I vostri racconti Francia: Corsica

CORSICA 2001
Appunti sparsi su una vacanza in un'isola meravigliosa a due passi da casa

Forse ho scoperto la mia vocazione: "informatore turistico".
Ero partito con l'idea di scrivere un resoconto di viaggio e sono scivolato pian piano in un testo di tipo alquanto diverso, un po' guida turistica e un po' depliant pubblicitario. Un calderone in cui si mescolano e si accavallano fatti, luoghi, nomi, riflessioni personali, informazioni che darei a qualunque amico mi chiedesse notizie sulla Corsica.
Inizialmente avevo pensato di modificarlo, poi - invece - ho deciso di lasciarlo intatto.
Prendetelo così com'è; se non avete mai visto l'isola di Napoleone forse vi farà venir voglia di andarci; se ci siete già stati, di ritornarci.
Se questo scritto sortirà un effetto del genere, fatemelo sapere; chiederò agli uffici turistici competenti la giusta ricompensa. Magari sotto forma di una vacanza gratuita in Corsica.

Prologo
Luglio 2001: eccomi per la terza volta in Corsica, con 13 anni in più sul groppone. E con un figlio che prima non c'era.
Oltre che con una sana e naturale voglia di vacanze, mi appresto a partire con una duplice sensazione. Parafrasando Carmen Consoli, mi definirei "curioso e felice": felice di tornare in un posto che mi è rimasto nel cuore e di portarci il mio piccolo Federico (4 anni); curioso perché non so come troverò la Corsica.
Mi spiego meglio. Da un lato mi chiedo come e quanto sia cambiata l'isola che, non a caso, anticamente i greci chiamavano "Kallisté" (isola della bellezza); ma, soprattutto, mi domando se - a distanza di tanti anni e con tanti altri viaggi sulle spalle (anche in paesi lontani) - proverò nuovamente la fortissima impressione che ebbi la prima volta che visitai la Corsica.

La sera della partenza
Siamo a Livorno e aspettiamo di imbarcarci sul traghetto; l'attesa è lunga, anche perché - per paura di trovare molto traffico sulle strade - siamo partiti con largo anticipo. Vicino alle auto in coda c'è chi mangia, chi gioca a pallavolo, chi legge alla flebile luce di una pila.
Federico continua a chiedere quando arriva il "draghetto", che finalmente sbarca con un'oretta di ritardo. E' pieno come il classico uovo; ci sistemiamo con i sacchi a pelo nella sala con i giochi per bambini, dei quali - ovviamente - Federico e sua cugina Valentina approfittano lungamente, insieme a una bambina di cinque anni incontrata sulla nave che, combinazione, verrà tra una settimana nel nostro stesso campeggio.

Primo giorno e prime impressioni
Sono le 7,30 e a Bastia fa già piuttosto caldo, ma è bello sentire nuovamente la terra corsa sotto i piedi. Dopo un lungo tratto senza storia sulla litoranea Bastia-Bonifacio (una delle pochissime strade paesaggisticamente brutte di Corsica) ci fermiamo a qualche kilometro da Solenzara, lungo la strada che va verso le montagne, per fare il bagno nelle acque pulitissime e fresche del fiume omonimo (Solenzara). Nel posto dove ero stato tanti anni fa ora ci sono un parcheggio a pagamento e un camping, ma a poca distanza si trovano pozze altrettanto belle.
Più tardi arriviamo alla nostra meta, il Golfo di Sogno, un campeggio sterminato (e semivuoto in questo periodo) preceduto da un viale e da un arco "di trionfo" degni di miglior causa.
Le prime impressioni sono contrastanti: la gestrice italiana è antipaticissima e il bungalow che abbiamo prenotato è decisamente spartano e con manutenzione approssimativa, ma è grande ha intorno c'è tutto lo spazio che si vuole. Inoltre è situato sotto una bella pineta.
Per quanto riguarda la spiaggia, potrebbe essere notevole in Liguria, ma è decisamente deludente per gli standard corsi. Niente paura, a pochi kilometri ci sono spiagge bellissime che non mancheremo di visitare.

