; che oltre 800.000 hanno unicamente quella fonte di reddito e prevalentemente un unico committente; per un compenso complessivo attorno agli 8.000 € l'anno e con un'età media di oltre 36 anni.
Massimo di tre anni e addio all'impiego a chiamata. I tecnici dei ministeri: "Nessuno stravolgimento
solo alcune modifiche". Il provvedimento forse a fine giugno.
Un nuovo colpo, dunque, a sgretolare l'equazione: mancanza di progetto, conversione in rapporto subordinato. Sulla stessa linea (i principi combaciano esattamente) già tracciata da altri giudici, tra cui quello di Genova nella sentenza del 7 aprile 2006 (si veda ItaliaOggi del 1° agosto dello stesso anno).
02.05.2007
- di Alfredo Casotti e Maria Rosa Gheido
Quali sono le possibili scelte del lavoratore per la destinazione del Tfr maturando? E quali modelli occorre utilizzare? Quali sono gli adempimenti a carico del datore di lavoro? Quali sono i criteri di computo dei dipendenti ai fini della determinazione della media annuale dei lavoratori in forza nel 2006? Da quali date decorrono i versamenti del Tfr ai fondi pensione e al fondo di tesoreria Inps?
Tanti in Italia gli atipici che non hanno più un’occupazione e cercano disperatamente un posto. Tra loro, contratti a termine non rinnovati, collaborazioni chiuse e partite Iva senza più un impiego. Se sommati ai precari “al lavoro” si arriva a 3milioni e 800mila. I risultati di uno studio di due ricercatori italiani di Isfol e Istat.
in moltissimi casi, chi è collaboratore o collaboratrice a progetto, non ha autonomia decisionale su orari, organizzazione del lavoro ecc., quindi dovrebbe essere considerato e trattato come dipendente;
i datori di lavoro preferiscono il rapporto di collaborazione perché per loro comporta meno costi e meno vincoli.
Novità introdotte dalla Riforma
La riforma avrebbe l'obiettivo «di far transitare quanti più rapporti possibili, e secondo una certa gradualità temporale, dalla incerta area del lavoro c.d. parasubordinato verso gli schemi del lavoro dipendente» per modo che «nell'area delle collaborazioni coordinate e continuative rientrino unicamente forme di lavoro autonomo genuino, e non prestazioni di lavoro dipendente mascherate».
Nessuna partenza anticipata per la riforma del Tfr, che resta fissata al 2008. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano: per poter partire bisogna avere tutto in regola. E al momento non abbiamo tutto in regola". Sfuma così la possibile entrata in vigore della riforma del Tfr al 2007, come ipotizzato tempo fa dal viceministro allo Sviluppo Economico, Sergio D'Antoni.
Sono stati a lungo il simbolo del precariato giovanile. Ora la musica sembra cambiatata: i call center iniziano a mettere in regola i propri dipendenti. I primi assunti sono appena 16, ma presto ne seguiranno molti altri: probabilmente decine di migliaia di lavoratori , impegnati nei centralini di alcune delle più importanti aziende italiane.
Il ministro del Lavoro emana una circolare che limita, almeno in parte, la flessibilità selvaggia nei call center.
Durante la campagna elettorale e anche dopo c'è stato un intenso dibattito ideologico sulla legge Biagi per la flessibilità del lavoro, che ha visto una parte del sindacato e della sinistra ora al governo schierata per la sua abolizione, e un'altra parte del sindacato e del centrosinistra limitarsi a chiederne una revisione nei punti più discussi; gli imprenditori la difendono mentre la destra se ne fa un vanto di averla approvata ed è pronta all'ostruzionismo parlamentare per impedirne la cancellazione o la modifica.
