Informatipico - Agosto 2008 - Numero 5 Terza Serie

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Creatività e lavoro: la scheda

Redazione

Per orientarsi nel mondo della creatività, delle imprese ad essa ricollegabile, ed avere un quadro dell'evoluzione di questo particolare settore dell'economia, può essere interessante leggere alcune delle ricerche pubblicate in questi anni.

"Italia nell'era creativa"
, redatto nel 2005 dal “creativity group europe” con il sostegno di numerosi enti locali, fa propria la tesi del sociologo americano Richard Florida, secondo il quale le città che ospitano lavoratori coinvolti in attività creative (in un’accezione ampia nella quale rientra l’ingegnere come lo scrittore, il designer come il businessman) si rivelano nel tempo più competitive delle altre e calcola, secondo un complicato indice che mette in relazione creatività, diffusione di tecnologie e tolleranza nei confronti di nuovi stili di vita, l'indice di creatività di numerose città italiane.

Partendo dagli stessi presupposti di Florida ma con una attenzione più spiccata alle professioni in senso stretto creative sulla scena milanese è la ricerca condotta sempre nel 2005 da Xing, un gruppo attivo nell'organizzazione culturale, per conto di Assolombarda "La scena creativa a Milano"

L'anno precedente un'altra ricerca, condotta dalla Università Bocconi dal titolo emblematico "Per una creatività che rilanci Milano", aveva provato a fotografare nel capoluogo lombardo la consistenza del ceto creativo i sui punti di forza e i suoi punti di debolezza

Più originale rispetto allo schema di queste ultime, anche perché pubblicata nel 2006, la ricerca voluta dalla CNA torinese su "Creative economy a Torino", che cerca di ricondurre all'interno del concetto di economia creativa, sia il sistema dell'arte sia quello delle offerte per il tempo libero, senza perdere di vista i comparti più tradizionali della PMI, incrociando dati tanto qualitativi quanto quantitativi.

Altrettanto interessante, per la comprensione del concetto di economia creativa è il portale di TURN la prima creative comunity italiana, nata a Torino attorno ai temi del design nella sua eccezione più ampia

La provincia di Vicenza, invece, ha inaugurato nell'inverno 2006 la fondazione del Distretto Creativo Italiano, un organismo trasversale che mappa e mette in relazione le potenzialità creative italiane nate attorno all’asse Milano-Torino-Veneto.