Due settimane di mare
Le due settimane prenotate al Golfo di Sogno scorrono veloci tra spiagge, bagni, letture, riposo sulla brandina o sulla mia amata amaca messicana, peraltro quasi sempre "occupata" da Federico e Valentina.
Ci si sposta quasi tutti i giorni; se siamo in una spiaggia vicina torniamo al bungalow nelle ore più calde, altrimenti restiamo fuori fino a pomeriggio inoltrato.
Consigli: vicinissime al Golfo di Sogno ci sono - tra le altre - le belle spiagge di S.Cipriano e Cala Rossa. Un po' più lontano, ma sempre nella zona di Porto Vecchio, sono assolutamente da non perdere il golfo di Santa Giulia e la Palombaggia, forse la più famosa spiaggia di Corsica.
Il bello è che tutte queste spiagge sono libere e, se ci si allontana un po' dai parcheggi, c'è spazio più che sufficiente (anche in pieno luglio) per godersi il mare senza sentirsi una sardina.
Infine, nota per i "genitori": in quasi tutti i posti indicati le spiagge sono di sabbia fine e l'acqua è non solo pulitissima, ma anche tiepida e con fondali bassi. Insomma, l'ideale per chi ha bambini piccoli. Nella seconda settimana anche Federico, che non è mai stato molto amante dell'acqua di mare, si fa mettere i braccioli, nuota e fa il bagno da solo senza alcuna difficoltà.

Roccapina, la regina
Come detto, i bei posti di mare sono tanti, ma - almeno per la zona che abbiamo visto quest'anno - la palma di "regina delle spiagge" va, con 2 voti su 3 (Rosamaria ed io, mentre Federico ha optato per Santa Giulia) a Roccapina, una spiaggia un po' più lontana - circa 50 kilometri da Porto Vecchio in direzione Sarténe - dominata da una grande roccia che somiglia in modo impressionante a un leone.
Si tratta di una baia compresa tra due alti promontori, non molto grande, ma ben protetta dai venti e con un mare che offre colori, riflessi e trasparenze assolutamente straordinari. Un angolo di paradiso in cui non c'è niente; l'unica struttura turistica è il "camping municipal", collocato però a un centinaio di metri di distanza dal mare. Dall'alto, l'incombente leone di pietra sembra tenere sotto controllo l'intero golfo.
Forse siamo un po' influenzati dal fatto che, finalmente, non dobbiamo lottare contro il vento, assai più teso nelle spiagge della zona di Porto Vecchio, ma Roccapina è davvero una meraviglia.

Una prima risposta
Le due settimane di mare mi offrono una prima, ancorché parziale, risposta alle domande che mi ero posto all'inizio del viaggio; in particolare, noto con grande piacere che la Corsica è cambiata ben poco. Le spiagge sono ancora libere come le ricordavo e le strutture turistiche sono aumentate sì, ma in maniera più che accettabile; in particolare, si vedono molti residence qua e là (costruzioni basse, comunque, che non deturpano il paesaggio), ma nessun grande complesso. L'acqua, infine, è pulita e trasparente esattamente come 10-15 anni fa.
Anche la risposta alla seconda questione è positiva: ebbene sì, ho trovato diversi posti (come Santa Giulia, che non conoscevo, ma anche Roccapina, dove pure ero già stato) che mi hanno lasciato a bocca aperta e fatto pensare: "che meraviglia!".

Intermezzo: un giorno in montagna
Ma non siamo i classici "tipi da spiaggia", per cui ogni tanto dedichiamo un po' di tempo a qualche escursione nei dintorni (assai consigliabile è la città di Bonifacio, con le sue bellissime falesie, ma ci siamo già stati e stavolta la lasciamo perdere).
Una giornata è dedicata interamente alle montagne vicine a Porto Vecchio.
Uno delle cose più belle della Corsica è che si può passare in pochissimo tempo dal mare alla montagna, dal sole a picco alla frescura di boschi fittissimi. Ciò è possibile in quasi tutta l'isola; in particolare, in poco più di mezz'ora di auto si va da Porto Vecchio ai 1.000 metri di quota della foresta dell'Ospedale.
Tra le varie passeggiate che offre la zona, la più frequentata è senz'altro quella che porta alla cascata dal curioso nome di Piscia di gallo; veramente bella, così come i panorami che si vedono lungo il sentiero per raggiungerla. Il sentiero, già: è comodo e agevole per tre quarti, ma attenzione alla parte finale, in cui diventa estremamente ripido e scivoloso.
Un'altra volte, invece, abbiamo passato un pomeriggio alle pozze del fiume Cavo, un bel posto che offre il duplice vantaggio di essere vicinissimo a Porto Vecchio e di essere poco conosciuto. Si può fare il bagno nel fiume (pulitissimo, come quasi tutti i fiumi corsi) o stare tranquilli all'ombra dei pini, magari per il pic-nic.

