Informatipico - Agosto 2008 - Numero 5 Terza Serie

Informatipico

Il Contesto

ICT: nuovi lavori (3)

La struttura della scheda permette di evidenziare i diversi aspetti da tenere in considerazione qualora si sia interessati ad intraprendere percorsi formativi e professionali di questo tipo. Viene offerta dapprima una descrizione delle attività concrete svolte dai professionisti; quindi vengono affrontate le opportunità e i rischi “del mestiere”, le chance formative, le attitudini personali e le competenze tecniche e trasversali richieste.

I percorsi formativi e professionali non sono linee continue, più spesso hanno la configurazione di una rete di opportunità, relazioni ed esperienze. Pertanto, in ciascuna scheda si trovano box di approfondimento dedicati ad alcuni aspetti del profilo – le offerte formative, dettagli tecnici e tecnologici, convegni ed organizzazioni del settore -, cioè informazioni ed attività che possono rappresentare utili sostegni e stimoli innovativi. L’invito è quello a viaggiare guidati dalla curiosità, navigare fra i tanti siti indicati e raccogliere idee ed insieme emozioni, le quali spesso aiutano a tracciare il proprio percorso personale, anche in ambito professionale.

Esperto nella progettazione e sviluppo di sistemi di realtĂ  virtuale e simulazione

Definizione e descrizione

Negli anni del primo sviluppo della cosiddetta net-economy, nella seconda metà degli anni ’90, alcune applicazioni e realizzazioni nel campo della simulazione e della realtà virtuale hanno assunto, in qualche modo, un ruolo di fascinazione e spettacolarizzazione delle possibilità insite nella rivoluzione digitale. Molto spesso, tuttavia, la produzione di modelli di realtà virtuale e simulazioni in 3d hanno mostrato solo aspetti superficiali delle proprie potenzialità, limitandosi in alcuni casi a rendere più accattivanti le presentazioni dei prodotti delle aziende o la rappresentazione della nuova economia. Per un certo tempo, quindi, questi nuovi campi di applicazione della tecnologia informatica hanno vissuto in una cornice marginale, almeno fino a quando non si sono palesate le possibilità di integrazione con altri campi della tecnologia e della scienza: la telefonia, il cinema, le scienze mediche, l’intrattenimento.

Modellazione 3d
[Modellazione 3d tratta dal sito di 3dTech]

L’analisi del profilo professionale sviluppato nelle prossime righe presenta diverse sfaccettature. Provando a partire da una definizione molto sintetica, potremmo chiamarlo “esperto nella progettazione e sviluppo di sistemi di realtà virtuale e simulazione”. Occorre, tuttavia, considerare questa definizione in modo complesso, dal momento che in Italia non vi è una nomenclatura ben definita, e si tratta di un know-how ancora poco riconosciuto organicamente nei percorsi della formazione universitaria.
Tale profilo professionale si colloca in un campo di ricerca e pratiche professionali che incontra la computer grafica, l’elaborazione di immagine, la programmazione informatica, la statistica, la matematica e la fisica in una nuova disciplina centrata sull’elaborazione dei dati in 3d.

Come si svolge il lavoro e con quali altri professionisti si collabora

Il lavoro si svolge essenzialmente in team di progetto. In genere, i progetti mostrano una certa polivalenza, dovendo affrontare contemporaneamente la modellazione di una realtà fisica in formato virtuale, la programmazione e la scrittura del codice informatico, l’adeguamento della realtà virtuale realizzata con le caratteristiche fisiche del contesto. Pertanto, i processi di lavoro coinvolgono skills (competenze) ed esperienze di diversa natura; in altre parole, questo settore necessita di capacità che difficilmente coincidono con quelle di un’unica persona.
Vi sono poi le relazioni esterne, con clienti e committenti. In genere, nelle aziende, anche in quelle di piccole dimensioni, i rapporti di committenza sono tenuti dai responsabili di progetto, o dalle figure che svolgono funzioni “commerciali”; tuttavia, nella costruzione di un modello tridimensionale o di una simulazione, gli sviluppatori del modello sono tenuti ad avere rapporti costanti con i tecnici del cliente, che conoscono il modello “reale” che dovrà essere “virtualizzato” (cioè conoscono ciò che il cliente vuole).

Naturalmente, questi modelli di relazione tra professionisti diversi variano a seconda del tipo di società. Nel caso di piccole aziende, non è raro che il cuore dell’attività sia costituito dalle competenze di progettazione e programmazione informatica, mentre le competenze di modellazione 3d possono essere acquisite da fonti esterne, ovvero da singoli professionisti o studi che si occupano di computer grafica. Sebbene sia un campo non ancora sviluppato a pieno in Italia, vi sono aziende di medie e grandi dimensioni che incorporano le diverse competenze che abbiamo illustrato, ad esempio creando una divisione, una business unit o un settore specifico che integri programmazione, modellazione e implementazione dei modelli tridimensionali.

Esempio: lo sviluppo di un simulatore di guida per bus

Si tratta di un progetto realizzato da una società torinese, di piccole dimensioni eppure capace di sviluppare un proprio software per la modellazione 3d. La commessa è giunta dal Gruppo Torinese Trasporti, ed era finalizzata alla realizzazione di un simulatore di guida, non a scopi promozionali ma strettamente formativi e rivolto all’addestramento dei conduttori degli autobus. Il progetto si è sviluppato basandosi sull’esperienza polivalente del team di lavoro. Dapprima si è analizzato il progetto nelle sue diverse parti e fasi di lavoro; quindi si è costituito uno specifico team di progetto. Parallelamente, ciascuno specialista si è messo al lavoro, sui propri compiti particolari: i modellatori 3d, una volta selezionato l’ambiente fisico da ricreare, hanno fotografato in dettaglio la zona, hanno interagito con gli uffici tecnici del Comune di Torino per poter confrontare la visualizzazione tridimensionale delle fotografie con una resa bidimensionale molto dettagliata tratta da piante della zona. Quindi, i modellatori 3d hanno realizzato con l’utilizzo di software dedicati un modello virtuale tridimensionale della zona interessata. Accanto a questo, è andato avanti il lavoro degli informatici, i quali, considerando le esigenze del simulatore e l’analisi del mezzo fisico di trasporto, hanno pensato come rimodellare questo mezzo in una simulazione, rispettando le regole fisiche del movimento. Questa è stata la prerogativa dei progettisti e programmatori del software, che hanno interagito con i modellatori 3d e contemporaneamente con gli esperti della GTT – meccanici, esperti delle linee dei bus -. Inoltre, hanno collaborato in questa fase anche matematici e fisici, con il fine di capire come ci si muove realmente mettendosi alla guida di un bus, affinché il modello 3d rispettasse le leggi fisiche del movimento.