Informatipico - Agosto 2005 - Numero 8
Infatti, rispetto al lavoro dipendente, il rapporto di collaborazione per il lavoratore o la lavoratrice significa:
salari più bassi
contributi per la pensione molto più bassi
nessuna regola sugli orari di lavoro (salvo quelle stabilite dal datore di lavoro)
nessuna maturazione di ferie
minori diritti su malattia e maternità
nessuna maturazione di TFR (trattamento di fine rapporto)
minori garanzie di stabilità del lavoro
nessun diritto sindacale.
Dopo lunghe battaglie condotte dalle organizzazioni sindacali, c'è una legislazione che avvia un percorso che punta a far superare l'abuso dei contratti di collaborazione.
La Legge Finanziaria 2007 ha stabilito una procedura che consente entro il 30 aprile 2007 ai datori che hanno in carico dei co.co.pro. irregolari di regolarizzare la situazione, assumendo i lavoratori e le lavoratrici come dipendenti e mediante stipula di un accordo sindacale. L'effettuazione della procedura consente al datore di lavoro di sanare le questioni relative ai periodi di lavoro pregressi, anche mediante il versamento di parte dei contributi mancanti; i diritti salariali dei lavoratori per i periodi pregressi vanno definiti nell'accordo sindacale e con il consenso di ciascuno che deve essere manifestato mediante la sottoscrizione di un verbale individuale di conciliazione.
Per tutti i lavoratori assunti, il datore di lavoro accede ai benefici previsti dalla legge, maggiori se l'assunzione è a tempo indeterminato.
Dopo la data del 30 aprile, verranno intensificate le azioni di controllo da parte dei competenti organi di vigilanza e le situazioni irregolari verranno sanzionate nei termini di legge.
Quindi è interesse dei collaboratori e delle collaboratrici attivarsi per ottenere i diritti che spettano loro, potrebbe anche essere interesse dei datori di lavoro
CGIL 011 2442209 - 2442459
CISL 011 533951 - 5454450
UIL 011 2417100 - 2473537