La montagna
Dopo 15 giorni di mare, abbiamo dedicato l'ultima settimana di vacanza all'interno dell'isola: natura, montagne passeggiate e qualche sito di interesse artistico o archeologico.
Per un paio di giorni abbiamo gironzolato nei pressi del Colle di Bavella, uno straordinario posto di montagna con bellissimi boschi di conifere e guglie aguzze che ricordano molto le dolomiti. Impedibile per gli amanti dell'arrampicata e per gli escursionisti (mi piace di più chiamarli così piuttosto che trekkers); di qui passa anche la celebre GR20 (Grande Randonnée), il sentiero pedestre che attraversa l'intera Corsica.
Anche se avete poco tempo, non perdetevi il giro della Pianona, una piacevole camminata di poco più di un'ora che conduce fino a un altopiano con stupenda vista panoramica sulle Aiguilles de Bavella. Un pochino più lontano è il Trou de la bombe (Buco della bomba), un incredibile foro nella roccia di 7-8 metri di diametro.
Noi abbiamo fatto entrambe le escursioni; anche Federico ha camminato senza problemi, divertendosi a seguire le tracce di vernice che indicavano il sentiero.
E per dormire?: siamo andati al "camping municipal" di Zonza, con grande gioia di Federico, che non stava più nella pelle all'idea di montare la tendina e di dormirci dentro. Noi eravamo un po' meno entusiasti all'idea di dormire nei sacchi a pelo invece che in un comodo letto, ma che cosa non si fa per i figli?
Questo campeggio è altamente consigliabile: collocato in mezzo a una bella pineta a 3 km. da Zonza, costa pochissimo ed è poco attrezzato, ma assai piacevole. Occhio, se campeggiate qui tenete conto che siamo a 750 metri d'altezza e di notte può fare decisamente fresco, anche in luglio e agosto.

Archeologia e fuoco
Dopo due giorni di montagna e di fresco (anche troppo la prima notte), riscendiamo verso il mare visitando Filitosa, il più importante sito archeologico corso: niente di eccezionale, ma le faccine scolpite nella roccia, espressione artistica degli antichi abitanti dell'isola sono davvero curiose.
Poi rotta verso nord; se amate il vino non tralasciate una visita a qualche cantina: il Domaine Comte Peraldi o Clos Capitolo producono un vino rosso (la denominazione è "Ajaccio") decisamente interessante.
Qui ci è capitata una cosa curiosa. A poche decine di metri dalle tenute del Comte Peraldi siamo stati bloccati da un incendio che poi, tornando sul posto dopo una mezz'ora, si è rivelato essere limitato a pochi metri quadrati. Ma normalmente gli incendi sono ben più consistenti; purtroppo - come in Italia - anche in Corsica il fuoco si ripresenta ogni estate con la precisione di un orologio svizzero. E spesso si è costretti a cambiare itinerario perché le strade vengono bloccate.

Il trenino e Corte
Si torna poi in montagna nella foresta di Vizzavona, sulla strada tra Ajaccio e Bastia.
A parte le solite camminate, una cosa da non perdere è il "trinighellu", il trenino delle ferrovie corse che offre bellissimi panorami sulle montagne del centro dell'isola. Sono da vedere anche le stazioncine, che ricordano nelle architetture alcune nostre linee secondarie come la Cirié-Lanzo.
In treno si percorre anche un ponte ferroviario progettato da Eiffel; il "ferrodotto" scavalca la profonda valle del fiume Vecchio che, a dispetto del nome, ha un'aria vispa, fresca che invoglia al bagno e ai giochi d'acqua.
Ed eccoci a Corte, sede dell'Università di Corsica e capitale "morale" dell'isola. Non è una città bella in senso stretto, ma merita ampiamente una sosta perché ha un fascino particolare; lungo le sue strade a ciottoli, nelle piazzette circondate da severi palazzi e, soprattutto, nella fortezza che domina dall'alto la città sembra di percepire la fierezza del popolo corso.
Retorica? Visione stereotipata a metà tra "Asterix in Corsica" e i racconti "noire" degli scrittori francesi a cavallo tra '800 e '900? Forse un pochino sì, non lo nego. Ma se visiterete tutta la Corsica, vi accorgerete che Corte ha qualcosa di diverso dalle altre grandi (si fa per dire; Ajaccio e Bastia arrivano sì e no a 50.000 abitanti) città dell'isola.
Proprio nella "citadella" di Corte - e non si poteva scegliere collocazione migliore - si trova il "Museu di a Corsica", un bellissimo museo etnografico piuttosto recente (1997), progettato dall'architetto torinese Andrea Bruno. Da non perdere.
E se passate di lì verso ora di cena o di pranzo, c'è il ristorante omonimo ("del Museo"), che propone una zuppa corsa semplicemente favolosa. È sempre pieno, conviene arrivare presto o prenotare.

