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Settore Politiche Giovanili
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Gli anni ’70: la nascita del progetto giovani
Nel 1977 la Città di Torino, prima in Italia, elabora un “Progetto Giovani” rivolto a chi tra i 14 e i 29 anni si trova a vivere situazioni di difficoltà sociale, per sperimentare nuove forme di integrazione. Viene istituito un Ufficio completamente dedicato alle Politiche Giovanili, puntando sulla cooperazione interassessorile e sulla collaborazione con il mondo della scuola e le associazioni del territorio. I principali interventi riguardano: incentivi al lavoro e formazione professionale, promozione della pratica sportiva, momenti di socializzazione, esperienze di scambi internazionali, prevenzione delle tossicodipendenze, reinserimento sociale dei giovani autori di reato.
1980 – 1984: attenzione all’informazione
Nascono due realtà storiche per il Settore. Nel 1982 viene inaugurato il primo centro InformaGiovani d’Italia, un servizio innovativo nel panorama nazionale per gli ampi orari di apertura, l'informalità degli spazi di accoglienza e l'attenzione ai diritti di cittadinanza. Le informazioni disponibili riguardano tutti gli ambiti di interesse dei giovani: formazione, lavoro, tempo libero, opportunità di partecipazione sociale, offerte di viaggi e vacanze, studio e lavoro all’estero. La rivista Informa Giovani nel 1980 diventa un periodico bimestrale; il gruppo redazionale formato da giovani collaboratori diventa uno strumento di comunicazione ideale tra le realtà giovanili e l'amministrazione cittadina. Tra le altre iniziative: istituzione del COSP (Centro di Orientamento Scolastico e Professionale) e della Consulta Giovanile; l’ufficio Arti e Spettacolo comincia la sua attività.
1985 – 1990: adolescenti e prevenzione del disagio
Nel 1985, anno Internazionale della Gioventù, si inaugura l’Assessorato alla Gioventù che si pone come punto di riferimento per individuare idonee risposte ai bisogni dei giovani. Nel 1987 nasce il Progetto GI.A.DA.Torino (GIovani e ADolescenti a Torino) che si occupa di prevenzione del disagio, delle tossicodipendenze e delle attività criminali da parte di minorenni. Verso la fine del quinquennio si affacciano le prime attività culturali, le esperienze di partecipazione, le occasioni di mobilità, le ricerche sulla condizione giovanile.
1991 – 1995: consolidamento delle attività
Tra il 1991 e il 1995 ci si pone l’obiettivo di creare delle strutture di servizio stabili: sul modello del Centro InformaGiovani iniziano a diffondersi i punti informativi nelle Circoscrizioni; nasce il progetto Spazi Metropolitani che prevede il recupero di luoghi per l’espressione giovanile; viene istituito il centro di ascolto ARIA (Ascolto e RIcerca per l’Adolescenza). Il 13 febbraio 1995 la Regione Piemonte promulga la Legge n. 16 “Coordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani”, per favorire la realizzazione di iniziative degli Enti Locali e dell'associazionismo giovanile nei campi economico, sociale e culturale.
1995 – 2000: i giovani come risorsa
Nel 1997 viene approvata la nuova delibera quadro “Torino Giovani, le politiche della Città. Indirizzi per il coordinamento e lo sviluppo”, che segna un chiaro cambiamento di prospettiva: pur non dimenticando i giovani in difficoltà, si sposta l’attenzione dal concetto di giovani come problema a quello di giovani come risorsa; questi gli orientamenti generali: attenzione all’ascolto, anche per le forme di comunicazione più provocatorie; coinvolgimento diretto dei giovani nella gestione della Città; sostegno dell’imprenditoria giovanile; creazione di un sistema di integrato di servizi che; apertura alla dimensione europea e internazionale. Nel 1998 il Settore cambia nome in “Gioventù e Tempo Libero” e caratterizza la propria attività per l’erogazione di servizi molto specializzati e qualitativamente elevati: il Progetto Periferie incentiva la partecipazione dei giovani nella loro zona di residenza, il Progetto Giovani per Torino offre occasioni di volontariato civico, il Progetto Itaca, interviene all’interno del carcere Ferrante Aporti per la riabilitazione e il reinserimento sociale; infine, il Centro InformaGiovani di Torino, su incarico del Ministero dell’Interno, elabora un Piano Nazionale di Classificazione delle informazioni rivolte ai giovani.
2001 – 2006: verso un nuovo ruolo sociale
Nel 2001 la pubblicazione del Libro Bianco sulla condizione dei giovani europei mette in luce nuovi aspetti su cui riflettere: progressivo aumento del limite di età per la fascia giovanile, percorsi di vita sempre meno lineari e non riconducibili a modelli comuni, allontanamento dalle istituzioni. Cambiando sensibilmente la realtà giovanile, cambia in parallelo la progettualità del Settore, che intende trasformarsi da ente che offre opportunità a soggetto facilitatore della partecipazione attiva dei giovani. Cambia anche il nome in “Settore Politiche giovanili”. Un elemento di innovazione è l’attenzione verso il lavoro di rete: nascono il tavolo “Giovani e territorio”, da cui si sviluppa la rete dei “Centri del Protagonismo Giovanile”, il tavolo “Giovani e scuola”, il progetto “Giovani e Idee a Torino” a sostegno dell’imprenditorialità giovanile. All’interno di queste iniziative i giovani vengono visti non come semplici destinatari ma come soggetti attivi e protagonisti . Nascono le prime iniziative di informazione “tra pari”; entrano nella sfera di competenza delle politiche giovanili temi finora inusuali come la casa e l’imprenditoria; il volontariato diventa una esperienza di cittadinanza attiva, a livello cittadino, nazionale ed europeo, anche in occasione di grandi eventi come le Olimpiadi Invernali del 2006.
Storia completa del Settore Politiche Giovanile in formato pdf.
Città di Torino - Settore Politiche Giovanili
Via delle Orfane 20 - 10122 TorinoE-mail: politiche.giovanili@comune.torino.it
Per comunicazioni relative a questa pagina: informa.giovani@comune.torino.it
Homepage TorinoGiovani: www.comune.torino.it/infogio/