Sono 13.649 i cittadini che l’anno scorso, nel mese di settembre 2006, hanno presentato domanda di partecipazione al bando pubblico denominato Fondo a sostegno della locazione (relativo ai redditi percepiti ed al canone corrisposto nel 2004).
Il 30 ottobre 2006 è stato pubblicato l’elenco provvisorio degli aventi diritto al contributo individuato esclusivamente sulla base di quanto autocertificato in domanda, mentre l’elenco definitivo, aggiornato sulla base dell’esito delle opposizioni presentate, è stato pubblicato il 7 marzo 2007.
Da questa data sono stati avviati su tutte le domande i controlli di legge per verificare le dichiarazioni rilasciate relative alla composizione del nucleo familiare, del reddito ed i dati relativi al contratto di locazione registrato.
I controlli avvengono confrontando quanto dichiarato in domanda con i dati contenuti negli archivi informatici cui gli uffici comunali hanno accesso (ad es. l’anagrafe, il SIATEL – Agenzia delle Entrate, l’I.N.P.S. ecc.).
Nel caso di mancato riscontro delle dichiarazioni inserite in domanda, nell’ipotesi in cui venga meno il diritto al contributo, viene avviato il procedimento di decadenza con lettera raccomandata dando la possibilità all’interessato di chiedere spiegazioni, produrre documenti ed eventualmente presentare una memoria difensiva.
Se l’interessato non si presenta o fornisce documentazione non sufficiente per superare le contestazioni avanzate, il procedimento si conclude con la decadenza dal diritto al contributo e, nei casi previsti, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria.
Nel caso in cui i controlli hanno esito positivo si procede con il pagamento.
Le operazioni di pagamento sono inevitabilmente lunghe poiché coinvolgono un alto numero di aventi diritto (da 9.000 a 10.000) e durano circa tre/quattro mesi.
I pagamenti sono disposti per tranches successive di circa 1.500 nominativi dando la precedenza agli aventi diritto in situazione di debolezza sociale (disabili, anziani, famiglie con almeno due figli a carico e sfrattati).
L’individuazione dell’importo del contributo dovuto è il risultato di un puro calcolo matematico.
Il contributo corrisponde ad un rimborso dell’affitto pagato tale da abbattere l’incidenza di quest’ultimo sul reddito familiare al 24%.
Ad esempio se il 24% del reddito familiare è pari a euro 4.000,00 e l’affitto al netto delle spese pagato è pari ad euro 5.000,00 (quindi superiore al 24%) il contributo dovuto è pari ad euro 5.000,00 – 4.000,00 = 1.000,00 (poiché 1.000 euro consentono di abbattere al 24% l’incidenza del canone sul reddito complessivo).
Il contributo però effettivamente erogato non sarà di euro 1.000,00 perché il finanziamento regionale è di importo inferiore. Ad oggi la Regione Piemonte ha erogato alla Città di Torino (e a tutti gli altri comuni partecipanti al bando) un finanziamento, a titolo di acconto, pari al 34,67% del fabbisogno ed inoltre annunciato l’erogazione di un saldo, senza ancora comunicarne l’importo.
Per ragioni di trasparenza e di economicità dell’azione amministrativa, la Città pagherà il contributo dovuto in un’unica soluzione e non con acconto e saldo; le operazioni di pagamento inizieranno non appena verrà comunicato, a cura della Regione Piemonte, l’ammontare del saldo, condizione indispensabile per conteggiare la percentuale del contributo dovuto complessivamente ad ogni singolo beneficiario.