A scaldare il tema già caldo sono state le ultime dichiarazioni del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. “La nostra opinione è che la legge Biagi, così come la legge Treu, non hanno creato precarietà'. Dichiarazioni che fanno seguito a quelle del leader della Cgil secondo cui "la legislazione sul lavoro va ripensata e le leggi sul lavoro vanno riscritte. Bisogna raggiungere un punto di equità non scaricando tutti i rischi dell'impresa sul lavoro – ha spiegato - una parte dei rischi va affrontata con gli strumenti pubblici, ammortizzatori sociali e altro, una parte compete alle imprese, un'altra ai lavoratori, altrimenti c'è un'asimmetria che alla lunga non conviene".
I contratti "a tempo determinato" rispondono a esigenze organizzative e funzionali reali delle imprese e hanno contribuito a un effettivo aumento dell’occupazione. Un progetto di legge di riforma, quindi, non può solo limitarsi a cancellare o riorganizzare le tipologie di lavoro a tempo determinato, ma deve preoccuparsi di come soddisfare la necessaria flessibilità nell’organizzazione d’impresa. D’altra parte, questi contratti hanno scaricato tutti i costi della flessibilità e della precarietà su una minoranza di lavoratori "al margine", approssimativamente due milioni, per lo più giovani, lasciando totalmente inalterate le prerogative e i diritti di altri venti milioni circa di persone impiegate a tempo indeterminato. In questo modo, l’introduzione dei contratti a tempo determinato ha creato una sostanziale differenza di condizioni di lavoro tra lavoratori di diverse età. Tali differenze vanno eliminate.
Polemiche e spaccature si erano registrate sin dal giorno dopo l’approvazione del Parlamento, il 5 febbraio del 2003. All’indomani del via libera della legge 30, nota ai più come legge Biagi, che introduce nuovi tipologie contrattuali nel mercato del lavoro italiano, sul tavolo del dibattito politico tornava a gran forza il tema caldo della precarietà.
Lavoro a progetto, lavoro a chiamata, part-time. Sono solo alcune delle nuove forme introdotte negli ultimi anni nel mondo del lavoro. E così per molti italiani, soprattutto i più giovani, il lavoro diventa sempre più precario, ma non molto di più rispetto al resto d’Europa. Lo sostiene uno studio della Cgia di Mestre, l’associazione degli artigiani italiani.
Lo rivela un sondaggio condotto su 1000 studenti universitari tra i 18 e i 25 anni.
Per un impiego stabile disposti a rinunciare anche ai loro sogni o a una retribuzione particolarmente alta. Bocciato lo stage dal 18%. Un ragazzo su 3 lo vorrebbe pagato almeno con 500 euro.
Intere generazioni di militanti - ora al potere nelle istituzioni, nell'economia, nella società e nei media - al pari di quei popoli che attendono un Salvatore, sono sempre in attesa di imbattersi in una nuova edizione del mitico "sessantotto", ogni volta che, in qualche località dell'Europa "sazia e disperata", gli studenti occupano degli Atenei o manifestano contro l'(anti)riforma di turno.
Poco appeal nel tessuto imprenditoriale e mancato rinnovamento nel mercato del lavoro. Le novità introdotte dalla legge Biagi sulle diverse tipologie contrattuali, dopo un primo periodo di sperimentazione, hanno mostrato negli ultimi mesi una flessione con perdite di quote rispetto ai contratti cosiddetti standard. A fornire questo spaccato sull’occupazione italiana è l’ultima indagine dell’Associazione Nuovi Lavori (Anl) presentata al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) e condotta su un panel di 1000 aziende.
Quando si richiede un mutuo, si sa, la banca pretende dal cliente specifiche garanzie di rimborso del capitale dato a prestito. È chiaro quindi che quando a chiedere un finanziamento sono soggetti dal futuro lavorativo incerto, quale è il caso dei lavoratori ‘atipici’ la questione si complica.
Il contratto di lavoro accessorio è una nuova tipologia di contratto, inserita nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 276/2003 e relativa ad attività lavorative di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro, ovvero in procinto di uscirne (art. 70, D.Lgs. n. 276/2003).