Ultimi spiccioli di vacanza
Da Corte è d'obbligo l'escursione alle bellissime Gole della Restonica, a pochi kilometri dalla città.
Preparatevi a trovare centinaia di turisti e grossi problemi di parcheggio per l'auto (conviene informarsi prima, ci sono anche pulmini-navetta), ma vale la pena di andarci comunque.
Si possono fare delle belle camminate in un ambiente alpestre che non ha niente da invidiare alle valli alpine oppure ci si può, più semplicemente, fermare lungo una delle tante, bellissime pozze di acqua verde smeraldo del fiume Restonica. Io sono andato fino al Lago di Capitellu, 1.900 metri, un gioiellino incastonato tra alte pareti rocciose; c'era ancora una lingua di neve sul lato esposto a nord.
Infine, il ritorno verso Bastia.
Bella la spiaggia di Ostriconi, ancora più bella (credo, io non l'ho vista) quella di Saleccia, che si può raggiungere dal Desert des Agriates per una pista assai sconnessa sconsigliata alle auto oppure, più comodamente, in battello da San Fiurenzu (la città che i francesi chiamano S.Florent).
Prima di rientrare a Bastia - a meno che non siate proprio astemi - non ci si può esimere dal fare una sosta a Patrimonio, capitale indiscussa del vino corso, nonché sede di un'importante rassegna internazionale di chitarra nel mese di luglio.
Vale la pena di dedicare qualche ora a girare qualcuna delle numerose cantine e assaggiare i loro vini. Qualche nome (giuro che nessuno mi paga per fare pubblicità) che mi sento di segnalare: Gentile, Orenga de Gaffory, Marfisi, Arena.

Il bilancio finale
La settimana nell'interno non fa che confermare le prime impressioni: la Corsica è sostanzialmente sempre uguale, sempre bellissima.
Ho ri-visto panorami, ri-percorso sentieri, ri-scattato fotografie (ad esempio, al Colle di Bavella o nella valle della Restonica) e ri-provato egualmente intense emozioni.
Riprendendo il traghetto verso il continente mi è venuta spontanea una riflessione: "possibile che in tutti questi anni non ho mai pensato di tornare in Corsica?". Sono seriamente intenzionato a "recuperare" nel prossimo futuro.

VARIE

Il cibo in Corsica
Se siete amanti del pesce, non aspettatevi grandi cose dalla Corsica. Come la vicina Sardegna, si tratta di isole prevalentemente "rivolte all'interno" per cui non esiste una grande tradizione gastronomica per quanto riguarda i prodotti del mare. Scordatevi, dunque, certe ricette liguri o campane, scordatevi gli invitanti piatti siciliani che Camilleri descrive con dovizia di particolari nelle storie del commissario Montalbano.
I prodotti più tipici di Corsica sono i salumi, particolarmente saporiti dato che i suini vivono in libertà e sono una via di mezzo tra maiali e cinghiali (maiali selvatici o cinghiali domestici?). Poi le castagne, che entrano tra gli ingredienti di buona parte dei dolci tradizionali, e il formaggio brocciu (pressoché identico alla nostra ricotta). Meno noto è il fatto che la Corsica è ai primi posti tra le regioni europee per la produzione di clementine.
Segnalo alcuni piatti che mi sono piaciuti:

  • Zuppa corsa (fagioli, fagiolini, patate, carote e altre verdure)
  • Cannelloni al brocciu e menta
  • Crèpes alla farina di castagne
  • Fiadone (dolce al brocciu)
  • Marmellata di clementine (sembra quella di arance, leggermente più dolce e aromatica)

Come bevande, oltre al vino (il Patrimonio su tutti), merita di essere assaggiata la birra Pietra, sulla cui etichetta si legge "accumudata cu a castagna".

Corsica o Sardegna
Infine, una riflessione sull'annosa questione "meglio la Corsica o la Sardegna?"
Fermo restando che si tratta di uno scontro tra campionissimi, e lasciando da parte la risposta banale "meglio tutte e due", la mia opinione è la seguente.
Come mare, coste, spiagge la Sardegna è superiore; la Corsica ha diversi posti che niente hanno da invidiare alla sua vicina, ma la quantità di spiagge belle e la varietà di coste che offre la Sardegna sono insuperabili.
Per contro - considerato che si tratta di un'isola piazzata in pieno mediterraneo - la Corsica ha un interno assolutamente straordinario: vi sono diverse catene montuose (che raggiungono, con il Monte Cinto, i 2.700 metri) e, di conseguenza, boschi di conifere che ti fanno pensare di essere in Scandinavia, fiumi e torrenti ideali per il bagno, fontane dovunque.
D'estate, mentre la Sardegna è secca e arida, con corsi d'acqua ridotti a rigagnoli, la Corsica è come un grande smeraldo verde incastonato nel mare.
A rischio di essere tacciato di eresia, mi sbilancio e dico: tutto sommato preferisco la Corsica. Ma - ripeto - è un confronto tra titani: 9½ alla Corsica e 9 alla Sardegna.

 


 
 
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