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Sono comparsi
ai Murazzi, a Palazzo Nuovo, al liceo D’Azeglio e su altre
pareti ancora simbolo di passaggio e frequentazioni giovanili. Dalla
sera alla mattina, cinque giorni fa, migliaia di post-it gialli
sono stati disseminati in giro per Torino, dichiarato l’intento
di far sì che venissero staccati perché diventassero
un promemoria urgente: scoprire cosa volesse dire quel “To&Tu:
guardati attorno” stampato in nero.
Oggi la risposta: primo giorno della campagna promozionale “To&Tu.
La tua città, la tua creatività”. Un avvio di
campagna – il sistema di “guerrilla merketing”
per l’attesa dell’evento a cui si sono aggiunti striscioni,
affissioni e spot radiofonici – da manuale della comunicazione,
ma soprattutto con un committente fuori dall’ordinario: a
lanciare la promozione è il Comune di Torino.
È la prima volta che l’Amministrazione cittadina si
butta in un’impresa del genere e lo fa per rilanciare la politica
della gioventù, perché è ai ragazzi che questa
campagna mira, “a tutti quelli che ci possono offrire la loro
creatività” ha detto ieri mattina il vicesindaco Marco
Calgaro durante la presentazione.
Il progetto vuole mettere in collegamento quegli spazi già
operanti sul territorio, appena nati e di prossima apertura, che
in assoluta autogestione creativa avranno, a questo punto, il sostegno
ufficiale del Comune.
Sono luoghi che producono o propongono musica, arti visive, teatro,
cinema e attività ludiche in genere, tredici per ora, con
“veterani” quali “La casa della Tigre” o
“Alouan” in via Reiss Romoli 45, e altri direttamente
legati alle circoscrizioni come elencano le cartoline in distribuzione:
“Caos” in piazza Montale, “Cavallo Goloso”
in via Bardassano 4, “Cecchi Point” in via Cecchi 7,
“Centro di Produzione Musicale” in via Plava 177/6,
“Centro Dentro” in corso Siracusa 225, “El Barrio”
in strada Cuorgnè 81, “Elettronic Free Lab” in
via Miglio 20, “Il Capriglio” in strada del Traforo
del Pino 67, “L’isola che non c’è”
in via Ruvino 24 e “sPazi 211” in via Cigna 211.
“Ci sono cantieri aperti” ha detto ancora Calgaro, e
li si riconosce dallo striscione “Qui sta nascendo uno spazio
giovane per le tue idee”, così come c’è
la promessa per nuovi centri di funzionamento nel 2003 in corso
Umbria, corso Dante e strada delle Cacce, e altri in via di progettazione.
Testimonial della campagna studiata dall’agenzia “Proposte”
due mezzi volti di un ragazzo e una ragazza, e naturalmente c’è
la consueta Mole, disegnata però a mo’ di orecchino.
Pensare che nel primo studio era una mole piercing infilata nella
lingua dei due fanciulli, forse meno rassicurante per i genitori
ma più accattivante per i ragazzi.
Naturale che l’operazione ha fatto pensare a una volontà
di ulteriore emarginazione dei centri sociali: “Intanto questi
spazi hanno libera autonomia” ha subito sottolineato Marco
Calgaro, “dunque non si parla di gestione comunale ma solo
di rete di rapporti. Fra queste realtà e i centri sociali
i legami sono pressoché inesistenti, gli spazi la città
li ha e non è necessario conquistarli con l’occupazione”.
Tiziana Platzer
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