LAVORO - Firmata dal ministro Maroni la circolare sul contratto per conseguire un titolo superiore.
ROMA - L'apprendistato di alta formazione potrà essere avviato anche se il contratto collettivo non ha ancora disciplinato la materia. È uno dei chiarimenti forniti dalla circolare firmata ieri dal ministro del Lavoro, Roberto Maroni, in cui si passano in rassegna le principali disposizioni di uno dei contratti più innovativi introdotti dalla riforma del mercato del lavoro (Dlgs 276/03).
La regolamentazione. Il contratto di apprendistato di "terzo livello" (gli altri due sono il professionalizzante e quello sul diritto-dovere di istruzione e formazione) è finalizzato all'acquisizione di un titolo di studio secondario, laurea o diploma di specializzazione, nonché per la specializzazione tecnica superiore introdotta con la legge 144/99, integrando formazione la pratica in azienda con quella superiore.
Dura la vita per i co.co.co, anche in versione co.co.pro.: come noto, la legge riconosce loro – oltre alla pensione – alcune prestazioni previdenziali minori (a fronte del versamento di una contribuzione dello 0,50%) come quelle a tutela degli infortuni, della maternità e in caso di ricovero ospedaliero.
C'è però un'altra prestazione, quella dell’assegno al nucleo familiare (ANF), per la quale sono sorti dei problemi. La legge n.449/1997 (art.59 comma 16) prevede, infatti, che “l’assegno non spetta se la somma dei redditi derivanti dalle attività indicate all’art.2, comma 26, della legge n.335/1995, è inferiore al 70% del reddito complessivo del nucleo familiare”.
L’assegno spetta – prosegue la norma – anche al nucleo a composizione reddituale mista che raggiunga il requisito del 70% del reddito complessivo con la somma dei redditi da lavoro dipendente e da lavoro parasubordinato.
28.11.2005
- di Francesca Benedetti - Giuseppe Maccarone
Con il Natale anche il lavoro è intermittente. Le festività natalizie si avvicinano e con loro la possibilità di stipulare un contratto di lavoro a chiamata (detto anche intermittente o job on call) appositamente studiato.
Il lavoro a chiamata è stato introdotto dalla riforma Biagi.
Seconda parte
D’altra parte anche tra i pluri-committenti la stragrande maggioranza (86,8%) ha, comunque, un committente principale e il 77,5% ha dei committenti abituali. La pluri-committenza d’altra parte in molti casi non è un indicatore di forza sul mercato, bensì una risposta alla necessità di integrazione economica: il 48% dei pluri-committenti raggiunge al massimo 1.000 euro al mese.
Prima parte
A due anni dall’entrata in vigore della legge n. 30/2003, il mercato del lavoro italiano sembra aver perso del tutto il dinamismo in termini di job creation ancora presente nei primi anni del 2000. La legge 30 partiva dall’assunto che la diversificazione delle forme contrattuali fosse una strategia vincente per far crescere l’occupazione, ma a guardare l’andamento piuttosto deludente del tasso di occupazione del Mezzogiorno, proprio nel periodo di attuazione della riforma, si ha più di un motivo per dubitare della bontà dell’assunto stesso.
Le banche che diffondono prodotti e servizi di microfinanza rappresentano il 60% del totale attivo nel sistema e il 54% degli sportelli: il dato emerge da un’analisi svolta dall’associazione bancaria (Abi), nell’ambito dei lavori del Comitato Nazionale Italiano per il Microcredito promosso dal Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con la Fondazione Giordano Dell’Amore.
