Informatipico - Agosto 2008 - Numero 5 Terza Serie

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Le Storie: Il mestiere di scrivere - seconda parte

Redazione

Federica Matteoli (39 anni) e Luisa Castellani (38 anni), sono socie in un service editoriale che svolge tutte le lavorazioni di un libro, dalla redazione fino alla stampa.
Oggi hanno tre dipendenti e più di 20 collaboratori quasi tutti con partita iva, ma l’avventura è iniziata una decina di anni fa.

Federica Matteoli aveva appena 24 anni quando decise di fondare una casa editrice: " l’opportunità giunse dalla proposta di editare l’house-organ di una piccola associazione di categoria con cui collaboravo". Laureata in storia medioevale, Federica guardò poi con interesse alla saggistica universitaria e in particolare a quella storica: in quest’ambito rinsaldò la collaborazione con Luisa, anch’essa medievista, che nel frattempo aveva pubblicato per i suoi tipi la propria tesi di dottorato e curato alcune traduzioni.

L’avventura editoriale di Federica dura cinque anni, dopo di che, vende il marchio ad un gruppo editoriale per cui lavora nei due anni successivi. Nel frattempo matura in lei l’idea di dare vita ad un service: " …in un mercato molto duro, l’incentivo pubblico alle imprese femminili è stata l’occasione per far nascere questa attività".

Due anni dopo, Luisa decide di seguire l’amica dall’altra parte della barricata e da autrice si trasforma in redattrice e socia del service. L’esperienza da editrice di Federica, quella da autrice e saggista di Luisa, fanno della loro impresa una realtà particolare: "…noi curiamo ogni aspetto del libro, la revisione dei testi, l’impaginazione, il reperimento delle immagini. Proprio il fatto di offrire servizi molto diversi ci permette di avere tanti collaboratori diversi per venire incontro alle richieste dei clienti". Avendo una solida preparazione umanistica, spiega Federica "…abbiamo scelto di specializzarci nella produzione di testi scolastici. Non è raro che il progetto ci venga delegato integralmente, spesso abbiamo un rapporto diretto con gli autori, creiamo un prodotto che poi esce con un proprio marchio…". A questa attività, si affianca una forte produzione di manualistica, e di saggi :" …in fondo la cosa meno divertente- racconta Luisa - è la narrativa, quando si tratta solo di fare lavoro redazionale".

Dei tre dipendenti, racconta sempre Federica, una è redattrice, una si occupa dell’amministrazione, uno è grafico: " …dare un prodotto finito per noi è molto importante e in questo, il lavoro di un grafico è fondamentale, così come avere le competenze per costruire e reperire l’apparato di immagini".

Tra i collaboratori alcuni sono più o meni fissi :" …con i collaboratori c’è un forte rapporto di stima, tendiamo a lavorare quasi sempre con gli stessi grafici, impaginatori o illustratori…". Aggiunge Luisa:"…il nostro lavoro è discontinuo, in certi periodi dell’anno impazzisci e in altri sei molto tranquillo. Questo ci obbliga ad avere una struttura snella. Non possiamo assumere e rischiamo di perdere collaboratori preziosi. C’è un unico sistema per fidelizzarli. Trattarli il meglio possibile.". Il rapporto fiduciario è molto importante :"… le case editrici spesso si rivolgono a noi quando non riescono a trattare internamente un libro e farlo uscire nei tempi stabiliti. Bisogna lavorare in fretta e bene….". Forse per questo, quasi tutta la rete dei collaboratori è stata costruita per conoscenza: "…abbiamo quasi sempre proceduto per conoscenza, coinvolgendo compagne di università e poi amici o persone segnalate da altri collaboratori. Ci arrivano molti curriculum, ma sinceramente è raro che vengano presi in considerazione: non ce lo possiamo permettere.".
Non hanno mai utilizzato stagisti "..un poco siamo contrarie –racconta Federica- all’uso e abuso di stagisti che si sta facendo, preferiamo pagare bene una persona che garantisca un lavoro ben fatto piuttosto che non pagare affatto qualcuno da dover seguire…".

