Informatipico - Agosto 2008 - Numero 5 Terza Serie

Informatipico

Le Storie

ICT: nuovi lavori (3)

“Il mio percorso formativo prettamente scolastico è stata una componente solo parziale, avendo io lavorato per mia passione e volontà personale molto da autodidatta. Fino da quando ero molto giovane, attorno ai nove, dieci anni quando la passione per i computer mi ha avvicinato comunque agli allora Vic 20, Commodore 64 e da lì praticamente, sempre rimanendo sul versante programmazione, non tanto, diciamo, video gioco, ho accumulato le mie conoscenze…

Finita la scuola superiore, il liceo scientifico, ho comunque frequentato l’università per un corso di laurea pieno al Dipartimento di Informatica di Torino, laureandomi in Scienze dell’Informazione nell’anno 2002. Un periodo più o meno lungo, visto che comunque in mezzo ci sono state tante scelte di carattere professionale e familiare, per cui in pratica io, al momento della laurea, avevo già quei sette anni circa di esperienza lavorativa, anche se non a tempo pieno, alle spalle.

A partire dal 2000, in sovrapposizione per ben due anni con la chiusura dell’università, ho avuto l’idea di aprire un’attività personale, che si occupasse di un’area geografica dove non avevo trovato nulla di simile, l’area torinese. Un’attività legata alla realtà virtuale e simulazione, motori grafici 3D in real time e così via…

Ho potuto fare qualche visita episodica in altre regioni, nella fattispecie Lombardia, Emilia Romagna, il Lazio, dove il mercato dell’informatica è molto sviluppato, e dove avrei potuto trovare da subito lavoro,  per il tipo di conoscenze che già possedevo, a partire dalle quali comunque volevo maturare ulteriormente.

Ma, anziché scegliere di diventare dipendente, e quindi sradicarmi dalla mia regione e dalla mia città, ho preferito darmi un certo numero di anni come bonus per vedere di riuscire in qualche modo a creare qualcosa di mio. Così è stato: diciamo che con un’apertura in gennaio 2000, l’attività comunque è stata creata e la si sta portando avanti.

Le risorse iniziali erano veramente minime in tutti i sensi: relazioni, clienti arrivati da attività precedenti non ce ne erano assolutamente, soprattutto perché le attività precedenti non avevano nulla a che fare con quella che è diventata la mia l’attività, l’oggetto sociale dell’azienda, scelto e formalizzato in sede legale. Il lavoro rappresentava più, diciamo, una risposta a un desiderio personale, a una volontà personale, che non invece, sebbene anche, in parte, una continuità rispetto alle esperienze lavorative fatte precedentemente, legate sempre al mondo informatico, legate sempre al mondo della programmazione, della progettazione, ma non assolutamente al settore nello specifico grafico 3D, grafico 3D in real time. Risorse economiche praticamente nulle: la nostra scelta iniziale è stata tra virgolette “coraggiosa”, ma forse anche avventata, perché comunque si è partiti con una base economica data al più da quelle che potevano essere risorse assolutamente personali.

Si sono invece formulate delle collaborazioni, più strette nei primi periodi della società, e più elastiche successivamente, con liberi professionisti che hanno coperto, sempre e comunque, i versanti della programmazione, quindi legati a quello che è l’oggetto sociale. L’azienda, essendo una software house, parla soprattutto il gergo della programmazione.

Studi e piccole società che prima potevano considerarsi studi grafici -che mettono insieme architetti, o geometri- si stanno riorientando all’utilizzo del 3D in tempo reale. Conosco alcuni di questi studi, nei quali la base grafica e creativa prevale su quella informatica… Altri, sebbene non legati al mondo dei videogiochi, hanno fatto la scelta di sviluppare in casa, esattamente come noi, uno strumento tecnologico di realtà virtuale, quindi con l’intento di poter mostrare e di creare valore aggiunto su dei prodotti che sono da sempre statici, rendendoli de-statici e vivi. Questa è una testimonianza del fatto che, probabilmente, questo settore incomincia a diventare più solido. Io ho la certezza, anche per tanti altri input, che il 3D e il 3D in tempo reale stanno prendendo piede.

“Il mio percorso professionale è un puro e semplice esempio, ma in questi nuovi settori ogni storia è una storia diversa. L’autoformazione è stata fondamentale, senza nulla togliere al forte sostegno della formazione universitaria. La svolta è stata poi la scelta di mettere su un’impresa. Questi due aspetti sono parte di una storia specifica, la mia. Non sono sollecitazioni per tutti e, soprattutto, non posso dire come sarà nel futuro. Probabilmente, l’aumento di offerte formative ed anche la possibile espansione del mercato e dell’interesse di aziende di dimensioni medio-grandi, apriranno scenari differenti.

Gli sviluppi più recenti ci hanno portato a mettere in discussione la nostra scelta di creare un’azienda, ed ad essere allo stesso tempo imprenditori e tecnici… probabilmente i campi di applicazione della modellazione 3d e della simulazione si stanno estendendo, e comincia ad esserci una maggiore consapevolezza e cultura anche tra i committenti. Vi è quindi maggiore interesse da parte delle aziende informatiche medio-grandi a incorporare capacità e competenze legate a questo campo.
Anche la nostra società è in via di smobilitazione, perché diverrà, crescendo in dimensioni e risorse, una parte di un’azienda informatica più grande, una holding che mette insieme diverse aziende che integrano soluzioni e prodotti diverse.