Niente mutuo, niente prestiti e nessuna forma di credito: questa la condizione in cui versa l’esercito rappresentato dai lavoratori atipici in Italia. Si tratta di collaboratori a progetto, part-time a termine, interinali e occupati a tempo determinato che non hanno le giuste garanzie né per accedere al credito al consumo, né per richiedere la cessione del quinto dello stipendio, ovvero un finanziamento la cui restituzione avviene mediante la trattenuta mensile di una quota dello stipendio. Il lavoratore, infatti, garantisce con la propria liquidazione dal momento che durante l’attività lavorativa maturano annualmente somme che accumulandosi si consolidano nel trattamento di fine rapporto (Tfr).
e il lavoratore è atipico, occhio alle polizze Rc. Alle aziende senza un'assicurazione «a prova di flessibilità», cioè adeguata alle modifiche normative intervenute con la riforma del lavoro (legge delega Biagi n. 30/03 e dlgs n. 276/03), l'utilizzazione di lavoratori con contratti diversi da quelli da lavoro dipendente potrebbe costare cara.
Una lettura "realistica del lavoro parasubordinato". Senza giocare coi numeri o con false statistiche. Questo, nelle parole del segretario nazionale di NIdil Cgil Davide Imola, lo scopo dell'odierna conferenza romana sulla "Lotta alla precarietà. Diritti e welfare nel lavoro atipico".Nell'occasione il sindacato delle nuove identità di lavoro, assieme all'Ires (l'istituto di ricerche della Cgil), ha presentato i dati più aggiornati sull'universo degli atipici. Ma soprattutto ne ha fornito una diversa lettura, incrociando le cifre del Fondo Inps parasubordinati.
Un dossier del ministero del Welfare fa il punto sullo stato di attuazione dell’apprendistato a livello regionale. La legge Biagi prevede l’articolazione di questo istituto in tre tipologie di contratto: diritto-dovere di istruzione e formazione, professionalizzante e per l’acquisizione di un diploma o percorsi di alta formazione.
17.05.2005
- di Cristina Petrucci e Stefano Taddei
Sentenza del tribunale di Torino sulla qualificazione dei rapporti di collaborazione. Necessario individuare i confini dell'attività per evitare la sanzione della trasformazione del contratto
Il distacco di personale risulta legittimo a prescindere dal rapporto di lavoro subordinato posto in essere. Pertanto è possibile il distacco di lavoratori assunti a tempo determinato, purché ciò avvenga entro il periodo di validità del rapporto.
Tra le proposte di correzione al decreto legge 35/05 sulla competitività hanno trovato spazio alcune modifiche al decreto legislativo 276/03, attuativo della legge Biagi. Queste modifiche erano state in un primo tempo inserite nel disegno di legge che ha accompagnato il Dl 35/05 al momento del varo, ma ora potranno confluire (se la situazione politica lo consentirà) nella conversione in legge dello stesso Dl.
I ritocchi previsti dal Ddl sulla competitività destinati a confluire nel decreto legge. Via i vincoli di età: più facile l'uso del job on call.
l pacchetto sulla competitività diventa l'occasione di nuove modifiche al decreto legislativo 276/ 03 di riforma del mercato del lavoro.
Tutele in arrivo contro la precarietà per circa un centinaio di lavoratori atipici della Provincia di Torino.
Con l'obiettivo di estendere ai collaboratori diritti al sostegno economico in caso di maternità, infortunio e malattia.
Nuovi incentivi, nuove imprese. Nel biennio 2003-2004, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa e l'attrazione di investimenti, ha finanziato la nascita di 26mila nuove aziende e creato così piu' di 34mila nuovi posti di lavoro, con un impegno finanziario complessivo di circa un miliardo di euro.
“Nell’occasione della celebrazione della giornata della donna è doveroso ricordare la cronica difficoltà del mercato del lavoro italiano a includere la sua componente femminile".
Il mercato del lavoro italiano diventa sempre più flessibile. In base all’indagine condotta dall’Isae, l’Istituto di studi ed analisi economica, nell’ambito del “Programma armonizzato” di indagini sulle imprese e sui consumatori, negli ultimi cinque anni, è aumentata la diffusione, in tutti i settori, dei contratti di lavoro a tempo parziale e a tempo determinato.