La loro è una impresa quasi tutta al femminile: "…abbiamo cercato di costruire un luogo di lavoro attento alle esigenze personali, che innanzi tutto sono le nostre. Abbiamo puntato molto sull’informatizzazione usando anche una legge regionale, cogliendo in questo l’opportunità di alternare il lavoro in ufficio con il lavoro a casa".

Su un consiglio da dare ad un aspirante redattore sono entrambe d’accordo: "…essere presentati da qualcuno o essere presentati da un “master” o presentarsi da soli, l’importante è essere costanti". Si entra a lavorare in un piccolo service, ma vale anche per una piccola casa editrice, : "…sulla base di una occasione contingente, perché c’è un lavoro da fare. E’ importante proporsi spesso fino a quando non si prospetta una opportunità, e soprattutto fare esperienza nella scrittura e nella revisione di testi…". L’occasione contingente e quella che ha sfruttato Manuela Pietrini (34 anni) che ha incominciato collaborare con una grossa casa editrice nel 1999. Le si era da poco laureata il legge: "…stavano rivedendo un testo giuridico, non è stata una scelta facile rinunciare alla professione per dedicarsi al lavoro redazionale ". Alcune lauree specialistiche paiono così aprire più facilmente le porte a delle collaborazioni editoriali : "…non so se è una regola generale, ma credo che laureati in ingegneria, in legge, medicina ecc… siano favoriti nelle collaborazioni editoriali. Si tratta infatti di saperi specifici, e spesso chi ne è detentore non è interessato ai lavori editoriali…". Manuela però ha smesso di occuparsi di diritto e da qualche anno, sempre come consulente, lavora in una redazione culturale: "…una volta che ci si è messe in luce e si è costruito un minimo di fiducia, non è complicatissimo spostarsi da un settore ad un altro".

Una storia per certi versi analoga a quella di Francesco Bertello (25 anni). Lui ha seguito un corso di multimedialità all’Università e il docente lo ha indirizzato verso un piccolo service per uno stage: " …per circa un anno mi sono occupato di ricerca iconografica. Poi sono stato prestato ad una grossa casa editrice per svolgere lavoro redazionale. E’ probabile che presto si attivi una collaborazione diretta".

Marco Cedrone, è di un anno più giovane, ha seguito un corso universitario in Tecnica e arte della stampa, ma le ossa se le è fatte durante uno stage in uno studio grafico : "… era un ambiente giovane. Ho chiesto se potevo esercitarmi con i software di impaginazione, ho studiato molto da solo, facendomi poi aiutare quando non capivo qualche cosa…". Marco è l’unico tra quelli che abbiamo intervistato chiamato a lavorare in un service per aver mandato un curriculum "… sono stato fortunato. In quel momento avevano assoluto bisogno di un grafico. Ho mandato il curriculum via mail, mi hanno chiamato il giorno stesso e dopo una piccola prova mi hanno fatto un contratto di praticantato…". I modi per avvicinarsi all’editoria sono evidentemente molti. Tranne che nelle grandi case editrici, le possibilità di ottenere una assunzione sono rare. Può essere utile guardare a professionalità non redazionali, come quelle legate alla grafica o quelle commerciali cui puntano alcuni Master. Ci spiega sempre Federica Mattioli "…probabilmente sono seri quelli organizzati dai grandi gruppi editoriali, che sono anche gruppi industriali, che si occupano di formare figure amministrative più che redazionali…o quelli sostenuti da alcune grandi università…". Il consiglio anche in questo caso è sempre lo stesso: "…valutare chi sono i docenti e dove sono offerti gli stage…". L’attività editoriale non va comunque mitizzata, di molti che iniziano tantissimi lasciano perché trovano attività assai più gratificanti. Quelli che resistono, soprattutto in una grande casa editrice, possono entrare a far parte della piccolissima cerchia di professionisti che decidono cosa pubblicare, ma è un percorso molto lungo.