Informatipico - Agosto 2008 - Numero 5 Terza Serie

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Il Contesto: I mestieri legati al suono

Redazione

Bisogna prendere molto sul serio il mondo dell’audio se, come racconta il 38enne Marco Canavese che coordina le attività didattiche della Scuola di alto perfezionamento musicale a Saluzzo (APM), il 95% dei 45 ragazzi che la scuola diploma ogni anno trovano un impiego entro i 12 mesi successivi.
Canavese, ha coltivato e coltiva una grande passione per la musica, ma a questa ha unito fin da giovanissimo un forte interesse per gli aspetti produttivi e la tecnologici.
Nel 1986 da vita, nella tavernetta di casa al suo studio di registrazione, dove con molte modifiche e investimenti lavora ancora adesso, e cinque anni dopo abbandona un dottorato di ricerca in biologia per iscriversi proprio all’APM di Saluzzo.

Nei primi anni ’90 racconta:" …la scuola di Saluzzo offriva già, come ora, una formazione teorica e pratica solidissima. Il passaggio dall’analogica al digitale era agli inizi. In pochi erano in grado di valutarne seriamente la portata…". Unendo le competenze acquisite a Saluzzo e la grande passione per la tecnologia Marco ha una intuizione e si inventa un lavoro:"… il mastering, cioè la preparazione di un disco per la riproduzione in serie, all’epoca veniva fatto solo a Milano, con macchinari che partivano da una sorgente analogica… Per intendere i brani venivano acquisiti in analogico, post-prodotti in digitale, riacquisiti in analogico e quindi spediti a Milano dove veniva fatto il mastering. In tutti questi passaggi, oltre che una discreta perdita di tempo era insita una perdita di controllo dell’autore sulla produzione…" . L’intuizione di Canavese è quella di munirsi di uno dei primi Mac e di uno dei primi software audio: "… con il mio computer ho incominciato ad andare negli studi a fare il mastering…". In questo ha anticipato una delle grandi rivoluzioni che l’informatica ha imposto e sta imponendo al mondo dell’audio:"…una volta compositore, arrangiatore, musicista, tecnico e produttore erano ruoli distinti. Oggi sia per motivi economici sia per motivi artistici l’elettronica ha permesso di far coincidere tutti questi ruoli in una sola figura…". Questo offre dei vantaggi: "…sia di carattere economico, abbreviando i tempi di produzione, sia di carattere artistico- il compositore infatti si relazione con un’unica figura…". Il ruolo di chi lavora in studio però è sempre più complesso: "…molti ritengono che l’elettronica abbia reso più semplice realizzare e produrre musica, c’è del vero però le competenze, la versatilità, chieste ad un buon tecnico audio sono molto più complesse che in passato. Da qui la necessità di studi molto solidi…". L’attività di Marco Canavese oggi si divide tra il suo studio di registrazione da cui è passata quasi tutta la scena musicale piemontese, l’attività all’APM di Saluzzo e le consulenze per gli altri professionisti. Sul futuro dell’audio non ha dubbi: "…lo dimostrano i dati della scuola, dalla tv ad internet, dalla musica ai videogiochi, nel cinema e nel teatro, la richiesta di effetti acustici e di un audio di qualità è sempre più sentita…" Per un giovane che voglia lavorare ne settore crede: " …la cosa migliore è essere il più possibile eclettici e poi bravissimi in una propria nicchia". Un consiglio che sembra essere stato fatto proprio, alcuni anni fa, da Riccardo Mazza. Mazza ha 42 anni, si avvicina al mondo del suono partendo anche lui dalla passione per la musica. Si definisce un regista multimediale ma in realtà è uno dei pochi interactive - designer italiani, cioè un artista esperto nel progettare installazioni e spazi dove immagini, suoni, sensazioni tattili si sommano nel comunicare oltre che suggestioni e stati d’animo anche vere e proprie informazioni (come l’illusione di essere nel bel mezzo di un campo di battaglia o di una foresta equatoriale).

Alla metà degli anni ’80, poco più che ventenne, inizia una carriera da compositore e musicista. Si occupa di musica progressive, un genere di nicchia ma molto diffuso a livello internazionale, tanto che riceve l’invito a trasferirsi alcuni mesi negli Stati Uniti per realizzare un album.
In quel paese racconta: " …erano davvero più avanti. Negli studi si stavano introducendo tecniche digitali ed un uso dell’informatica, completamente sconosciuta in Italia…". In particolare rimane colpito dalle potenzialità dell’informatica legata alla produzione e registrazione audio :"… era come essere nel paese dei balocchi. Ho perso molti mesi a visitare studi e imparare tecniche di registrazione. Alla fine il mio disco non è uscito e sono dovuto tornare a casa, ma sono riuscito a mettere a frutto quello che avevo imparato…".

In Italia mentre si dedica alla produzione discografica e partecipa in qualità di musicista a diversi dischi, inizia a collaborare con alcune aziende di distribuzione di software di composizione e post produzione musicale che intanto si stanno diffondendo nel nostro paese, e a studiare i linguaggi di programmazione. Arriviamo alla metà degli anni ’90, Riccardo Mazza inizia a sviluppare software e si mette a sviluppare sistemi per la spazializzazione del suono, in particolare è affascinato dalle tecniche di registrazione di suoni ambientali. Nel 1999 produce la prima Sound Library al mondo in Dolby Surround di suoni ambientali. Composta da 13 cd ha un enorme successo di critica. L’anno successivo inizia a cimentarsi con le tecniche di spazializzazione del suono abbinate a luce, video e grafica. Inizia a creare insatallazioni complesse e interattive per convention, musei e mostre (Palazzo Grassi, Pac, Museo dell’Automobile ecc…) fino a progettare e realizzare interamente quest’anno diverse esposizioni interattive, come quella del Museo Ebraico di Genova. Mazza che in questi anni ha sviluppato decine di software ed è un programmatore molto esperto :"… sia il valore aggiunto del mio lavoro, piegare la tecnologia ai contenuti e non il contrario…". Molti giovani, ritiene Mazzi che da 10 anni insegna anche lui alla scuola di Saluzzo, che è membro della AE (Audio Engenering) Society e ha tenuto decine di workshop in tutta Italia "…piegano i contenuti alla potenzialità dei software, audio, video disponibili. Questo porta ad un inevitabile livellamento dei prodotti. E’ importante usare l’informatica e le tecnologie, non il contrario. I software possono essere modificati, usati in modo inatteso, itegrati, insomma, bisogna partire dai contenuti e dalle idee, non dall’informatica…" . Lui è un autodidatta, ma oggi gli strumenti per formarsi sul suono esistono tutti. "… la battaglia nel nostri paese è dio tipo culturale, quasi tutti designer interattivi vengono dal mondo dell’immagine. Non è normale dire sono andato ad una mostra e ho sentito dei suoni bellissimi…". Proprio questo però apre potenzialità inaspettate: "…l’attenzione al suono e alla sua qualità nel nostro paese non può che svilupparsi".