Il sistema bancario italiano continua a considerare il lavoratore atipico come un maggior rischio di credito. Sono infatti pochissimi gli istituti che concedono un mutuo ai precari, mentre questi clienti con contratto “flessibili” rappresentano una fetta consistente del mercato: a fine 2003, secondo l’Eurispes, gli atipici e gli interinali ammontavano a 3,3 milioni, vale a dire un sesto dei lavoratori totali.
Secondo la Cgil la legge 30 (Riforma Biagi) deve essere rivista, ed è necessario un “ruolo centrale e di governo dell’attore pubblico”. Questa è la posizione emersa ieri nel corso di un convegno, tenutosi a Roma, sui diritti dei lavoratori. Per il sindacato è opportuno che il rapporto di lavoro a tempo indeterminato riacquisti un ruolo centrale, e, a tale scopo, è stato auspicata l’apertura di un confronto con le forze del centrosinistra, con gli altri sindacati e con le associazioni imprenditoriali.
Il consueto rapporto Unioncamere-Istituto Tagliacarne offre una nota di ottimismo.
E'nato un “ceto medio” dell'impresa manifatturiera che ha reagito positivamente al difficile ciclo economico , accrescendo il proprio fatturato e gli addetti. Il consueto rapporto Unioncamere-Istituto Tagliacarne fa filtrare un raggio di luce sulla situazione delle piccole e medie imprese della Penisola privilegiando alle consuete analisi sul declino una nota di ottimismo che ipotizza una funzione positiva da parte del “ceto medio”che “soprattutto se supportato da politiche di sostegno adeguate, potrà esercitare un effetto traino nei confronti delle imprese minori”.
Dal 1° gennaio, come stabilisce un provvedimento previsto dalla Finanziaria 2005, solo i dipendenti con almeno quattro anni di servizio effettivo, con un unico datore di lavoro, possono ricevere in anticipo un quinto del proprio stipendio. Così per l’esercito degli oltre 7 milioni di lavoratori atipici presenti in Italia (composti da lavoratori a progetto, part-time a termine, interinali, occupati a tempo determinato) si profila il “rischio usura”.
L’Inps, in collaborazione con “Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes”, ha condotto un’indagine sul lavoro domestico immigrato, indagine che ha evidenziato come “un quarto degli ultrasessantacinquenni viva da solo e che tra di essi una quota consistente (43%) non dispone di alcuna rete di sostegno familiare a fronte della sua esigenza di assistenza, mentre il sistema sanitario pubblico riesce ad assicurare l’assistenza domiciliare soltanto ad una quota minimale di ultrasessantacinquenni”.
Nel settore industriale, inoltre, le retribuzioni dei comparti relativi alle attività manifatturiere e alle estrazioni di minerali hanno segnato un incremento tendenziale del 4,2%. Le retribuzioni per unità di lavoro hanno registrato una consistente diminuzione tendenziale, pari a -5,4%, nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua, a causa del confronto con i livelli retributivi particolarmente elevati del terzo trimestre 2003, quando in alcune grandi imprese erano stati erogati consistenti incentivi all’esodo.
Secondo la rilevazione compiuta dal “Laboratorio Armonia” della Sda Bocconi e da Astra Demoskopea, con il contributo di Fondazione Adecco e Boehringer Ingelheim, sono oltre un milione e mezzo gli italiani che si sentono discriminati a causa dell’età. Gli over 45 che lavorano o hanno lavorato come dipendenti, e che ritengono di essere stati discriminati sul posto di lavoro proprio per l’età sono l’11%.
