I vostri racconti EMILIA ROMAGNA: BERTINORO

Luci, sogni, leggende a Bertinoro

Nella piana romagnola che dal mare fino alle prime propaggini appenniche ospita cittadine inframezzate dal verde di frutteti e vigneti, si erge il colle di  Bertinoro. Sono 247 metri di dislivello improvvisi  che dalle stradine strette e ripide portano su fino al punto più alto della piazza comunale.

Qui si apre la grande terrazza di Romagna. Un lungo parapetto  che si affaccia sui tetti di cotto vicini e più in basso sulle macchie verdi di boschetti, vitigni ed olivi e su gruppi massicci di ville e monasteri, fino a sfumare negli agglomerati  urbani di Forlimpopoli, Forlì e Cesena. Lo sguardo si spinge avanti, fino alla costa,  fino  alla  fascia azzurra del mare e  alle piattaforme petrolifere all'orizzonte che lo dividono dal cielo.

Le sere d'estate a Bertinoro sono piacevoli e dolci, affollate di gente che dalle vicine città sale a cercare bellezza e frescura...l'aria tiepida che imbrunisce si accende di milioni di luci in lontananza, ed è allora uno spettacolo unico di cui godere seduti in qualche ristorante all'aperto, bevendo un bicchiere di sangiovese e di albana dolce e mangiando in compagnia.

C'è movimento a Bertinoro. La bellezza della natura si accompagna alla ricchezza e suggestione della cittadella arroccata, in cui le stradine acciottolate sembrano risuonare di antichi passi, in cui la struttura medioevale richiama la  difesa dalle  invasioni barbariche, ai sogni e alle leggende che questi pensieri evocano, ma esprime anche il bisogno di bellezza visibile nelle facciate dei palazzi, nella grazia dei particolari: colonne e finestre ad arco che risentono di influenze bizantine, portoni massicci e lavorati, torrette merlate.

Ma soprattutto testimonia la tradizionale ospitalità romagnola qui ampiamente esaltata dalla dolcezza del luogo e dal monumento all'ospitalità: una colonna fornita di anelle cui i cavalieri potevano legare le briglie del proprio cavallo. La colonna dell'ospitalità, che si trova nella piazza del Comune, rappresenta il più antico retaggio di questa propensione all'accoglienza, alla disponibilità, alla curiosità verso lo straniero della gente di Romagna.

Il nome Bertinoro, naturale evoluzione della prima denominazione romana di Forum Truentinorum viene fatto risalire, nel folklore locale, ad una leggenda. Si narra di Galla Placidia che, al momento di bere l'albana dorata, in una coppa comune e rozza, esclamasse: "Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di BERTI IN ORO!"

Un'altra versione vuole che il sommo poeta Dante, ospite di una famiglia del luogo, ricevendo lo stesso vino in una coppa d'oro prorompesse estasiato: Ah! BERTI in ORO!

Marni sogniesegni@supereva.it


 
 
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