Nell’ultimo decennio il lavoro a termine è aumentato in tutti i Paesi europei, anche se quelli in cui si registra la crescita maggiore sono la Spagna e l’Olanda. Per quanto riguarda l’Italia, nel confronto tra il settore privato e la Pubblica Amministrazione, e relativamente al “lavoro flessibile”, si evince che nel settore pubblico, il rapporto a tempo determinato rappresenta la forma flessibile di impiego maggiormente usata. In genere, comunque, sono utilizzate tutte le forme di impiego a termine, i contratti di formazione e lavoro e quelli non soggetti ad un’apposita disciplina di lavoro subordinato, come i lavori socialmente utili o il lavoro interinale.
I primi sono stati i collaboratori delle Società di corse di cavalli. Ora anche i lavoratori a progetto degli Istituti di ricerche di mercato potranno contare su un accordo nazionale che regolamenterà i loro contratti. L’intesa è stata firmata il 29 settembre scorso alla presenza dell’Assirm, l’Associazione degli Istituti di ricerca di mercato, aderente a Confindustria, e i sindacati Nidil Cgil, Alai Cisl e Cpo Uil e riguarda gli oltre dodicimila collaboratori degli Istituti di ricerca di mercato.
Trovare lavoro diventerà più facile. Parte infatti da dicembre la Borsa continua nazionale del lavoro. Ad annunciarlo è proprio il sottosegretario al lavoro, Maurizio Sacconi, che ha indicato proprio nel mese appena iniziato la partenza della sperimentazione.
Il nuovo Testo Unico in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, con cui vengono recepite alcune direttive europee in materia, approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 novembre, si inserisce in un più ampio disegno diretto ad estendere le norme obbligatorie al maggior numero di lavoratori.
Dal riordino effetti per tutte le categorie, autonomi compresi.
Il nuovo "Testo Unico" sulla salute e la sicurezza dei lavoratori si presenta come un documento di portata non solo compilativa, ma anche di innovazione e razionalizzazione rispetto al sistema previgente, con il dichiarato obiettivo di eliminare i rischi o, quantomeno, di ridurli al minimo possibile in ogni luogo ove si svolga una attività lavorativa.
Parte in Piemonte la borsa telematica del lavoro, strumento messo a punto dalla Regione in collaborazione con le otto Province piemontesi per favorire l'incontro fra che cerca lavoro e chi offre lavoro.
Cambiano nome e modalità le “Centrali rischi”: si chiameranno “sistemi di informazioni creditizie” e avranno lo scopo di tutelare, offrendo maggiori garanzie, i numerosi cittadini che chiedono un prestito personale, un mutuo o un finanziamento per l’acquisto di beni di consumo.
Trascorso ormai un anno dai primi passi ufficiali della “Riforma Biagi”, entra in vigore da martedì 26 ottobre il decreto correttivo della riforma del mercato del lavoro.
Sarà possibile scambiare informazioni dettagliate sui posti disponibili
La riforma Biagi sul mercato del lavoro si appresta ad essere pienamente
operativa, ma per valutarne appieno gli effetti saranno necessari circa
cinque anni.
I rapporti di co.co.co. escono di scena tra una settimana, a meno di una proroga aziendale per un solo anno. La transizione verso formule flessibili che garantiscono ai lavoratori maggiore tutela in campo previdenziale
Dopo quasi un semestre di blackout, l’Istat ha pubblicato la nuova indagine sulle Forze lavoro trimestrali. Era un’indagine molto attesa. Otteniamo i nuovi numeri un anno dopo l’approvazione della Legge Biagi di riforma del mercato del lavoro. Inoltre, si tratta della prima rilevazione ufficiale che utilizza il nuovo metodo di rilevazione "continua" dell’andamento del mercato del lavoro .
Dai giovani il modello di analisi finanziaria per guidare le pmi
L'introduzione da parte del Comitato di Basilea di principi per monitorare il rischio di crisi
bancarie ha lo scopo di promuovere la solidità e la solvibilità del sistema bancario attraverso una
maggiore capitalizzazione degli istituti bancari e una più attenta valutazione del rischio di
credito.
I capigruppo Ds alle commissioni Attività produttive e Finanze, Sergio Gambini e Giorgio Benvenuto, hanno depositato una proposta di legge che ha lo scopo di rafforzare l'operatività dei Confidi (consorzio di piccole imprese che offre tutte le garanzie necessarie al credito che, da sola, una piccola impresa non sarebbe capace di avere) delineato da Basilea2.
Tracciare, a un anno di distanza, un bilancio della riforma del mercato del lavoro (decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276), è compito tutt’altro che facile. La riforma, anzitutto, è ancora un "cantiere aperto", pur essendo stati emanati quasi tutti i rispettivi decreti di attuazione.
Qualche prima indicazione.
Part-time, apprendistato, formazione, stagionali, interinali
Tanti inquadramenti diversi per 4 milioni senza stabilità
Sono i co. co. Co - sono 2 milioni e mezzo secondo l'Inps
ma un vero bilancio non esiste.
Le agenzie che allevano imprenditori Incubatori d'impresa, nel settore orafo la formula è vincente. Si tratta di permettere ai giovani di formarsi e specializzarsi in linea con le esigenze del mercato e poi dare loro la possibilità di entrare nel mondo del lavoro o di mettersi in proprio con maggiori possibilità di successo, supporti adeguati e percorsi guidati.
I più creativi lavorano anche su commesse all'estero.Due sono le strade che si aprono di fronte a chi desidera diventare un disegnatore o designer orafo: quella del progettista e quella del prototipista.
Sarà una lotta contro il tempo per vincere la crisi che da qualche anno attanaglia il settore orafo: ma proprio per questo servono figure nuove, più qualificate e dotate di competenze plurime.
Le aziende - che sono impegnate in questi giorni in "Vicenzaoro2 2004", mostra internazionale in corso dal 12 al 17 giugno alla Fiera di Vicenza in contemporanea con Oromacchine, salone specializzato sulle macchine per oreficeria - lo hanno capito e quelle che hanno finora resistito alle difficoltà del mercato si stanno già orientando in questa direzione.
Enti non profit datori di lavoro accessorio. La riforma Biagi ricomprende tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio anche quelle effettuate da soggetti a rischio di esclusione sociale, nell’ambito di manifestazioni sociali, sportive, culturali, caritatevoli o di collaborazione con associazioni di volontariato.
Dal Consiglio dei ministri il mandato al responsabile del Welfare per dare corso alle regole dettate dalla riforma. Agenzie per il lavoro ai nastri di partenza.
Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato l'emanazione del DM sui requisiti per l'iscrizione all'Albo delle Agenzie per il Lavoro, sulla base di quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. 276/03.
Cisl e Banca Etica annunciano un nuovo protocollo: da fondi previdenziali che investano sull'etico - mercato potenziale da 50 miliardi di euro - a progetti di sostegno per lavoratori e aziende in stato di crisi.
Circa 15 milioni di persone nel mondo beneficiano di interventi di microcredito : è quanto e' emerso al convegno organizzato a Roma dalla Caritas Italiana sul microcredito.
Dal sondaggio di Cliccalavoro risulta come le aziende valutino la predisposizione del candidato a 'sposare' l'azienda, i suoi valori ed i suoi obiettivi, ma anche a legarsi in maniera stretta al proprio superiore ed a seguirlo nel corso degli eventi.
l'Inail affronta il tema del lavoro per sottolineare che, in presenza del rischio lavorativo,vige, anche per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa caratterizzati da un progetto, programma di lavoro o di fase di esso, l'obbligo di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
La riforma Biagi sta per entrare in vigore. Che cosa cambierà in concreto nel mondo del lavoro? Lo abbiamo chiesto al sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Maurizio Sacconi.
Le collaborazioni coordinate e continuative continueranno nella loro forma tradizionale a esistere anche nel prossimo futuro per le Pubbliche amministrazioni. È quanto precisa la circolare 1/04 del ministero del Lavoro, riprendendo le esplicite indicazioni contenute nella legge 30/03 e nel Dlgs 276/03. La possibilità di apportare innovazioni è rinviata a una iniziativa che potrebbe essere assunta nel futuro dal dipartimento della Funzione pubblica, sentite le organizzazioni sindacali.
È in corso di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» il provvedimento che fissa le modalità di iscrizione all'Albo. Nel collocamento più spazio ai privati. Elenco in cinque sezioni. Controlli biennali sull'attività prevalente connessa all'autorizzazione.
07.11.2003
- di Francesco Agrati - responsabile sportello lavoro Cisl
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 30/2003 si conclude il lungo e tormentato iter della riforma del mercato del lavoro. Le proposte di Marco Biagi diventate legge il 14 febbraio 2003 (legge 30) entrano in vigore domani 24 ottobre 2003. I cambiamenti principali riguardano in particolare l'ampliamento dei soggetti che possono fare incontro domanda-offerta di lavoro, nuove tipologie di contratto (il lavoro a chiamata, ripartito, le nuove Co.Co.Co., ampliato il ricorso al lavoro interinale), è stato migliorato l'apprendistato e la novità del "buono" per il lavoro occasionale. Riforma a nostro avviso positiva, ma certamente alcuni elementi vanno rivisti. In linea di massima alla Cisl l'impianto va bene purchè ci sia trattativa, negoziazione, se ognuno può dire la sua su qualsiasi questione.
In questa intervista Angelo Irano fa il punto su un aspetto molto controverso della riforma Biagi: le collaborazioni coordinate e continuative (cd cococo).
Intervista a Pietro Ichino sugli effetti delle legge che precarizza completamente il mercato del lavoro. Il caso limite della trasformazione dei co.co.co. in «assunzioni a progetto»: premessa per l'assunzione o destabilizzazione dei posti a tempo indeterminato?
Kataweb Intervista a Michele Tiraboschi professore di Diritto del Lavoro all'Università di Modena e consulente del ministero del Welfare per la riforma sul mercato del lavoro
A due settimane dall'approvazione del decreto che rende il lavoro più flessibile, il governo incontra i sindacati. Csil e Uil chiedono numerose modifiche; la Cgil lo boccia: "E' un obbrobrio"
Il ministro del Welfare risponde alla lettera che gli era stata rivolta dalla Pastorale sociale e del Lavoro piemonteseRoma 18 ott. (Adnkronos) - La legge Biagi e' concepita soprattutto in "in funzione delle fasce piu' deboli del mercato del lavoro". E' quanto contenuto nella missiva che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha inviato ai vescovi italiani rispondendo alla lettera aperta sulla riforma che gli era stata rivolta dalla Pastorale Sociale e del lavoro del Piemonte lo scorso 23 settembre. La riforma, ad avviso del ministro, mette al centro la persona con i suoi diritti e la sua responsabilita'.
Si chiama “Microcredito Sociale della Compagnia di San Paolo” ed è un Progetto che si affianca ad altre importanti iniziative avviate a sostegno delle categorie sociali deboli, settore su cui tradizionalmente la Compagnia è fortemente impegnata.
Dopo due giorni di annunci mirabolanti, la controriforma del mercato del lavoro è arrivata sul tavolo del Consiglio dei ministri. Si sa per certo che gli articoli stilati senza nessun confronto informale con le parti sociali e con le Regioni sono 86. Sostanzialmente si demolisce completamente il tessuto legislativo che regola collocamento e contratti a pochi anni dall'avvio di riforme precedenti (il collocamento dell'Ulivo è stato messo a punto nel '97), con un blitz in Consiglio dei ministri «cucinato» tutto nelle stanze del ministero. Alla faccia del «dialogo sociale» propagandato dal centro-destra, che continua ad affermare che la delega è frutto di un confronto. Ma la sua applicazione - che il governo vuole in vigore da settembre - non pare proprio così.